04/02/2025 - 09:59

“Non è Aventino ma il diritto del Parlamento, e quindi del Paese di sapere cosa è accaduto sul caso Almasri”.

Lo ha detto Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati, intervenuta stamattina a Radio Popolare.

“Abbiamo chiesto alla Premier Meloni e al governo di spiegare perché è stato liberato e rimpatriato un generale libico accusato dalla Corte penale internazionale di torture, stupro e crimini contro l’umanità - ha aggiunto Braga - Vengano a spiegare le eventuali ragioni di sicurezza, le omissioni dei ministri, ma non possono continuare a parlarne ovunque, fornendo versioni diverse,  tranne che in Parlamento.
Sarebbe una diserzione grave e imperdonabile”

“Assistiamo sempre solo a monologhi della premier, al suo vittimismo per non parlare dei problemi veri del paese: bollette, lavoro, sanità. Noi continueremo a incalzarla e a chiedere risposte su questi argomenti che interessano la vita reale dei  cittadini, oltre al rispetto delle istituzioni. Altro che Aventino” ha concluso la capogruppo del Pd alla Camera.

01/02/2025 - 12:19

Il Governo nella vicenda Almasri ha non solo violato le norme dello Statuto di Roma sulla Corte Penale Internazionale, ma si è posto in contrasto anche con norme, princìpi e decisioni europee. Ricordo che l'UE, il 10 aprile 2006, ha firmato un accordo di cooperazione e assistenza con la CPI, e, il 21 marzo 2011, ha adottato una specifica Decisione (2011/168/PESC), sulla Corte penale internazionale. Ai sensi dell’articolo 1 di tale Decisione, l’Europa e gli Stati membri si impegnano a promuovere un appoggio universale allo statuto di Roma, a sostenere l'indipendenza della CPI e il suo effettivo ed efficace funzionamento, nonché a sostenere la cooperazione con la CPI. L'esatto opposto. Così facendo, l'Esecutivo ha violato non solo la legalità internazionale ma anche il diritto UE, mettendo peraltro a rischio il rispetto dei valori UE, tutelati dalla procedura dell'articolo 7 TUE sullo Stato di diritto e dei diritti fondamentali. Non è un caso che ieri un portavoce della Commissione UE abbia di fatto richiamato il governo, ricordando peraltro, che "Il Consiglio europeo nel 2023 ha invitato tutti gli Stati membri a garantire la piena cooperazione con la Corte, compresa la tempestiva esecuzione dei mandati d'arresto". L'ennesimo schiaffo al governo italiano che continua ad agire contro i valori internazionali ed europei, perfettamente in linea con il suo principale alleato in Europa, Viktor Orbàn. La Premier non può più far finta di nulla, evitando di chiarire in Parlamento”. Così Piero De Luca, capogruppo Pd in commissione politiche UE.

22/01/2025 - 16:23

In questi anni il Pd ha evidenziato le insopportabili forzature e le illegittimità che il governo ha sulle procedure relative al ponte dello Stretto. A partire da quella dell'aggiudicatario, avete scelto in violazione di tutte le procedure, il contraente, che aveva perso il giudizio di primo grado e avete stabilito un importo superiore a ben 5 volte il costo originario dell'opera. A nessun cittadino verrebbe consentito di costruire un'immobile su una faglia attiva e men che mai esitare un progetto con 62 prescrizioni di carattere ambientale”. Così il deputato dem Anthony Barbagallo in replica al ministro Pichetto Fratin nel Question Time alla Camera.
“Andava fatta la VAS (valutazione ambientale strategica) – continua il capogruppo Pd in Commissione Trasporti - e una nuova VIA (valutazione impatto ambientale) non integrativa a quella abbondantemente scaduta. E invece in continua violazione delle norme comunitarie scegliete sempre scorciatoie che vi porteranno a sbattere contro una pronuncia della Corte di Giustizia europea”. “Mentre questo governo continua a promettere di realizzare il ponte, i siciliani, in questo momento, non hanno neanche un treno che colleghi Palermo a Catania e gli studenti non hanno neanche un servizio di trasporto pubblico locale che li faccia arrivare puntuali a scuola. Il progetto del ponte non potrà essere approvato senza il parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici e senza la verifica di ottemperanza attenta e minuziosa delle 62 prescrizioni della commissione VIA”, conclude Barbagallo.

16/01/2025 - 18:21

Dichiarazione di Emiliano Fossi, deputato Pd

“Dopo i continui tagli del Governo Meloni, che ha costretto milioni di italiani a rinunciare alle cure o a ricorrere al settore privato, le risorse del Payback sanitario sono oggi necessarie. Soltanto in Toscana mancano all’appello quasi 400 milioni di euro che potrebbero essere utilizzati per ridurre le liste d’attesa, assumere personale e migliorare la qualità dei servizi. Senza dimenticare che le amministrazioni pubbliche coinvolte potrebbero essere incolpate di danno erariale proprio per la mancata applicazione di una legge vigente”. E’ quanto dichiara il deputato Pd e segretario Dem della Toscana Emiliano Fossi depositando sulla vicenda una interrogazione parlamentare al Ministro Schillaci.
“Siamo perfettamente consapevoli che occorra tenere conto della sostenibilità economica delle aziende fornitrici di dispositivi medici, specialmente quelle di medie e piccole dimensioni ma è inaccettabile che questo governo continui a non applicare la legge vigente dopo aver ridotto le risorse per la sanità e dopo che la Corte Costituzionale si è già espressa sulla legittimità del Payback sanitario. Il Ministro deve prendersi le proprie responsabilità invece di scaricarle sulle Regioni che vengono private di finanziamenti essenziali, sui funzionari pubblici che rischiano di essere accusati di non applicare le norme e sui cittadini costretti a rinunciare ad un diritto garantito dalla Costituzione”, conclude il deputato Dem.

16/01/2025 - 18:06

“La notizia dell'ammissibilità dei ricorsi presentati al Tar del Lazio dal Comune di Villa San Giovanni e dalla Città metropolitana di Reggio Calabria contro il parere positivo della commissione Via Vas al progetto di Ponte sullo Stretto era una possibilità che avevamo anticipato ed evidenziato da tempo. Questo è un progetto approvato sulla sabbia, fa acqua da tutte le parti e non regge. Il notevolissimo rischio di impugnative incidentali davanti la Corte Costituzionale rafforzano l’idea che questo progetto sia soltanto lo specchio per le allodole per le campagne elettorali di Salvini e del centrodestra, che continua a speculare sulle infrastrutture del Mezzogiorno. Il progetto del Ponte sullo Stretto è appeso ad un filo e quello di oggi è solo il primo ricorso di una lunga serie che arriveranno è sveleranno il progetto per quello che è: una colossale presa in giro per il Sud, portata avanti dal peggior ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture dal dopo guerra ad oggi”. Così il deputato dem Anthony Barbagallo, capogruppo Pd in commissione Trasporti.

16/01/2025 - 11:14

"La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di Cavallini per la strage del 2 agosto. Con questa sentenza si conferma definitivamente un altro importante elemento di verità giudiziaria sulla strage. È ormai chiaro l'intreccio fra terrorismo nero, settori deviati dello Stato e loggia massonica P2 in quella strategia della tensione che ha così pesantemente condizionato la nostra democrazia. L' Associazione dei familiari delle vittime ha il merito straordinario di avere, con il suo impegno tenace, creato le condizioni per questa preziosa iniziativa della Magistratura. Tutte le forze politiche sono chiamate ad avere piena consapevolezza e a fare fino in fondo i conti con questa stagione drammatica della storia del Paese".

13/01/2025 - 16:01

Ministro chiarisca quali interventi intende cancellare. A rischio asili nido, infrastrutture e studentati
“Il Partito Democratico ha depositato un’interrogazione parlamentare al Ministro per gli Affari Europei, il Sud, le Politiche di Coesione e il PNRR, Tommaso Foti, per sapere quali interventi del PNRR saranno oggetto della nuova revisione, rimodulazione o stralcio a seguito delle decisioni del governo e non saranno più finanziati. Inoltre, si chiede di conoscere il quadro completo sullo stato di attuazione degli investimenti”. L’interrogazione, a prima firma del capogruppo in Commissione Affari Europei della Camera, Piero De Luca, è stata sottoscritta anche dalla capogruppo dem a Montecitorio, Chiara Braga, e dal capogruppo in Commissione Bilancio, Ubaldo Pagano. I democratici chiedono inoltre di sapere “quali iniziative il governo intenda promuovere per accelerare l'attuazione dei progetti e degli investimenti in ritardo, così da rispettare il termine del 30 giugno 2026 previsto per la conclusione del programma.” L’interrogazione prende spunto dai ritardi significativi evidenziati nella relazione semestrale al Parlamento sullo stato di attuazione del PNRR, presentata il 9 dicembre 2024 dalla Corte dei Conti che ha rilevato forti scostamenti nell’avanzamento finanziario del Piano rispetto al cronoprogramma: “Al 30 settembre 2024 – sottolinea la Corte dei Conti – la spesa effettiva raggiungeva 57,7 miliardi, ossia solo il 30% delle risorse totali e poco più dei due terzi di quelle programmate entro l’anno”. In risposta a questi scostamenti – sottolineano i democratici - il ministro Foti, in una recente intervista televisiva, ha manifestato l’intenzione del governo di affrontare i ritardi accumulati non migliorando la capacità di spesa, ma riducendo gli obiettivi finali di alcune misure ed eliminandone altre, ritenute irrealizzabili nei tempi. Una scelta profondamente sbagliata anche perché le risorse verrebbero dirottate verso misure con maggiore capacità di assorbimento di cui però il parlamento non ha ancora avuto notizia. L’atto parlamentare evidenzia infine che le modifiche proposte riguarderebbero interventi relativi a edilizia pubblica, studentati universitari, asili nido e scuole, oltre a numerosi progetti infrastrutturali. Tra questi, la realizzazione del primo lotto della nuova linea dell’Alta Velocità Salerno-Reggio Calabria, che verrebbe sostituito con altre tratte e successivamente finanziato tramite fondi nazionali non vincolati temporalmente.

10/01/2025 - 10:34

Alla luce dei nuovi emendamenti del governo sul riassetto della Corte dei Conti, i capigruppo delle opposizioni (Pd, M5s, Avs, Azione, Iv e +Europa) delle commissioni Affari costituzionali e Giustizia della Camera hanno chiesto ai presidenti Nazario Pagano e Ciro Maschio di approfondire l’esame del provvedimento in commissione e di avviare un ciclo di audizioni per valutarne gli effetti. Gli emendamenti presentati l’8 gennaio – scrivono i capigruppo – “introducono modifiche profonde dell'attuale assetto normativo e organizzativo della Corte dei Conti. L’emendamento 2.06 del Governo, in particolare, incide profondamente sulla sua struttura organizzativa sia a livello centrale che locale, operando delle vere e proprie fusioni degli attuali uffici, che se da un lato potrebbero sembrare condivisibili sotto un profilo astrattamente logico, dall’altro lato andrebbero esaminate in un confronto con esperti e addetti ai lavori per verificare che siano davvero funzionali ad una maggior efficienza dell’attività svolta da questi uffici”.
“È evidente – proseguono - come modifiche di tale portata non possano essere approvate attraverso un mero emendamento del Governo e sottoposte all’esame del Parlamento al di fuori di una qualunque attività istruttoria così come puntualmente previsto dall’articolo 79 del Regolamento Camera. Occorre infatti ricordare l’importante funzione informativa svolta ad esempio dalle audizioni che consentono di restituire ai parlamentari che esaminano un testo di legge una fotografia efficace di tutti gli interessi in gioco su una specifica tematica in discussione in Parlamento, mettendoli così in grado di compiere scelte più informate e bilanciate. Conformemente a quanto previsto anche dall’articolo 79 del Regolamento Camera, appare dunque indispensabile lo svolgimento di un’adeguata attività istruttoria con riferimento agli emendamenti 2.06 e 4.08 del Governo, alla luce del loro impatto sulla struttura organizzativa e quindi conseguentemente sull’efficienza dell’attività svolta dalla Corte dei conti. Alla luce di quanto premesso, i gruppi di opposizione chiedono l’assegnazione di un termine per la presentazione dei sub-emendamenti atto a garantire il previo svolgimento di un’adeguata attività conoscitiva e istruttoria, mediante audizioni, sui due nuovi emendamenti presentati dal Governo”.

15/12/2024 - 12:32

O le nascondono i tagli oppure lei non usa bene la calcolatrice.

“Oggi la presidente Meloni ha detto che le opposizioni, sulla sanità, non sanno usare la calcolatrice, perché oltre alle risorse ordinarie andrebbero aggiunte anche le risorse del Fondo di coesione e i 750 milioni di euro in più del PNRR. Delle due l’una, o la Premier nella calcolatrice usa il più al posto del meno oppure al governo non le hanno detto che con la revisione del PNRR le risorse alla sanità sono state tolte e per ben 1,2 miliardi di euro che erano destinati alla misura 'ospedale sicuro' con conseguente taglio di oltre un terzo delle case della comunità e degli interventi negli ospedali. E aggiungo che questi soldi sono stati coperti dal fondo sulle infrastrutture ospedalieri e solo a partire dal 2027, proprio con questa Legge di bilancio. Quindi per i prossimi due anni i cantieri aperti e avviati non sono coperti. Per saperlo Presidente, magari hanno temuto a dirle la verità". Lo scrive sui social il deputato dem Silvio Lai, componente della commissione Bilancio richiamando il rapporto della Corte dei conti.

12/12/2024 - 14:27

"Oltre 500mila firme di cittadini e cittadine raccolte da diverse ONG come Medici Senza Frontiere, Emergency e Oxfam insieme agli appelli Fermatevi! e #StopCrimesInPalestine sottoposte con un'accorata lettera inviata il 25 novembre alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni per chiederle di ascoltare le voci della società civile che richiedono di fare di più per giungere alla fine del massacro a Gaza.
Ma Meloni non risponde. Non si degna di ricevere chi rappresenta queste organizzazioni e lavora sul campo, e neanche di replicare alla mail. Un muro impenetrabile di indifferenza.
Un muro davanti a quasi 45mila morti a Gaza, davanti a oltre 343 operatori e operatrici umanitari e 191 giornalisti uccisi, davanti a un processo di annessione di Gaza Nord e della Cisgiordania che sembra inarrestabile. Un muro davanti ai mandati di arresto emessi dalla Corte penale internazionale nei confronti di Netanyahu, Gallant e al leader di Hamas, Deif che non si sa se è ancora vivo. Meloni tace anche su questo mentre i suoi vice, Salvini e Tajani, fanno dichiarazioni che si contraddicono tra loro. E domani, una delegazione di 32 persone, composta da 20 colleghi parlamentari dell’intergruppo per la pace tra Israele e Palestina, europarlamentari, oltre a rappresentanti delle Associazioni che lavorano in Medio Oriente sarà proprio alla Corte penale internazionale per esprimere vicinanza e apprezzamento per il lavoro di tutela del diritto internazionale che fanno i giudici dell'Aja, attività fondamentale se non vogliamo cadere nella barbarie.
Diritto internazionale continuamente violato e messo in pericolo nell’ultimo anno dai bombardamenti indiscriminati del governo israeliano a Gaza, in Libano e in Siria e dal divieto di accesso dei convogli umanitari nella Striscia.

Di fronte a tutto ciò la presidente del consiglio non ha preso posizione, non ha espresso parole di cordoglio per le vittime né di condanna verso le atrocità commesse, proprio per non disturbare l'alleato Benjamin Netanyahu.
Qual è la posizione dell'Italia su tutto questo? Cosa intende fare il governo oltre a preoccuparsi di impedire che arrivino profughi dalla Siria?". Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

11/12/2024 - 13:54

Giudici di pace rinviano processi al 2030 e le app del processo telematico non funzionano

“Abbiamo definito la giustizia non giusta perché purtroppo siamo di fronte ad un governo e ad una maggioranza, in particolare ad un ministro, che si occupano dei grandi sistemi, penso alla separazione delle carriere, alla riforma della corte corte dei conti, al sistema delle intercettazioni piuttosto che all’abolizione di reati come è accaduto con l’abuso in ufficio, tutte ‘grandi riforme’ che però non toccano la vita quotidiana dei cittadini.
La verità è che la giustizia italiana non funziona. Ricordo che in questo momento è operativo in Italia soltanto il 37% dei giudici di pace necessari per lo svolgimento dei processi a loro affidati. Questo porta ad avere udienze che sono state già rinviate al 2028 o addirittura al 2030. Cose che succedono quotidianamente. Allo stesso modo ricordiamo che il processo telematico non funziona, le app non funzionano e spesso i giudici e i cittadini non riescono ad accedervi. Dunque noi vogliamo una giustizia più veloce, digitalizzata ma vogliamo che funzioni. Nonostante i fondi del Pnrr, il governo però non si occupa né di giudici di pace né di processo telematico ma solo bandierine ideologiche”. Lo ha detto Debora Serracchiani Deputata Pd e responsabile nazionale giustizia intervenendo in conferenza stampa “La giustizia non giusta. Giudici di pace e processo telematico”.

10/12/2024 - 17:39

“Ancora una volta arriva la proroga dello scudo erariale, peraltro solo per alcuni mesi, e quindi con l’ossessione della maggioranza e del governo di approvare in tempi stretti la riforma che stravolge il ruolo e le funzioni della Corte dei Conti. Il governo si fermi e rivaluti le proprie intenzioni. Servono equilibrio e condivisione, sino ad oggi mancati, quando si mettono in campo interventi così importanti che incidono in modo radicale sul funzionamento del nostro sistema e sulla tutela dei cittadini davanti ad azioni della Pubblica Amministrazione contrarie alle leggi.”
Così in una nota la responsabile nazionale Giustizia del Pd, Debora Serracchiani, e il capogruppo in commissione alla Camera, Federico Gianassi.

10/12/2024 - 15:52

“La decisione del governo di prorogare fino al 30 aprile 2025 le disposizioni in materia di responsabilità erariale che limitano la responsabilità dei soggetti sottoposti alla giurisdizione della Corte dei conti in materia di contabilità pubblica ai casi in cui la produzione del danno è ‘dolosamente voluta’ dal soggetto, contenuta nel Dl Milleproroghe approvato ieri dal Consiglio dei ministri, è un fatto molto grave”. Così il deputato dem Virginio Merola, capogruppo Pd in commissione Finanze.

 

“Evidentemente – conclude Merola – o il governo Meloni non si fida di chi lavora e prende decisioni all’interno della PA, soprattutto in merito alla gestione del Pnrr, oppure non vuole, e sarebbe grave, sottoporre l’operato della PA alla giurisdizione della Corte dei Conti. Questa proroga, non motivata dal governo, è l’ennesimo atto, dopo condoni su condoni e concordati a favore degli evasori fiscali, che mina sempre di più quel rapporto fiduciario che esiste tra cittadini e istituzioni sulla gestione della cosa pubblica”.

09/12/2024 - 16:34

“Con il conseguimento dei due obiettivi previsti nel semestre in corso, lo stato di avanzamento dei 13 investimenti ferroviari previsti dal Pnrr raggiungerà la soglia del 39% di realizzazione. Il dato è allarmante: la stessa Corte dei Conti, infatti, ci conferma che il 20% dei progetti è in ritardo. Ma ciò che ci rende maggiormente preoccupati è che la Corte conferma come la maggior parte delle risorse degli investimenti ferroviari – circa metà delle dimensioni finanziarie totali – sarà per progetti al Nord nonostante il 48,2% delle opere dovranno essere fatte al Sud e nelle isole. Non è così che si risolve il gap delle infrastrutture, anzi lo si acuisce. Del resto il governo si ricorda del meridione solo in campagna elettorale e poi, tra autonomia differenziata e mancanza di risorse, se ne dimentica”. Così il deputato dem Anthony Barbagallo, capogruppo Pd in Commissione Trasporti e segretario regionale siciliano commenta i dati della Corte dei Conti sugli investimenti ferroviari Pnrr.

09/12/2024 - 15:31

Le nostre preoccupazioni e denunce continuano purtroppo ad essere confermate. Dopo il report della Banca centrale europea, anche la Corte dei conti certifica i ritardi sulla spesa delle risorse del Pnrr, ferma ancora al 30% di quelle totali. Il governo intende occuparsene? E il ministro Foti cosa fa? Ci auguriamo che esca subito dal mondo dei sogni e provveda a risolvere i colli di bottiglia che hanno determinato questa situazione così problematica. È necessario un bagno di realtà e cominciare a correre per la messa a terra degli investimenti del Pnrr. A un anno e mezzo della deadline, la percentuale dei progetti completati è di appena il 18%. Il Governo Meloni è responsabile di questo impasse. O cambia passo ora, o si andrà incontro ad un drammatico fallimento che l'Italia pagherà a caro prezzo.

Lo dichiara Piero De Luca, capogruppo del Pd in commissione Politiche europee della Camera.

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