“Sul caso Scurati continuano sulla linea di restringere gli spazi di confronto e discussione e questa volta lo fanno negando alla Commissione vigilanza di intervenire su un caso grave e di cui tutto il Paese chiede conto nella Commissione preposta proprio a vigilare il servizio pubblico. Come ci ricorda il regolamento della Commissione noi dobbiamo e possiamo audire chi riteniamo utile ad approfondire specifiche questioni e in questo caso è indispensabile ascoltare il Dir. Corsini e la Dott.ssa Bortone. Ci aspettavamo un segnale di distensione e apertura a chiarire quanto successo a Bortone e invece alla vigilia del 25 aprile non si smentiscono e invece di tutelare l’art. 21 della nostra Costituzione, nata dalla Resistenza e fondata sull’antifascismo continuano a calpestarlo così come le prerogative delle minoranze in Parlamento”. Così la deputata democratica, componente della commissione di vigilanza Rai, Ouidad Bakkali.
“Solidarietà alla senatrice Ester Mieli oggetto di un inaccettabile pregiudizio. Conoscendola, sono certa che non si farà fermare nell’esprimere il proprio pensiero, ma quanto accaduto è la spia di pregiudizi antisemiti radicati che da tempo inquinando il dibattito pubblico”. Così su X la deputata democratica, Lia Quartapelle.
Graziano: di cosa hanno paura?
La commissione bicamerale di Vigilanza Rai ha deciso a maggioranza di non audire il responsabile approfondimento, Paolo Corsini e la conduttrice Serena Bortone sul ‘caso Scurati’. La richiesta di audizione era stata formalizzata alla presidente Barbara Floridia dal capogruppo democratico, Stefano Graziano, e sostenuta da tutte le opposizioni. Per Graziano si tratta di un “grave strappo, una forzatura incomprensibile: metodi già visti. La commissione di Vigilanza Rai viene silenziata a colpi di maggioranza. Cosa ancor più grave che avvenga alla vigilia della festa della Liberazione. Il parlamento deve essere messo nelle condizioni di fare luce su un caso grave di gestione della Rai. Di cosa hanno paura? Non saranno le sempre più insistenti indiscrezioni sui contatti diretti tra palazzo Chigi e i vertici Rai per la gestione del ‘caso Scurati’ a preoccupare Meloni?”.
Graziano, quale verità stanno nascondendo?
“La maggioranza non vuole che la commissione di vigilanza Rai possa audire Bortone e Corsini sul caso Scurati. Di cosa hanno paura? Che verità cercano di nascondere? E come mai questo cambio di fronte dopo che lo stesso capogruppo Foti aveva detto di portare il caso in vigilanza? Non saranno le tante indiscrezioni stampa sui contatti diretti tra palazzo Chigi e i vertici Rai per ‘aggiustare il caso Scurati’ a preoccupare Meloni?”. Così il deputato capogruppo democratico in vigilanza, Stefano Graziano, al termine dell’Ufficio di presidenza della commissione bicamerale di vigilanza Rai che si è spaccato sulla sua richiesta di audizione. Si voterà domani mattina alle ore nove in plenaria.
“Il Def è una cambiale in bianco sul futuro del Paese. Per evitare contraccolpi elettorali la destra ha evitato di definire i contenuti programmatici del Def e anche sul quadro macroeconomico tendenziale non va meglio. La previsione del Pil all’1 per cento contraddice tutte le stime fatte da Bankitalia, Europa e Fmi e la crescita del debito pubblico e del deficit apre ad un possibile prossima procedura di infrazione Ue”:
Lo dichiara la vice presidente del Gruppo Pd alla Camera, Simona Bonafè, sul parere relativo al Documento di Economia e Finanza votato in I Commissione.
“Il governo - aggiunge - non esplicita inoltre alcuna decisione sulle grandi priorità come la sanità, la scuola, il lavoro, gli investimenti e la politica industriale e gli enti locali. Non vi è nessuna anticipazione sulle misure da confermare che scadranno a fine anno come il taglio Irpef, il taglio dei contributi previdenziali, la detassazione del welfare aziendale e dei premi di produttività, la riduzione del canone Rai, il differimento di plastic e sugar tax, il rifinanziamento della legge Sabatini per gli investimenti e più in generale per la competitività del Paese. Quello che è certo - conclude - è che quando finirà la crescita, dovuta sostanzialmente all’attuazione del Pnrr, su cui pure ci sono ritardi dovuti alla riprogrammazione in atto, l’Italia rischierà la recessione”.
“Non solo nel nostro Paese ma anche fuori dai nostri confini cresce lo sconcerto per la vera e propria censura che è stata messa in atto dalla Rai rispetto all’intervento di Antonio Scurati sul 25 aprile, per non meglio specificati ‘motivi editoriali’. Vogliamo essere certi che non vi siano state interferenze da parte del governo o della maggioranza, anche perché sono sempre più inquietanti i segnali di una logica per cui l’occupazione della Tv pubblica prevale sull’impegno a fare servizio pubblico. Se anche vi fosse stata semplicemente la volontà di accreditarsi con il governo e le forze di maggioranza saremmo di fronte ad un fatto di una gravità straordinaria. Chiediamo al governo, nella persona della presidente del Consiglio o in quella del ministro dell’Economia di riferire alla Camera in merito. Chiediamo poi alla commissione di Vigilanza Rai di mettere in atto tutte le iniziative di propria competenza”.
Così Andrea De Maria, della Presidenza del Gruppo Pd alla Camera, intervenendo nell’Aula sull’ordine dei lavori.
“La libertà di informazione e di espressione - ha aggiunto - sono infatti un elemento fondamentale della libera dialettica democratica e di una democrazia degna di questo nome. Nel suo monologo Scurati ha posto due temi di grande rilievo. Il primo è la chiarezza sulla natura del fascismo, movimento che ha fatto della violenza il tratto distintivo fin dalle origini, che è stato il primo esempio di un fenomeno europeo che ha portato anche alla nascita del nazismo in Germania. Il secondo pone un tema per me di grande attualità. La richiesta cioè alla destra italiana di fare pienamente i conti con la storia del fascismo. Sono convinto, lo dico anche avendo avuto l’onore di essere stato per due mandati sindaco di Marzabotto, che sia giusto unire oggi tutto il sistema politico su valori condivisi. Questo però non può che voler dire riconoscerci tutti nella Costituzione antifascista data dalla Resistenza. Si avvicina il 25 aprile - ha concluso - ci aspettiamo e chiediamo che chi governa il Paese avendo giurato sulla nostra Costituzione dica, in quella occasione, parole nette e chiare sul valore dell’antifascismo e sulle responsabilità storiche del fascismo”.
Gravi violazioni, governance Rai sta entrando a gamba tesa su scelte editoriali
Il capogruppo democratico nella commissione bicamerale di vigilanza Rai, Stefano Graziano, ha scritto alla presidente Barbara Floridia per chiedere di programmare rapidamente l’audizione della conduttrice Serena Bortone e del direttore approfondimento Rai, Paolo Corsini. Nella sua lettera Graziano ha espresso “preoccupazione per la mancata messa in onda del monologo di Scurati che conferma un'allarmante deriva autoritaria all'interno della Rai. Per questo - ha sottolineato - c’è la necessità di condurre un'istruttoria approfondita su questo caso che è rappresentativo della politicizzazione dell’attuale governance di viale Mazzini che sta entrando a gamba tesa nei contenuti editoriali del servizio pubblico televisivo. Siamo davanti a gravi violazioni, la Commissione bicamerale di vigilanza deve avere tutti gli elementi per valutare. Questi reiterati comportamenti - ha concluso l’esponente democratico - compromettono la ragione stessa dell’esistenza della Rai come servizio pubblico televisivo”.
“Davanti all’arroganza, che è una vergogna, di un imprenditore che fattura decine di milioni di euro grazie al lavoro dei suoi operai e li insulta, addirittura attribuendo loro la colpa degli infortuni, anche la politica deve mobilitarsi. Per questo stiamo organizzando una delegazione del Pd Toscano che domani sfilerà aderendo alla manifestazione dei sindacati a Carrara. Le parole dell’imprenditore intervistato dalla trasmissione Report sono anche un oltraggio alla memoria di chi è morto nelle cave e su tutti i luoghi di lavoro”. Così Emiliano Fossi, deputato e segretario Pd Toscana, in merito alle parole di Alberto Franchi, amministratore delegato della Franchi Umberto Marmi, mandate in onda dal programma Report di Rai3 in un servizio legato agli incidenti nelle cave di Carrara.
La legge della Rai va cambiata
“Il caso Scurati è uno scivolone pesantissimo che segnala una deriva autoritaria in Rai senza precedenti.
Non è che in passato non ci siano mai stati errori ma qui siamo passati ad una logica in cui l’occupazione prevale sull’impegno a fare servizio pubblico. Gli adii di tanti personaggi segnalano un clima in cui è diventato difficile lavorare. È un declino cui nessuno sembra porre rimedio. C’è un canone tagliato ed una carenza di investimenti che mette a rischio la trasformazione della Rai in Digital media company.
C’è un quadripolio dove prima c’era un duopolio. Proprio per questo l’occupazione non ha senso. Ricordo peraltro che chi occupa la rai in genere perde le elezioni…
L’attuale legge impone in rai un presidente di garanzia: servono i due terzi della commissione di vigilanza per eleggerlo. Ma il tema del presidente è relativo se poi non si pratica il vero pluralismo. E comunque la legge della Rai va cambiata”. Lo ha detto Stefano Graziano capogruppo pd in commissione di vigilanza sulla Rai a proposito del caso Scurati, in una intervista al Corriere della Sera.
“Noi chiediamo che venga fatta un’istruttoria senza sconti sul caso Scurati; mi pare che i ‘motivi editoriali’ della cancellazione di Scurati parlino da soli. È paradossale chiedere le dimissioni della Bortone che ha denunciato la censura”, ha commentato Graziano a proposito della richiesta di dimissioni di Serena Bortone da parte del capogruppo Fdi alla Camera Tommaso Foti.
Che cosa spinga una donna a definire delitto un diritto che in Francia è in costituzione, resta un mistero. Di cui lei, la giornalista Incoronata Boccia risponderà alla sua coscienza, ma di cui devono rispondere anche i vertici Rai. Può ancora ricoprire il ruolo di vice direttrice del principale tg del Paese chi offende le donne e le leggi? C’è un problema nella più grande azienda culturale italiana che va dalla censura all’offesa delle leggi dello Stato. Vergognoso e inaccettabile.
Così in una nota Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.
“#Scurati siamo lieti che 200 anni dopo la #Meloni ha scoperto Talleyrand: niente eccessi di zelo”. Lo scrive Stefano Graziano capogruppo Pd in commissione di Vigilanza sulla Rai su X.
Censurare il 25 aprile è l’ennesima prova di un disegno di rimozione. L’Italia democratica è nata dalla lotta di Liberazione contro il nazifascismo. E qualcuno stava dalla parte sbagliata della storia. La Rai è di tutti e la censura è inaccettabile.
Lo ha scritto su X Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati
“Apprendiamo dalle pagine social della giornalista Serena Bortone che inspiegabilmente e senza alcun motivo è stato cancellato il monologo dello scrittore Antonio Scurati nel suo programma televisivo. Cosa sta succedendo in Rai? Cosa sta facendo il governo dentro l’azienda pubblica italiana della comunicazione radiotelevisiva? I vertici devono immediatamente chiarire. Non possiamo accettare delle ingerenze così gravi e soprattutto non motivate in alcuna maniera”. Lo dichiarano i parlamentari PD della commissione di vigilanza sulla Rai.
"La Rai avrebbe cancellato, senza spiegazioni, il contratto per il monologo di Antonio Scurati sul 25 aprile che sarebbe dovuto andare in onda questa sera durante la trasmissione "Che Sarà" condotta da Serena Bortone. Lo apprendiamo da un coraggioso post della stessa conduttrice che racconta anche di non essere riuscita ad avere spiegazioni sull'accaduto.
L'ennesima vicenda che ha tutta l'aria di una censura di un intellettuale di grande spessore e su un tema identitario della storia di questo Paese come la Liberazione dal nazifascismo. Sappiamo bene che questa giornata crea non poche allergie, a destra, come le creano le voci autorevoli e libere tra cui quella di Scurati o di Roberto Saviano, a cui è stata annullata un'intera trasmissione. La Rai, tristemente trasformata in quella che ormai viene definita Tele Meloni, colpisce ancora. E colpisce al cuore della Repubblica antifascista. A Scurati e Bortone la mia solidarietà, ora la Rai chiarisca in commissione vigilanza. Noi, il 25 aprile, riempiremo le piazze". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
“Il ‘prode’ Sangiuliano richiami all’ordine il vicepresidente dei deputati di Fdi che con le sue dichiarazioni su Antonio Scurati ha oltrepassato il limite e attaccato un autorevole scrittore italiano che Sangiuliano, quantomeno per il suo incarico pro tempore, dovrebbe difendere”.
Così i deputati democratici della commissione Cultura della Camera che sottolineano “e visto che il ministro ogni giorno cerca di teorizzare l’inclusività del pensiero culturale del governo Meloni, ci dica anche il suo parere su questa bella pensata della Rai di oscurare il monologo sul 25 aprile di Antonio Scurati. Abbiamo un serio problema in Rai dove ogni voce critica viene silenziata o allontanata dal servizio pubblico per poi essere sbeffeggiata dalla batteria della comunicazione governativa e dei suoi organi di di stampa”.