"Al netto dei proclami ‘siamo il paese più bello del mondo’, (che è vero peraltro) e dei distintivi che questo governo ha provato a mettersi, in questi tre anni, sul turismo, abbiamo assistito alla totale assenza di una politica industriale strutturata, ordinata, seria. Facciamo gli auguri di buon lavoro al ministro Gianmarco Mazzi, che certamente ha competenze musicali. Se serviranno a cosa, lo vedremo. Tuttavia, come abbiamo già visto in questa legislatura, per un tassello così importante per l'economia del Paese, non si intravede una scelta di merito, di conoscenza profonda del settore. Questa è una nomina dettata da logiche che nulla hanno a che fare con la valorizzazione di un settore strategico. Dopo anni di battute e schiamazzi sul turismo che hanno imbarazzato la Meloni al punto di congedare il ministro uscente, una scelta con competenze consolidate sarebbe stata auspicabile”. Lo dichiara il deputato del Partito Democratico Andrea Gnassi, componente della commissione Attività Produttive ed ex Sindaco di Rimini.
“Il turismo - prosegue l’esponente dem - ha bisogno di investimenti. Serviva un piano nazionale degli aeroporti, il collegamento tra aerei e treni, un'azione sull'overtourism. Il 75% dei turisti si concentra su poche città d'arte come Firenze e Roma. Se le colleghi con mezzi elettrici e treni ai borghi della Toscana e del Lazio, decongestioni le città e distribuisci i flussi. Questo ha bisogno di una politica. Il turismo balneare, che vale il 30% del turismo complessivo, è stato completamente lasciato allo sbando, con le gare per le concessioni alla Bolkestein ignorate e non disciplinate".
"Il turismo - conclude Gnassi - cresce nel mondo, cresce in Europa, cresce anche in Italia negli arrivi. Ma gli arrivi internazionali in Spagna producono 159 miliardi di spesa, in Francia siamo nell'ordine di 78-80 miliardi, in Italia 70 miliardi. E la Germania ne fa ormai 67! Dobbiamo fare un salto e non avere un governo che fa sfilate e si mette distintivi sulle fatiche e i risultati di chi realmente lavora nel turismo. Abbiamo bisogno di far diventare seriamente il turismo un'industria strategica del Paese, che contribuisce all'11-12% del Pil e le proiezioni dicono può arrivare al 15-18. I contratti di sviluppo per riqualificare il sistema delle ospitalità e le aree in difficoltà vanno finanziati e non solo dedicati ad altre industrie. Il turismo ha bisogno di serietà, competenza e una politica industriale seria".