• 06/05/2026

Celebrato a Montecitorio il modello virtuoso Scarperia e San Piero a Sieve

“Le fusioni dei comuni, accompagnate da processi virtuosi di coinvolgimento dei territori, rappresentano una opportunità straordinaria di sviluppo, capace di ampliare l’offerta e la qualità dei servizi ai cittadini e rafforzare le comunità locali. In questo contesto l’esempio della fusione dei Comuni di Scarperia e San Piero a Sieve, dopo oltre 12 anni di risultati concreti, è emblematico”: ha dichiarato la vicepresidente dei deputati Pd Simona Bonafè intervenendo oggi, mercoledì 6 maggio, alla sala Berlinguer della Camera dei Deputati nel corso della presentazione del volume “L’improbabile unione”, dedicato al percorso che ha portato alla fusione dei Comuni di Scarperia e San Piero a Sieve. Hanno preso parte all’evento anche Elisabetta Boni, giornalista; Marco Semplici, ex sindaco di San Piero a Sieve; Federico Ignesti, sindaco di Scarperia e San Piero e Dario Parrini, senatore Dem e vicepresidente commissione Affari Costituzionali.

“Incentivare le fusioni dei comuni può rivitalizzare piccoli centri e garantire maggiori benefici per la popolazione. Come Partito Democratico abbiamo tentato, nell’attuale Legislatura, di introdurre norme per promuovere questi processi. Siamo riusciti a prorogare da 10 a 15 anni i contributi statali destinati ai Comuni fusi ma il nostro obiettivo è creare un quadro strutturale di interventi e risorse stabili”: ha proseguito Simona Bonafè.

"Le fusioni sono occasioni straordinarie di sviluppo e di crescita, non solo per i vantaggi finanziari che portano, ma anche per il fatto che consentono di programmare meglio lo sviluppo dei territori, di organizzare più efficacemente i servizi e di promuovere in maniera ottimale il patrimonio di competenze delle risorse umane degli enti locali. Per questo realizzare le fusioni è un atto di responsabilità nei confronti dei propri cittadini": ha dichiarato Dario Parrini.

“Quella della fusione fu maturata passo dopo passo con l'obiettivo di offrire servizi migliori, razionalizzare le spese pubbliche, unire le forze per affrontare le sfide del futuro; e, soprattutto, creare un’identità nuova che non cancellasse le tradizioni, ma le valorizzasse in una prospettiva comune": ha aggiunto Federico Ignesti.