• 11/02/2026

“Apprendiamo con sgomento la notizia del decesso di un giovane trattenuto nel CPR di Bari, che secondo le prime informazioni disponibili sarebbe avvenuto per arresto cardiaco. Nel pieno rispetto del lavoro degli inquirenti e delle verifiche in corso, chiediamo che venga accertata con rapidità e trasparenza la causa e la dinamica dei fatti e che sia fornita al più presto una ricostruzione completa di quanto accaduto.

Da tempo segnaliamo che i CPR sono strutture in cui le condizioni di trattenimento possono determinare un grave deterioramento del benessere psicofisico delle persone, già spesso in situazione di fragilità. In questi luoghi si registrano con frequenza episodi di disperazione, autolesionismo e tentativi di suicidio, nonché pratiche insicure nella somministrazione delle “terapie”, o abuso delle stesse. E, troppo spesso, assistiamo a decessi classificati come dovuti a ‘cause naturali’ sui quali è doveroso interrogarsi: quando una persona muore mentre è sotto custodia dello Stato, non ci si può limitare ad archiviare il caso come inevitabile.

Per questo chiediamo alle autorità competenti di chiarire tempestivamente la dinamica di questa ennesima morte per CPR. È un dovere istituzionale che ogni verifica venga svolta senza ritardi e che gli esiti siano resi noti. È poi un dovere politico e morale vedere l’orrore dietro il sistema CPR, anche oltre questo tragico caso.

Ok Un pensiero di vicinanza va alla famiglia e agli affetti del ragazzo deceduto. Saremo in prima linea per chiedere trasparenza e per ribadire ancora una volta la necessità di chiudere per sempre questi luoghi disumani.” Così le parlamentari democratiche Rachele Scarpa e Cecilia Strada.