Dopo la denuncia alla magistratura per i manifesti del Comitato civico GiustodireNO, dopo aver minacciato di denunciare la sottoscritta che ha osato esercitare le proprie prerogative costituzionali chiedendo spiegazioni in aula su una inchiesta di Report, apprendiamo da alcuni quotidiani che il ministro avrebbe deciso di segnalare i suddetti manifesti all’AGCOM, Autorità garante per le Comunicazioni, evocando, cosi sembra sia scritto in una risposta che il ministro ha dato sul tema a FDI, “possibili violazioni dell’equità e correttezza informativa nell’ambito della campagna referendaria in corso”. Siamo certi che con la medesima sollecitudine denuncerà, a titolo di esempio, le improvvide affermazioni pubbliche della premier che ha avuto modo di di dire che bisogna votare la riforma costituzionale “perché non ci sia più una vergogna come quella che stiamo vedendo a Garlasco”. Si tratta di una dichiarazione falsa e tendenziosa che meriterebbe l’attenzione del Ministro che ha avuto modo di dire più volte che la riforma non migliora l’efficienza della giustizia. Ci stupisce, inoltre, che proprio questo Governo che ha aperto un conflitto con la magistratura, pensi di vincere il referendum utilizzando la via giudiziaria e rivolgendosi proprio a quella giudici che quotidianamente denigra. Eterogenesi dei fini o denuncia facile. Fate voi.
“Il ministro Nordio risponda nel merito invece di intimidire chi esercita legittimamente il proprio ruolo di parlamentare. Gli attacchi rivolti alla deputata Debora Serracchiani sono inaccettabili e fuori luogo.
Serracchiani è intervenuta in Aula nel pieno delle proprie prerogative per chiedere conto al ministro della Giustizia di quanto denunciato da un’inchiesta giornalistica di Report. Di fronte a questioni così gravi e delicate, che riguardano l’equilibrio tra i poteri dello Stato e l’autonomia della giurisdizione, il ministro dovrebbe fornire risposte chiare e puntuali, non attaccare i deputati che svolgono il loro dovere di controllo democratico.
Il Parlamento non può essere intimidito. Il ministro della Giustizia è chiamato a rispondere nel merito delle questioni sollevate, nel rispetto delle istituzioni e della Costituzione” Così Federico Gianassi, capogruppo PD in Commissione Giustizia della Camera.
Minacciare un deputato nell’esercizio delle sue funzioni è grave e inaudito. Le parole di Nordio nei confronti di Debora Serracchiani che semplicemente chiedeva lumi su un’inchiesta giornalistica che racconta di magistrati italiani spiati, sono inaccettabili. Il ministro si preoccupasse di smentire una vicenda da dittatura sudamericana e impari a rispettare il Parlamento.
Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.
“Dopo aver ascoltato il ministro Nordio mi verrebbe da dire parafrasando un suo collega di governo che la 'giustizia vale fino ad un certo punto'. Il ministro parla di un mondo quello della giustizia che apparentemente non conosce, non frequenta e non capisce. Le tante interrogazioni, proposte di legge e audizioni avanzate dal PD in questi tre anni, raccontano un mondo della giustizia completamente diverso da quello narrato da Nordio che continua solo a dire di no a tutte le proposte e risoluzioni che gli vengono presentate e porta avanti il triste record di una riforma che non verrà intaccata neanche da un piccolo emendamento. Non è una 'petulante litania' ricordare che la Costituzione appartiene a tutti gli italiani, e che va rispettata e trattata con cura”. Lo dichiara la deputata e responsabile giustizia del PD, Debora Serracchiani.
“Se va tutto bene come sostiene Nordio ed è stato rispettato il Pnrr - sottolinea la parlamentare dem - perché fare un decreto urgente per spostare i magistrati da una parte all'altra del Paese? Perché i giudici di pace fissano le udienze al 2032? Perché nel processo di digitalizzazione, le richieste di archiviazioni si stanno facendo a mano? Per non parlare poi del precariato presso il ministero della Giustizia e le gravissime carenze di personale amministrativo”. “È offensivo sentire che i suicidi nelle carceri avvengono per paura di liberazione e che il sovraffollamento evita i suicidi. Sulla sicurezza il fallimento è totale e lo ammette anche la premier Meloni che le chiede un cambio di passo. Ma Nordio continua con l'aumento dei reati e delle pene omettendo anche una sola parola su prevenzione, formazione e informazione, elementi fondamentali per rendere più sicure le città”, conclude Serracchiani
Se notizie confermate, Nordio si dimetta
“Apprendiamo con sgomento da indiscrezioni di stampa che tutti i pc dei magistrati italiani sarebbero sottoposti a controlli da remoto che violano la segretezza delle indagini, la riservatezza delle inchieste e degli stessi atti processuali. Una questione di sicurezza nazionale e una evidente lesione dell’indipendenza e autonomia della magistratura.
Un fatto gravissimo che se confermato smaschererebbe ancora una volta il governo e sarebbe la conferma che il Governo Meloni vuole controllare la magistratura.
Tanto più grave se corrisponde al vero che il caso sollevato da una importante procura sarebbe stato messo a tacere nel 2024, secondo fonti ministeriali citate, dai dirigenti del ministero su richiesta della presidenza del Consiglio. Una violazione di fondamentali principi costituzionali e di sicurezza nazionale di cui il ministro Nordio e palazzo Chigi dovranno rispondere con immediatezza.
Questa volta come minimo ci aspettiamo che la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni venga in Aula a spiegare se quanto rivelato da Report corrisponde al vero e in caso affermativo che il Ministro Nordio si dimetta immediatamente”. Lo dichiara Debora Serracchiani deputata e responsabile Giustizia del Pd.
“Mentre la giustizia è al collasso, il ministro Nordio ci spiega che invece tutto funziona meravigliosamente, evidentemente vive in un mondo fantastico che però non esiste e i dati parlano chiaro: il suo ministero è peggiore per l'adempimento del Pnrr, il giudice di Pace fissa le prime udienze al 2032, la digitalizzazione è in tilt e la carenza di personale è ormai strutturale. Le carceri stanno esplodendo e si assiste al fallimento della giustizia penale, con tante nuove fattispecie di reato che non hanno inciso per nulla sulla questione sicurezza nel Paese che mostra lacune clamorose”. Lo dichiara il deputato e capogruppo Pd in Commissione Giustizia, Federico Gianassi.
“Il ministro – sottolinea il parlamentare - ha già dichiarato che la riforma della giustizia non serve a migliorare il sistema giudiziario e allora perché continua ad accanirsi? Il sottosegretario Delmastro Delle Vedove ha usato parole talvolta peggiori di quelle che usa l'opposizione nel criticare la riforma. Questa è una riforma pericolosa perché è mossa da intendimenti punitivi verso la magistratura, lo provano le parole della premier e dei membri del governo”. “In democrazia non esistono poteri illimitati per chi vince le elezioni, ma l'obbligo di rispettare la legge, la cui verifica compete ad un corpo di magistrati autonomi e indipendenti.”, conclude Gianassi.
“Il Dap, dipartimento della polizia penitenziaria, ha negato al comune di Modena la possibilità di svolgere una seduta del Consiglio Comunale presso la casa circondariale di Sant’Anna. Una decisione grave che rappresenta non solo uno sgarbo istituzionale verso la città di Modena, ma anche il tentativo di impedire da parte di un organismo alle dirette dipendenze del governo che vengano accesi i riflettori su una serie di criticità e interrogativi sul sovraffollamento, sull’assistenza sanitaria, sulle condizioni di lavoro del personale, sulle carenze e di progetti e di reinserimento all’interno di quella struttura carceraria”.
Lo dichiarano di deputati del Pd, Stefano Vaccari, Maria Cecilia Guerra e Debora Serracchiani, che hanno depositato alla Camera un’interrogazione al ministro della Giustizia per chiedere conto delle motivazioni della decisione del Dap e per conoscere le iniziative che il ministro Nordio intende adottare per consentire che l’assemblea richiesta possa svolgersi come accaduto in altre città.
“Non si spiega perché - insistono i parlamentari del Pd - consigli comunali straordinari siano stati autorizzati e poi tenuti nelle strutture carcerarie di Milano e di Roma e a Modena venga negata questa possibilità. Non da oggi il Comune di Modena assieme all’Ausl e al terzo settore, sono impegnati per offrire sul territorio di competenza una proficua collaborazione, indispensabile per supportare il carcere sia da un punto di vista istituzionale e sanitario, sia nei rapporti con le associazioni e i volontari per i progetti e le attività culturali, sociali, cosi come di reinserimento lavorativo".
“Ieri la Corte costituzionale ha dichiarato illegittima l'unica misura del decreto carceri del 2024, che ricordo essere stato l’anno record dei suicidi, adottata dal Governo che incideva sull'ordinamento penitenziario: la riforma del procedimento per la concessione della liberazione anticipata che precludeva ai detenuti di chiedere ogni semestre la valutazione della loro condotta. La norma è stata dichiarata incostituzionale. Non solo. E’ stata dichiarata parzialmente incostituzionale anche una disposizione del decreto Caivano del 2023 con la quale era stata esclusa la messa alla prova dei minori per alcuni reati nei casi di minore gravità. Due norme penali fortemente volute dal ministro Nordio. Altri due fallimenti in materia penale del Governo Meloni. E sia chiaro: non è colpa dei giudici ma di chi pensa di poter fare a meno dei principi fissati dalla nostra Costituzione.” così una nota della responsabile Giustizia del Pd, la deputata democratica Debora Serracchiani.
“Quindici cittadini hanno lanciato una raccolta firme on line di cui tutti dobbiamo tener conto, soprattutto il Governo”.
Lo sottolinea Debora Serracchiani, deputata e responsabile Giustizia del partito democratico, ricordando che, “come ha detto la segretaria Elly Schlein, la riforma Nordio non aiuterà i cittadini ad avere una giustizia più efficiente ed equa, ma è il tentativo della destra di indebolire l’indipendenza della magistratura e porsi al di sopra della legge. Qualsiasi ulteriore forzatura e accelerazione del Governo - conclude Serracchiani - rischierebbe di bypassare il diritto dei cittadini a esprimersi e di forzare strumenti istituzionali per obiettivi politici”.
Cosa pensano Giuli e Nordio della Pdl Varchi?
“Che cosa pensano i ministri Giuli e a Nordio della proposta di legge della deputata Varchi? Una norma che, nascondendosi dietro il nobile obiettivo di contrastare comportamenti criminali, rischia in realtà di imporre un vero e proprio bavaglio alla cultura, come la stessa presentatrice ammette esplicitamente nella relazione introduttiva del provvedimento, dove si parla di colpire direttamente la produzione di film, serie, libri e canzoni. Opere come Gomorra, La Piovra, Suburra, C’era una volta in America, Il Padrino, Romanzo Criminale, Mare Fuori e molte altre sarebbero state impossibili da girare se questa legge fosse stata in vigore. Siamo di fronte a una follia legislativa che rischia di soffocare la libertà d’espressione e la creatività nel nostro Paese” Così i democratici Matteo Orfini e Debora Serracchiani commentano la proposta di legge della deputata di Fdi Varchi che prevede “Introduzione dell’articolo 416-bis.2 del codice penale in materia di apologia e istigazione relative a fatti, metodi, princìpi o comportamenti propri delle associazioni criminali di tipo mafioso o di componenti delle medesime” anche attraverso serie, produzioni cinematografiche, libri e canzoni.
“Leggiamo che le valutazioni della delegazione di Fratelli d'Italia - ECR al Parlamento europeo sulla revoca delle immunità parlamentari risponderanno solo a valutazioni politiche. E noi che credevamo che in questi casi le valutazioni dovessero essere solo giuridiche. Per buona pace del ministro Nordio che è riuscito a liberare un criminale libico proprio perché ha studiato gli atti e ha fatto solo valutazioni giuridiche, arrivando addirittura a dire che la richiesta di arresto della Corte penale internazionale fosse scritta in inglese ma pure male. Che ne pensa il ministro Nordio di questa posizione del suo partito? Proprio lui che sulla riforma costituzionale chiede di non politicizzare il referendum e di guardare solo al merito. Attendiamo che si dissoci, da se stesso o dal suo partito” così la responsabile giustizia Pd, Debora Serracchiani.
“Sono tre anni che non fate niente per il sovraffollamento delle carceri italiane. Anzi lavorate per peggiorarne le condizioni come sta accadendo per esempio negli istituti minorili. Sono tre anni che promettete interventi, avete fatto decreti carceri urgenti e ancora non avete fatto niente. A proposito che fine hanno fatto i provvedimenti per consentire l’accesso alle cure in comunità per i detenuti che hanno dipendenze? E anche stavolta il problema sono i giudici, quelli di sorveglianza. Ma lo sa il sottosegretario che i magistrati di sorveglianza sono solo 233 per 64 mila detenuti e circa 190 istituti penitenziari? Chieda al ministro Nordio se sta facendo qualcosa. La risposta è semplice: niente.
Del resto il ministro ritiene che il sovraffollamento serva come deterrente per i suicidi in carcere. Fra l’altro il sottosegretario Mantovano smentisce a sua insaputa il presidente del Senato La Russa che propone un mini indulto. Il solito gioco delle parti all’interno del Governo sulla pelle delle persone”. Lo dichiara la deputata e responsabile Giustizia del Pd, Debora Serracchiani, rispondendo al sottosegretario Mantovano.
“Siamo però di fronte ad un fatto inoppugnabile. È stata sfiduciata la Presidente del Consiglio ed è stata sfiduciata la ministra Roccella ed è stato sfiduciato il ministro Nordio, proprio da Fratelli d'Italia e dalla Lega, perché non si capisce, se l'accordo è ancora in piedi, perché sia stata fatta questa scelta al Senato. Quindi se quell'accordo c’è ancora e se sono in buona fede coloro che quell'accordo lo hanno portato avanti, evidentemente c'è qualcuno che li ha sfiduciati e questo qualcuno siede da quella parte dell'emiciclo. Questa è un’evidente sfiducia nei confronti della Presidente del Consiglio. Penso che i colleghi ne debbano trarre le conseguenze”. Lo ha detto in Aula alla Camera, la deputata Debora Serracchiani, responsabile nazionale Giustizia del Partito Democratico, dopo che la maggioranza, al Senato, ha bloccato la proposta di legge sul consenso libero e attuale nei casi di violenza sessuale, rinviando l’esame sine die.
“Riteniamo che questo comportamento – ha aggiunto l’esponente dem - sia inaccettabile. Non tiene conto di un accordo politico fatto nell’interesse delle donne, nell’interesse di chi soffre e che da questi due provvedimenti aveva e ha la possibilità di avere una risposta e un quadro normativo chiaro. Mi appello alla Presidenza della Camera affinché si sottolinei quanto sia inopportuno ciò che sta accadendo al Senato”.
“Quando un provvedimento passa all’unanimità – conclude Serracchiani - con un accordo politico chiaro, con la volontà delle leader di approvarlo, e lo approviamo tutti insieme, è inaccettabile che al Senato si fermi questa volontà. Ci auguriamo che nel più breve tempo possibile si possa approvare anche il provvedimento sul consenso libero e attuale, perché serve alle donne contro la violenza”.