09/11/2022 - 12:49

Dichiarazione di Irene Manzi, deputata Pd

La nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza 2022 del governo rappresenta per noi Democratici un segnale di forte preoccupazione, in particolare per la scuola italiana. Come gruppo del Partito Democratico siamo stupefatti  per la mancanza  di qualsiasi intervento nel nostro sistema scolastico. La scuola non viene nemmeno citata, semplicemente non c’è. E sicuramente non si tratta  di una svista o di una dimenticanza. Temiamo  che sia invece frutto di una precisa volontà politica. Ed è una colpa grave. La scuola italiana ha necessità e urgenza di profonde iniezioni di risorse per adeguarla e ammodernarla. Risorse che dovrebbero finanziare innanzitutto il rinnovo del contratto di lavoro per migliaia di insegnanti e favorire un settore primario che è quello  da 0 a 6 anni. Nella nostra risoluzione al Nadef presentata alla Camera, suggeriamo al governo che  le risorse liberate dalla riduzione della spesa per l’istruzione conseguente al calo demografico siano reinvestite nel medesimo settore a beneficio dei giovani e delle future generazioni. La scuola non può essere lasciata a se stessa. Invitiamo il governo a ripensare alle proprie strategie e a prevedere nella nuova manovra di bilancio  risorse adeguate per migliorare un servizio vitale come quello scolastico.

23/10/2022 - 12:00

“Gli enti virtuosi non possono essere penalizzati nei bandi nazionali: è quindi urgente rifinanziare il fondo sulla rigenerazione urbana per consentire anche ai piccoli comuni sotto ai 15mila abitanti la realizzazione di progetti per migliorare la qualità della vita dei cittadini”: è quanto dichiarano i deputati Pd Simona Bonafé e Marco Simiani in merito alle recenti graduatorie, rese note dal Ministero dell’Interno, che hanno escluso gran parte dei comuni del centro Nord ed in particolare della Toscana.
“E’ giusto perseguire i principi nazionali di perequazione territoriale e solidarietà verso le zone svantaggiate, ma non può essere fatto a scapito di amministratori capaci e delle loro comunità, anche perché zone urbane di degrado da riqualificare e rivitalizzare sono ormai presenti in tutta Italia. I parametri di assegnazione dei bandi vanno modificati e l’indice di vulnerabilità sociale e materiale (Ivsm) ricalibrato; in caso contrario la maggior parte dei comuni italiani non parteciperà agli avvisi pubblici perché sicuro di venir escluso. Questo problema va affrontato fin dalla prossima legge di Bilancio dove proporremo una norma per finanziare i comuni virtuosi rimasti esclusi dalle graduatorie: ci auguriamo che governo e maggioranza sostengano questa iniziativa”.

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