Grazie Presidente, sono 14 milioni ogni anno i matrimoni precoci e forzati e il dato è in aumento. Stiamo parlando di spose bambine costrette a sposarsi al di sotto dei 18 anni, ma spesso già dall'adolescenza e in taluni casi anche già dall'età di 8-10 anni. Nei quattro Paesi in cui i matrimoni precoci sono più diffusi (Niger, Ciad, Bangladesh e Guinea), oltre il 60 per cento delle minorenni sono già sposate. Ma anche nell'Asia meridionale si toccano percentuali superiori al 45 per cento. Sono dati allarmanti che riguardano il sud del mondo, ma anche i Paesi industrializzati e anche l'Italia, dove si stima che siano circa 2 mila le minorenni nate nel nostro Paese da famiglie immigrate che sono costrette a sposarsi negli Stati di origine dei propri genitori. Tra le molte implicazioni sociali e umane che ci indignano attraverso questi dati non possiamo tacere la grave violazione dei diritti umani delle spose bambine private drammaticamente del diritto alla salute e del diritto all'istruzione. L'impatto sulla salute è innanzitutto devastante. Ogni anno diventano madri 2 milioni di adolescenti di età minore di 15 anni e la gravidanza è la principale causa di morte per queste ragazze; morte dovuta alle complicazioni durante la gravidanza e il parto. E sono circa 50 mila le ragazze tra i 15 e i 19 anni che muoiono di parto, a cui si aggiunge una percentuale di morte dei neonati che raggiunge circa il 50 per cento. I matrimoni precoci, inoltre, si accompagnano spesso all'esperienza di vivere da adolescenti e sulla propria pelle l'incubo di abusi fisici e psicologici, l'aumento dei rischi di violenze, di infezioni da HIV ed altre malattie conseguenti ai maltrattamenti.
Una seconda terribile violazione dei diritti è l'esclusione dall'istruzione che si accompagna alla privazione dei diritti della salute. Le spose bambine, infatti, sono sempre costrette ad abbandonare la scuola. Pensiamo, ad esempio, che in Eritrea l'80 per cento di coloro che si sposano precocemente non ha mai frequentato la scuola. L'analfabetismo di queste giovani madri ha poi un impatto sui figli, sulla loro salute come le ricerche OMS dimostrano e sulla loro riuscita scolastica perpetuando un circuito vizioso che produce altro analfabetismo, altra violazione dei diritti. Di conseguenza il matrimonio contratto in età preadolescente o adolescente genera anche un impatto economico negativo sulla comunità in cui avviene poiché limita la capacità delle ragazze di contribuire alla crescita economica e sociale del Paese. Le ragazze che rimangono a scuola più a lungo accrescono infatti lo sviluppo economico e socio-economico parallelamente al proprio empowerment, all'autostima, alla possibilità di autodecisione. Trovano lavoro, trovano occupazione, migliorando il loro status sociale. Ritardano le gravidanze, rendendo più sicure le nascite e più efficace l'accudimento e la cura dei figli. Oltre a portare ignoranza e morte, i matrimoni precoci rubano di fatto l'infanzia a milioni di bambine, incidono negativamente sullo sviluppo verso l'età adulta, infrangono le speranze nel futuro e nella possibilità di diventare donne adulte, equilibrate, sane ed istruite. È quindi fondamentale – concludo – sostenere le campagne internazionali nonché i progetti e i programmi di cooperazione internazionale che puntano a prevenire e contrastare questo fenomeno e mi auguro che anche il nostro Paese possa essere in prima fila per favorire i diritti delle bambine, migliorando l'istruzione e i servizi sociali e coinvolgendo leader politici e religiosi delle comunità per migliorare le leggi e le politiche sociali e per promuovere una sensibilizzazione culturale che ponga fine a queste gravissime violazioni dei diritti umani (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).
Dichiarazione di voto
Data:
Martedì, 28 Luglio, 2015
Nome:
Vanna Iori