28/12/2025 - 15:40

“La manovra presentata dal Governo non avrà alcun impatto reale sulle emergenze che gravano sul Paese: dal caro prezzi alla spesa sociale, fino al dramma della casa che colpisce in modo particolare le nuove generazioni. Ancora una volta l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni tradisce le promesse fatte agli italiani, mettendo in campo una ricetta economica debole e fallimentare. Senza il sostegno determinante del PNRR, questa manovra avrebbe già spinto l’Italia verso la recessione. Non c’è una visione di sviluppo, non ci sono investimenti strutturali, né risposte concrete alle difficoltà quotidiane di famiglie, lavoratrici e lavoratori, giovani e pensionati. A rendere il quadro ancora più grave è il metodo scelto dal Governo. Alla Camera dei Deputati la manovra non potrà essere modificata: siamo di fronte all’ennesimo, grave strappo istituzionale. Il Parlamento viene umiliato e ridotto al ruolo di semplice passacarte, chiamato a ratificare decisioni già prese a Palazzo Chigi, senza un vero confronto democratico. Così si indeboliscono le istituzioni e si allontanano i cittadini dalla politica. Il Paese ha bisogno di serietà, partecipazione e scelte coraggiose, non di propaganda e forzature che ignorano i problemi reali dell’Italia”.

Così Silvia Roggiani, componente dell’Ufficio di Presidenza del Gruppo PD alla Camera dei Deputati e componente della Commissione Bilancio.

 

28/12/2025 - 15:30

“La manovra del Governo colpisce direttamente famiglie e ceto medio, senza offrire risposte concrete al caro vita e alla perdita di potere d’acquisto. Mentre aumentano le difficoltà quotidiane, l’esecutivo sceglie misure insufficienti e inique, che non sostengono chi lavora e chi tiene in piedi il Paese. Ancora una volta mancano investimenti strutturali e una visione capace di ridare fiducia e prospettive. Il risultato è una manovra sbilanciata, che scarica il peso della crisi su chi già fatica, invece di rafforzare la coesione sociale e sostenere la crescita. Il PNRR, tanto disprezzato da Meloni è la stampella che sta tenendo l’Italia lontana dalla recessione”.

Così Ubaldo Pagano, capogruppo del Partito Democratico nella Commissione Bilancio della Camera dei Deputati.
 

 

28/12/2025 - 15:00

“La manovra economica del Governo Meloni non è una legge di bilancio per il Paese, ma un’operazione che ‘fa cassa’ con un unico obiettivo: finanziare la prossima campagna elettorale. Un intervento miope e opportunistico, che finge rigore oggi solo per potersi liberare dai vincoli europei e tornare domani, in piena campagna elettorale, alla stagione delle spese pazze, senza una visione e senza una strategia”.

Così il capogruppo democratico in commissione Bilancio della Camera, Ubaldo Pagano.

“Senza le risorse del PNRR – aggiunge Pagano - l’Italia sarebbe già in recessione. È un dato di fatto che smaschera il fallimento della cosiddetta “ricetta Meloni”, incapace di affrontare i nodi strutturali del Paese. La crescita è fragile, le crisi industriali aumentano, la pressione fiscale è ai massimi storici e il Governo risponde con nuove tasse: 600 milioni di euro in più solo dai carburanti, colpendo famiglie e lavoratori. Nessun investimento serio su industria, innovazione e sviluppo. Nessun sostegno reale alle famiglie, già al collasso di fronte a una spesa sanitaria sempre più insostenibile. Mentre in Europa si aumenta la spesa per la sanità pubblica, l’Italia va clamorosamente in controtendenza, abbassandola sotto il 6% del PIL e scaricando i costi sui cittadini”.

 

23/12/2025 - 18:10

“Il governo vara una manovra economica a crescita zero che certifica il proprio fallimento”. Così Piero De Luca, deputato e capogruppo Pd in commissione Affari europei, commenta la legge di bilancio approvata in prima lettura al Senato.
“È ormai evidente – sottolinea l’esponente dem – che senza il Pnrr l’Italia sarebbe già in recessione. La tenuta minima della nostra economia è dovuta esclusivamente agli investimenti europei conquistati grazie al Next Generation EU, non certo alle politiche economiche del governo Meloni. Proprio per questo il comportamento dell’esecutivo sul Piano nazionale di ripresa e resilienza è particolarmente grave: a furia di tagli, revisioni al ribasso, rinvii e continui cambi di rotta, il governo ne sta mettendo a rischio la piena attuazione. Mancano secondo gli ultimi dati quasi 100 miliardi da spendere e si procede senza una politica industriale e senza una strategia di sviluppo chiara, soprattutto per il periodo successivo alla scadenza del Pnrr”.

“Il governo avrebbe dovuto impegnarsi – conclude De Luca – per un nuovo Next Generation EU, per investimenti comuni europei in grado di sostenere le nostre filiere industriali, ed avrebbe dovuto lavorare da subito per garantire che i progetti non realizzati per i ritardi nella spesa saranno portati avanti con altre risorse. Invece nulla. La destra galleggia tra divisioni e tensioni interne, compromettendo il futuro dell’Italia perché senza crescita, senza investimenti, lascia il Paese più fragile, meno competitivo e con maggiori disuguaglianze. Serve un cambio di rotta immediato, prima che sia troppo tardi”.

 

23/12/2025 - 17:30

“La politica economica del Governo Meloni sta producendo effetti devastanti sul Made in Italy, sempre più vittima dell’incapacità dell’esecutivo di sostenere il sistema produttivo. Questa manovra di bilancio lo conferma: non produce crescita, non sostiene i consumi e lascia fermi gli investimenti. Dopo tre anni al governo, la destra non ha una strategia industriale, non promuove innovazione e non ha un piano per il dopo-PNRR. Un settore emblematico è la moda, storica eccellenza italiana, che rischia di essere letteralmente messa in ginocchio dalle scelte del Governo. La destra prometteva sostegno alle imprese e crescita. La realtà è immobilismo, precarietà e declino delle nostre filiere strategiche. Questa manovra conferma l’incapacità del Governo di proteggere e valorizzare il cuore produttivo del Paese”. Così la vicepresidente del gruppo del Pd alla Camera, Simona Bonafè.

 

23/12/2025 - 16:56

“Con la quarta legge di bilancio, il Governo Meloni certifica il proprio fallimento. Dopo tre anni al potere, la destra non è stata in grado di costruire una strategia economica, né di rispondere alle emergenze sociali del Paese. Questa manovra segna il punto più basso: un’Italia senza crescita, senza investimenti e senza prospettive. Se non ci fosse il Pnrr il paese sarebbe in recessione. La crescita è ferma, la produzione industriale è in calo, i salari sono stati divorati dall’inflazione e la povertà assoluta resta al massimo storico. La destra governa, ma non governa per gli italiani. E anche tra i partiti di maggioranza cresce l’insofferenza. Alla Camera continueremo a denunciare tutte le contraddizioni e le mancate promesse della destra al governo” così il capogruppo Pd nella commissione Bilancio della Camera, Ubaldo Pagano.

18/12/2025 - 15:55

“Giorgia Meloni arriva al Consiglio europeo in una posizione di grande debolezza e subalternità. Altro che patriottismo: il rischio concreto è che l’Italia venga relegata a portavoce delle posizioni americane, mentre la maggioranza è spaccata su tutto”. Così Peppe Provenzano, deputato e responsabile Esteri del Pd.

“Abbiamo – evidenzia l’esponente dem - un vicepremier, Tajani, che sta a parole dalla parte dell’Europa, un altro, Salvini, che è apertamente schierato con la Russia di Putin ed elogiato dal Cremlino. Meloni ha tentato di costruire un ponte tra le due sponde dell’Atlantico, ma quel ponte è crollato in modo indecoroso, come quello sullo Stretto di Messina. L’Italia rischia di abbandonare la sua collocazione storica di protagonista dell’integrazione europea per finire nelle retrovie. Meloni oggi si fa paladina dell’unanimità, del diritto di veto che Orban e i nazionalisti usano per bloccare l’Europa e danneggiare l’Italia. Con questa logica, non avremmo mai avuto il Next Generation EU e i 200 miliardi del PNRR che oggi tengono in piedi la nostra economia. Giorgia Meloni, in tutti questi anni, concretamente, che cosa ha portato a casa? Niente”.

“Le aperture di Trump a Putin e il prospettarsi di una resa mascherata per l’Ucraina hanno alimentato la recrudescenza di Mosca. Siamo i primi a denunciare limiti e ritardi dell’Unione, ma è in Europa che dobbiamo fare la nostra battaglia per costruire una pace giusta ed evitare che la fine della guerra coincida con la fine dell’ordine internazionale basato sulle regole. Purtroppo – conclude Provenzano – vediamo una maggioranza divisa, con Salvini che si fa portatore in Europa della propaganda e degli interessi della Russia di Putin. Così l’Italia non è più protagonista, ma diventa marginale”.

 

18/12/2025 - 15:54

“Il Governo presenta da giorni una pioggia di emendamenti last minute sulla propria bozza di manovra, già debole e dannosa, trasformando la legge di bilancio in un pasticcio ingestibile. Ma una cosa resta e svela le bugie raccontate negli anni: niente per la crescita, con l'Italia che senza il Pnrr sarebbe in recessione, l’impoverimento che colpisce soprattutto chi lavora, età pensionabile sempre più alta, tasse ai massimi da 10 anni, tagli a sanità, scuola e trasporti. Ma chi governa davvero? Chi scrive i testi del governo se tutti ne prendono le distanze? A forza di denunciare le “manine” e riempire il testo di correzioni confuse, ci aspettiamo che la Premier Meloni dia la colpa alla Dea Kali. A 10 giorni dall’esercizio provvisorio siamo ancora nel caos: il Governo ha perso credibilità e gli italiani pagano il conto di un’improvvisazione senza precedenti”. Così il capogruppo del PD nella commissione Affari Europei della Camera, Piero De Luca.

18/12/2025 - 12:56

"La risposta arrivata dal Governo in Commissione qualche giorno fa non chiarisce le reali conseguenze del taglio alle risorse PNRR destinate alle Comunità Energetiche Rinnovabili. La riduzione del 64% dei fondi – da 2,2 miliardi a 795 milioni – rischia di compromettere progetti già pronti e di colpire duramente i territori. Gli effetti saranno a dir poco devastanti in una regione come l’Emilia-Romagna, dove Comuni, enti locali e comunità energetiche hanno investito tempo e risorse in progettualità concrete oggi messe seriamente in discussione. Il superamento formale del target di potenza non garantisce che tutti i progetti possano essere finanziati, né chiarisce come il Governo intenda sostenere le CER oltre l’orizzonte del PNRR. La proroga dello sportello non basta a compensare un taglio così pesante: si tratta di una scelta politica”. Così il deputato democratico Andrea Gnassi, componente della Commissione Attività produttive della Camera. “Le Comunità Energetiche – prosegue Ganssi - sono uno strumento strategico per la transizione energetica e per ridurre i costi di famiglie e imprese. Per questo chiediamo al Governo un impegno chiaro: raccogliere l’appello che viene da consumatori e imprese del mondo produttivo, per rifinanziare la misura e intervenire per prorogare o eliminare il termine per l’erogazione degli incentivi a sostegno della costituzione di Comunità Energetiche Rinnovabili, attualmente fissata al 31 dicembre 2027. Le Comunità Energetiche, diffuse e concrete, attivano processi partecipativi tra cittadini e imprese e consentono benefici concreti in termini di produzione energetica e risparmi, con ricadute reali nei territori. È una via diversa da quella dei grandi fondi, i cui progetti, se non pianificati coinvolgendo regioni e territori e se non collocati in aree vocate e idonee, diventano un prodotto finanziario che con mega impianti può sfregia irreparabilmente i paesaggi e i territori stessi” sottolinea Gnassi: “Gli obiettivi di produzione da fonti rinnovabili entro il 2030 dati dal Pniec (Piano nazionale integrato energia e clima) devono essere inderogabili”.

12/12/2025 - 13:25

“Il Ministero dell’Istruzione continua a minimizzare i ritardi nei cantieri delle scuole finanziate con il PNRR, fornendo una rappresentazione che non corrisponde alla realtà dei territori. I dati diffusi dallo stesso dicastero, secondo cui il problema riguarderebbe pochi casi isolati, sono smentiti dalle segnalazioni che arrivano quotidianamente dai comuni di tutta Italia, che si trovano con lavori fermi o in forte ritardo non per responsabilità amministrative, ma per le inadempienze delle ditte appaltanti, che stanno causando gravi difficoltà a docenti, studenti e famiglie". Lo dichiara la vicepresidente dei deputati Dem Simona Bonafè sulla discussione della interpellanza urgente su tale tema svolta oggi, venerdì 12 dicembre, nell'Aula di Montecitorio.
“È gravissimo che, di fronte a queste evidenze, il Ministero tenti di scaricare il problema o di ridimensionare il ruolo di Invitalia, che in molti casi ha indetto le gare e avrebbe dovuto almeno vigilare sull’andamento dei cantieri. I comuni hanno agito correttamente, contattando subito il Ministero e chiedendo interventi. E' altrettanto grave che il fondo dell'edilizia voluto dal Pd proprio per cercare di risolverle queste criticità venga invece utilizzato, come ammesso oggi, per altre finalità. Siamo di fronte ad atteggiamento sbagliato e non costruttivo che danneggia tutti: enti locali, comunità e istituzione scolastica", conclude Bonafè.

12/12/2025 - 13:24

"Ancora una volta il governo viene in Aula a dirci che la scuola non è una priorità. Edifici demoliti e cantieri fermi, le misure PNRR a rischio fallimento e nonostante l'allarme dei sindaci e le nostre sollecitazioni, la Sottosegretaria all'Istruzione Frassinetti viene a dirci in risposta alla nostra interpellanza urgente che va tutto bene. Parla di pochi casi isolati, mentre dai territori arriva un quadro drammatico: sono almeno venti i Comuni con cantieri bloccati e nessuna prospettiva di completamento. Una situazione gravissima, che non solo mette in ginocchio intere comunità lasciate sole, ma che rappresenta un danno incalcolabile per studentesse e studenti rimasti senza aule. L'esecutivo nasconde la testa sotto la sabbia per non ammettere i propri errori, oltre che l'incapacità di Invitalia di far fronte al problema. Perché la colpa non è solo delle imprese esecutrici, come dichiarato dalla sottosegretaria Frassinetti, ma anche di Invitalia e del ministero che avrebbe dovuto controllare e monitorare i lavori. Dire che è ‘tutto sotto controllo’ è un insulto ai sindaci che oggi rischiano il dissesto perché non hanno i milioni necessari per coprire i progetti rimasti senza finanziamento. È il governo che deve risolvere questo caos, senza fare scaricabarile sugli enti locali, lasciati soli ad affrontare criticità che hanno solo subito. Chiediamo l’immediata apertura di un tavolo tecnico nazionale e risorse aggiuntive dedicate ai cantieri PNRR in difficoltà. Ogni giorno perso significa studenti senza scuola, Comuni allo stremo e un Paese che rinuncia al proprio futuro. Non permetteremo che l’incapacità del governo faccia fallire il più grande investimento sull’istruzione degli ultimi decenni", così i deputati Pd Ascani, Casu, Malavasi, Manzi e Bonafè.

 

11/12/2025 - 17:39

Il Governo rivendica la riduzione delle risorse PNRR per le Comunità Energetiche Rinnovabili come un semplice 'riallineamento' al fabbisogno effettivo, ma la risposta ricevuta oggi in Commissione non chiarisce le reali conseguenze della scelta: il taglio del 64% della dotazione, da 2,2 miliardi a 795 milioni, rischia di compromettere la capacità dei territori di sviluppare pienamente le CER e mette in discussione progettualità già avviate. Il sottosegretario Barbaro ha spiegato che la rimodulazione è stata concordata con l’Unione europea per evitare di lasciare inutilizzate risorse, sostenendo che la dotazione iniziale si basava su scenari non più attuali. Ma ciò non risponde al punto politico centrale: oggi moltissimi Comuni, enti e comunità energetiche che hanno lavorato seriamente su progetti pronti sono di fronte a un quadro radicalmente mutato e a risorse drasticamente ridimensionate. Il Governo sostiene che l’obiettivo PNRR di almeno 1.730 MW sarebbe già stato superato grazie alle istanze presentate. Ma questo dato, da solo, non basta: non abbiamo alcuna garanzia che l’intera pipeline di progetti maturi possa essere finanziata, né è stato chiarito come l'Esecutivo intenda sostenere lo sviluppo delle CER oltre l’orizzonte del PNRR. Dire che non c’è stata ‘chiusura anticipata’ della misura non è convincente. La proroga formale dello sportello non compensa il fatto che la maggior parte delle risorse è stata tagliata e riorientata. Questa è una scelta politica, non un automatismo europeo. Le Comunità Energetiche sono uno strumento strategico per democratizzare la transizione energetica e ridurre i costi per le famiglie e le imprese. Per questo chiediamo al Governo non giustificazioni tecniche, ma un impegno politico chiaro: rifinanziare la misura e garantire continuità alle CER.
Così il vicepresidente in commissione Attività produttive Vinicio Peluffo, primo firmatario dell’interrogazione presentata insieme ai deputati del Pd Pandolfo, De Micheli, Di Sanzo, Gnassi.

 

11/12/2025 - 15:35

Un appello ai sindaci di tutta Italia per conoscere casi di criticità nell’attuazione del PNRR Scuola e richiamare il governo a interventi immediati. I deputati PD Anna Ascani, Simona Bonafè, Piero De Luca, Ilenia Malavasi, Irene Manzi, Andrea Rossi hanno organizzato oggi una conferenza stampa alla Camera dei deputati per richiamare l’attenzione su un’emergenza che riguarda la missione del PNRR destinata alla costruzione di scuole nuove, moderne, sicure e sostenibili. A partire dalle testimonianze dei territori: i sindaci di Città di Castello in Umbria, di San Polo d’Enza in Emilia Romagna, di Barberino Tavarnelle e San Gimignano in Toscana hanno raccontato i problemi che si trovano a fronteggiare, con edifici demoliti in attesa di lavori sospesi per ritardi, gravi inadempienze o fallimenti delle ditte appaltatrici. Episodi che rischiano di essere la punta dell’iceberg di un problema ben più ampio.

“Quando si tratta del PNRR il governo celebra successi, ma la realtà è fatta di territori in difficoltà con scuole ridotte in cumuli di macerie, contratti rescissi e nessuna garanzia di riuscire a completare i lavori entro i termini stabiliti. Nonostante gli aggiornamenti tempestivi al ministero dell’Istruzione e del Merito niente è stato fatto. Lanciamo un appello ai sindaci per raccogliere i casi problematici e impegnare l’esecutivo a trovare una soluzione per non sprecare un’occasione straordinaria per studentesse e studenti”, ha dichiarato Anna Ascani.

Irene Manzi ha aggiunto: "La Missione del PNRR, che punta a sostituire circa 195 scuole obsolescenti, rischia di fallire. Nonostante i propositi iniziali, i cantieri sono in grave ritardo e questo rischia di condizionare pesantemente il raggiungimento degli obiettivi. La scuola italiana, fondamentale per il nostro futuro, è ancora una priorità solo a parole. È ora che il governo prenda misure concrete per evitare che l'intero progetto di ristrutturazione delle scuole venga compromesso, mettendo a rischio un investimento così importante".

Piero De Luca ha sottolineato: "Con questa conferenza stampa vogliamo accendere un faro su una criticità estremamente preoccupante del PNRR: i ritardi nel completamento delle nuove scuole programmate, con la spesa ferma al 50% del miliardo destinato a questi interventi. Il Governo deve assumersi la responsabilità di mettere in campo azioni straordinarie per salvaguardare investimenti strategici per la sicurezza, la qualità educativa e il futuro delle nuove generazioni. Perdere questi fondi sarebbe davvero imperdonabile”.

“Quando un'opera finanziata con fondi del PNRR non può essere completata nei tempi previsti per cause comprovate e non imputabili alla stazione appaltante, è dovere dello Stato intervenire. Grazie a un emendamento del PD al DL 25/2025, sono stati stanziati 20 milioni di euro per il 2025 proprio per affrontare queste situazioni. Ma i decreti attuativi interministeriali non sono ancora stati emanati e le risorse disponibili appaiono largamente insufficienti. Il governo acceleri l’emanazione dei decreti attuativi e preveda stanziamenti adeguati per garantire che nessun comune sia costretto a rinunciare a progetti strategici”, ha aggiunto Simona Bonafè.

“Il PNRR avrebbe dovuto rappresentare un'opportunità storica anche per rinnovare l'edilizia scolastica. Tuttavia, a meno di tre anni dal lancio, i cantieri sono fermi, con scuole demolite e lavori non completati. Inadempienze e ritardi nei processi burocratici stanno mettendo a rischio milioni di euro di fondi europei, con un danno diretto alla sicurezza e al futuro educativo di migliaia di studenti. La gestione di questo investimento da parte del governo è stata davvero superficiale", ha concluso llenia Malavasi.

 

11/12/2025 - 14:56

"Per i Comuni accedere ai fondi del Pnrr è stata una grande opportunità, soprattutto per l'edilizia scolastica, per la costruzione di nuove scuole, asili, mense e palestra. È stato così anche per la provincia di Reggio Emilia. Oggi però arriva una richiesta di aiuto da parte di questi amministratori locali che hanno scelto di aderire ai bandi nazionali per utilizzare i fondi del Pnrr per l'edilizia scolastica, nello specifico di scuole che prevedevano la demolizione e la ricostruzione in situ di edifici scolastici, ma la cui ricostruzione va molto a rilento. Nel caso per esempio del comune di San Polo in provincia di Reggio Emilia siamo molto in ritardo, le scuole sono state demolite, ma la ricostruzione ancora non si vede. Parliamo di amministrazioni che si sono affidate ad Invitalia che ha gestito oltre 131 gare di appalto; non hanno scelto direttamente loro il progetto e oggi pur avendo messo a disposizione il loro territorio purtroppo non hanno ancora la scuola. La paura è che entro settembre la scuola non venga completata, che i bambini non possano rientrare nella loro scuola. Chi pagherà questa inefficienza, visto che il comune non ha alcuna responsabilità? Chi ha la responsabilità di aver minato la fiducia nelle istituzioni? Il Ministro Valditara intervenga e dia il supporto necessario a questi Comuni per portare a compimento la realizzazione di questi edifici scolastici". Lo ha detto Ilenia Malavasi, capogruppo Pd in commissione Affari sociali della Camera, intervenuta in conferenza stampa Pd su edilizia scolastica e fondi Pnrr.

11/12/2025 - 14:13

"E' un allarme e una sollecitazione forte che vogliamo lanciare al Ministero dell'Istruzione. Molti Comuni registrano difficoltà a portare a compimento importanti progetti di edilizia scolastica che sono stati finanziati grazie al Pnrr. Non possiamo affrontare il problema solo burocraticamente ma occorre un'attenzione e una sensibilità politica. Chiediamo al ministro Valditara di non abbandonare i Comuni, perché ci sono realtà che registrano una situazione di incertezza e difficoltà. Di fronte a questo genere di allarmi, di fronte all'effetto che può avere la perdita di una scuola su una comunità non si può far finta di nulla. L'obiettivo comune della politica deve essere proprio quello di non sprecare la grande opportunità politica del Pnrr legato all'edilizia scolastica. E' una occasione imperdibile e non possiamo permetterci di fallire. Scuole nuove, istituti adeguati sismicamente, asili nido, mense, spazi didattici moderni ed inclusivi. Sono tutti obiettivi che il Pnrr tracciava e registriamo da più parti una condizione di allarme e di difficoltà. Oggi chiediamo al ministro Valditara di non essere indifferente a questo per portare a compimento opere importanti di modernizzazione per una scuola più all'avanguardia e inclusiva". Lo ha detto Irene Manzi, deputata Pd e responsabile nazionale Scuola del partito, intervistata a margine della conferenza stampa Pd su edilizia scolastica e Pnrr.

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