25/03/2025 - 16:04

"Oggi in Commissione la destra ha deciso di sopprimere dalla legge sulla montagna e le aree a rischio spopolamento il comma relativo alle reti e alle connessioni digitali, eliminando un principio fondamentale: garantire la continuità della telefonia mobile e delle connessioni digitali in quelle aree attraverso interventi sulle reti. La soppressione del comma 1 dell'articolo 10 rappresenta un atto grave, che penalizza cittadini e imprese ancora non connessi e che spalanca in questo modo le porte alle tecnologie satellitari private, favorendo aziende straniere e rischiando di consegnare la connettività del Paese a soggetti come Elon Musk. Una scelta miope e pericolosa, che invece di rafforzare l'infrastruttura nazionale la espone a interessi esterni”.

Così la deputata Pd Silvia Roggiani intervenendo in V Commissione Bilancio della Camera sul Disegno di Legge recante "Disposizioni per il riconoscimento e la promozione delle zone montane", già approvato dal Senato.

 

23/03/2025 - 12:06

"Prendiamo atto con soddisfazione che anche i colleghi di Fratelli d'Italia abbiano seguito la nostra proposta e presentato un emendamento simile al Decreto Bollette per rimandare l'assicurazione obbligatoria delle imprese per gli eventi anticatastrofali. I cambiamenti climatici sono una realtà e non è francamente sostenibile addossare tutti gli oneri alle imprese già colpite dal caro vita, dall'aumento dei costi energetici e dai dazi annunciati da Trump. Ci aspettiamo ora che anche nel corso della discussione mantengano questa posizione senza fare marcia indietro". Lo dichiarano i deputati Marco Simiani e Ubaldo Pagano, rispettivamente capogruppo in Commissione Ambiente e Bilancio di Montecitorio.

22/03/2025 - 10:08

"Calderoli ci riprova con le riforme senza risorse e a danno del sud. Incurante delle indicazioni della Corte Costituzionale ed anche di quanto già segnalato da Svimez e Ufficio parlamentare di bilancio fa circolare una nuova proposta sull'Autonomia differenziata dove le principali novità sono la delega al governo per realizzarla con decreti attuativi per aggirare la sentenza dell’alta corte.  E comunque non prevedendo oneri aggiuntivi per lo Stato, promette una riforma a costo zero incurante del fatto che servono risorse importanti per accorciare i divari tra Nord e Sud sulle materie delegate". Lo dichiara in una nota il deputato PD, Silvio Lai.
"Dividere l'Italia anche a costo di aumentare le diseguaglianze - continua il parlamentare dem - è ormai chiodo fisso della Lega e del Governo che durante questa legislatura hanno già dato prova della loro propensione. In realtà tentano con il ministro Calderoli l'ennesima iniziativa propagandistica in vista delle prossime elezioni regionali. Quelli che contano sono i voti anche a costo di inganni e promesse irrealizzabili non certo gli interessi degli italiani che stanno affrontando con fatica la crisi economica a cominciare dalle bollette energetiche e che ora dovranno fare i conti con i dazi di Trump che metteranno in ginocchio migliaia di imprese del nostro Paese con rischi grandi sul fronte occupazionale". "Ma si sa, per Caldoreli e Salvini, di Trump si può dire solo bene perché in sintonia con le derive nazionaliste e sovraniste, contro l'Europa, tanto care alla Lega", conclude Lai.

21/03/2025 - 09:45

“L’Art bonus è stata una misura di grande successo negli ultimi dieci anni, con oltre un miliardo di euro di contributi provenienti da privati e un coinvolgimento ampio di soggetti diversi, dalle grandi fondazioni bancarie fino alle piccole donazioni individuali per progetti locali. Oggi, a dieci anni dalla sua introduzione, è necessario rilanciarlo e ampliarlo, coinvolgendo nuovi soggetti e strumenti di sostegno alla cultura”. Lo dichiara la deputata Irene Manzi, capogruppo del Partito Democratico in commissione Cultura, che dai canali social dei deputati dem chiede al ministro Alessandro Giuli di venire in Parlamento per fare un bilancio di questi dieci anni e discutere le prospettive future della misura.

“Finora – ha concluso Manzi - abbiamo assistito a un’azione del governo che ha mostrato scarso coinvolgimento del Parlamento. Eppure, un confronto istituzionale potrebbe portare a proposte e sollecitazioni utili per rafforzare e ampliare l’Art bonus, rendendolo accessibile a una platea ancora più ampia di soggetti. Se il ministro della Cultura vuole davvero investire nel settore, perché non estendere il finanziamento ad altri ambiti e realtà culturali, come fatto anche in passato?”.

 

20/03/2025 - 17:34

"Le folli politiche dei dazi di Trump avranno effetti devastanti sulla produzione industriale e sul settore automotive italiano." Lo ha dichiarato il deputato democratico Andrea Gnassi, componente della Commissione attività produttive della Camera, che ieri ha partecipato all’audizione di John Elkann in parlamento. “Il presidente di Stellantis - ha continuato Gnassi - non ha escluso possibili delocalizzazioni proprio negli Stati Uniti per mitigare l’impatto dei dazi sui conti del gruppo. In questo modo, il bilancio di Stellantis forse si salverà – ha sottolineato Gnassi – ma il bilancio per lo stato italiano sarà fortemente negativo, con ripercussioni pesantissime su economia e occupazione. Non c’è più tempo da perdere né possibili ambiguità: Meloni dica da che parte sta e pronunci parole chiare contro i dazi di Trump”.

20/03/2025 - 15:55

“Dalla risposta all’interrogazione Pd svolta alla Camera sul contrasto al dissesto idrogeologico in Toscana emerge chiaramente come questo governo non solo non abbia fatto niente in due anni e mezzo per prevenire le alluvioni, ma non abbia nemmeno intenzione di predisporre piani straordinari di fronte all’aumento esponenziale di eventi catastrofici: ne prendiamo atto ma continueremo a chiedere risorse per salvare i nostri territori”.

 

Lo dichiarano i deputati Pd, Emiliano Fossi, segretario Dem della Toscana e Marco Simiani, capogruppo Pd in commissione Ambiente.

“Nel corso della discussione alla nostra interrogazione - aggiungono - è stato confermato come il rapporto Rendis (Repertorio nazionale degli interventi contro la difesa del suolo) non venga aggiornato da anni; il Ministero ha poi fatto riferimento al Pnacc (Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici) che ad oggi è però soltanto una ‘scatola vuota’ priva di risorse. Come Pd avevamo presentato un emendamento alla Legge di Bilancio per finanziarlo ma la destra lo ha bocciato. L’unica norma varata dalla maggioranza in questi - concludono - è stata infatti quella di obbligare le imprese ad assicurarsi contro il maltempo: una scelta che si commenta da sola”.

 

20/03/2025 - 11:53

“Autorizzare le ricette elettroniche anche per le cure termali, al fine di promuoverne l’utilizzo da parte dei cittadini ed evitare che un settore rilevante anche del comparto sanitario non venga penalizzato da impedimenti burocratici”.

Lo chiedono i deputati Pd, Marco Simiani e Simona Bonafè, in una interrogazione al ministro Schillaci.

“La scorsa Legge di Bilancio - aggiungono - ha previsto l’obbligatorietà, dal primo gennaio 2025, del rilascio di tutte le prestazioni sanitarie in formato elettronico; ma nonostante questa norma quelle termali sono ancora rilasciate in forma cartacea. L’assenza della ricetta dematerializzata sta impedendo a moltissimi medici di rilasciare prescrizioni per le cure, anche a causa del progressivo ritiro dei ricettari cartacei da parte delle Regioni: questi ritardi stanno causando disagi ai cittadini che non possono accedere alle prestazioni sanitarie ed alle stesse imprese del settore con pesanti ripercussioni economiche e occupazionali. Il governo - concludono - deve sbloccare questa situazione incomprensibile e controproducente”.

 

 

20/03/2025 - 11:02

"Avevamo chiesto questa informativa già mesi fa, quando gli eventi sismici hanno iniziato a colpire i Campi Flegrei e il ministro Musumeci è in colpevole ritardo perché avrebbe trovato nelle forze di opposizione tutta la collaborazione istituzionale che la gravità della situazione richiede.
La situazione è grave e seria. Le popolazioni di quei territori hanno paura del presente e del futuro e noi abbiamo il dovere di attestare con forza la presenza dello Stato. Dobbiamo dare a queste persone gli strumenti per vivere in condizioni di sicurezza, ma occorre anche maggiore tatto e sensibilità, che non abbiamo visto nel ministro ma nei sindaci, nelle forze dell'ordine, vigili del fuoco, protezione civile, che ringraziamo.
Il Governo Meloni deve decidere se questa vicenda è di carattere nazionale oppure no. Ad oggi non abbiamo visto in atto nessuna misura straordinaria per un evento cosi grave che necessita proprio di misure straordinarie.
Quando abbiamo presentato un emendamento che prevedeva un super sisma bonus per edilizia privata la ragione era proprio quella di garantire maggiore resistenza agli edifici colpiti da scosse di portata elevata e fondi agli interventi di adeguamento sismico, ma la maggioranza ha detto no.
Eppure segnalo un ordine del giorno presentato dal consiglio comunale di Napoli, che porta anche le firme dei gruppi consiliari della destra, che chiede esattamente l’utilizzo urgente di questo strumento. Lo stesso vale per gli interventi di adeguamento sismico di cui si sono perse le tracce.
E allora, si ascoltino maggiormente i sindaci: le scosse stanno danneggiando quotidianamente le infrastrutture di quel territorio compromettendo la mobilità ma anche servizi come le reti idriche e gli impianti fognari. Su questo, non dovevate inventarvi nulla. Esisteva il Fondo Perequativo Infrastrutturale. 4 miliardi e mezzo. Potevate attingerli da li. Peccato che nell’ultima legge di bilancio lo avete praticamente cancellato. Perché alla fine il tema è sempre lo stesso. Quando le questioni riguardano il Sud, voi non sapete fare altro che tagliare. Perché il vostro è il governo più antimeridionalista della storia repubblicana! E allora basta inutili polemiche, occorre intervenire e ascoltare sindaci, opposizioni e cittadini dei territori colpiti". Lo ha detto in Aula Marco Sarracino, deputato Pd e vicepresidente della commissione Lavoro di Montecitorio.

19/03/2025 - 18:10

"Le folli politiche dei dazi di Trump, a cui anche oggi Meloni si è ‘inginocchiata’ in Aula, avranno effetti devastanti sulla produzione industriale e sul settore automotive italiano." Lo ha dichiarato il deputato democratico Andrea Gnassi componente della Commissione attività produttive della Camera al termine dell’audizione di John Elkann in parlamento. “Il presidente di Stellantis - ha sottolineato Gnassi - non ha escluso possibili delocalizzazioni proprio negli Stati Uniti per mitigare l’impatto dei dazi sui conti del gruppo. In questo modo, il bilancio di Stellantis forse si salverà – ha sottolineato Gnassi – ma il prezzo da pagare per il nostro Paese sarà altissimo, con ripercussioni pesantissime su economia e occupazione. Non c’è più tempo da perdere né possibili ambiguità: Meloni dica parole chiare sui dazi e se sta con l’Italia o con gli Stati Uniti”.

18/03/2025 - 17:01

“La posizione espressa dalla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, sui dazi imposti dagli Stati Uniti è ambigua e incomprensibile. Davanti a una minaccia concreta per l’economia europea, invece di difendere con fermezza gli interessi dell’UE e dell’Italia, Meloni sembra voler equiparare le responsabilità tra USA ed Europa e avallare le scelte scellerate di Trump. La necessità di evitare una guerra commerciale non può tradursi in inerzia o in soluzioni bilaterali che indebolirebbero l’Unione. L’Europa deve rispondere con unità e determinazione, tutelando la propria economia di fronte a scelte unilaterali che rischiano di penalizzare imprese e cittadini” così una nota del capogruppo democratico in commissione bilancio della camera, Ubaldo Pagano.

12/03/2025 - 20:07

“In una fase tanto delicata come quella attuale, in cui alle forti tensioni internazionali si aggiunge un preoccupante riposizionamento dello storico alleato americano, l’Europa deve saper rispondere unita alle proprie esigenze di sicurezza, tanto a tutela dei suoi cittadini, che a difesa dei suoi valori. Ecco perché non basta un piano purchessia!”.

Così Ubaldo Pagano, deputato del Partito Democratico e Capogruppo in Commissione Bilancio a Montecitorio.
“L’attuale congiuntura - aggiunge - drammatica per molti versi, è un’opportunità per costruire un’Unione più forte e più coesa sotto ogni punto di vista. La risposta data durante il question time odierno non ci fa ben sperare in tal senso perché, più che una spinta verso un rafforzamento dell’UE, il Ministro Giorgetti ha lasciato trasparire insofferenza verso quella stessa proposta Von der Leyen fortemente caldeggiata dal Ministro Crosetto. Insomma, se nemmeno il nostro Governo si presenta compatto rispetto alle iniziative da proporre e sostenere in Europa, è difficile immaginare che l’Italia possa svolgere un ruolo decisivo in quello che auspichiamo essere un nuovo inizio per l’Unione Europea. E tutta questa vicenda - conclude - rischia di lasciarci in eredità solo la somma di singole debolezze, sebbene con un po’ più di armi”.

 

12/03/2025 - 17:30

“Manca un meccanismo efficace per la revisione dei prezzi per gli appalti dei servizi, così come mancano le risorse per gli enti locali per assicurare gli aumenti contrattuali così come stabili dal rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro delle cooperative sociali. Il governo finora ha guardato da un'altra parte ma è necessario che intervenga subito per risolvere questa situazione”. Lo dice il deputato dem Ubaldo Pagano, capogruppo Pd in Commissione Bilancio, intervenendo durante il Question Time al ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti.
“Lo scorso anno – dichiara il parlamentare Pd - è stato rinnovato il contratto collettivo delle cooperative sociali che garantisce un aumento salariale mediamente del 15% per il triennio 2023/25. Ma questo incremento viene interamente scaricato sulle stazioni appaltanti, che molto spesso sono enti locali, e in diverso modo: per i nuovi affidamenti i costi vanno ad ingrossare gli importi a base di gara, mentre per gli appalti in corso, legati a doppio filo alla data dell'affidamento, il caos regna sovrano”.  “Le recenti modifiche del codice degli appalti hanno comportato l'abbassamento della soglia di attivazione della revisione prezzi limitata agli appalti di lavori e non a quelli di servizi.
Quindi da una parte abbiamo appaltatori impossibilitati di garantire i servizi e dall'altra, lavoratrici e lavoratori del settore che non si vedono riconoscere l'aumento che gli spetterebbe”, conclude Pagano.

 

11/03/2025 - 17:49

“La digitalizzazione porta nuove sfide, ma anche opportunità che non possiamo ignorare per la sicurezza sul lavoro". Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico e presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sulle condizioni di lavoro, è intervenuta alla presentazione della ricerca del Progetto PrePara con INAIL, Fondazione Di Vittorio, Sapienza Università di Roma, IAL e il coinvolgimento di CGIL, CISL e UIL, al Politecnico di Milano.

"Il badge elettronico di cantiere, il tesserino parlante e i dispositivi digitali di segnalazione potrebbero evitare tragedie come Brandizzo. È urgente applicare le conclusioni della Commissione d'inchiesta sulla sicurezza sul lavoro, partendo dalle grandi aziende come RFI. Eppure, le nostre proposte per rendere obbligatori questi strumenti non sono stati minimamente considerati dal Governo in Legge di Bilancio. Chi ha paura della trasparenza e della sicurezza?"

Gribaudo ha poi rilanciato la proposta di una Procura unica del Lavoro per migliorare le indagini sugli infortuni e garantire giustizia alle vittime: "Le piccole procure spesso mancano di competenze tecniche. Con la digitalizzazione, sarà sempre più essenziale saper interpretare dati e tecnologie per tutelare i lavoratori".

"Non è la tecnologia il nemico, ma l’assenza di regole e di una cultura della sicurezza", ha concluso Gribaudo.

 

07/03/2025 - 09:15

“ENI chiude gli stabilimenti di Brindisi e Priolo, cancella la chimica di base del Paese nel silenzio totale del Governo Meloni: delle due l’una o il Governo ha paura di contrastare ENI oppure è complice della cancellazione di una esperienza, di una competenza di decine di anni e di una reputazione internazionale dell’Italia nel settore chimico.” Così il parlamentare PD Silvio Lai della commissione bilancio alla Camera.
“Non solo, niente si sa sul futuro della chimica verde dopo gli impegni assunti da ENI e dal Governo nel 2011 per Porto Torres e altri siti, anche dopo che Versalis ha acquistato il 100% del capitale di Novamont, azienda di eccellenza nel campo delle bioplastiche", continua Lai.
"Il Governo non convoca la cabina di regia definita da una legge del 2022 e non risponde alle interrogazioni nelle quali si chiede quali siano i motivi per non convocarla se non evitare di disturbare il manovratore. Insomma è il solito Governo forte con i deboli e debole con i forti, con ENI intoccabile che si muove senza dover rispondere. Finirà che la chiusura della chimica nazionale non solo non sarà  contrastata ma sarà vantata dal Governo come un suo successo”, conclude Lai.

 

06/03/2025 - 17:12

“Il governo Meloni sta accettando senza reagire la politica industriale di ENI, che sta dismettendo la chimica di base nel nostro Paese. Questo mette in seria difficoltà non solo gli stabilimenti di Brindisi e Priolo, che chiuderanno a breve, ma anche quelli ancora attivi, per i quali non esiste alcuna garanzia sul futuro”. Così la deputata dem Antonella Forattini, intervenuta sui canali social dei deputati Pd.

“La mancanza di un vero piano industriale da parte del governo è evidente: dall’automotive al tessile, fino alla chimica di base, l’esecutivo continua a ignorare le crisi e a tagliare investimenti. Lo dimostra la Legge di Bilancio 2024, che ha ridotto drasticamente i fondi per il prossimo triennio, passando da 5,2 miliardi a soli 1,2 miliardi. Così non si sostiene la crescita del Paese, ma si rischia di affossarne la produttività e di compromettere interi settori strategici”, ha aggiunto l’esponente Pd.

“La chimica di base – ha concluso Forattini - è fondamentale per molte filiere industriali e il governo deve fornire risposte concrete. Non possiamo accettare che ENI venga trattata come una semplice finanziaria del governo, mentre intere comunità rischiano il collasso economico. Il Partito Democratico continuerà a battersi per ottenere garanzie occupazionali e un serio piano industriale per il futuro del Paese”.

 

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