Il governo continua a navigare a vista sul caro carburanti, incapace di mettere in campo misure strutturali. Il decreto bollette ne è l’ennesima dimostrazione. Si continua a tirare avanti con proroghe temporanee sul taglio delle accise fino al primo maggio, rimandando ogni decisione con un generico “poi vedremo”, come dichiarato dal ministro Giorgetti. Ma cosa si intende fare davvero?
Si vuole continuare a inseguire le emergenze a colpi di decreto, oppure esiste una strategia per stabilizzare in modo duraturo i prezzi di benzina e gasolio? Ad oggi, non è dato saperlo.
Eppure, in campagna elettorale, Meloni e Salvini promettevano con toni altisonanti un taglio significativo delle accise, chiedendo fiducia agli italiani. Promesse rimaste tali. Nessuna riduzione strutturale, nessun intervento concreto.
Il quadro è lo stesso anche su altri fronti. Aumenti di stipendi e pensioni assenti, tutele sanitarie insufficienti, liste d’attesa ancora interminabili. Non si tratta di episodi isolati, ma di un insieme di mancate risposte che delineano con chiarezza le difficoltà economiche e sociali di questo governo.
Più che una direzione politica, emerge una gestione improvvisata, fatta di rinvii e soluzioni temporanee. E intanto i cittadini continuano a pagare il conto.
Lo dichiara Silvio Lai, deputato Pd della Commissione Bilancio della Camera