Presentata interrogazione a Ministero del Lavoro
Il Pd ha depositato un’interrogazione parlamentare al Ministero del Lavoro e delle Imprese per chiedere un tavolo interministeriale per risolvere definitivamente la vicenda del precariato in Rai per oltre duecento giornalisti di trasmissioni da molti anni presenti nei palinsesti televisivi. Lavoratori ancora oggi assunti con partita Iva e senza prospettive di stabilizzazione certa.
L’interrogazione è stata firmata dai membri della commissione Lavoro della Camera, Scotto, Sarracino, Laus e dal capogruppo Pd in Vigilanza Rai, Graziano.
Roma, 29 luglio 25
https://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=5/04261&ramo=CAMERA&leg=19
“Non è una vittoria e non si è evitata una guerra commerciale: era di fatto già in atto e iniziata da Donald Trump”.
Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, in diretta su Agorà su Rai3 in merito ai dazi al 15% decisi ieri.
“C’è stata un’imposizione che costerà carissimo al nostro Paese e ciò dimostra la poca efficacia nonostante i rapporti cosiddetti privilegiati tra il nostro Governo e quello americano - ha detto la deputata dem - Siamo in una fase storica in cui Trump si permette di dare patenti a chiunque, mostrandosi impositivo nei confronti dell’Europa e degli Stati europei, con modi imbarazzanti”.
“Ora vedremo come proseguirà, questa è stata solo la prima puntata: gli Stati Uniti hanno già dimostrato con il Giappone che dopo il primo punto la discussione prosegue. Per ora si conclude con il 15%, ma Trump ci ha abituato a svolte quotidiane per cui potrebbe non essere il punto definitivo. L’unica certezza è che farà male al nostro Paese” ha concluso Gribaudo.
“E’ paradossale che la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, non si esprima sulla tragedia che si sta consumando nella Striscia di Gaza, e che l’Italia a causa di questo immobilismo del governo non sia partecipe dell’operazione umanitaria promossa da Gran Bretagna, Germania e Francia, per portare aiuto con lancio di viveri dagli aerei ad una popolazione ormai ridotta allo stremo. Meloni è ormai praticamente scomparsa da ogni tavolo internazionale, non solo sulla crisi mediorientale, ma anche sulla questione ucraina e sul tema dei dazi di Trump. Questa sua sudditanza ai dettami del presidente degli Stati Uniti ha provocato il nostro isolamento e inconsistenza”.
Così il capogruppo Pd in commissione Difesa alla Camera, Stefano Graziano.
“Due mesi fa il Governo rispondeva all’interrogazione del Pd in commissione Lavoro alla Camera in cui venivano chiesti all’Inail i dati sul funzionamento della patente a crediti: su circa 800mila aziende edili poco più della metà avevano aderito e le patenti sospese erano state in un anno appena 21. Se guardiamo il numero di incidenti nei cantieri edili - compresa la tragedia enorme di Napoli di ieri con tre morti - ci rendiamo conto che questo meccanismo purtroppo non sta funzionando. La ministra Calderone dovrebbe avere l’umiltà di fare una seria revisione critica delle scelte prese finora per rispondere all’emergenza delle morti sul lavoro. Venga in Parlamento e si confronti con le nostre proposte: vogliamo una discussione costruttiva, ma anche una svolta sulle politiche del lavoro. Precarietà, lavoro nero, subappalti sono tra le cause principali di questa tragedia permanente che miete oltre mille vittime l’anno. Non si può più fare finta di niente”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
“Uno dei tre operai morti a Napoli aveva 67 anni. A quella età non devi stare su un cantiere. Hai diritto a stare in pensione. Una tragedia nella tragedia. Che ci dice che tanta parte del lavoro è ancora sfruttamento e precarietà. Non è una fatalità, è un sistema che non funziona”.
Così sui canali social il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
“Abbiamo appena depositato una interrogazione parlamentare come gruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera sull’uscita di Carrefour dall’Italia. Crediamo che sia necessaria la convocazione di un tavolo ministeriale permanente - con il coinvolgimento diretto dei sindacati - innanzitutto per salvaguardare i livelli occupazionali e per capire se ci sono piani industriali coerenti”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
Di seguito
Interrogazione a risposta in Commissione
Al Ministro delle imprese e del made in Italy, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali - Per sapere - premesso che:
l’italiana NewPrinces (ex Newlat), dopo una serie di acquisizioni di marchi del settore della produzione alimentare realizzate negli ultimi anni, ha recentemente sottoscritto con Carrefour un accordo vincolante per l’acquisizione del 100 per cento del capitale di Carrefour Italia sulla base di una enterprise value pari a circa 1 miliardo;
Carrefour Italia gestisce una rete di 1.188 negozi 1 (tra cui 41 ipermercati, 315 supermercati, 820 minimarket e 12 cash & carry), e ha generato vendite, Iva inclusa, per 4,2 miliardi nel 2024;
il piano di investimenti proposto per l’acquisizione del gruppo commerciale prevede la modernizzazione progressiva dei punti vendita, il rilancio del marchio GS in Italia con un rinnovato posizionamento valoriale e commerciale, l'integrazione operativa con la piattaforma logistica di NewPrinces - che include oltre 600 mezzi refrigerati per la distribuzione di prodotti freschi - e il rafforzamento dei canali home delivery e HoReCa;
in un solo anno la NewPrinces, che sinora non ha mai gestito direttamente una rete commerciale della grande distribuzione, passa così da 750 milioni a 6,9 miliardi di fatturato, diventando il secondo gruppo italiano nel food per fatturato e il primo operatore food in termini occupazionali, passando dai 2.200 occupati nel 2023 ai 13mila operatori diretti in Italia, oltre a ulteriori 11mila persone coinvolte nelle attività accessorie fornite da aziende esterne;
secondo quanto dichiarato dal presidente di NewPrinces Group, Angelo Mastrolia, “L’acquisizione di Carrefour Italia rappresenta una tappa fondamentale nella traiettoria di crescita del nostro gruppo. È il risultato di una strategia costruita con rigore, visione industriale e un impegno costante nel tempo. Con questa operazione, compiamo un passo decisivo verso l’integrazione verticale tra produzione e distribuzione, rafforzando la nostra capacità di generare valore lungo l’intera filiera”;
il Ministro delle Imprese e del Made in Italy ha espresso apprezzamento per l’operazione che, ha detto, “rafforza il Made in Italy”;
le segreterie nazionali di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno già richiesto incontro al ministero delle imprese e del made in Italy, sollecitando la convocazione di tutte le parti interessate, al fine di verificare il piano di rilancio e la salvaguardia del perimetro occupazionale di tutte le unità produttive di Carrefour Italia, della rete franchising e degli appalti, così come per una valutazione della qualità del piano di rilancio -:
quali urgenti iniziative intendano intraprendere, per quanto di competenza, al fine di verificare, con il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali, anche attraverso la costituzione di un apposito tavolo ministeriale, i contenuti dell’operazione, le prospettive di rilancio della struttura commerciale dei punti vendita Carrefour e il rispetto degli impegni in materia di salvaguardia dei livelli occupazionali diretti e indiretti.
“Tre operai morti sul lavoro a Napoli, precipitati da un montacarichi al sesto piano. Una nuova strage, questa volta al quartiere Vomero, che si aggiunge alle troppe già viste. È una guerra silenziosa che colpisce ancora il mondo dell’edilizia, con lavoratori spesso avanti con l’età, esposti a rischi enormi e tutele troppo fragili. Morire così, nel 2025, è indegno di un Paese civile. Abbiamo bisogno di un cambio di rotta radicale, e le risposte al momento sono insufficienti. Sicuramente servono più controlli e più ispettori. Ma occorre soprattutto una rivoluzione nel sistema degli appalti, attraverso la responsabilità dell’azienda appaltatrice lungo tutta la catena della produzione e soprattutto il superamento di qualsiasi forma di precarietà che è uno dei maggiori fattori di insicurezza.
La sicurezza deve essere vista come un investimento, non come un costo. Non si può morire sul posto di lavoro”.
Così i parlamentari democratici, Marco Sarracino, Sandro Ruotolo e Arturo Scotto.
“La situazione della Rai è sempre più critica e lo stallo sulla riforma della governance rischia di costare caro all’Italia, con una multa da oltre 7 milioni di euro se entro l’8 agosto non si interverrà come richiesto dall’Unione europea. Le opposizioni hanno fatto la loro parte: abbiamo messo a punto una proposta unitaria, seria e concreta, ispirata ai principi del regolamento europeo, che chiede maggiore indipendenza, trasparenza e una netta separazione tra politica e servizio pubblico. Ora tocca alla maggioranza dire cosa intende fare”. Lo dichiara Stefano Graziano, capogruppo Pd in commissione di Vigilanza Rai.
“Fino ad oggi – prosegue il deputato dem – la maggioranza ha mostrato scarsa volontà di confronto. Se davvero si vuole salvare il servizio pubblico radiotelevisivo, occorre cambiare rotta. Altrimenti saremo di fronte all’ennesimo atto di autolesionismo, con i cittadini che, oltre al canone, si troveranno a pagare la ‘TeleMeloni Tax’ a causa dell’immobilismo del governo”.
“Per il Partito Democratico – conclude Graziano - la Rai deve essere dei governati, non dei governanti. Il servizio pubblico ha una funzione fondamentale in democrazia: garantire un’informazione pluralista, indipendente e accessibile. Ogni giorno perso è un danno per l’Italia e per i suoi cittadini. La destra dimostri di voler davvero modernizzare la Rai e rispettare le regole europee, oppure si assuma la responsabilità di questo fallimento davanti al Paese e all’Europa”.
Smantella la Costituzione, attacca la separazione dei poteri e ignora i problemi reali.
“La riforma della giustizia approvata al Senato è l’ennesima operazione ideologica di una destra che guarda al passato anziché affrontare le sfide del presente e del futuro. Forza Italia ha dedicato questa riforma a Silvio Berlusconi: un gesto che rivela l’anacronismo politico di una coalizione che si intestardisce a realizzare un intervento vecchio ormai di trent’anni in un mondo che nel frattempo è profondamente cambiato”. Lo dichiara Federico Gianassi, capogruppo dem in commissione Giustizia della Camera.
“Questa maggioranza — prosegue l’esponente Pd — non è impegnata a risolvere i problemi concreti della giustizia italiana: tempi lunghissimi dei processi, carenza di personale, un processo telematico che funziona a intermittenza, oltre 10mila precari negli uffici giudiziari. Di fronte a tutto ciò, il governo non investe né assume, ma preferisce sventolare una riforma mossa da furore ideologico e intento punitivo verso la magistratura”.
“La separazione delle magistrature– conclude Gianassi - non accelera i procedimenti e non migliora l’efficienza, lo ha ammesso persino il ministro Nordio. Serve solo a indebolire l’autonomia della magistratura e ha l’obiettivo di iniziare una traiettoria che si concluderà con la sottoposizione del pubblico ministero sotto l’influenza del potere esecutivo, stravolgendone la natura di organo di giustizia per farne un accusatore seriale. Continueremo a batterci per difendere la Costituzione scritta da Calamandrei contro quella scritta da Nordio e Delmastro”.
“Ancora una volta, la maggioranza fa mancare il numero legale in Commissione di Vigilanza Rai sulla votazione per la ratifica della nomina di Simona Agnes a presidente. Di fatto blocca anche una volta i lavori della commissione di Vigilanza.
Un comportamento irresponsabile e incoerente, che dimostra la profonda spaccatura nel centrodestra e l’incapacità di assumersi le proprie responsabilità istituzionali.”
Lo dichiarano i componenti del Partito Democratico in Commissione di Vigilanza sulla Rai, dopo l’ennesimo nulla di fatto nella votazione.
“È paradossale – proseguono i parlamentari dem – che gli stessi esponenti del centrodestra che poco prima avevano garantito la presenza per la votazione sulla costituzione in giudizio della Commissione, abbiano poi fatto mancare il numero legale su un passaggio così importante. Si continua a strumentalizzare la Rai e le sue istituzioni di garanzia per logiche di equilibri interni alla maggioranza, con totale disprezzo per il ruolo del Parlamento.”
“Chiediamo serietà e rispetto delle istituzioni. La Rai e i cittadini meritano trasparenza e scelte responsabili, non tatticismi di corto respiro”, concludono.
“L’approvazione della proposta di legge che obbliga gli istituti bancari a stipulare, a chiunque lo richieda, un contratto di conto corrente è un segnale positivo, soprattutto per quei soggetti fragili a cui spesso questo diritto viene negato. Altrettanto positivo è l’accoglimento del mio ordine del giorno che si rivolgeva a una particolare categoria di cittadini: i membri delle forze dell’ordine e delle forze armate”. Così Claudio Stefanazzi, deputato del Partito Democratico, membro della Commissione Finanze.
“In particolare - sottolinea l'esponente dem - l’odg sollevava il tema della vulnerabilità economica del personale dei Corpi dovuto a situazioni di sovraindebitamento, che non di rado derivano da eventi oggettivi e non imputabili alla volontà dei soggetti ma che troppo spesso vengono ignorate. È bene, invece, che dalle istituzioni arrivi un chiaro segnale di sostegno a queste persone che più di molte altre vivono condizioni di esposizione e che, per questo, dovrebbero godere di tutele adeguate". "Mi auguro che il Governo rispetti l’impegno preso oggi e adotti tutte le misure che servono a restituire la dovuta serenità ai membri delle forze dell’ordine e delle forze armate che vivono momenti di difficoltà”, conclude Stefanazzi.
Dem presentano Pdl su Codice dei Crimini internazionali
Perché il criminale Almasri non è stato processato in Italia? Perché le donne ucraine che hanno subito stupri e ora sono rifugiate in Italia non possono avere giustizia nel nostro Paese? Come si può impedire che l'Italia diventi il rifugio di persone sospettate di crimini internazionali commessi a Gaza o in Sudan? Oggi, mercoledì 23 luglio alle ore 11.30, presso la sala stampa della Camera dei Deputati (via della Missione 4) si terrà la conferenza stampa di presentazione della proposta di legge "Codice dei crimini internazionali" a prima firma di Laura Boldrini. Un testo che dà risposte a tutte queste domande e garantisce la piena attuazione degli obblighi previsti dallo Statuto di Roma approvato nel 1998, permettendo all'Italia di cooperare pienamente con tutti quei paesi che prevedono già questi crimini nel loro ordinamento.
Interverranno: Chiara Braga, presidente dei deputati del Pd; Laura Boldrini, Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo, Debora Serracchiani, responsabile giustizia del Pd, Federico Gianassi, capogruppo del Pd in Commissione Giustizia alla Camera, Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, e gli esperti che hanno collaborato alla stesura del testo: Alessandra Annoni, professoressa ordinaria di diritto internazionale presso l'Università di Ferrara, Triestino Mariniello professore ordinario di diritto penale internazionale Liverpool John Moores University (UK) e rappresentante legale delle vittime di Gaza presso la Cpi e Antonio Marchesi, professore associato di diritto internazionale, Università di Teramo.
"Le nomine di Telemeloni sono sempre più lontane dal servizio pubblico e sempre più vicine a una sezione dell’MSI”. Così i componenti democratici della Commissione di Vigilanza Rai, annunciando che porteranno il caso Petrecca all’attenzione della Commissione. “La protesta della redazione di RaiSport – sottolineano i deputati democratici - è solo l’ultimo campanello d’allarme: a furia di scegliere dirigenti per affiliazione politica o amicizie personali, il governo sta svuotando la Rai di competenze e credibilità. Paolo Petrecca, già sfiduciato a Rainews, è stato bocciato due volte anche a RaiSport. Il suo piano editoriale è stato respinto, la gestione considerata fallimentare, le scelte di personale giudicate arbitrarie. Ora i giornalisti incrociano le braccia: il primo sciopero è previsto per il 24 agosto, prima giornata di Serie A, quando erano in programma anche speciali sui Mondiali di volley e ginnastica artistica. E nuove mobilitazioni sono pronte, se il CdA non interverrà. Un vero e proprio disastro: basta amichettismo, il servizio pubblico non è una poltrona di partito” concludono i democratici.
Perché il criminale Almasri non è stato processato in Italia? Perché le donne ucraine che hanno subito stupri e ora sono rifugiate in Italia non possono avere giustizia nel nostro Paese? Come si può impedire che l'Italia diventi il rifugio di persone sospettate di crimini internazionali commessi a Gaza o in Sudan? Domani, mercoledì 23 luglio alle ore 11.30, presso la sala stampa della Camera dei Deputati (via della Missione 4) si terrà la conferenza stampa di presentazione della proposta di legge "Codice dei crimini internazionali" a prima firma di Laura Boldrini. Un testo che dà risposte a tutte queste domande e garantisce la piena attuazione degli obblighi previsti dallo Statuto di Roma approvato nel 1998, permettendo all'Italia di cooperare pienamente con tutti quei paesi che prevedono già questi crimini nel loro ordinamento.
Interverranno: Laura Boldrini, Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo, Debora Serracchiani, responsabile giustizia del Pd, Federico Gianassi, capogruppo del Pd in Commissione Giustizia alla Camera, Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, e gli esperti che hanno collaborato alla stesura del testo: Alessandra Annoni, professoressa ordinaria di diritto internazionale presso l'Università di Ferrara, Triestino Mariniello professore ordinario di diritto penale internazionale Liverpool John Moores University (UK) e rappresentante legale delle vittime di Gaza presso la Cpi e Antonio Marchesi, professore associato di diritto internazionale, Università di Teramo.
"Con l’emendamento Pogliese al Decreto Ilva in Senato sta andando in scena uno degli atti piu cinico della destra dall’inizio della legislatura. Una vendetta nei confronti dei lavoratori ed un avviso di sfratto alla magistratura attraverso un sotterfugio parlamentare. Se tu vuoi ricorrere contro gravi violazioni contrattuali lo puoi fare se in costanza di rapporto di lavoro: in sostanza si chiede agli operai mobbizzati o sottopagati di fare gli eroi, togliendogli qualsiasi forma di garanzia ed eliminando qualsiasi responsabilità in capo ai datori di lavoro. E allo stesso tempo si dice alla magistratura che non può esagerare con le sentenze in cui si prova a ripristinare per i lavoratori i diritti violati. Solo se sono ritenuti /atti con “grave inadeguatezza”. Ma chi stabilisce se una violazione è grave o meno? Se io ti devo pagare 9 euro l’ora per contratto e te ne riconosco sette è grave o non è grave? Si rischia la legge della giungla. Siamo davanti a una vergogna assoluta, pensata e costruita da Fratelli d’Italia che da un lato chiede la collaborazione tra impresa e lavoro dividendo il sindacato in buoni e cattivi e dall’altro lascia mano libera a chi vuole sfruttare. Ci domandiamo quale sia la manina che ha prodotto questo colpo di spugna peraltro totalmente estraneo alla materia trattata nel decreto Ilva. Ne chiediamo il ritiro". Lo dichiara il deputato Arturo Scotto, capogruppo Pd in Commissione Lavoro alla Camera.