“Questo dibattito sulle primarie si deve chiudere. E dobbiamo fare una proposta concreta per affrontare la tempesta dei prezzi in arrivo, operando sul campo fiscale e assorbendo lì i margini di lievitazione”. Così il deputato del Partito Democratico, Roberto Morassut.
“Le primarie - continua Morassut- sono inevitabili. Sono un carburante di mobilitazione popolare. Non possiamo togliere alla gente una facoltà dopo averla meravigliosamente inventata e offerta e scegliere un leader come frutto di accordi di vertice. E non è giusto definirle come un scannatoio. Ci si confronta e poi si converge sul vincente condividendo un arco di valori comuni”.
“Il problema - spiega Morassut - è come le fai. La disciplina che ti dai. E soprattutto se le persone incarnano un programma e non solo delle sensazioni personali. Nel 2016 io feci le primarie per la candidatura a Sindaco di Roma. Ricordo che fui l’unico a presentare un programma organico di trecento pagine. Persi, senza il sostegno delle correnti di allora ma con quello della sinistra interna e di uomini come Eugenio Scalfari. La prima cosa che feci dopo l’esito fu salutare Roberto Giachetti e lavorai con lui nel ballottaggio”.
“Il Pd alle eventuali primarie, fatte così, deve andarci unito e con una sola proposta. Che inevitabilmente deve essere la sua massima espressione. Queste sono le uniche condizioni per avere uno schieramento mobilitato e con la sua legione più grande orgogliosamente in battaglia. La mancanza di una sola di queste condizioni indebolirebbe la coalizione”, conclude Morassut.