31/07/2025 - 12:48

"L’accordo tra Ue e Usa sui dazi è "disastroso" e rappresenta una vera e propria disfatta. Più che un’intesa è una resa a Trump. Una conseguenza certo della debolezza della presidente della Commissione. Ma va detto però che il suo mandato politico negoziale era molto fragile a causa di posizioni ambigue e di subalternità a Trump di alcuni governi nazionali, tra cui in particolare quello italiano. Meloni ha danneggiato e svenduto gli interessi nazionali in nome di un’alleanza politica con Trump". Lo ha detto Piero De Luca in un'intervista al Quotidiano Nazionale

"I dati parlano chiaro: lo stesso ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha annunciato un dimezzamento delle prospettive di crescita. Questo accordo farà molto male all’economia italiana. Per questo la premier dovrebbe venire a riferire in aula. Ha definito l’intesa “positiva”. Non capisco cosa ci sarebbe da festeggiare in una tassa che porterà a una riduzione dell’export italiano di almeno 20 miliardi di euro e che metterà a rischio oltre 100mila posti di lavoro".

"Ora serve rilanciare e rafforzare il lavoro sulle proposte che abbiamo avanzato per attenuare l’impatto dei dazi. Occorre rinegoziare e ampliare la lista dei prodotti che ne sono esenti. Servono investimenti per sostenere la domanda interna e investimenti comuni per arrivare a un’autonomia strategica dell’Europa. Servirebbe un nuovo Next Generation Eu da 800 miliardi per investimenti nelle filiere strategiche per difendere il modello sociale europeo. Servirebbe anche un programma simile al Sure per difendere l’occupazione e dobbiamo lavorare per arrivare a imporre una Global Minimum Tax alle grandi multinazionali. Infine, occorre cercare nuovi mercati di sbocco, accelerando su accordi commerciali come quello con il Mercosur e investire nella politica industriale interna".

 

30/07/2025 - 10:51

“Per sedere al tavolo dei Grandi del mondo occorre autonomia strategica nell’ecosistema dell’IA. Esistono oggi due soli attori globali, Usa e Cina. L’Unione europea deve scegliere il suo destino, puntare all’autonomia o divenire colonia di uno degli imperi. Strategia comune e investimenti senza precedenti sono la condizione perché l’Ue eviti un futuro da spettatore. Il governo Meloni, anche in questo campo, mostra assenza di visione e coraggio: il DDL sull’intelligenza artificiale è una gigantesca occasione mancata, un provvedimento a invarianza finanziaria, che non mette risorse e anzi complica la gestione di questa innovazione”, ha dichiarato Anna Ascani, deputata Pd e vicepresidente della Camera, intervenendo questa mattina a Montecitorio alla conferenza stampa di presentazione del libro “Il secolo dell’IA - capire l’intelligenza artificiale, decidere il futuro” di Lorenzo Basso, senatore Pd, e Marco Bani, Responsabile Affari Istituzionali del Gruppo Pd al Senato, edito da il Mulino.

 

Gli autori nel corso dell’iniziativa hanno evidenziato le motivazioni che hanno spinto alla pubblicazione del volume. Lorenzo Basso, Vicepresidente 8ª Commissione del Senato, ha spiegato che “l’IA non è neutra: riflette le scelte di chi la progetta e gli interessi di chi la controlla. Solo una società informata può pretendere regole giuste, efficaci, capaci di anticipare il futuro. Capire il funzionamento dell’IA è essenziale per governarne l’impatto invece di subirlo passivamente nella nostra vita”. Mentre Marco Bani, Responsabile Affari Istituzionali, gruppo PD Senato, ha concluso evidenziando il perché di un testo non specialistico ma divulgativo: “L’intelligenza artificiale non è un tema per addetti ai lavori: è già parte della nostra quotidianità. Questo libro nasce per offrire strumenti semplici ma solidi a chi vuole capire, partecipare e non delegare. Perché oggi, pensare criticamente la tecnologia è un gesto politico”.

 

29/07/2025 - 19:41

“Questo ennesimo decreto legge è un mosaico di micro misure relative a Università e scuola, senza un disegno organico né risposte strutturali ai bisogni del sistema formativo italiano”. Lo ha detto in Aula alla Camera Irene Manzi, capogruppo Pd in commissione Cultura, annunciando in il voto contrario del Gruppo del Partito Democratico.

“Il provvedimento – ha proseguito l’esponente dem – contiene interventi condivisibili, come l’estensione della copertura INAIL o la tutela dei laureati in Scienze dell’educazione, ma restano misure isolate.  Ancora una volta si spostano risorse già stanziate, senza investimenti aggiuntivi. Un gioco delle tre carte ai danni della ricerca e dell’istruzione. A fronte di un’emergenza crescente nel diritto allo studio, con migliaia di giovani che rinunciano all’università per motivi economici, il governo non dà risposte. I fondi per gli enti di ricerca sono in realtà il risultato di risorse spostate da un capitolo all’altro, le università statali sono in sofferenza, i precari della ricerca restano senza tutele”.

“Preoccupa – ha concluso Manzi - anche l’attacco all’autonomia della scuola e della didattica, come dimostrano i blitz in commissione Cultura su temi delicati come il consenso informato delle famiglie rispetto ad attività legate alla sessualità.  Non abbiamo la forza dei numeri per impedirvi queste scelte. Abbiamo però la forza per opporci come continueremo a fare. Nel Paese, nelle piazze, nelle aule parlamentari. Nel confronto quotidiano. Per continuare a dire che tutto questo non è e non sarà mai a nostro nome”.

 

28/07/2025 - 12:52

"I nuovi dazi americani al 15 per cento rappresentano un duro colpo per l’export italiano e uno degli aspetti maggiormente preoccupanti e’ l’impatto energetico". E’ quanto dichiara Marco Simiani, capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio.

"L’Unione Europea si è infatti impegnata ad acquistare 750 miliardi di dollari di energia dagli Stati Uniti entro il 2028, soprattutto gas naturale liquefatto e combustibili fossili. Questo non solo aumenta la nostra dipendenza energetica da paesi terzi, ma mette a rischio gli obiettivi di decarbonizzazione e autonomia strategica dell’Europa. Nel 2024, l’Italia ha infatti già importato oltre 10 miliardi di metri cubi di GNL statunitense, con un costo in crescita del 18 per cento annuo. Impegni aggiuntivi di lungo termine ridurranno lo spazio per le fonti rinnovabili e per gli investimenti nelle infrastrutture verdi. Il governo italiano esce sconfitto da questo accordo: occorre ora massima trasparenza, tutela per le imprese colpite dai dazi, e una strategia energetica europea fondata su rinnovabili, innovazione e sicurezza nazionale": conclude Simiani.

 

24/07/2025 - 19:40

“Il decreto sport discusso oggi in Aula in realtà, con lo sport ha poco a che fare. È meglio definirlo per ciò che è: una rappresentazione plastica della voracità insaziabile di questo Governo rispetto all’occupazione di poltrone, spazi, potere nel mondo dello sport”. Lo dichiara il deputato Pd Mauro Berruto, responsabile per le politiche sportive del Partito Democratico, sul dl Sport.
“Ne sono esempi lampanti – sottolinea l'esponente dem - l’aumento dei componenti nella governance della fondazione Milano-Cortina arrivato nottetempo, l’America’s Cup ma senza la rappresentanza della Regione Campania e l’attacco frontale alle ATP finals che metteva a rischio l’assegnazione del torneo stesso all’Italia, fortunatamente scampato in base alla possibilità di mantenere l’attuale governance rinunciando al contributo pubblico, insieme alla soglia di 5 milioni al di sotto della quale si manterrà autonomia gestionale a tutele delle federazioni medio-piccole, frutto di un nostro emendamento. E ancora sub-emendamenti dell’ultimo minuto sulle figure di ipotetici commissari, la vergogna del contributo per la doverosa sicurezza dei Giochi Olimpici, stornato però dai risparmi del fondo di rotazione per le vittime di mafia, usura, racket e orfani di femminicidio nonostante tre diverse proposte delle opposizioni per trovare quel denaro da fondi diversi”.
“Tutto in un balletto di interruzioni, rinvii, emendamenti difesi e ritirati al punto di non permettere oggi la conclusione del provvedimento, come doveva essere. Siamo felici delle correzioni che siamo riusciti ad apportare al testo: in particolare quella orientata a promuovere l’equilibrio di genere all’interno delle governance dei grandi eventi sportivi, promossa, difesa e ottenuto grazie a un emendato che ho firmato insieme alla collega Sara Ferrari”, conclude Berruto.

24/07/2025 - 12:52

Smantella la Costituzione, attacca la separazione dei poteri e ignora i problemi reali.

“La riforma della giustizia approvata al Senato è l’ennesima operazione ideologica di una destra che guarda al passato anziché affrontare le sfide del presente e del futuro. Forza Italia ha dedicato questa riforma a Silvio Berlusconi: un gesto che rivela l’anacronismo politico di una coalizione che si intestardisce a realizzare un intervento vecchio ormai di trent’anni in un mondo che nel frattempo è profondamente cambiato”. Lo dichiara Federico Gianassi, capogruppo dem in commissione Giustizia della Camera.
 
“Questa maggioranza — prosegue l’esponente Pd — non è impegnata a risolvere i problemi concreti della giustizia italiana: tempi lunghissimi dei processi, carenza di personale, un processo telematico che funziona a intermittenza, oltre 10mila precari negli uffici giudiziari. Di fronte a tutto ciò, il governo non investe né assume, ma preferisce sventolare una riforma mossa da furore ideologico e intento punitivo verso la magistratura”.

“La separazione delle magistrature– conclude Gianassi - non accelera i procedimenti e non migliora l’efficienza, lo ha ammesso persino il ministro Nordio. Serve solo a indebolire l’autonomia della magistratura e ha l’obiettivo di iniziare una traiettoria che si concluderà con la sottoposizione del pubblico ministero sotto l’influenza del potere esecutivo, stravolgendone la natura di organo di giustizia per farne un accusatore seriale. Continueremo a batterci per difendere la Costituzione scritta da Calamandrei contro quella scritta da Nordio e Delmastro”.

 

17/07/2025 - 14:49

“Serve riforma trasparente della giustizia sportiva”.


“L’assenza delle massime autorità sportive italiane alla finale di Wimbledon, vinta da Jannik Sinner, è stata un’occasione persa per rappresentare adeguatamente il nostro Paese in uno degli appuntamenti sportivi più storici di sempre. Ma se quegli spalti vuoti sono stati spiacevoli, mi preoccupano ancor più le poltrone piene: quelle che il governo tenta di occupare nelle governance dello sport”. Così Mauro Berruto, deputato del Partito Democratico e responsabile nazionale Sport, intervistato sui canali social dei deputati Pd, interviene in merito all’articolo contenuto nel decreto sport che modificherebbe la composizione della governance delle ATP Finals.

“L’introduzione di una prevalenza pubblica nella gestione di un evento privato – aggiunge l’esponente dem – sta già suscitando l’allarme dell’ATP, che ha messo in discussione l’accordo siglato appena 14 mesi fa. A rischio non c’è solo il prestigio, ma anche l’impatto economico positivo per il territorio torinese e nazionale: 500 milioni di euro generati in quattro anni, tra indotto e gettito fiscale. Stravolgere ora questo equilibrio mette a rischio il futuro stesso della manifestazione in Italia e a Torino".

Sul fronte della giustizia sportiva, l’ex CT della Nazionale Italiana Volley, ha inoltre chiesto l’avvio di un’indagine conoscitiva in Parlamento: “Vengo da quasi trent’anni di sport vissuto sul campo – sottolinea – e da meno di tre di esperienza parlamentare. Posso dire con chiarezza che il modello attuale della giustizia sportiva ha perso di vista la sua funzione: non garantisce equità, e in troppe occasioni si è trasformato in uno strumento di potere utilizzato contro avversari, per esempio nelle dinamiche elettive federali”.

“Serve – conclude Berruto – un confronto ampio e trasparente, che coinvolga tutte le componenti del mondo sportivo: presidenti federali, giudici, procuratori, rappresentanti di atleti, arbitri, dirigenti e tecnici. E serve un’analisi comparativa con i modelli internazionali. Il nostro obiettivo è semplice: restituire alla giustizia sportiva la sua funzione originaria, nel rispetto dell’autonomia, ma con garanzie democratiche, di trasparenza ed efficaci. Per questo ho chiesto che venga istituita un’indagine conoscitiva in commissione”.

 

17/07/2025 - 11:27

Giovedì 17 luglio 2025, ore 12:30 – Camera dei Deputati Sala Berlinguer, III piano – Gruppo Parlamentare PD Via Uffici del Vicario 21, Roma

Si riunisce oggi, giovedì 17 luglio alle ore 12:30 presso la Sala Berlinguer della Camera dei Deputati, il tavolo tecnico sulla riforma della governance della Rai e sull'attuazione del Freedom of Information Act. L’incontro vedrà il coinvolgimento di tutte le forze di opposizione parlamentare insieme a una rappresentanza delle principali associazioni impegnate storicamente nella difesa dell’indipendenza, del pluralismo e della trasparenza del servizio pubblico radiotelevisivo.

Parteciperanno al tavolo tecnico:

* Partito Democratico (PD)

* Movimento 5 Stelle (M5S)

* Alleanza Verdi e Sinistra (AVS)

* Italia Viva (IV)

* Azione

* +Europa

* Articolo 21

* MoveOn

* NoBavaglio

* Libera Informazione

* Articolo 5

* Giovani Democratici (GD – Unione degli Studenti)

L’obiettivo dell’incontro è definire una proposta condivisa di riforma della Rai, che garantisca autonomia dalla politica, trasparenza gestionale e piena attuazione del diritto dei cittadini all’informazione, in coerenza con i principi sanciti dal Freedom of Information Act.

 

16/07/2025 - 17:46

"Il gruppo del Partito Democratico si è astenuto in Commissione Cultura della Camera sul parere relativo alla nomina del presidente del CONI." Lo rende noto il responsabile nazionale Sport del PD, il deputato Mauro Berruto, che spiega:
"Un’astensione che non contesta la scelta democraticamente espressa dagli 81 elettori – tra cui circa cinquanta presidenti federali – ma che vuole accendere i riflettori su un nodo strutturale: le modalità con cui vengono eletti quei “grandi elettori”, ovvero i presidenti delle federazioni."
"Abbiamo scelto di astenerci  per una questione di metodo -spiega Berruto- perché nelle federazioni vige ancora un sistema elettorale medievale che si fonda sulla raccolta delle deleghe e che consente ai presidenti federali di mantenere contemporaneamente ruoli politici, anche di governo, senza alcuna incompatibilità. Questo genera un evidente conflitto di interessi e mina l’autonomia dello sport, che dovrebbe restare un ambito libero da influenze partitiche."
"Con questa astensione non guardiamo al passato né al presidente Buonfiglio, a cui rivolgiamo i nostri auguri di buon lavoro. Guardiamo invece al futuro, chiedendo un impegno concreto per riformare il sistema. Il Presidente Buonfiglio vuole farlo? Lo attendiamo in commissione alla Camera, dove gli manifesteremo la nostra richiesta urgente di intervenire per garantire maggiore democrazia, trasparenza e rappresentatività."
"Chiediamo al neo-presidente del CONI di aprire un’interlocuzione con la proposta di legge presentata dal Partito Democratico alla Camera, che introduce elementi fondamentali per il rinnovamento: voto elettronico, equilibrio di genere e generazionale, incompatibilità tra ruoli sportivi e incarichi politici, limite di tre mandati per i presidenti federali. E gli chiederemo anche quali siano le sue posizioni rispetto al tema della giustizia sportiva, altro ambito che necessita di una profonda autoriforma prima che qualcuno intervenga dall’esterno”.
"Siamo convinti che il mondo dello sport meriti regole nuove, all’altezza delle sfide di oggi. Per questo continueremo a batterci in Parlamento affinché queste riforme diventino realtà” conclude Berruto.

16/07/2025 - 13:26

“Il 31,5 per cento delle donne occupate in Italia lavora con un contratto part-time. Ma troppo spesso non si tratta di una libera scelta, bensì di una necessità dettata dall'impossibilità di conciliare lavoro e vita familiare o, peggio, di un vincolo imposto dal datore di lavoro. È per questo che il Partito Democratico ha depositato una proposta di legge per contrastare il part-time involontario e garantire diritti e tutele alle lavoratrici e ai lavoratori”. Lo dichiara la deputata Maria Cecilia Guerra, responsabile nazionale Lavoro del Partito Democratico.

“La nostra proposta – spiega l’esponente dem – parte da un principio semplice: il part-time deve essere una scelta, non una trappola. Se una persona accetta un lavoro a orario ridotto per esigenze personali, come la cura dei figli o di familiari, non può essere messa nell’impossibilità di gestire la propria vita a causa di continui cambiamenti arbitrari degli orari da parte del datore. Vogliamo impedire che l’impresa si impossessi del tempo delle persone. Inoltre, chi lavora part-time perché non ha accesso a un impiego a tempo pieno deve avere il diritto di prelazione nel completare il proprio orario quando si aprono nuove posizioni in azienda. La nostra proposta prevede che ci sia un obbligo per l’impresa a offrire questa opportunità, garantendo anche la trasformazione del contratto a tempo pieno”.

“Il part-time oggi – conclude Guerra - è spesso uno strumento per aggirare le regole e sfruttare il lavoro in nero: ti assumono per metà tempo e ti fanno lavorare di più senza pagarti, o ti pagano in nero. La nostra proposta introduce norme stringenti per contrastare questi abusi e rendere vantaggioso, per il lavoratore, denunciare le irregolarità. Vogliamo un mercato del lavoro trasparente, giusto, fondato su contratti regolari e tutele effettive. Per troppe donne il part-time è una gabbia che limita reddito, diritti e autonomia. Vogliamo che diventi una possibilità, non una condanna. Una scelta reversibile, che possa essere modificata quando cambiano le condizioni di vita”.

 

16/07/2025 - 10:47

Dal Colosseo al MANN, il Ministro mette in discussione la selezione internazionale dei direttori dopo aver visionato le terne finaliste

I deputati del Partito Democratico della commissione cultura della Camera hanno depositato questa mattina un’interrogazione parlamentare urgente al Ministro della Cultura Alessandro Giuli in merito alla gestione della procedura pubblica per la selezione dei direttori dei Musei Reali di Torino, della Galleria dell’Accademia di Firenze, del Museo Nazionale del Bargello, del Parco archeologico del Colosseo, del Museo Nazionale Romano e del Museo Archeologico Nazionale di Napoli.
L’iniziativa promossa dai dem Irene Manzi, Matteo Orfini, Mauro Berruto e Giovanna Iacono fa seguito alle dichiarazioni del Ministro, diffuse attraverso i suoi canali social, con cui ha espresso insoddisfazione per il lavoro della commissione di selezione – da lui stesso nominata con decreto – e ha ipotizzato una riapertura del bando. “Si tratta di affermazioni gravi, rese dopo la visione delle terne finaliste già predisposte dalla commissione, che mettono seriamente in discussione la trasparenza e l’imparzialità della procedura”.
La selezione, avviata il 4 febbraio è giunta alle fasi conclusive con i colloqui svoltisi a luglio e la definizione dei punteggi e delle terne: iIntervenire a questo punto, senza motivazioni formali e senza riscontri oggettivi, rischia di generare contenziosi, ritardi e un danno reputazionale per il Ministero, oltre a far emergere il sospetto di ingerenze politiche sulle nomine.
Nell’interrogazione si chiede al Ministro se conferma quanto dichiarato e quindi se intenda annullare o riaprire la procedura e, in caso affermativo, su quali basi sia stato formulato il giudizio di insoddisfazione.
“Giuli disconosce il lavoro della commissione e paventa un nuovo bando: perché? Ci sono forse nomi sgraditi? Manca all’appello qualche amico? Il Partito Democratico ribadisce la necessità che il sistema culturale nazionale sia guidato da criteri di merito, autonomia e trasparenza, e non da logiche discrezionali”.

 

14/07/2025 - 17:29

dopo la bresaola ormonata, ora la via della soia, siamo al ridicolo

"Prima ci ha spiegato che si può fare la bresaola italiana con carne ormonata americana. Ora scopriamo che per rafforzare la filiera agroalimentare europea dovremmo importare ancora più soia dagli Stati Uniti. Il ministro Lollobrigida ci regala ogni settimana una nuova perla, e un'idea sempre più lontana dalla realtà agricola italiana, ma sempre più vicina ai desiderata della destra americana. Siamo al paradosso: il Governo Meloni parla di sovranità alimentare e poi propone di rifornirsi di proteine vegetali a stelle e strisce, con buona pace delle nostre colture, dei nostri produttori e della nostra autonomia strategica. L’unica costante di questa politica agricola è l’adesione cieca alla linea trumpiana, anche quando va contro gli interessi del nostro Paese. Lollobrigida è ormai il nuovo ministro del Made in Usa". Lo dichiara Piero De Luca, capogruppo del Pd in commissione affari europei".
I dati sono preoccupanti. Solo nel 2024, l’Italia ha esportato verso gli Stati Uniti beni per circa 65 miliardi di euro, di cui oltre 7,8 miliardi nel solo comparto agroalimentare. Eppure, questi settori oggi rischiano grosso: le nuove politiche protezionistiche USA stanno causando un rallentamento dell’export italiano. Nei primi mesi del 2025, le esportazioni agroalimentari verso gli Stati Uniti sono cresciute appena dell’1,3%, contro il +28% dello stesso periodo dell’anno precedente. I settori più colpiti? Vino, formaggi, salumi e olio d’oliva. Altro che valorizzazione del Made in Italy. La linea del Governo Meloni più che una strategia, sembra una resa. Una resa senza dignità, che baratta la nostra eccellenza produttiva per un maldestro tentativo di compiacere Washington. Se questo è il livello dell'azione del governo allora è ufficiale: con Meloni e Lollobrigida avremo purtroppo dazi amari per le nostre imprese e per i nostri lavoratori." Così conclude Piero De Luca.

 

14/07/2025 - 16:40

“I dazi americani al 30%, sommati a quelli già in essere, avranno un effetto devastante sul nostro sistema agroalimentare e su tutti i comparti più rappresentativi del Made in Italy e del settore manifatturiero. La narrazione di ‘Meloni amica di Trump’ sta rivelando tutta la sua inconsistenza, esponendo l’export nazionale a una crisi senza precedenti e trascinando nel baratro imprese e posti di lavoro”.

Lo dichiara Antonella Forattini, capogruppo del Partito Democratico in commissione Agricoltura alla Camera, commentando l’ipotesi di nuovi dazi statunitensi sui prodotti italiani.

“I formaggi - sottolinea l'esponente dem - pagano già dazi del 15%, che salirebbero al 45%. La pasta oggi paga il 16%, che salirebbe al 46%. Dirompenti anche le ricadute sul vino, che genera un export di 2 miliardi destinato agli Stati Uniti. L’Europa deve continuare a trattare, senza complessi di sudditanza e Meloni deve dimostrare di avere l’autorevolezza e l’autonomia necessarie per tutelare il Made in Italy”.

“In questo scenario - conclude Forattini - è estremamente preoccupante l’ipotesi di tagli alla nuova PAC: è bene che il ministro Lollobrigida smetta di fare il passacarte e agisca concretamente, insieme al collega Fitto, per scongiurare questa inaccettabile eventualità”.

 

11/07/2025 - 19:03

L’incontro di oggi sulle politiche industriali promosso dal Pd giunge a conclusione di un lavoro di ascolto sul territorio per conoscere l’industria italiana. Ne esce un quadro preoccupante, ma non disperato perché il paese possiede eccellenze che possono fare la differenza. La necessità di guidare lo sviluppo attraverso la transizione ecologica è a un bivio: cogliere la sfida e accelerare sulla strada della decarbonizzazione oppure attestarsi su una condizione difensiva e conservativa che sottrae spazi di competizione e rallenta il processo di decarbonizzazione. Una transizione che deve essere socialmente accettabile ma che non può avvenire senza una vera e coraggiosa visione industriale. E di cui il Governo deve farsi carico cogliendo tutte le opportunità che essa offre investendo sulle competenze, sulle nuove
tecnologie, promuova strumenti e incentivi e usi la leva fiscale per orientare le scelte.
Su queste basi stiamo costruendo le politiche industriali del nostro programma. Possiamo intanto lavorare per tradurre in iniziative legislative e nella prossima legge di bilancio il lavoro di questi mesi.
È un’occasione da non perdere per costruire l’alternativa. Occorre confronto aperto e coraggioso con il mondo produttivo, del lavoro, della ricerca. E agire nella dimensione europea, che è l’unica in cui possiamo costruire una vera autonomia strategica e una politica industriale capace di guidare una transizione giusta.

Così Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati, intervenendo all’incontro sulle politiche industriali “Le rotte del futuro”.

 

10/07/2025 - 15:37

“Quali iniziative intenda intraprendere il governo per garantire l’indipendenza delle Nazioni Unite e l’autonomia della Corte Penale internazionale da eventuali pressioni politiche o interferenze esterne che possano comprometterne l’azione e il funzionamento delle istituzioni multilaterali e anche i diritti di una cittadina italiana nell’esercizio del suo mandato per conto delle Nazioni Unite”. È questa la domanda posta in conclusione dell’interrogazione del Pd, promossa dal responsabile nazionale Esteri del Partito Democratico, Peppe Provenzano, e firmata da Debora Serracchiani, Laura Boldrini, Fabio Porta, Valentina Ghio, Sara Ferrari e Arturo Scotto.
L’interrogazione prende le mosse dall’annuncio degli Stati Uniti di sanzioni contro Francesca Albanese, relatrice speciale ONU per i diritti umani nei territori palestinesi occupati, ‘accusata’ di collaborare con la Corte penale internazionale contro cittadini statunitensi e israeliani.
«Secondo il Segretario di Stato Marco Rubio, Albanese avrebbe “incoraggiato la Corte penale internazionale a procedere contro funzionari e imprese americane e israeliane”» e per questo motivo sarebbe soggetta a sanzioni.
Nel testo si evidenzia che “la dottoressa Albanese, giurista specializzata in diritto internazionale e diritti umani, è dal 2022 relatrice speciale delle Nazioni Unite per i Territori Palestinesi Occupati e in questa veste ha pubblicato diversi rapporti ufficiali - che recano la firma delle Nazioni Unite e non sono quindi affatto “illegittimi” come sostiene Rubio - sulle violazioni dei diritti umani che sono avvenute e avvengono in quei territori che, secondo numerose risoluzioni dell’Onu, Israele occupa illegalmente e sui quali, sempre illegalmente, autorizza e protegge la costruzione  di colonie il cui obiettivo è cacciare i palestinesi ed espropriare le loro terre”.

Secondo un’inchiesta di Fanpage - si riporta nell’interrogazione - dal 5 luglio 2025 il governo israeliano avrebbe inoltre promosso in Italia una campagna pubblicitaria su Google per screditare la relatrice, accusandola di contatti con Hamas e violazioni del suo mandato.
Alla luce della normativa europea sul contrasto alla disinformazione (Digital Services Act), si chiede al governo di intervenire a tutela dell’indipendenza delle istituzioni internazionali e dei diritti di una cittadina italiana incaricata dall’ONU.

 

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