D’Alfonso (Pd), incontri non in competizione con autorità giudiziaria ma finalizzati a innalzamento del quadro normativo
“La Commissione di inchiesta sul rischio idrogeologico non è in competizione con l’autorità giudiziaria ma ha come orizzonte l’innalzamento della qualità normativa sulla grande questione dell’impatto dei cambiamenti climatici, sull’uso del suolo ereditato e sul bisogno di copertura finanziaria e amministrativa per gestire seriamente le necessarie, ripetute e costanti attività di manutenzione”.
Lo dichiara Luciano D’Alfonso (Pd) Vicepresidente della Commissione d’Inchiesta sul rischio idrogeologico e sismico del territorio italiano, sull’attuazione delle norme di prevenzione e sicurezza e sugli interventi di emergenza e di ricostruzione a seguito degli eventi calamitosi verificatisi dall’anno 2019, che sta svolgendo diversi sopralluoghi nei comuni dell’Emilia-Romagna. E che oggi nel pomeriggio, nella prefettura di Forlì, proseguirà il ciclo di audizioni con gli amministratori locali.
“L’esperienza dei sopralluoghi in Romagna, ieri e oggi - prosegue D’Alfonso - produce utilità se consente la raccolta di elementi oggettivi che vanno ad arricchire il patrimonio documentale in giacenza, realizzato dalle istituzioni territoriali e centrali competenti in materia di gestione di suolo e sottosuolo. Confronti emotivi, così come valutazioni personalissime, possono al massimo soggettivizzare la fotografia della realtà ma non irrobustire il bisogno di elementi oggettivi. L’Emilia-Romagna e le altre regioni del Sud attaccate, chi prima e chi dopo, dal rischio e dal pericolo idrogeologico, meritano dai diversi livelli dell’ordinamento statuale una condotta di assoluto profilo e contenuto istituzionale”.