17/11/2025 - 10:07

"Abitare la Notte rappresenta un esempio concreto di come una comunità possa trasformare la solidarietà in azione quotidiana. L’impegno della Diocesi di Grosseto, guidata dal Vescovo Bernardino Giordano, di Don Enzo Capitani e di tutto il volontariato cittadino si è tradotto in un Protocollo d’Intesa che unisce energie e responsabilità per sostenere chi vive le fragilità più profonde": è quanto dichiara il deputato Pd Marco Simiani.

"In un tempo segnato dal caro vita, dall’emergenza abitativa e dalla solitudine, questo progetto porta ogni sera nelle strade di Grosseto non solo pasti caldi, coperte e indumenti, ma soprattutto relazione, ascolto e dignità. Nel 2024 sono stati distribuiti 4.538 pasti in 18 zone della città, incontrando mediamente 30 persone a notte: numeri che raccontano un bisogno crescente e che interpellano tutti noi".

*Di fronte a una Legge di Bilancio debole sul piano sociale, è essenziale sostenere la rete del volontariato, che è il vero presidio di umanità dei nostri territori. 'Abitare la Notte' è un modello che parla all’Italia intera: una città che sceglie di non voltarsi dall’altra parte, anche nelle ore più buie, è una città che costruisce speranza e futuro. Una città che rimane umana, sempre": conclude.

 

15/11/2025 - 15:00

“Alla luce del forte appello lanciato oggi da Papa Leone XIV a difesa della cultura e del cinema, risuona ancora più grave l’atteggiamento del governo, che continua a confermare i tagli al Fondo Cinema nella legge di bilancio. Ad oggi, nonostante le parole, gli annunci e le ricostruzioni ottimistiche di Giuli, nella realtà non è cambiato nulla: il testo della manovra resta quello, e i tagli restano al loro posto.
Da ciò che apprendiamo i ministeri stanno ancora lavorando, ma alle tante parole non seguono i fatti. Nessuna certezza sui tempi di eventuali modifiche al tax credit, nessuna garanzia per un settore che continua a essere tenuto in ostaggio dall’incertezza. Una situazione che blocca investimenti, congela le produzioni per mesi e rischia di avere effetti devastanti sul piano economico e occupazionale”.
Lo dichiara in una nota il deputato democratico, componente della Commissione Cultura della Camera, Matteo Orfini.
“Il cinema e l’audiovisivo – ricorda il democratico – non sono orpelli da sacrificare a bilanci scritti male: se davvero il governo vuole rimediare all’errore, c’è un solo modo serio: Giuli e Giorgetti cancellino il taglio previsto dalla manovra. Tutto il resto è propaganda goffa e dannosa. Dopo l’appello del Papa, non ci sono più alibi: si mettano da parte i tagli e si scelga davvero di sostenere la cultura”.

15/11/2025 - 13:05

“Mentre Giorgia Meloni dava l’ennesima prova di equilibrio istituzionale chiudendo il suo comizio a Napoli urlando ‘chi non salta comunista è’, il suo candidato alla presidenza della Regione Campania, Edmondo Cirielli, prometteva un contributo di ben cento euro in più al mese per le pensioni minime. Peccato che nella legge di bilancio del governo di cui è parte, l’aumento delle pensioni minime sia di appena tre euro al mese. Delle due l’una: o non ne è al corrente oppure siamo di fronte a persone che non provano alcuna vergogna di ingannare gli elettori”. Così il deputato Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro.

 

14/11/2025 - 18:55

“A tre manovre di bilancio dall’inizio del suo mandato, il ministro Piantedosi continua con gli annunci, ma i risultati non si vedono. Sulle assunzioni delle forze di polizia ripete da mesi le stesse promesse, spacciando per piano straordinario il normale turnover già previsto, mentre le carenze negli organici restano tutte.
Sulla riforma della Polizia Locale parla di “dirittura d’arrivo”, ma è ferma da tre anni in Prima Commissione alla Camera, bloccata dalla stessa maggioranza per divisioni interne: è paradossale che continuino a fare annunci quando lo stallo è responsabilità loro.
Rivendica poi il trasferimento ai Comuni di 105 milioni per le spese sostenute nel 2023 e 2024 per i minori stranieri non accompagnati, ma non può vantarsi di ciò che avrebbe dovuto fare due anni fa, dopo aver persino comunicato ai sindaci che avrebbe rimborsato solo un terzo dei costi sostenuti.
Sui reati, Piantedosi si affida ai confronti con il 2015 per dire che la criminalità è in calo, ignorando i dati più rilevanti: dal 2022, cioè con il Governo Meloni, i reati sono aumentati ogni anno rispetto all’anno precedente. Oggi sostiene che non esista emergenza sicurezza, quando negli anni scorsi la rivendicava con toni allarmistici pur con numeri più bassi di quelli attuali.
La verità è che le politiche del Governo sulla sicurezza non stanno funzionando. E mentre i problemi aumentano, dal Viminale arrivano solo propaganda, vecchi annunci riciclati e gioco delle tre carte sui fatti sulla criminalità” così il responsabile giustizia del Pd e componente della commissione affari costituzionali della camera, Matteo Mauri.

14/11/2025 - 15:24

“Abbiamo depositato un emendamento sia dl Economia alla Camera che al ddl di Bilancio al Senato per affrontare una criticità ormai evidente causata dal Governo: non essendo possibili ulteriori proroghe del PNRR e con una spesa delle risorse ferma ancora intorno al 40%, il Paese rischia di non riuscire a completare numerosi interventi.

Mentre il Governo alimenta un dibattito confuso e continua a scaricare responsabilità su sindaci, regioni e amministrazioni locali, è in corso la trattativa con la Commissione Europea per una nuova revisione del Piano, che comporterà ulteriori e non precisati definanziamenti. Una prospettiva che desta forte preoccupazione.Per questo, nel nostro emendamento chiediamo che l’Esecutivo e la maggioranza garantiscano la copertura degli interventi del PNRR che non saranno realizzati entro il termine previsto, stanziando risorse nazionali adeguate e incrementando il Piano nazionale per gli investimenti complementari (PNC). Non possiamo permetterci di perdere neppure un progetto o un finanziamento strategico per i territori.

Foti chiarisca una volta per tutte come intende mettere a terra tutti i progetti e gli investimenti rimasti indietro e dimostri concretamente di voler sostenere l’attuazione del PNRR, nonostante i ritardi accumulati. Se davvero ha la volontà di portare a termine le opere previste, sostenga la nostra proposta e garantisca subito le coperture necessarie”.

 

14/11/2025 - 13:05

“Siamo di fronte a una significativa presa di distanza dalla manovra di Giorgetti che viene considerata dalla maggioranza stessa come inadeguata, inefficace e incapace di affrontare le reali emergenze del Paese. I 1.600 emendamenti presentati dai partiti di governo ne costituiscono la prova più evidente. Siamo all’assalto alla diligenza”.
Lo dichiara Ubaldo Pagano, capogruppo del Partito Democratico in Commissione Bilancio della Camera.

14/11/2025 - 10:48

“Come hanno evidenziato l'Uncem e le altre associazioni degli enti locali nel corso delle audizioni in Parlamento, anche questa manovra manca di stanziamenti concreti per la montagna e le aree interne. Condividiamo la necessità di mettere in campo un aumento considerevole del Fondo per lo Sviluppo della Montagna Italiana, di rifinanziare le strategie per le green community deciso dal PNRR e il Fondo per il contrasto al dissesto idrogeologico.
La vicenda dell'Iva sul Pellet, ritornata al 22% nonostante le promesse del Governo, così come l’aliquota Iva sugli interventi sul dissesto idrogeologico che l’esecutivo non vuole portare al 4% come chiedono gli enti locali, completano il quadro: la destra si riempie la bocca parlando di montagna e aree interne ma non mette un euro in più rispetto ai Governi precedenti. Anzi, proprio da quei fondi preleva risorse a scapito di enti locali e Regioni. A queste considerazioni, si aggiunge l’allarme proveniente da numerosi sindaci che giustamente protestano per i nuovi criteri di classificazione per i comuni introdotti da Calderoli nella legge per la montagna. Criteri che rischiano di escludere moltissimi degli enti locali che attualmente sono classificati come montani.
I tre anni di Governo Meloni sono stati tre anni di chiacchiere e zero risorse in più sulla montagna e le aree interne. La manovra di bilancio può però essere l'occasione giusta per invertire la tendenza, e per questo il PD ha presentato numerosi emendamenti per sostenere le aree interne. Aspettiamo con ansia di conoscere la posizione della destra”.

Così il deputato dem, Marco Sarracino, responsabile coesione della segreteria nazionale, e
Marco Niccolai, responsabile dipartimento aree interne del Pd.

 

13/11/2025 - 16:13

“Una grave contraddizione”, così il deputato democratico Roberto Morassut intervistato sui canali social dei deputati dem definisce la manovra del governo Meloni, che da un lato discute la legge costituzionale su Roma Capitale e dall’altro taglia le risorse destinate ai trasporti. “È un paradosso – spiega – perché stiamo parlando di una riforma che dovrebbe attribuire nuove competenze alla Capitale, ma senza garantire le risorse necessarie per esercitarle”.

L’esponente Pd ricorda che il Partito Democratico ha chiesto “una legge ordinaria da approvare contestualmente, che destini fondi adeguati alle nuove funzioni della Capitale. Tuttavia, il governo, mentre in teoria si impegna, in pratica già toglie risorse fondamentali, a partire dal trasporto pubblico locale e dai finanziamenti alla metropolitana. È un esecutivo che opera in un clima di confusione. I conti non tornano, non sanno dove reperire le risorse e stanno facendo una legge di bilancio puramente ragionieristica, priva di visione e di prospettiva. Ma quando si galleggia, alla fine si rischia di affondare”.

“Il trasporto pubblico locale – conclude Morassut - coinvolge circa 100 mila lavoratori che attendono il rinnovo del contratto. Se continuano i tagli, il rischio è un peggioramento delle condizioni di lavoro e dell’efficienza del servizio. Serve, invece, un piano di investimenti vero, soprattutto a Roma, dove il sistema dei trasporti sconta anni di difficoltà aggravate dal caro energia e dal post-Covid. Il costo dell’energia resta un nodo irrisolto: Meloni aveva promesso interventi rapidi, ma nulla è accaduto. Anzi, i costi in alcuni casi sono aumentati. Questo perché manca una strategia sull’ampliamento delle fonti rinnovabili: il governo resta ancorato alle energie fossili. Una linea miope che espone il Paese a problemi ancora più gravi”.

 

13/11/2025 - 15:53

“Con la legge di bilancio il governo Meloni infligge un nuovo colpo durissimo al Mezzogiorno. Si tagliano in particolare 2 miliardi e 400 milioni al Fondo per lo sviluppo e la coesione. È un impatto rilevante e negativo su investimenti fondamentali per infrastrutture, politiche sociali, riqualificazione urbana e ambientale. È l’ennesimo attacco al Sud”. Lo denuncia il deputato Piero De Luca, capogruppo del Partito Democratico in commissione Affari europei.

L’esponente dem sottolinea come “la presidente Meloni parla di una manovra per il Sud, ma evidentemente non l’ha letta: non solo vengono tagliati 2,4 miliardi al Fondo sviluppo e coesione, ma anche le risorse per la Zes unica, che passano da 2,3 miliardi nel 2026 a soli 750 milioni nel 2028. Si riduce così drasticamente il sostegno a imprese e investimenti in aree che avrebbero invece bisogno di crescita e di sviluppo economico”.

“Questi tagli si aggiungono ai 3,7 miliardi cancellati dal Fondo per la perequazione infrastrutturale e ai 5 miliardi tolti alla decontribuzione Sud. È un governo che si conferma, ancora una volta, anti-meridionalista e contrario ai principi di solidarietà nazionale. Bisogna tornare alla logica del Next Generation EU, che destinava il 40 pe cento delle risorse al Sud per potenziare infrastrutture, servizi, nidi e ospedali di comunità. Solo investendo nel Mezzogiorno – conclude De Luca – si può unire davvero l’Italia e rendere l'intero Paese più competitivo e coeso”.

 

13/11/2025 - 15:08

“Palazzo Chigi si vergogna di una manovra inconsistente e tenta di nascondersi dietro un manuale di istruzioni per giustificarla. Si cerca di far passare l’idea che la legge di bilancio vada letta in chiave triennale, ma si tratta solo di un espediente per alimentare confusione e disinformazione. La realtà è che questa manovra non dà risposte ai problemi del Paese, non sostiene famiglie e imprese e manca di una visione per la crescita”. Lo dichiara Ubaldo Pagano, capogruppo Pd in commissione Bilancio della Camera.

13/11/2025 - 13:17

Giunti solo un decimo dei fondi, emendamenti in tre provvedimenti ad esame Camere

“Servono subito almeno 500 milioni di euro per rimettere in sicurezza e risarcire i danni causati dalle alluvioni del 2023 in Toscana. Con questo obiettivo è stato presentato un apposito emendamento sia al Decreto Ristori alla Camera che alla Legge di Bilancio al Senato, mentre una proposta similare verrà depositata al Decreto che ha prorogato lo stato di emergenza nelle zone colpite. La destra non ha più scuse per mantenere gli impegni presi da ormai due anni fa, dal momento che oggi del miliardo di euro necessario è arrivato poco più di un decimo”.

Così il segretario Dem della Toscana e deputato Pd, Emiliano Fossi.

“Nel 2023 - aggiunge - le province di Firenze, Prato, Pistoia, Lucca, Massa-Carrara, Livorno e Pisa, hanno subito danni enormi a infrastrutture, abitazioni, attività produttive e terreni agricoli. Le comunità locali hanno risposto con una straordinaria solidarietà, ma il governo deve garantire continuità negli interventi di ricostruzione e messa in sicurezza. Lo Stato di emergenza per le alluvioni in Toscana è stato prorogato ma rischia di essere inutile se non vengono stanziati i fondi necessari. I nostri emendamenti sono chiari: ci sono tre provvedimenti attualmente in discussione in Parlamento che possono attivare le risorse. La maggioranza - conclude - non può respingere per sempre le richieste di famiglie e imprese in difficoltà”.

12/11/2025 - 18:00

Comprendo perché la Presidente Meloni non abbia partecipato di persona all’Assemblea dell’Anci: avrebbe dovuto spiegare perché ha affermato nel suo messaggio che non sono previsti tagli ai Comuni nella legge di bilancio. Dimentica infatti che gravano tagli sui Comuni decisi dal Suo Governo negli anni precedenti per 460 milioni nel 26 e per un totale finale fino al 29 di 2,08 miliardi. Dimentica che non ha stanziato nessuna risorsa per il piano nazionale per la casa, lasciando i Comuni da soli ad affrontare l’emergenza abitativa dell’affitto. Scaricare sui Comuni l’assenza di risorse nazionali è un taglio di fatto, anche senza dirlo” così il deputato democratico Virginio Merola.

 

 

12/11/2025 - 12:51

“È inaccettabile che il ministro Giuli continui a sottrarsi alle proprie responsabilità mentre il sistema cinematografico italiano viene colpito da tagli pesantissimi.” Lo dichiara il deputato democratico Matteo Orfini, componente della Commissione Cultura della Camera, che sottolinea come “con la manovra di bilancio il Fondo Cinema e Audiovisivo venga ridotto in modo drastico, mettendo in ginocchio un intero settore che rappresenta un pilastro della nostra identità culturale ed economica.”
“Le cifre parlano chiaro: i tagli avranno effetti devastanti su produzione, distribuzione e sale cinematografiche. C’è poco da nascondersi o tentare di fare scaricabarile gettando le responsabilità sulla Ragioneria dello Stato o sul Ministero dell’Economia. Giuli fa parte dello stesso governo di Giorgetti: i tagli sono stati approvati dal Consiglio dei ministri su proposta dei singoli dicasteri e sono quindi una responsabilità diretta del ministro della Cultura.”
“Questa vicenda conferma la sua incapacità di gestire un ministero che dovrebbe difendere e valorizzare la cultura italiana. Se Giuli ha davvero a cuore il futuro del cinema e dell’audiovisivo, pretenda una correzione immediata della manovra. Solo eliminando i tagli sarà possibile aprire un confronto vero e costruttivo con le categorie del settore, nei tempi giusti e con la serenità necessaria per affrontare una riforma così delicata.”

 

12/11/2025 - 11:56

“Il ministro Urso dice di essere 'alla ricerca di risorse nuove', peccato che quelle vecchie, gli oltre 6  miliardi destinati a Transizione 5.0, le abbia già fatte sparire. È paradossale: la principale misura industriale del PNRR è stata smontata pezzo per pezzo da questo Governo, che ha tagliato quasi 4 miliardi di euro e ora lascia le imprese in lista d’attesa, con una semplice 'ricevuta di indisponibilità delle risorse'. Altro che successo: è un fallimento annunciato”. Lo dichiara Ubaldo Pagano, deputato del Partito Democratico e capogruppo dem in Commissione Bilancio alla Camera.
“Hanno trasformato Transizione 5.0 - sottolinea il parlamentare - in un imbuto burocratico che blocca gli investimenti e alimenta la sfiducia del sistema produttivo. È l’ennesima dimostrazione dell’improvvisazione del Governo Meloni sul fronte delle politiche industriali. Invece di accompagnare la transizione energetica e digitale delle imprese, stanno mettendo in ginocchio chi vuole innovare, produrre e creare lavoro. Le imprese non chiedono nuove scuse, ma serietà, programmazione e regole chiare. Dalla siderurgia all’automotive, dal manifatturiero alla transizione verde, il bilancio dell’esecutivo è disastroso. Il ministro Urso si riempie la bocca di parole come 'reindustrializzazione' e 'rilancio', ma dietro gli annunci non c’è alcuna strategia, solo ritardi, tagli e propaganda”.
“La verità – conclude Pagano – è che questo Governo non ha una politica industriale: ha solo un elenco di fallimenti. E senza una visione vera, la prossima transizione rischia di essere quella dal futuro al passato”.

 

12/11/2025 - 10:23

“La decisione del gruppo Freudenberg di chiudere lo stabilimento di Rho è un fatto gravissimo, che colpisce un sito produttivo d’eccellenza e 42 lavoratori. L’intenzione dell’azienda, si legge nella nota diffusa dalla Fillea Cgil, è quella di spostare la produzione in Slovacchia e negli Stati Uniti, potenziando i siti del gruppo presenti in quegli Stati, con l’obiettivo di mantenere i margini di profitto fortemente ridotti dopo l’introduzione dei dazi da parte di Trump. È inaccettabile che il governo resti a guardare mentre le imprese italiane vengono messe in ginocchio da una guerra commerciale che sta già producendo danni pesanti”. Lo dichiarano in una nota congiunta Vinicio Peluffo, deputato rhodense del Partito Democratico e vicepresidente della commissione Attività produttive e il senatore Antonio Misiani, responsabile nazionale Economia per i dem.
“Presenteremo immediatamente – proseguono gli esponenti Pd - un’interrogazione parlamentare alla Camera per chiedere al governo quali iniziative intenda adottare per tutelare i lavoratori e contrastare l’impatto dei dazi sulla manifattura italiana. Lo stesso atto verrà depositato anche al Senato, perché serve una risposta coordinata e urgente. Non è accettabile che si perda un sito produttivo perfettamente funzionante, con commesse attive, investimenti recenti e accordi aziendali ancora in vigore, senza che il governo muova un dito per difendere occupazione e competenze.
“Il governo Meloni – concludono Peluffo e Misiani - aveva promesso un piano da 25 miliardi per neutralizzare gli effetti dei dazi, ma di quell’impegno non c’è traccia nella legge di bilancio. Il risultato è che realtà come Freudenberg pagano il prezzo di un esecutivo immobile e incapace di intervenire. Il Partito Democratico continuerà a chiedere misure concrete per proteggere l’industria e salvaguardare i posti di lavoro, perché il silenzio del governo è un silenzio colpevole”.

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