14/01/2025 - 16:49

Manca trasparenza su modalità di affidamento a società responsabile del flop del sistema

"Perché il Governo ha secretato l’affidamento del software che dovrebbe rivoluzionare la digitalizzazione della giustizia italiana?" È questa la domanda che il deputato democratico Marco Lacarra, componente della commissione giustizia della Camera, pone al Ministro della Giustizia, Carlo Nordio con un’interrogazione firmata dai dem Debora Serracchiani, Federico Gianassi, Michela Di Biase e Rachele Scarpa per sollecitare “chiarezza sui criteri di affidamento e sulle gravi criticità emerse durante l’implementazione dell’app per il processo penale e civile telematico”.
L’app – aggiungono i democratici - entrata in fase sperimentale il 14 gennaio 2024, è stata da subito oggetto di numerose segnalazioni per malfunzionamenti. Le criticità, denunciate anche dal Procuratore Nazionale Antimafia e dai Procuratori distrettuali della Repubblica, hanno portato molti tribunali e procure a sospendere il regime obbligatorio introdotto dal 1° gennaio 2025. "Il flop del sistema rende ancora più urgente fare luce su un affidamento che, ad oggi, rimane avvolto nel mistero - afferma il PD. Nonostante le ripetute richieste, il Ministero non ha reso pubbliche le informazioni sul contratto con l’impresa fornitrice, né ha chiarito l’eventuale presenza di clausole penali a tutela del funzionamento del sistema.
Il Partito Democratico chiede trasparenza e responsabilità: "Un sistema malfunzionante rischia di compromettere i diritti dei cittadini e il buon funzionamento della giustizia. È indispensabile che il Governo risponda pubblicamente e renda conto delle proprie scelte e garantisca funzionalità dei sistemi digitali”.

09/01/2025 - 14:59

“La domanda che tutti noi dovremmo farci è se questa riforma costituzionale è in grado di rispondere ai tanti problemi, alle tante suggestioni che anche oggi sono emerse in quest'Aula. Occorreva una riforma costituzionale, così come ci viene proposta dal ministro Nordio, per risolvere ed affrontare quelli che sono i problemi della giustizia italiana?
La risposta è no e noi questo dobbiamo dirlo con forza; noi abbiamo ascoltato le varie dichiarazioni che sono state fatte dal Ministro Nordio, in cui addirittura si sostiene come la separazione delle carriere sia consustanziale al processo accusatorio e spesso viene tirato in ballo l'articolo 111 della nostra Costituzione, come se in qualche modo fosse prevista dall'articolo 111 appunto la separazione delle carriere. La nostra Costituzione non vieta che ci sia, ma certo è che le parole di Nordio non corrispondono a verità, quando dice che per applicare in pieno la Carta costituzionale abbiamo bisogno della separazione delle carriere.
In particolare, vorrei soffermarmi sull'aspetto che riguarda la sentenza della Corte costituzionale, n. 37 del 2000, dove si sottolinea come nel nostro Paese esista un unico ordine, un unico Consiglio superiore della magistratura e non esista alcun dettame costituzionale che vieti la separazione delle carriere. Ma quello che state facendo voi, in questo provvedimento non è la separazione delle carriere! Voi state separando la magistratura, che è cosa ben diversa.
È per questo che siamo qui e saltiamo sulla sedia rispetto alle cose che stiamo ascoltando, perché, per separare le carriere, diciamocelo una volta per tutte, non sarebbe stata necessaria una riforma costituzionale. Voi lo avreste potuto fare a Costituzione invariata. Avete avuto la necessità di procedere a una riforma costituzionale, perché quello che state facendo è separare in due la magistratura.
Ed ogni corpo, così come ci viene ricordato dai giuristi - così come accade anche in natura - che viene frazionato, ogni organismo unitario che viene separato, determina generalmente un impoverimento”. Lo ha detto la deputata del Pd, Michela Di Biase, intervenendo in aula sul ddl giustizia.

09/01/2025 - 13:24

“Siamo al 9 gennaio e cinque detenuti si sono già tolti la vita. Il 2024 è stato un anno drammatico per il numero di suicidi in carcere, superando ogni record negativo, ma il 2025 sembra iniziato in maniera peggiore. L’ultimo, drammatico caso è avvenuto ieri sera a Roma, nel carcere di Regina Coeli: un detenuto di 25 anni si è tolto la vita impiccandosi in cella. Il Governo ha perso il controllo della situazione delle carceri italiane: non è più un emergenza ma un bollettino di guerra”. Lo dichiara la deputata del Partito Democratico Michela Di Biase, componente della commissione Giustizia.

“Da mesi i nostri appelli al Governo e al Ministro Nordio cadono nel vuoto. Una situazione inaccettabile di fronte a numeri drammatici – sottolinea Di Biase -. Il sovraffollamento carcerario è oltre ogni limite, come mai prima in Italia. La situazione del carcere di Regina Coeli indica con chiarezza il problema: qui il sovraffollamento tocca quota 186 per cento, a fronte di 566 posti disponibili sono presenti 1051 detenuti. Le celle sono luoghi in cui viene meno la dignità dei detenuti”.

“In questi giorni abbiamo ascoltato l’appello di Papa Francesco per la condizione dei detenuti – aggiunge la deputata - ma quelle parole hanno bisogno di essere raccolte e trasformate in azioni concrete per migliorare la condizione in cui si trovano le carceri del nostro Paese. Mancano le risorse per aumentare il personale sanitario e il sostegno neuropsichiatrico. Mancano educatori e formatori e soprattutto – evidenzia –, mancano interventi per forme alternative di detenzione che potrebbero ridurre il numero di detenuti. Il Governo continua a parlare di aumento della capienza delle carceri – conclude Michela Di Biase – ma il piano carceri è fermo da due anni e i tempi di realizzazione di nuove strutture possono essere decennali e con costi non sostenibili per lo Stato. E’ solo un modo per rinviare la questione”.

08/01/2025 - 12:47

“È sui giornali e sotto gli occhi di tutti che il processo penale telematico nei tribunali italiani non funziona. E’ un vero e proprio flop del governo, che di fronte alle nostre preoccupazioni dei mesi scorsi ha fatto orecchie da mercante”. Lo dichiara il capocapogruppo PD in commissione giustizia di Montecitorio, Federico Gianassi, che aggiunge: “Presenteremo una interrogazione parlamentare al ministro Nordio che dovrebbe spiegare come mai il governo non ha fatto nulla dopo mesi di allarmi lanciati da magistrati e avvocati e quando a tutti era noto che con l’inizio del 2025 il processo telematico sarebbe stato esteso. Il governo gestisce la giustizia con la clava ideologica ma dimentica di occuparsi del suo funzionamento”.

20/12/2024 - 16:46

“Il governo Meloni ammette i tagli che stanno compromettendo il settore della Giustizia e dà il via libera a un mio atto che chiede di aumentare le risorse. Il processo telematico civile è in tilt, a breve entra in vigore il processo telematico penale e i rischi di blocco del sistema sono enormi, i Giudici di Pace fissano prime udienze al 2030 e nel 2025 aumenteranno per legge ancora le loro competenze, la situazione carceraria è tragica e delle misure urgenti del Ministro Nordio annunciate nei mesi scorsi si sono perse le tracce. In questo quadro desolante il governo taglia tra il 2025 e il 2027 500 milioni di euro e impegna tutte le sue energie in battaglie ideologiche, divisive, al più inutili. Così non si può andare avanti, serve un radicale cambio di passo”.

Lo dichiara Federico Gianassi, capogruppo Pd in commissione Giustizia alla Camera, sul suo ordine del giorno alla Legge di Bilancio.

20/12/2024 - 11:17

“È necessario che il ministro Nordio riferisca in Aula sull'ennesimo suicidio in carcere avvenuto nel penitenziario di Viterbo e un altro tentativo fortunatamente sventato dalla polizia nel carcere di Modena. È un vero bollettino di guerra in un anno nero. Il Governo non può continuare a voltarsi dall’altra parte di fronte a quello che sta avvenendo: come Pd abbiamo più volte sollecitato un intervento concreto del ministro per fermare questo allarme sociale e continueremo a farlo”. Così il deputato dem Andrea Casu, Segretario d'Aula a Montecitorio.

17/12/2024 - 14:09

“La Giustizia telematica rimane al collasso: anche oggi il Ministero della Giustizia registra problemi gravissimi alle infrastrutture telematiche che rallentano o impediscono le procedure in tutti gli uffici del paese, nell’assoluta inerzia del ministro Nordio palesemente incapace di affrontare e risolvere criticità ormai croniche”. Così in una nota congiunta i deputati Pd Debora Serracchiani e Federico Gianassi, rispettivamente responsabile nazionale Giustizia e capogruppo in Commissione Giustizia di Montecitorio.
“Questa destra ha alimentato soltanto demagogia e populismo con attacchi continui alla magistratura, mentre il processo telematico  continua a registrare blocchi, ritardi e rinvii con disagi infiniti per avvocati, cittadini e imprese. Questa situazione disastrosa sarà aggravata dall’entrata in vigore a breve del processo penale telematico: come pensa il Governo Meloni, nell’attuale caos, di gestire il sistema giudiziario?”

11/12/2024 - 18:56

Calendario Dap 2025 non rispecchia Costituzione

“Ministro Nordio, ciò che oggi lei non ha citato è l’articolo 27, comma 3, della Costituzione italiana. Lei invece doveva partire da quello, che rappresenta il significato che la pena ha nel nostro Paese. Noi le chiediamo di ritirare immediatamente il calendario della Polizia penitenziaria 2025 e faccia anche un favore al Parlamento ritirando le deleghe al sottosegretario Delmastro Delle Vedove”.

Così la deputata democratica della commissione Giustizia, Michela Di Biase, replicando in Aula al ministro Carlo Nordio nel Question time sull’iniziativa ‘Il nuovo volto della Polizia penitenziaria 2025’.

“Mi chiedo - ha aggiunto - come lei non sia stremato. Sono due anni che viene in Parlamento a fare l’avvocato difensore del sottosegretario. Lei che è impegnato nella battaglia per la separazione delle carriere ha tramutato la sua figura nell’unicità delle carriere. E’ riuscito per 40 anni a svolgere la professione di magistrato e negli ultimi due, invece di svolgere la funzione di ministro, ha scelto di essere il difensore di Delmastro, addirittura paragonandolo a Churchill. Noi pensiamo che tutto questo sia gravissimo, perché è chiaro qual è lo sceneggiatore che sta dando questa immagine della polizia penitenziaria che non corrisponde al vero. L’immagine violenta che voi volete descrivere non è nelle corde di questi agenti, che invece si prendono cura dei detenuti. State dando questa immagine distorta anche non mettendo risorse adeguate per assumere il personale che serve all’interno degli istituti di pena. Lo fate mortificando ogni giorno quel corpo, anche respingendo ogni tentativo del Partito Democratico per maggiori risorse finanziarie e umane. La smetta di venire in Parlamento a difendere Delmastro - ha concluso - che abbiamo capito essere soltanto un provocatore e provate a compiere qualche scelta che serva all’interno delle carceri italiane: perché oggi il dato dei suicidi è allarmante”.

11/12/2024 - 18:49

“Ministro Nordio, questo è il calendario della Polizia di Stato con i poliziotti in ospedale insieme a un bambino; qui abbracciano degli immigrati all’arrivo; qui invece ecco i carabinieri sempre con un bambino, mentre qui sono con un’anziana. Nel calendario della Polizia penitenziaria, invece, a marzo l’immagine è di un addestramento con messa a terra per il contenimento fisico di una persona, con tre poliziotti addosso. Ad aprile, agenti antisommossa con scudi, caschi e manganelli in bella vista. A giugno, agente che spara al poligono. A settembre, uomini con il volto coperto e un mitra in mano. Qual è la differenza, le chiedo ministro Nordio? Perché dare questa rappresentazione della Polizia penitenziaria che fa un lavoro durissimo, delicatissimo, alla quale dobbiamo rivolgere un grande ringraziamento? Se la Polizia di Stato dipende dal ministro Piantedosi e i carabinieri dal ministro Crosetto, se la Polizia penitenziaria dipende da lei, la differenza la fa soltanto il ministro?”.

Così la deputata democratica e responsabile Giustizia del Pd, Debora Serracchiani, nell’illustrare in Aula il Question Time rivolto al ministro Carlo Nordio sull’iniziativa ‘Il nuovo volto della Polizia penitenziaria 2025’, mostrando alcune immagini anche dei calendari di Polizia di Stato e Carabinieri.

09/12/2024 - 15:35

"Il ministro della Giustizia Carlo Nordio, proprio durante la Giornata internazionale anticorruzione ci spiega che la corruzione, soprattutto quella transnazionale è un reato sempre più difficile da perseguire e che 'dobbiamo attrezzarci per rispondere in modo adeguato'. Queste dichiarazioni lasciano abbastanza sconcertati considerando che proprio le modifiche introdotte dal Guardasigilli, come la parziale abrogazione del reato di traffico illecito di influenze e la cancellazione del reato dell'abuso d'ufficio vanno proprio nella direzione opposta a quello che servirebbe per contrastare in modo più efficace la corruzione, oltre ad esporci con l'UE correndo il rischio di fare dell'Italia un unicum nel contesto dei grandi Paesi europei". Così il deputato dem Virginio Merola, capogruppo Pd in commissione Finanze.

"Per completezza - ha concluso Merola - occorre purtroppo menzionare anche il tentativo di depotenziare gli sforzi della magistratura inquirente con le limitazioni imposte dalla modifica al codice degli appalti e all'uso delle intercettazioni. La Banca Mondiale evidenzia come la percezione da parte dei cittadini di un sistema corrotto riduca le entrate fiscali. La lotta alla corruzione va di pari passo con la lotta all'evasione fiscale, imponendo sanzioni importanti per chi evade il fisco. Ministro Nordio si rende conto che in tema di corruzione e lotta all'evasione fiscale il governo di cui fa parte è all'eterogenesi dei fini?".

09/12/2024 - 12:53

“Il Ministro della Giustizia Carlo Nordio, in un recente attacco alla magistratura, ha citato sondaggi secondo cui solo il 30% degli italiani avrebbe fiducia nell’operato dei magistrati. Un dato che il ministro ha usato per delegittimare l’intero sistema giudiziario. Tuttavia, risulta che il gradimento dello stesso Nordio, come membro del governo Meloni, si attesta anch’esso al 30%. Delle due, l’una: o il Ministro utilizza dati in modo pretestuoso per screditare una magistratura che non si piega alle derive illiberali del governo, oppure la sua credibilità è così scarsa da confutare le sue stesse affermazioni. Nordio farebbe meglio a concentrarsi sul proprio operato anziché attaccare chi è impegnato nella tutela della giustizia”. Così il capogruppo democratico nella commissione giustizia della Camera, Federico Gianassi, in un passaggio del suo intervento in aula durante l’esame della riforma costituzionale per la separazione delle carriere.

07/12/2024 - 11:53

“Fonti di stampa riportano la notizia di numerosi arresti avvenuti nei giorni scorsi a seguito di un’inchiesta della Procura di Brescia relativa ad infiltrazioni della criminalità organizzata nella provincia di Brescia. Organizzazioni di stampo mafioso - 'Ndrangheta nel caso specifico - riescono ad infiltrarsi facilmente nel tessuto produttivo prima 'aiutando' gli imprenditori in difficoltà e poi 'strozzandoli' rendendoli succubi per l’impossibilità di restituire i prestiti. Sempre la stampa ha anche sottolineato come alcuni esponenti politici sarebbero coinvolti nel sistema messo in piedi dalle organizzazioni criminali con reati legati allo scambio elettorale politico-mafioso. Il Pd ha già presentato il 3 aprile 2024 un atto di sindacato ispettivo che non ha ancora avuto risposta”. Così si legge nell'interrogazione al ministro della Giustizia a firma dei deputati dem Debora Serracchiani e Gian Antonio Girelli con la quale si chiede a Nordio di rispondere in Commissione quali iniziative intenda adottare per affrontare a presenza di organizzazioni criminali di stampo mafioso nel territorio bresciano.

06/12/2024 - 16:45

“Chiediamo al Governo di ritirare immediatamente il nuovo calendario della polizia penitenziaria e di interrompere una campagna di comunicazione che tradisce i principi costituzionali di umanità e la funzione rieducativa della pena sanciti dalla Costituzione.
La rappresentazione delle carceri come esclusivo teatro di conflitto e violenza rischia di legittimare approcci repressivi, in netto contrasto con il ruolo che il sistema penitenziario dovrebbe svolgere: favorire il reinserimento sociale delle persone detenute e garantire il rispetto della loro dignità.
Invitiamo il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, a cui chiediamo se ha visto e condiviso il video e il calendario prima della loro pubblicazione, a riferire con urgenza in Parlamento sulle recenti scelte comunicative e operative del suo dicastero e del dipartimento dell’amministrazione penitenziaria. Abbiamo depositato una interrogazione parlamentare a riguardo e chiederemo che anche il Capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria riferisca in commissione giustizia su questa vicenda.
Riteniamo che le istituzioni abbiano il dovere di promuovere un modello di giustizia che sia equilibrato, rispettoso dei diritti umani e orientato alla rieducazione. Qualsiasi altra direzione e rappresentazione rappresenta un pericoloso passo indietro per lo Stato di diritto. Auspichiamo che una presa di posizione come da noi indicata, venga assunta anche dal Garante nazionale dei detenuti”. Così il gruppo parlamentare del Pd annuncia l’interrogazione a prima firma della deputata Michela Di Biase e sottoscritta dalla responsabile giustizia del Pd Debora Serracchiani.

04/12/2024 - 18:05

"Non ha fatto in tempo ad essere approvato definitivamente dal Senato che il decreto flussi è già azzoppato. E' di poco fa, infatti, il parere del Consiglio superiore della magistratura che boccia "l'emendamento Musk" quello con cui la maggioranza vuole spostare alle Corti d'appello la competenza sulla convalida o la proroga dei trattenimenti dei richiedenti asilo provenienti dai cosiddetti "paesi sicuri".
La motivazione è quella che avevamo già evidenziato più e più volte sia in commissione sia in aula: le Corti d'appello si intaserebbero e non hanno la preparazione adeguata per occuparsi di migranti, come invece ce l'hanno le sezioni specializzate dei tribunali. E' una questione di buon senso.
Il buon senso che non hanno né la maggioranza né Nordio, ce l'ha il CSM. Il governo ci ripensi: ponga fine a questa assurda guerra con la magistratura che fa male al Paese, non risolve alcun problema e a questo punto non è neanche più utile alla loro propaganda". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

04/12/2024 - 14:25

“Il parere negativo del CSM sui provvedimenti che assegnano alle Corti d’Appello la competenza per i procedimenti di convalida e proroga del trattenimento dei migranti conferma pienamente le nostre preoccupazioni. Questa norma è irragionevole: comporta un allungamento insostenibile dei tempi dei procedimenti, mettendo a rischio gli obiettivi fissati dal Pnrr. Inoltre, affida inspiegabilmente decisioni delicate a magistrati potenzialmente privi di competenze specifiche, esponendo l’intero sistema giuridico a inefficienze e criticità. Rinnoviamo l’appello al ministro Nordio affinché ascolti questi rilievi e intervenga per tutelare la funzionalità della giustizia e il rispetto degli impegni assunti con il PNRR. Ignorare questo allarme significherebbe compromettere ulteriormente la credibilità e l’efficienza del nostro sistema giuridico”. Così la responsabile giustizia del Pd, la deputata democratica, Debora Serracchiani.

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