“Unico scopo governo è epurare la Rai”
Caro Filini siamo ancora in attesa che ci spiegate perché il governo Meloni ha dovuto fare un decreto ad hoc su Fuortes, perché è chiaro che il provvedimento sui teatri lirici serve per un solo scopo: epurare la Rai.
Così Stefano Graziano, capogruppo del Pd in Commissione di Vigilanza Rai.
Il deputato del Pd ed ex Ministro della Giustizia, Andrea Orlando, ha presentato una interrogazione alla Camera dei Deputati rivolta al Ministro della Giustizia, Carlo Nordio in cui gli fa presente che, premesso che "tra i requisiti per la nomina dei giudici popolari per le Corti di assise vi è quello di avere un’età non inferiore ai 30 anni e non superiore ai 65 anni e che i giudici popolari integrano la composizione delle Corti d'Assise e delle Corti d'Assise di appello, e cioè gli organi giurisdizionali che giudicano sui reati di maggior gravità e allarme sociale. Nel novembre del 2022 - ricorda Orlando nell’interrogazione- la Corte d’Assise d’Appello di Palermo ha dichiarato la nullità di una sentenza e dell’intero procedimento di primo grado ex art. 178, lettera a), c.p.p., per la presenza nel collegio di un giudice popolare che, legittimamente immesso nelle funzioni, nel corso del dibattimento, aveva compiuto il sessantacinquesimo anno di età. Tale decisione ha avuto come conseguenza, come hanno denunciato anche gli organi di informazione, la scarcerazione di imputati molto pericolosi condannati in primo grado a lunghe pene detentive per gravissimi reati per decorrenza dei termini di custodia cautelare. Proprio il Ministro Nordio, invece, nel rispondere lo scorso 16 febbraio 2023 - aggiunge Orlando -ad un question time che esprimeva grave preoccupazione rispetto alla citata decisione della Corte di Assise d’appello di Palermo e ai suoi gravi effetti, sosteneva che questa sarebbe del tutto coerente con quella della Corte di Cassazione, la quale, sempre secondo le parole del Ministro, si sarebbe espressa nel tempo in modo costante, anche a Sezioni Unite. Non solo: si dichiarava, al contempo, testualmente, “propenso a una rimodulazione totale della legge”. L’esame delle decisioni della Corte di Cassazione dimostra chiaramente, invece, come la stessa non abbia mai espresso l’univoco e costante orientamento riferito dal Ministro interrogato, oltre a non essersi mai pronunciata in materia a Sezioni Unite".
“Ritengo urgente e immediato – chiede Orlando a Nordio- che il Ministro della Giustizia fornisca immediate rassicurazioni in merito ad un suo ravvedimento rispetto ad un’interpretazione della legge n. 287 del 1951 basata su presupposti manifestamente infondati, nonché sulla preoccupante ricaduta su processi particolarmente importanti e delicati che avrebbe una revisione della legge in questione, paventata dal medesimo Ministro".
“Una giornata che ci permette di ricordare il percorso fatto fino ad oggi, grazie al quale poter immaginare un’Europa ancora più unita e solidale. La festa della Ue infatti è di una straordinaria importanza e lo è ancor di più in questo momento storico, dopo una drammatica pandemia e con una guerra ai nostri confini causata dall'inaccettabile aggressione russa dell'Ucraina. I risultati raggiunti finora nella tutela dei diritti e delle libertà fondamentali ci devono far riflettere sulle sfide che ancora ci attendono nei prossimi anni. Sfide da affrontare insieme perché solo insieme possiamo costruire un’Europa sempre più giusta, equa e solidale. E solo insieme possiamo immaginare il futuro dell'Italia, indissolubilmente legato a quello di tutta l’Unione”. Così il deputato democratico Piero De Luca capogruppo in Commissione Politiche europee.
"Ma strategia governo è di mettere le mani sulla Rai"
A fronte di un amministratore delegato che ha appena approvato il bilancio della Rai, che viene messo in discussione da mesi dalla maggioranza di governo e che oggi dichiara che non ci sono più le condizioni per andare avanti per i continui attacchi politici, il ministro Lollobrigida non può fischiettare e far finta di niente. Il suo goffo quanto vano tentativo di cancellare le impronte non riesce a nascondere la strategia del governo Meloni che è chiara fin dall'inizio: mettere le mani sulla Rai.
Così il deputato del PD Vinicio Peluffo, della commissione di Vigilanza Rai.
“Mentre le cittadine e i cittadini italiani sono impegnati a cercare di arrivare alla fine del mese, alle prese con inflazione, caro bollette, e precarietà nel lavoro, il governo Meloni si distingue per il suo impegno nel fare incetta di poltrone per accontentare i suoi di maggioranza ed occupare a colpi di decreto istituzioni pubbliche. Accanto all’assalto ai posti di comando dell’Inps e dell’Inail, attraverso la modifica della governance per procedere al commissariamento dei due enti, la destra ha approvato anche una norma ad personam per licenziare il sovrintendente del teatro San Carlo di Napoli e piazzare semmai al suo posto Carlo Fuortes, l’attuale amministratore delegato della Rai, permettendo così di completare l’album delle figurine ai danni anche del servizio pubblico radiotelevisivo. Un comportamento del Govero a dir poco indecoroso. È davvero grave piegare le regole delle istituzioni per pure esigenze di partito”.
Lo dichiara il deputato del Partito Democratico e capogruppo della commissione Politiche europee, Piero De Luca.
“Per la sete di poltrone il governo rischia di fare pasticci. La norma sulla riforma della governance delle fondazioni lirico-sinfoniche rischia di far saltare molti sovrintendenti gettando nel caos le fondazioni. Secondo questo decreto i sovrintendenti attualmente in carica che abbiano più di 70 anni entro il prossimo 10 giugno dovranno tout court cessare il loro incarico, senza una vera e propria motivazione. Suona veramente assurdo.
Anche la parte che riguarda le società quotate per i cda sembra essere piuttosto contorta. Non si comprende inoltre come mai ci sia questa discriminazione fra fondazioni liriche ed altri teatri e spazi della cultura. Per non parlare della Rai. Insomma sembrerebbe un altro modo da parte della destra al governo di far saltare direttori e dirigenti a loro non graditi”.
Lo dichiarano in una nota congiunta Stefano Graziano, capogruppo Pd in commissione di Vigilanza sulla Rai e Sandro Ruotolo, responsabile Informazione e Cultura del partito.
Approvano decreti a raffica, nominano commissari, litigano per gli incarichi. Non per rendere il Paese più efficiente ma per spartirsi posti. A danno di strutture pubbliche fondamentali: Rai, Inps, Inail. Questo è il senso dello Stato della peggiore destra di governo.
Lo ha scritto su Twitter Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.
"È insaziabile l'appetito di poltrone del governo. Le manovre sulla Rai e il commissariamento di Inps e Inail mostrano l'arroganza del governo che ricorre a ingiustificate forzature per spartirsi i vertici".
Così Debora Serracchiani, deputata, responsabile Giustizia del Pd
“Siamo davvero solidali con Alfonso Raimo, un giornalista serio allontanato inspiegabilmente dal suo ruolo che svolge con competenza e professionalità e dedicandosi al tentativo di difendere il lavoro dei suoi colleghi dell'agenzia di stampa Dire. Per noi è fondamentale tutelare l'importante lavoro svolto dai giornalisti, la libera comunicazione, il diritto all’informazione”. Così la capogruppo dem in commissione Cultura Irene Manzi.
“Salvini ne spara una al giorno. Oggi apprendiamo a mezzo stampa che vorrebbe diminuire e dunque eliminare definitivamente il canone Rai. Ebbene siamo tutti contenti degli slogan elettorali del ministro, ma a questo punto ci dovrebbe anche dire come intende procedere. Vorrebbe finanziarlo con i fondi dello Stato? Oppure si vuol far credere che una azienda imponente come la Rai possa sussistere senza i fondi che provengono dal canone?”. Lo dichiara il capogruppo Pd in commissione di Vigilanza sulla Rai, Stefano Graziano, che aggiunge: “La Rai nasce con il canone e ad esso si aggiunge la pubblicità. Senza canone non è Rai e toglierlo dalla bolletta e’ far morire la Rai data la difficoltà storica a recuperare il canone. La Rai ha bisogno di entrate certe”, conclude Graziano.
"Il taglio del cuneo fiscale per gli stipendi medio bassi è sempre condivisibile, quello che non è accettabile è spacciare un bonus di soli sei mesi con il taglio delle tasse più grande degli ultimi decenni". Lo ha detto la vicecapogruppo dei Deputati Pd, Simona Bonafè, nel corso della trasmissione 'Radio Anch'io' su Rai Radio 1, riguardo ai contenuti del Decreto Lavoro approvato dal Consiglio dei Ministri.
"E' inoltre palese che le nuove forme di precariato presenti nel decreto, dai voucher alla liberalizzazione dei contratti a termine, disincentiveranno la natalità: tema sul quale la destra promette molto senza mantenere nulla", ha concluso.
"A seguito dell'audizione del ministro Urso quel che è emerso forte e chiaro è che il centrodestra vuole occupare la Rai. Peccato però che la Rai non sia soggetta a spoil system ed ha un cda nel pieno delle sue funzioni. Auspichiamo quindi che si faccia rapidamente il piano industriale e si firmi il contratto di servizio in modo da mettere la Rai nelle condizioni di programmare e svolgere al meglio le proprie attività". Lo dichiara Stefano Graziano, capogruppo Pd in commissione di Vigilanza sulla Rai, il quale aggiunge: "Il Governo renda noto come intenda garantire le risorse per il servizio pubblico radiotelevisivo attraverso l'abbonamento, poiché al momento sembra avere poche idee e confuse".
“A nome del Gruppo del Partito Democratico condivido la preoccupazione, la solidarietà, la vicinanza per le notizie che vengono dall'Ucraina. Leggo l'ultimo tweet di 16 ore fa di Corrado Zunino, l'inviato di ‘Repubblica’ sul fronte: ‘in viaggio da Kherson verso Odessa. Sto bene, ho una ferita alla spalla destra sfiorata dal proiettile che ha centrato il mio grande amico Bogdan. Credo sia morto all'inizio del ponte di Kherson, un dolore infinito, avevo il giubbotto con la scritta Press’. Lo ha detto in Aula alla Camera, all’apertura dei lavori, il deputato dem Andrea Casu, della presidenza del Gruppo Pd.
“Riteniamo – ha concluso Casu - che sia nostro dovere di rappresentanti delle istituzioni democratiche, ricordare oggi e sempre, come il fuoco sui giornalisti, ovunque nel mondo, riguarda sempre tutte e tutti noi e i valori della nostra Costituzione. Gli spari, il dolore, la ferocia della guerra che oggi ha colpito, ha ucciso Bogdan Bitik, ha ferito Corrado Zunino, sperando che presto possa tornare dalla sua famiglia in Italia. Questo non è avvenuto oggi per la prima volta, avviene spesso, avviene in tante occasioni, ma non può e non deve fermarci. Non deve mai fermare la libera stampa, non deve mai fermare quei valori, quegli ideali che ci hanno consentito di vivere nella democrazia che oggi abbiamo conquistato e che dobbiamo difendere.
Siamo vicini e rivolgiamo a Corrado Zunino un augurio di pronta guarigione e un sentito grazie per il suo prezioso lavoro di giornalista dal fronte che, insieme ai suoi colleghi, ci racconta ogni giorno il dramma della guerra in Ucraina. Siamo addolorati per la morte del suo collaboratore, Bogdan Bitik, che insieme a Zunino è stato colpito da un agguato di cecchini russi a Kherson.
L’atteggiamento di fratelli d’Italia nei confronti di Lucia Annunziata è insopportabile. Ricordo che l’art. 21 è scolpito nella costituzione e Annunziata svolte da anni al meglio il suo lavoro. A lei e alla redazione di Mezz’ora tutta la mia solidarietà . Così Stefano Graziano , capogruppo Pd in vigilanza Rai