“A oltre dieci mesi dalla nostra prima richiesta, reiterata più volte attraverso interrogazioni, question time e una lettera indirizzata al Presidente della Camera Lorenzo Fontana, abbiamo finalmente ricevuto la relazione degli ispettori del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sull’operato dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale. Un’attesa ingiustificata che conferma quanto fosse necessario fare chiarezza”, dichiarano i deputati PD Valentina Ghio, Luca Pastorino e Alberto Pandolfo, che hanno ricevuto oggi la risposta del MIT dopo oltre dieci mesi dalla richiesta.
“Il documento consegnato oggi - proseguono - contiene elementi che non possono essere sottovalutati e che aprono interrogativi rilevanti sulle modalità di gestione adottate, in particolare per quanto riguarda i rapporti concessori e il rilascio delle licenze. Gli stessi ispettori parlano di “molteplici elementi documentali” che rendono opportuna una revisione prudenziale degli atti, a partire dalla verifica di eventuali conflitti di interesse nei procedimenti concessori più rilevanti. Significativa è la valutazione finale degli ispettori, che invitano a verificare la sussistenza dei presupposti per la costituzione di parte civile nei procedimenti penali in corso, anche alla luce della vicenda giudiziaria che ha coinvolto l’ex presidente della Regione Liguria Giovanni Toti. Una possibilità che l’Autorità portuale, pur potendola esercitare a tutela dei propri interessi economici e reputazionali, non risulta aver intrapreso”.
“Resta infine una questione politica e istituzionale che non può essere elusa: per oltre dieci mesi non è stato dato seguito alle prerogative dei Parlamentari della Repubblica, che avevano formalmente richiesto accesso a documenti rilevanti senza ricevere risposte nei tempi dovuti. Un comportamento che rappresenta un vulnus nel rapporto tra istituzioni e Parlamento. Per queste ragioni continueremo a monitorare con la massima attenzione gli sviluppi della vicenda e a incalzare il Governo affinché si faccia piena luce su quanto emerso, garantendo trasparenza, legalità e corretto funzionamento di un’infrastruttura strategica per il Paese”, concludono.