• 29/04/2026

“A parole difendono la sovranità alimentare, nei fatti la indeboliscono. La bocciatura dei nostri ordini del giorno sul sostegno al comparto della pesca va esattamente in questa direzione: lascia sole le imprese e aumenta la dipendenza dell’Italia dalle importazioni”.

Lo dichiarano Antonella Forattini, capogruppo in Commissione Agricoltura alla Camera per il Partito Democratico, e i colleghi Marino, Romeo, Rossi, Vaccari, commentando il voto dell’Aula sul disegno di legge ‘Valorizzazione della risorsa mare’.
“Oggi - aggiungono - circa tre quarti del pesce che consumiamo arriva dall’estero. In questo contesto, scegliere di non sostenere la pesca italiana, già colpita dall’aumento dei costi energetici e dal calo delle risorse europee, significa accettare consapevolmente di perdere capacità produttiva. Abbiamo proposto una misura concreta: un credito d’imposta per compensare almeno in parte i maggiori costi di carburante. Una scelta pragmatica per evitare che molte imbarcazioni siano costrette a restare in porto. Il Governo ha detto no. È una decisione che pesa ancora di più se si guarda al quadro complessivo: nel prossimo ciclo europeo le risorse per la pesca scendono da oltre 6 miliardi a poco più di 2. Di fronte a questo scenario servirebbero interventi nazionali mirati. Invece si sceglie l’inerzia. Il risultato è chiaro: meno produzione nazionale, più importazioni, meno lavoro nei territori costieri. Altro che sovranità. Parliamo di circa 12 mila imbarcazioni e di centinaia di migliaia di lavoratori lungo tutta la filiera. Non intervenire significa mettere a rischio un settore strategico del nostro agroalimentare e intere comunità. Se davvero si vuole valorizzare la risorsa mare, servono scelte coerenti. Perché - concludono - senza sostegno alle imprese, la sovranità resta uno slogan”.