• 28/01/2026
"È importante far sentire la voce di condanna del Governo italiano per le violenze e le persecuzioni in atto in Siria ai danni delle minoranze etniche, e in particolare dei curdi e della loro esperienza democratica e solidale di autonomia basata su pluralismo etnico e parità di genere; nonché premere affinché l’UE e gli organismi multilaterali agiscano con tutti gli strumenti previsti dal diritto internazionale per fermare il Governo di Damasco e i suoi propositi di sterminio". È questo il cuore della lettera che Laura Boldrini, Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo, ha inviato al ministro degli Esteri Tajani. Al ministro si chiede anche "di fare suo l’appello urgente che la Mezzaluna Rossa Curda ha rivolto alla comunità internazionale, alle Nazioni Unite, all’Unione Europea e alle organizzazioni umanitarie affinché si apra al più presto un corridoio umanitario verso Kobane, allo scopo di consentire l’ingresso di aiuti salvavita: medicinali, carburante, cibo, generatori elettrici, coperte e assistenza medica d’urgenza". "Le Syrian Democratic Forces (SDF), le forze armate curde di Kobane e del Rojava, hanno per anni combattuto e alla fine sconfitto l’Isis con il sostegno della coalizione internazionale guidata dagli USA, pagando un prezzo altissimo in termini di vite umane. In questo modo hanno debellato una minaccia terroristica che incombeva anche sui Paesi europei e occidentali - si legge nella lettera -. Oggi la preoccupazione per una ripresa delle azioni dell’Isis torna a manifestarsi" come dimostrano le bandiere dell'Isis che sventolano a Raqqa. "Questo perché - spiega Boldrini - alle SDF è stato tolto il controllo delle migliaia di miliziani dello «Stato Islamico» che sono stati tenuti in sicurezza in prigioni e campi di detenzione, dai quali hanno già iniziato a fuggire".
"Milizie vicine al governo di Damasco, che dopo aver aggredito alawiti e drusi ora si accaniscono contro le popolazioni di etnia curda, si avvalgono anche del silenzio della comunità internazionale e della stessa Unione Europea, che nulla hanno detto su quanto sta avvenendo in queste settimane" prosegue la lettera. Da qui la richiesta a Tajani di far sentire la voce del governo italiano e di pressare per l'apertura di corridoi umanitari verso Raqqa.