“E il diritto di voto per i fuori sede? Studenti e lavoratori che sono costretti, per la distanza dal luogo di residenza, a non partecipare al voto.. Al Senato è ferma la proposta di legge, dopo che alla camera il governo ha chiesto la delega. Adesso la destra parla di inserire il provvedimento nella loro proposta di legge elettorale. Una riforma peggiore della legge esistente, che si può solo rifiutare, perché prevede un abnorme premio di maggioranza per chi raggiunge il 40% dei voti e prevede liste bloccate senza preferenze, alla faccia del potere degli elettori di scegliere i propri rappresentanti. Tanti giovani al referendum hanno votato ‘no’ anche per questa discriminazione che svantaggia la loro partecipazione al voto. La legge per il voto ai fuorisede va approvata, senza ricatti o manovre per modificare la legge elettorale in vigore” così il deputato democratico Virginio Merola.