“È una situazione surreale: mentre il ministro Fratin continua a ostentare sicurezza sul piano del governo per il ritorno al nucleare, la maggioranza viene battuta alla Camera proprio sulla nomina di chi dovrebbe garantire la sicurezza nucleare del Paese. Un cortocircuito politico e istituzionale che certifica il caos interno alla destra e l’incapacità del governo di sostenere persino le proprie scelte su un tema strategico come l’energia”.
Lo dichiara Marco Simiani, capogruppo del Partito Democratico in commissione Ambiente della Camera, commentando la bocciatura nelle commissioni Attività produttive e Ambiente della proposta di nomina dell’ingegner Giorgio Graditi alla Consulta dell’Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione (ISIN), fermatasi a 28 voti contro i 31 necessari.
“Parliamo - aggiunge l’esponente dem - di sicurezza nucleare, di approvvigionamenti energetici e di transizione ecologica: temi decisivi per il futuro del Paese. Eppure la maggioranza va sotto anche su una nomina indicata direttamente dal governo. È la prova evidente di un esecutivo ormai allo sbando, diviso e senza una linea credibile”.
“Il tentativo di rilanciare il nucleare è già fallito alla prova dei fatti. È una scelta sbagliata e ideologica che, così come la intende il governo, farebbe fare un passo indietro all’Italia invece di investire davvero sulle rinnovabili, sull’efficienza energetica e sulla sicurezza del sistema energetico nazionale”, conclude Simiani.