"Sul Ponte sullo Stretto il ministro Salvini sta tentando di forzare i tempi per avviare i cantieri, ma queste scorciatoie stanno portando il governo contro un muro". Lo afferma Marco Simiani, deputato Pd e capogruppo in Commissione Ambiente, commentando le ultime decisioni sull’iter del progetto. "Lo hanno evidenziato anche i magistrati della Corte dei Conti: mancano autorizzazioni fondamentali e la documentazione trasmessa al Cipess non consente né di sbloccare le risorse né di superare i necessari controlli", sottolinea Simiani.
"Si sta tentando di bypassare la Corte dei Conti per forzare l’avvio del Ponte, creando una grave confusione istituzionale. Una scelta irresponsabile che rischia di provocare un danno enorme non solo al governo, ma all’intero Paese. Le grandi opere si possono e si devono fare, ma vanno realizzate bene, nel pieno rispetto delle regole, delle valutazioni ambientali e con il coinvolgimento dei territori e dei cittadini.
Il Partito democratico e il centrosinistra – prosegue l'esponente dem – hanno sempre sostenuto le grandi infrastrutture quando utili allo sviluppo, come dimostra la Tav, realizzata garantendo tutte le autorizzazioni ambientali e contribuendo, anche con risorse europee, alla costruzione dell’opera".
"Oggi però - conclude Simiani - le priorità sono altre. Sicilia, Calabria, Sardegna e Basilicata stanno vivendo giorni drammatici a causa del dissesto idrogeologico. Invece di investire sulla messa in sicurezza dei territori, il governo parla solo del Ponte e scarica sulle imprese obblighi assicurativi per eventi catastrofali che non coprono nemmeno mareggiate e bombe d’acqua. È indispensabile cambiare paradigma: le risorse vadano subito alla messa in sicurezza del territorio. È la prima priorità per la sicurezza delle persone ed è anche una grande opportunità industriale per il Paese.