06/02/2026 - 09:30

De Luca e Graziano: assenza requisiti genera gravi responsabilità, giù le mani da patrimonio UNESCO

“Di fronte a scelte gravi e opache, il Ministro Giuli evita il confronto pubblico e istituzionale, sottraendosi al dovere di rispondere e rendere conto delle proprie azioni.
Per questo motivo abbiamo depositato un’interrogazione parlamentare, chiedendo che il Ministro riferisca direttamente nelle sedi parlamentari in merito alle nomine politiche nei Consigli di amministrazione dei musei statali.
Tentare di piegare a logiche politiche un sistema culturale che rappresenta un’eccellenza mondiale e che tutto il mondo ci invidia è un atto grave e irresponsabile. Un atto fuori dalla legge che parla chiaro quando dice che devono essere nominate personalità dichiara fama nella gestione del patrimonio culturale. Vogliamo vedere i curricula delle recenti nomine. Giù le mani dalla Reggia di Caserta. Le scelte compiute rischiano di compromettere non solo la qualità e la neutralità della gestione, ma anche il mantenimento stesso dei requisiti necessari al riconoscimento di Patrimonio dell’Umanità UNESCO.
Quella messa in atto da Giuli è una modalità di gestione del patrimonio culturale pubblico che espone i nostri beni più preziosi a rischi inaccettabili e mina la credibilità delle istituzioni. Il patrimonio culturale italiano non è terreno di spartizione politica. È un bene comune da tutelare con competenza, trasparenza e rispetto” così i deputati democratici Piero De Luca e Stefano Graziano che hanno depositato un’interrogazione parlamentare sul caso.

Qui di seguito il testo integrale dell’interrogazione parlamentare depositata

Interrogazione parlamentare

Al Ministro della Cultura – Per sapere –
premesso che:
• la Reggia di Caserta è un istituto dotato di autonomia speciale ed è iscritta nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, con conseguente obbligo di rispetto dei principi di tutela, indipendenza gestionale, trasparenza e neutralità amministrativa previsti dalle convenzioni e dalle linee guida UNESCO;
• il decreto del Ministro della Cultura (DM 23/12/2014) in materia di governance dei musei autonomi e di composizione dei Consigli di amministrazione stabilisce che i componenti dei CDA debbano essere individuati tra soggetti di chiara e comprovata fama, in possesso di specifiche competenze ed esperienze nella gestione, tutela e valorizzazione del patrimonio culturale, nel rispetto dei principi di buon andamento, imparzialità e trasparenza dell’azione amministrativa, come previsto dall’articolo 97 della Costituzione;
• Tale esperienza è necessaria vista la delicatezza e l’importanza delle funzioni del Consiglio di amministrazione di un museo autonomo che: determina le linee di ricerca e gli indirizzi tecnici dell’attività, in coerenza con le direttive del Ministero della Cultura; adotta lo statuto; approva la carta dei servizi, i programmi annuali e pluriennali e ne verifica la sostenibilità finanziaria; approva il bilancio di previsione, le variazioni e il conto consuntivo, incidendo sulla gestione economica; valuta e monitora i servizi affidati in concessione rispetto ai progetti di valorizzazione del direttore.
• Per l’ampiezza e la delicatezza di tali funzioni, il CDA deve essere composto da figure indipendenti, di comprovata competenza e piena neutralità, soprattutto in presenza di un sito patrimonio UNESCO.
• le linee guida UNESCO in materia di gestione dei siti iscritti nella World Heritage List impongono una rigorosa separazione tra indirizzo politico e gestione dei beni culturali, richiedendo che gli organismi di governo operino in condizioni di piena autonomia tecnica e scientifica, al fine di evitare interferenze di natura partitica che possano compromettere l’integrità del bene e la credibilità internazionale del Paese;
considerato che:
• con decreto datato 30 gennaio 2026 sono state rese note le nomine dei nuovi componenti del Consiglio di amministrazione della Reggia di Caserta, tra i quali figurerebbero soggetti espressione diretta di forze politiche, come nel caso del coordinatore cittadino Fdi a Caserta;
• tali nomine hanno sollevato forti perplessità, non solo degli scriventi, circa il rispetto dei requisiti di competenza, indipendenza e neutralità previsti dalla normativa vigente, nonché circa l’aderenza ai protocolli di gestione UNESCO;
• una gestione percepita come politicizzata di un bene riconosciuto patrimonio dell’umanità potrebbe esporre l’Italia a rilievi formali da parte degli organismi UNESCO competenti e, nei casi più gravi, all’avvio di procedure di monitoraggio rafforzato o di infrazione, con un grave danno all’immagine, alla credibilità e agli interessi culturali del nostro Paese;
si interroga il Ministro della Cultura per sapere:
1. quali siano i criteri adottati per la nomina dei componenti del Consiglio di amministrazione della Reggia di Caserta e se tali criteri siano pienamente coerenti con quanto previsto dal decreto ministeriale in materia di governance dei musei autonomi;
2. se intenda rendere pubblici i curricula vitae completi dei neo nominati componenti del CDA della Reggia di Caserta, al fine di consentire una verifica trasparente del possesso dei requisiti di chiara e comprovata fama nella gestione e tutela del patrimonio culturale;
3. se ritenga compatibile con i principi di imparzialità, autonomia e neutralità gestionale la nomina di soggetti con incarichi politici o di partito all’interno degli organi di amministrazione di istituti culturali dello Stato, in particolare quando si tratti di siti iscritti nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO;
4. se il Ministero abbia valutato i possibili rilievi da parte dell’UNESCO in relazione alle suddette nomine e quali iniziative intenda assumere per scongiurare il rischio di procedure di infrazione o di danni reputazionali per l’Italia;
5. quali misure intenda adottare per garantire che la gestione dei musei e degli istituti culturali statali rimanga estranea a logiche di appartenenza politica e sia orientata esclusivamente all’interesse pubblico, alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio culturale nazionale.

05/02/2026 - 10:02

De Luca e Graziano presentano interrogazione. “Vogliamo vedere i curricula, legge parla chiaro: possono essere nominati solo esperti di chiara fama nella gestione del patrimonio culturale”

“Quanto accaduto alla Reggia di Caserta è estremamente grave e rappresenta l’ennesima conferma di una strategia che il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, sta portando avanti su tutto il territorio nazionale: la politicizzazione di istituzioni che dovrebbero, per loro natura e per legge, rimanere fuori da ogni logica di parte”.

Lo dichiarano i deputati del Partito Democratico Piero De Luca e Stefano Graziano, che già nella giornata di ieri hanno sollevato il caso.

“I musei e gli istituti culturali dello Stato – proseguono – non sono proprietà dei partiti politici né strumenti di propaganda. Sono luoghi che devono operare esclusivamente nell’interesse pubblico, con l’obiettivo della tutela, della salvaguardia e della valorizzazione del patrimonio culturale, agendo con piena autonomia e con la massima neutralità di giudizio”.

“Per queste ragioni – annunciano De Luca e Graziano – presenteremo un’interrogazione parlamentare per conoscere nel dettaglio i curricula dei neo nominati componenti del Consiglio di Amministrazione della Reggia di Caserta che risultano espressione diretta di forze politiche, come nel caso del coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia. Riteniamo doveroso verificare il pieno rispetto delle normative vigenti, che prevedono la nomina nei CDA di persone di chiara e comprovata fama nella gestione e nella tutela del patrimonio culturale. La vicenda assume contorni ancora più allarmanti – aggiungono – se si considera che la Reggia di Caserta è un bene patrimonio dell’umanità UNESCO. I protocolli di gestione UNESCO sono estremamente rigidi e impongono una assoluta neutralità gestionale. Le decisioni assunte dal Ministro Giuli potrebbero esporre il nostro Paese a rilievi e persino a una procedura di infrazione in sede UNESCO, con un danno gravissimo per l’immagine e la credibilità dell’Italia. Quello messo in campo dal Ministro – concludono De Luca e Graziano – è un atto politicamente e istituzionalmente irresponsabile. Il patrimonio culturale italiano non può essere piegato a logiche di appartenenza politica: va tutelato, valorizzato e gestito nell’interesse esclusivo della collettività”. Così Piero De Luca e Stefano Graziano Deputati del Partito Democratico alla Camera.

 

04/02/2026 - 17:44

"Giù le mani dalla Reggia di Caserta. Un luogo simbolo dell’Italia, patrimonio dell’umanità UNESCO, non può essere svenduto agli interessi di partito".
Così il deputato democratico casertano Stefano Graziano interviene in merito alla notizia della nomina del coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia nel Consiglio di Amministrazione della Reggia di Caserta da parte del Ministro Giuli.

"Si tratta di una scelta scandalosa – prosegue Graziano – che conferma un uso sempre più irresponsabile del ruolo istituzionale da parte del Ministro, piegato alla logica della spartizione e del favore politico. La gestione e la tutela del nostro patrimonio culturale devono essere sottratte a ogni forma di lottizzazione e garantite da competenze, autonomia e visione, non da amichettismo e appartenenze di partito".

"La Reggia di Caserta appartiene ai cittadini, all’Italia e al mondo intero – conclude il deputato democratico – e non può diventare terreno di conquista per interessi di parte. Giù le mani dal patrimonio culturale".

 

04/02/2026 - 17:08

Piero De Luca (Pd): Nominato nel Cda il coordinatore di Fdi di Caserta

“Serve un chiarimento politico immediato, ma anche un approfondimento amministrativo serio. Non è possibile che il ministro Giuli utilizzi i musei statali come strumenti di occupazione politica, piazzando amici ed esponenti di partito e politicizzando istituzioni che dovrebbero essere autonome e libere. La misura è colma, la lista é troppo lunga”.
Lo dichiara Piero De Luca, deputato e segretario regionale del Partito Democratico, commentando la pubblicazione del decreto di nomina dei componenti del Cda della Reggia di Caserta.
“Come emerge dal decreto di nomina, nel CDA della Reggia di Caserta figura il coordinatore di Fratelli d’Italia a Caserta. È una modalità di gestione imbarazzante e inaccettabile, soprattutto quando riguarda un luogo simbolo dello Stato e patrimonio culturale riconosciuto dall’UNESCO”.
“Non siamo di fronte a un caso isolato, é una pratica che si sta diffondendo su scala nazionale: Giuli si avvale della delega alla Cultura per fini politici e per sistemare dirigenti e amici di partito. Una deriva mai vista prima”.
“Il Ministro Giuli deve chiarire immediatamente: la Reggia di Caserta e il patrimonio culturale dello Stato non possono essere trasformati in strumenti di propaganda politica, ma sono beni pubblici che devono essere tutelati e gestiti nel rispetto dell’autonomia, della competenza e della trasparenza”.

 

03/02/2026 - 17:39

 “Garantire piena autonomia e indipendenza alla magistratura è una condizione essenziale per rendere efficace il contrasto alle mafie”. Lo afferma la deputata Debora Serracchiani, responsabile Giustizia del Partito democratico, a margine dell’iniziativa per i 50 anni della presentazione della relazione di minoranza in Antimafia redatta da Pio la Torre insieme al giudice Cesare Terranova. “Ogni scelta che riduce i controlli o delegittima il ruolo della giurisdizione finisce per favorire la criminalità organizzata - sottolinea Serracchiani - la lotta alle mafie non è solo una questione repressiva, ma una battaglia di legalità e di democrazia. Anche per questo voteremo con convinzione ‘No’ al prossimo referendum costituzionale” conclude.

03/02/2026 - 14:47

“Mentre a Rosignano Solvay cresce l’allarme per il futuro dello stabilimento Ineos, con 400 lavoratori diretti e un indotto fondamentale per tutta la costa livornese, dal Governo continuano ad arrivare risposte evasive. Invece di assumere impegni concreti su costi energetici, tutela occupazionale e apertura immediata di un tavolo di crisi al Ministero delle Imprese e del Made in Italy ci vengono elencati lunghi iter procedurali su tutt’altro tema, rivendicando tempi e confronti che però non hanno prodotto risultati. È lo stesso schema che vediamo da anni: burocrazia, molti rinvii e nessuna decisione rapida, mentre le imprese chiudono e i lavoratori rischiano il posto. Due anni di attesa, come ammesso dallo stesso governo in altri dossier, sono un lusso che territori già colpiti da crisi industriali complesse non possono permettersi”: così  Marco Simiani ed Emiliano Fossi sulla discussione della loro interrogazione svolta oggi nell’Aula di Montecitorio.
“Il caso Ineos dimostra tutta l’inadeguatezza dell’azione dell’Esecutivo sulla politica industriale: si parla di competitività e autonomia strategica, ma non si interviene sui costi energetici insostenibili né sulla concorrenza sleale dei prodotti extraeuropei. Il governo rivendica tavoli, incontri e ‘riflessioni’, ma intanto in Europa si chiudono impianti e si perdono posti di lavoro, come già avvenuto in Germania. Serve subito un cambio di passo: attivare un tavolo di crisi con Regione Toscana, sindacati e azienda, difendere il polo chimico di Rosignano e portare in sede europea una battaglia vera su energia, dazi e politiche industriali. Senza scelte rapide e coraggiose, il rischio è quello di assistere all’ennesimo declino industriale annunciato, pagato ancora una volta dai lavoratori e dai territori”.

30/01/2026 - 17:30

È stata presentata un’interrogazione parlamentare a risposta in Commissione Giustizia rivolta al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministro della Giustizia per fare chiarezza sulla decisione dell’Ordine dei Giornalisti di impedire l’approvazione e il riconoscimento dei corsi di formazione sul referendum in materia di giustizia durante il periodo di par condicio. L’iniziativa è promossa dalla responsabile Giustizia del Partito Democratico, Debora Serracchiani, ed è sottoscritta da numerosi componenti del gruppo del Partito Democratico della Camera dei deputati.
Nel testo dell’interrogazione si ricorda che, in base a una circolare dell’Ordine dei Giornalisti diffusa a tutti gli Ordini regionali il 22 gennaio scorso, “Si comunica che con l’avvio del regime della par condicio non potrà essere approvato alcun corso formativo che tratti il tema del referendum c.d. “sulla giustizia”. Nella stessa circolare si specifica inoltre che “Tale prescrizione sarà tassativa e valida a prescindere dal pluralismo informativo eventualmente garantito”.
A seguito di tale decisione, numerose iniziative formative sono state annullate o modificate. Tra queste, il corso organizzato dall’Ordine dei Giornalisti del Lazio previsto per il prossimo 19 febbraio, che presentava un profilo di assoluta imparzialità con un numero paritario di relatori favorevoli alle ragioni del Sì e del No. Un’iniziativa analoga in Liguria è stata invece trasformata in convegno, senza riconoscimento di crediti formativi. Secondo i firmatari dell’interrogazione, risulta “incongruente impedire l’erogazione di crediti per attività di natura esclusivamente formativa, penalizzando in particolare i giornalisti che si occupano quotidianamente di giustizia, ai quali viene di fatto preclusa un’adeguata attività di approfondimento professionale in vista del referendum. Nel testo dell’interrogazione si chiede quindi se, a giudizio del Governo, questa decisione non leda il diritto dei giornalisti all’attività formativa e non incida negativamente sulla qualità dell’informazione su un tema di particolare rilevanza costituzionale. Si chiede inoltre quali iniziative il Governo intenda assumere, per quanto di competenza e nel rispetto dell’autonomia dell’Ordine dei Giornalisti, affinché il principio della par condicio non venga utilizzato come pretesto per impedire una normale e indispensabile attività di formazione professionale riconosciuta con crediti.

 

30/01/2026 - 13:42

“Autonomia e indipendenza della magistratura sono un pilastro irrinunciabile della nostra Costituzione, un pilastro fondamentale della democrazia. Come PD lo ribadiamo con grande passione, oggi nel giorno dell'inaugurazione dell'anno giudiziario e ci schieriamo convintamente contro la riforma costituzionale e al referendum votiamo no”. Lo dichiara il deputato e capogruppo PD in Commissione Giustizia, Federico Gianassi sul voto al prossimo referendum costituzionale del 22 e 23 marzo.

29/01/2026 - 15:48

“La regolamentazione della rappresentanza di interessi non è un’anomalia della democrazia, ma una sua componente fisiologica che va finalmente sottratta all’opacità. Il vero discrimine non è tra chi è a favore o contro le lobby, ma tra chi accetta l'informalità e chi sceglie la trasparenza come principio ordinatore per rafforzare l'autonomia della politica. L’assenza di regole non è neutralità, ma una scelta politica che favorisce chi è già più forte, chi ha più risorse e strutture, penalizzando gli interessi diffusi, sociali e territoriali. Regolare questo fenomeno significa garantire un riequilibrio democratico: l’accesso ai decisori pubblici non può dipendere da relazioni informali o canali privilegiati, ma deve avvenire entro un perimetro di regole comuni, conoscibili e verificabili dai cittadini”.

“Il Partito Democratico ha partecipato con spirito costruttivo al lavoro in Commissione, dove sono stati accolti alcuni nostri emendamenti per una maggiore chiarezza dei ruoli e per una trasparenza che deve riguardare sia i rappresentanti di interessi che i decisori pubblici. Tuttavia il mancato accoglimento di ulteriori proposte migliorative in Aula ci porta oggi a un voto di astensione. Consideriamo questo passaggio parlamentare importante e non più rinviabile, convinti che il testo potrà e dovrà essere ulteriormente perfezionato nel passaggio al Senato per garantire una legge davvero efficace al servizio della qualità della nostra democrazia”.

Così Paolo Ciani, vice capogruppo Pd-Idp alla Camera, intervenendo in Aula durante la dichiarazione di voto.

 

28/01/2026 - 17:21

“La riforma che ha portato alla nascita di Porti d’Italia S.p.A. colpisce duramente anche il sistema portuale pugliese, tagliando risorse fondamentali per la gestione e lo sviluppo degli scali. I numeri parlano chiaro: meno 7,5 milioni di euro all’Autorità di sistema portuale del Mar Ionio e meno 4,3 milioni a quella del Mar Adriatico Meridionale”. Lo dichiarano i deputati pugliesi del Partito Democratico Claudio Stefanazzi, Ubaldo Pagano e Marco Lacarra.
“Si tratta di risorse che venivano utilizzate direttamente sui territori per garantire operatività, sicurezza e programmazione degli investimenti. Con questa riforma il Governo sceglie invece di sottrarle alle Autorità di sistema, riducendone autonomia e capacità decisionale. Soprattutto in una regione come la Puglia, dove i porti rappresentano un’infrastruttura strategica per l’economia, la logistica e la difesa, questo indebolimento è una scelta grave e miope. Centralizzare non significa migliorare, ma allontanare le decisioni dai territori e rallentare lo sviluppo. Con questa riforma il Governo, e in particolare il Ministro Salvini, stanno sacrificando ancora una volta l’interesse pubblico per creare un nuovo poltronificio. Si ritorni indietro su queste scelte prima di distruggere infrastrutture fondamentali per il Paese.”

28/01/2026 - 12:52
"È importante far sentire la voce di condanna del Governo italiano per le violenze e le persecuzioni in atto in Siria ai danni delle minoranze etniche, e in particolare dei curdi e della loro esperienza democratica e solidale di autonomia basata su pluralismo etnico e parità di genere; nonché premere affinché l’UE e gli organismi multilaterali agiscano con tutti gli strumenti previsti dal diritto internazionale per fermare il Governo di Damasco e i suoi propositi di sterminio". È questo il cuore della lettera che Laura Boldrini, Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo, ha inviato al ministro degli Esteri Tajani. Al ministro si chiede anche "di fare suo l’appello urgente che la Mezzaluna Rossa Curda ha rivolto alla comunità internazionale, alle Nazioni Unite, all’Unione Europea e alle organizzazioni umanitarie affinché si apra al più presto un corridoio umanitario verso Kobane, allo scopo di consentire l’ingresso di aiuti salvavita: medicinali, carburante, cibo, generatori elettrici, coperte e assistenza medica d’urgenza". "Le Syrian Democratic Forces (SDF), le forze armate curde di Kobane e del Rojava, hanno per anni combattuto e alla fine sconfitto l’Isis con il sostegno della coalizione internazionale guidata dagli USA, pagando un prezzo altissimo in termini di vite umane. In questo modo hanno debellato una minaccia terroristica che incombeva anche sui Paesi europei e occidentali - si legge nella lettera -. Oggi la preoccupazione per una ripresa delle azioni dell’Isis torna a manifestarsi" come dimostrano le bandiere dell'Isis che sventolano a Raqqa. "Questo perché - spiega Boldrini - alle SDF è stato tolto il controllo delle migliaia di miliziani dello «Stato Islamico» che sono stati tenuti in sicurezza in prigioni e campi di detenzione, dai quali hanno già iniziato a fuggire".
"Milizie vicine al governo di Damasco, che dopo aver aggredito alawiti e drusi ora si accaniscono contro le popolazioni di etnia curda, si avvalgono anche del silenzio della comunità internazionale e della stessa Unione Europea, che nulla hanno detto su quanto sta avvenendo in queste settimane" prosegue la lettera. Da qui la richiesta a Tajani di far sentire la voce del governo italiano e di pressare per l'apertura di corridoi umanitari verso Raqqa.

 

26/01/2026 - 17:53

"In vista del referendum sulla giustizia, ribadiamo con chiarezza che questa riforma non migliora assolutamente l’amministrazione della giustizia nel nostro Paese.

Non affronta, infatti, le criticità strutturali che i cittadini vivono ogni giorno: non interviene sul sovraffollamento carcerario, non riduce la durata dei processi, non rafforza le garanzie effettive per le persone, non colma i vuoti di organico della magistratura, né mette in campo investimenti adeguati su infrastrutture, digitalizzazione e funzionamento degli uffici giudiziari.

Al contrario, si tratta di un intervento che produce un unico effetto, smantellare la separazione dei poteri alla base del nostro equilibrio costituzionale, incidendo in modo negativo su un principio fondamentale: l'autonomia e indipendenza della magistratura.

L’autonomia della magistratura è una garanzia democratica, a tutela dei cittadini e dello Stato di diritto.

Per questo riteniamo che la riforma della destra non rappresenti una risposta efficace alle esigenze reali del Paese, ma un pericoloso attacco alla Costituzione e alla nostra democrazia". Così Piero De Luca, deputato del Pd e capogruppo in commissione politiche europee, ai microfoni di RaiNews.

 

26/01/2026 - 17:23

La decisione del tribunale di Roma conferma la qualità giornalistica e l’interesse pubblico del lavoro di Report, trasmissione che il Governo e la maggioranza cercano in tutti i modi di imbavagliare con modalità inaccettabili”. Così i componenti democratici della Commissione di Vigilanza Rai, che sottolineano come “fa rumore oggi il silenzio assordante di chi, poche settimane fa, accompagnava la multa del Garante con fanfare e dichiarazioni trionfalistiche. Oggi quella stessa maggioranza che esultava oggi tace, mentre i giudici danno ragione al servizio pubblico. Questa vicenda – concludono i democratici – conferma quanto sia prezioso e necessario il giornalismo d’inchiesta e quanto sia urgente difendere l’autonomia e la libertà della Rai che lo stallo in Vigilanza sta rendendo ostaggio delle divisioni interne e dei mercanteggiamenti sulle nomine della maggioranza”.

 

25/01/2026 - 11:10

“In Italia l’emergenza delle persone senza dimora non può più essere affrontata con interventi episodici e soluzioni tampone, soprattutto nei mesi invernali, quando il rischio per la vita è concreto. Per questi motivi abbiamo presentato una proposta di legge per istituire il Fondo nazionale per l’accoglienza abitativa delle persone senza dimora, uno strumento strutturale che consenta ai Comuni, in collaborazione con il Terzo Settore, di garantire soluzioni abitative dignitose, stabili e sicure.
Parliamo di oltre 96 mila persone senza dimora, secondo i dati Istat: un numero in costante crescita che nasconde situazioni di fragilità estrema, aggravate dall’aumento del costo della vita, dalla crisi abitativa e dalla mancanza di politiche pubbliche adeguate. Le 414 morti registrate nel 2025 tra chi vive in strada rappresentano una sconfitta collettiva che non può essere ignorata”. Lo dichiarano i deputati Pd Marco Simiani e Ilenia Malavasi.
“Questa proposta nasce anche dall’ascolto dei territori e da quanto sta accadendo in molte città italiane, dove l’assenza di una programmazione nazionale e i numerosi tagli al sociale del Governo Meloni rischiano di scaricare, sui comuni e sulle associazioni di volontariato responsabilità che sono invece pubbliche, a partire dalla gestione dei dormitori e dei servizi essenziali. Il volontariato svolge un ruolo straordinario e insostituibile, ma non può sostituirsi allo Stato e agli enti locali.
Con il Fondo nazionale vogliamo superare la logica dell’‘emergenza freddo’ e investire su modelli efficaci come l’Housing First, che riducono i costi sociali, migliorano la salute delle persone e favoriscono percorsi di autonomia. Garantire un tetto e un adeguato accompagnamento sociale non è solo una scelta di civiltà, ma un investimento giusto e necessario per la coesione sociale del paese: concludono Simiani e Malavasi.

 

22/01/2026 - 18:20

Bocciata alle elezioni, nominata nel Cda dei Musei statali d’Abruzzo

“Apprendiamo dalla pubblicazione sul sito del MiC che il ministro Giuli è stato accompagnato per la nomina nel Cda dei Musei statali della regione Abruzzo di una candidata bocciata dagli elettori alle ultime elezioni regionali con Marsilio, oggi probabilmente richiedente e riconoscente.  Una scelta che appare come una ricompensa politica e che sconcerta, anche alla luce di precedenti noti alle cronache, come la gestione di un istituto scolastico in cui agli studenti veniva imposto di cantare Faccetta nera. Una decisione che non può essere considerata isolata, ma che si inserisce in un sistema di potere avallato e sostenuto dal presidente Marsilio, che continua a causare – se non a promuovere da protagonista – scelte spregiudicate e di chiara matrice partitica nella gestione delle istituzioni pubbliche.

Con quale criterio il ministro continua a consentire l’occupazione delle istituzioni culturali con esponenti del proprio partito, trasformando incarichi di prestigio in parcheggi per candidati bocciati e figure ideologicamente segnate e discutibili? Il tutto avviene nell’anno in cui l’Italia e l’Abruzzo celebrano L’ Aquila Capitale italiana della Cultura, un appuntamento che meriterebbe competenza, autonomia e una netta distanza da nostalgie che l’Italia democratica dovrebbe aver definitivamente sepolto. Queste nomine non fanno bene né alla cultura abruzzese né a quella italiana” così una nota del deputato democratico Luciano D’Alfonso.

 

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