“Altro che sostegno concreto: quello annunciato dal ministro Lollobrigida è un intervento del tutto insufficiente, fatto di pochi spiccioli elettorali che non affrontano minimamente la crisi gravissima del settore della pesca. A fronte di rincari eccezionali del gasolio e problemi strutturali mai risolti, come i mancati indennizzi per il fermo pesca 2024 e 2025 e i ritardi nei ristori, il Governo risponde con una misura temporanea e limitata, utile forse alla propaganda ma non alle imprese”.
Così il capogruppo Pd in commissione Ambiente della Camera, Marco Simiani.
“Come Partito Democratico - aggiunge - lo diciamo da tempo: serviva un aiuto concreto e immediato fin dall’inizio, già dopo le prime tensioni sul fronte energetico e internazionale. Invece sono passati troppi giorni senza interventi efficaci, e oggi questo ritardo rischia di compromettere l’impatto delle poche risorse messe in campo. Il mercato, infatti, potrebbe assorbirle rapidamente, soprattutto alla luce della volatilità del costo del carburante, rendendo di fatto inefficace una misura già debole alla partenza. Il costo del carburante rappresenta una delle principali voci di spesa per i pescatori italiani, arrivando a incidere in alcuni sistemi di pesca per oltre il 40-60 per cento dei costi operativi complessivi. Nei primi mesi del 2026, i prezzi del gasolio nei porti italiani hanno registrato aumenti medi del 33 per cento, con punte fino al 42 per cento, superando spesso 1 euro al litro. Numeri che da soli spiegano la gravità della situazione. Le marinerie italiane sono allo stremo e molte imbarcazioni rischiano di non uscire più in mare perché i costi sono diventati insostenibili. Servivano interventi urgenti e strutturali, a partire da un vero sostegno sui carburanti e dallo sblocco immediato dei pagamenti arretrati. Così invece - conclude - si continua a ignorare la realtà e si mette definitivamente in ginocchio un comparto strategico per il paese”.