“L'economia italiana è ferma e non bastano le teorie di complotti o la trita propaganda a smentirlo. I dati Istat e le previsioni di Confesercenti parlano chiaro: la 'crescita' congiunturale del Pil dell'ultimo trimestre 2024 è pari allo 0,0% e quella su base annuale è di 0,5%. Ci domandiamo dove sia finita la tanto sbandierata cifra del +1,2% che il governo Meloni annunciava in pompa magna? Tutte le promesse fatte si sono tramutate in stagnazione e le previsioni per il 2025 sono addirittura peggiorative. Si definiscono governo delle 'famiglie' e poi le lasciano sole ad affrontare le difficoltà senza garantire alcuna certezza e poche speranze. Questo è un governo fallimentare che continua a tagliare risorse agli investimenti e alla spesa pubblica. Con che faccia potranno fare nuove promesse?” Così il deputato dem Ubaldo Pagano, capogruppo Pd in Commissione Bilancio.
“Prendiamo atto che HIAB ha definitivamente deciso di chiudere il proprio stabilimento a Statte (Ta) sebbene non ci siano problemi di produzione o crisi aziendali di qualsiasi altro tipo. Una decisione ancora più incomprensibile se si pensa al rifiuto dell’azienda di attivare per tempo il contratto di solidarietà grazie agli incentivi messi in campo dalla Regione Puglia. Una soluzione che avrebbe consentito di contare su un tempo maggiore per la reindustrializzazione del sito e reimpiegare, così, tutti i lavoratori coinvolti, come suggerito proprio dalla Regione.” Così Ubaldo Pagano, deputato pugliese del Partito Democratico, a margine della riunione plenaria tenuta sulla vertenza presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy questa mattina.
“Ad oggi le prospettive sono due - continua il capogruppo PD in Commissione Bilancio - entrambe con finali drammatici per i dipendenti: da un lato la proposta di un trasferimento di 25/30 lavoratori presso lo stabilimento di Minerbio (Bo); dall’altro l’utilizzo fino a esaurimento della cassa integrazione. In assenza di incentivi economici, il trasferimento a 800 chilometri di distanza vorrebbe dire stravolgere la serenità e la sostenibilità economica di intere famiglie e difficilmente potrebbe essere presa in considerazione da qualcuno dei lavoratori coinvolti. Nel secondo caso l’uso degli ammortizzatori sociali si tradurrebbe dopo 12 mesi nel ricorso alla NASPI.”
“L’epilogo di questa vertenza lascia una ferita particolarmente profonda visto che la presenza di quest’azienda rappresentava un esempio di diversificazione produttiva nel territorio tarantino, completamente slegata dalle sorti dell’acciaieria, rispetto a cui Taranto e la sua provincia mantiene una deleteria dipendenza. È probabile che dietro la scelta di HIAB di delocalizzare la produzione ci siano le recenti decisioni del Governo Meloni e, in particolare, la soppressione della 'decontribuzione SUD' che ha rappresentato per diverso tempo un forte incentivo economico per investire nel Mezzogiorno.”
“Se è d’obbligo manifestare tutta la mia solidarietà ai lavoratori coinvolti – conclude Pagano – dall’altra parte è improrogabile che il Governo Meloni prenda atto delle devastanti conseguenze delle politiche economiche per il Sud”, conclude Pagano.
“Sulla sanità il Governo fa solo chiacchiere, proclami di grandi interventi e grandiose intenzioni, che finiscono sempre per dare ragione a chi ritiene che il pensiero sia solo quello di ridimensionare la sanità pubblica”. Così Silvio Lai, deputato Pd, membro della commissione bilancio ed esperto di materie sanitarie, commenta l’ultima relazione indipendente di Gimbe sul decreto liste d’attesa.
“Prima la legge di bilancio che finanzia in maniera insufficiente la sanità pubblica, aggredita da decine di norme ad hoc di vari esponenti della maggioranza per i fini più svariati, poi di recente la corsa ad inseguire Trump nell’uscita dall’OMS, in mezzo il decreto liste d’attesa con i decreti attuativi al palo”, prosegue Lai.
“Al 29 gennaio 2025 un solo decreto attuativo è stato approvato mentre 5 sono al palo o scaduti e tra questi c’è quello del superamento del tetto di assunzione del personale che richiede l’applicazione della nuova metodologia di valutazione del fabbisogno di personale che Agenas ha definito ma non ha l’ok del Governo che evidentemente subisce pressioni e ricatti. Ma oltre il merito ci chiediamo se il ministro Schillaci voglia continuare a lungo a fare la foglia di fico in sanità per un Governo che aggredisce la sanità pubblica, liscia il pelo ai no vax e alle fantasie antiscientifiche, e lascia senza tutela i cittadini”, conclude Lai.
“Al di là dell'aspetto giudiziario a noi sembra evidente la responsabilità politica della ministra Santanchè. Siamo in un Paese dove nonostante tre indagini, di cui un rinvio a giudizio per fatti gravi, un ministro non si dimette e resta ancora in carica. La presidente del consiglio Meloni, che ha chiesto dimissioni anche per molto meno, deve fare i conti con questa vicenda". Lo ha detto Debora Serracchiani, deputata Pd e responsabile nazionale Giustizia, intervistata a Montecitorio.
“Noi dobbiamo essere un paese democratico credibile in Europa. Ci sono paesi nei quali un ministro va a casa se ha copiato una tesi di laurea. Francamente dopo tre indagini, bancarotta, falso in bilancio e truffa aggravata nei confronti dell'Inps, rimanere al proprio posto sembra veramente inopportuno oltre che sbagliato”, ha aggiunto Serracchiani.
"Sulle risorse statali destinate al Mascagni Festival di Livorno, è arrivato il momento di garantire un sostegno strutturale. L'emendamento che ho presentato al Decreto Cultura, attualmente in discussione a Montecitorio, rappresenta l'occasione migliore per valorizzare una delle realtà più significative del nostro patrimonio culturale e musicale". Lo dichiara il deputato del Partito Democratico, Marco Simiani.
"La promozione della figura di Pietro Mascagni e del Festival a lui dedicato a Livorno è al centro di una mia proposta di legge, sostenuta anche da altre forze politiche. Inoltre, va ricordato che la Camera ha già approvato un ordine del giorno in questa direzione e un finanziamento nella legge di Bilancio. Ora ci aspettiamo che la maggioranza approvi con noi questo emendamento", conclude Simiani.
“Abbiamo presentato un emendamento al Decreto Emergenze per la progettazione (AV/AC) dell’Alta Capacità e Alta Velocità ferroviaria nella tratta Genova–Roma della dorsale tirrenica. Si tratta di un’iniziativa che recepisce l'ordine del giorno alla Legge di Bilancio approvato dalla Camera il mese scorso e si pone l'obiettivo di aumentare il diritto alla mobilità e sviluppare l’enorme potenziale economico, produttivo e occupazionale di numerose zone del Paese”. Lo si legge in una nota congiunta dei deputati Pd Marco Simiani, capogruppo in commissione Ambiente, Valentina Ghio, vicepresidente del Gruppo Pd Camera, Andrea Casu, vicepresidente in commissione Trasporti, e Alberto Pandolfo, componente della commissione Attività produttive, sul provvedimento attualmente in discussione a Montecitorio.
“Come è emerso anche nelle scorse settimane in tutta la sua drammaticità, l’attuale linea ferroviaria presenta infatti criticità e caratteristiche tecniche non adeguate, anche per quanto riguarda il trasporto merci, limitando la possibilità di far viaggiare treni di dimensioni e peso elevati in una tratta che congiunge numerosi porti commerciali come Genova, La Spezia, Carrara, Livorno, Pisa, Piombino e Civitavecchia. La nostra proposta stanzia le risorse per inaugurare l'iter di un'opera realmente necessaria: ci auguriamo che governo e maggioranza appoggino adesso questo emendamento dando piena attuazione all'ordine del giorno", conclude la nota.
“Sulle linee programmatiche segnalo che noi abbiamo lavorato in questi anni come Pd e consideriamo doveroso farlo per rafforzare l’Europa, consolidare il percorso e il processo di integrazione europea. Sa bene che alcuni partner di questo governo in Europa e Trump oltreoceano lavorano per indebolire l’Europa. Dazi, disinvestimento in difesa, passi indietro sul clima, passo indietro sulle fonti energetiche. Tutto questo rischia di minare l'integrazione europea. Come si colloca l’Italia in questo quadro? Noi ci chiediamo se vogliate difendere il futuro dell’Europa lavorando con i partner europei oppure immaginando un dialogo bilaterale che rischia di fare esplodere in mille pezzi la UE. Teniamo che il vostro obiettivo sia il secondo e siamo molto preoccupati. Finora il governo ha ottenuto un bilancio in Europa fallimentare: accordo al ribasso sul patto di stabilità, il Mes non è stato ancora ratificato e questo sta minando la credibilità del Paese oltre che la stabilità dell’eurozona e la difesa dei risparmi delle famiglie e dei risparmiatori europei, sui migranti non avete ottenuto una soluzione a Bruxelles e siete stati costretti a ricorrere a un escamotage pietoso con l’accordo con l’Albania anticostituzionale e anti europeo. Noi riteniamo doveroso lavorare per una mare nostrum europea, per canali regolari di accesso, redistribuzione tra i partner con il superamento del regolamento di Dublino. Voi avete un’idea di programma di lavoro europeo sulle migrazioni? A quando adozione dei provvedimenti attuativi sulla Bolkestain su cui avete fatto passi indietro rispetto alla vostra demagogia? Rafforzare l’Europa significa rafforzare la sua autonomia strategica, beni pubblici europei. Volete affidarvi a Starlink di Musk o lavorare per rafforzare i progetti delle infrastrutture comunitarie? Volete rafforzare l’Europa sociale e della salute? Voterete in futuro che il Next Generation UE diventi strutturale? Vi aspettiamo al varco su tutti questi temi”.
Lo ha detto Piero De Luca, capogruppo Pd in commissione politiche europee, nel corso delle comunicazioni del Ministro Foti sul PNRR e le politiche di coesione sulle relative linee programmatiche.
"Dopo una legge di bilancio punitiva nei confronti degli Italiani all'estero, adesso assistiamo anche a tentativi risibili della maggioranza di appropriarsi di meriti non propri". Cosi' Christian Di Sanzo, Deputato del Partito Democratico Eletto nella Ripartizione Nord e Centro America. "nei giorni scorsi, l'On. Simone Billi eletto all'estero della Lega Nord ha tentato di appropriarsi i meriti dell'emendamento del Partito Democratico, a mia prima firma, insieme ai colleghi eletti all'estero del PD, Ricciardi, Porta e Care', che dispone un aumento di 600mila euro per i Comites, i Comitati degli Italiani all'Estero, per il 2025. L'emendamento e' stato finanziato esclusivamente con i fondi a disposizione del Partito Democratico in legge di bilancio, senza alcun aiuto della maggioranza che avrebbe avuto la disponibilita' di finanziare misure ben piu' consistenti per gli italiani all'estero se avesse voluto. Insieme ai colleghi eletti all'estero del Partito Democratico ho passato nottate in commissione bilancio per discutere i nostri emendamenti, scatena quindi adesso ilarita' il tentativo di appropriarsi dei meriti del PD da parte di chi, non ha passato mai una notte in commissione bilancio e il cui ministro dell'economia ha deciso di tagliare il riadeguamento delle pensioni per gli italiani all'estero. La politica dovrebbe essere prima di tutto serieta' e finora, per gli italiani all'estero, il PD e' l'unico partito che sta affrontando le problematiche con impegno e serieta', pur nel disinteresse di questa maggioranza'.
“Giorgetti dica quanto incide sul gettito fiscale italiano la decisione annunciata da Donald Trump di uscire dall’accordo sulla global miminum tax che richiede alle multinazionali di pagare un'aliquota fiscale minima del 15% in ogni Paese in cui operano” lo chiede il capogruppo democratico nella commissione Bilancio della Camera, Ubaldo Pagano al ministro dell’economia e delle finanze che annuncia un’interrogazione parlamentare sul caso.
Scarpa: governo taglia e non interviene sull’emergenza carceraria
“Il Partito Democratico si asterrà sul "Decreto Giustizia", un provvedimento che, nonostante il titolo ambizioso, offre risposte del tutto insufficienti alle criticità del sistema giudiziario”. Lo ha dichiarato, intervenendo in Aula alla Camera, la deputata democratica Rachele Scarpa, componente della Commissione Giustizia di Montecitorio.
“Abbiamo sostenuto alcuni interventi migliorativi – ha aggiunto la democratica – ma le nostre proposte per colmare le gravi lacune sono state respinte da una maggioranza che continua a ignorare le opposizioni. È necessario affrontare con urgenza questioni cruciali come il rafforzamento della giustizia penale e civile, con investimenti in risorse e strumenti adeguati, compresa l’applicazione del processo telematico penale, che finora ha mostrato evidenti limiti. Occorre inoltre intervenire per potenziare e stabilizzare la magistratura onoraria, migliorare il funzionamento dell’ufficio del processo e garantire un supporto concreto alle vittime di mafia, usura, estorsione e crimini domestici”.
“Un capitolo fondamentale – ha proseguito Scarpa - riguarda le carceri, dove la situazione è drammatica: 63mila detenuti a fronte di 51mila posti disponibili, con 83 suicidi nel 2024 e già 8 nel 2025. Le condizioni di detenzione sono disumane, l’autolesionismo è ormai quotidianità, con un sovraffollamento medio del 130%, che in alcune strutture, come a San Vittore, raggiunge picchi del 220%. Una vera e propria emergenza umanitaria. Nonostante ciò, il governo ha tagliato oltre 500 milioni di euro alla giustizia nell’ultima manovra di bilancio, penalizzando l’edilizia carceraria, la giustizia minorile e penale, oltre ai servizi di reinserimento. Questi tagli aggraveranno una situazione già critica, minando il rispetto dei diritti costituzionalmente garantiti”.
“Chiediamo investimenti concreti per affrontare il sovraffollamento carcerario, sostenere il personale penitenziario e potenziare le misure alternative. La rieducazione è il fine della pena, non l'umiliazione. Senza dignità, il sistema continuerà a produrre dolore, recidiva e ingiustizia”, ha aggiunto Scarpa.
“Il Partito Democratico continuerà a battersi per una giustizia equa e rispettosa dei diritti umani, contestando l’azione del governo, che fino ad ora si è limitato ad aumentare le pene e introdurre nuovi reati nel codice penale. Misure che non migliorano il sistema giudiziario, ma servono esclusivamente alla propaganda governativa” ha concluso.
“Nell’ambito dell’aggiornamento 2023 del contratto di programma 2022-2026, parte Investimenti tra RFI e il MIT, le risorse non ancora impegnate e quindi rimodulabili – 2502 milioni – per la realizzazione di opere vitali per il rilancio della regione Lazio sono state definanziate dal governo nazionale. Si parla delle tratte Cesano-Vigna di Valle sulla Roma-Viterbo, Roma-Pescara, Capannelle-Ciampino, Lunghezza-Guidonia e della chiusura dell'anello ferroviario della Capitale. La legge di bilancio 2025, per copertura dei maggiori fabbisogni degli interventi in realizzazione e alla prosecuzione delle opere in corso ha incrementato di 1.158 milioni di euro l’autorizzazione di spesa per il finanziamento del contratto di programma. Chiediamo quindi di recuperare le risorse ridotte per le opere del Lazio destinando loro le risorse messe a disposizione dalla legge di bilancio.”. Così si legge nell'interrogazione dei deputati Pd al ministro Salvini con cui si chiede di garantire ai cittadini della regione Lazio che nell’aggiornamento del Contratto di Programma 2022-2026, le risorse previste dalla legge di Bilancio vengano destinate ai progetti già contrattualizzati e oggi definanziati con il primo atto integrativo. L'interrogazione è stata firmata da Andrea Casu, Marco Simiani, Paolo Ciani, Michela Di Biase, Marianna Madia, Claudio Mancini, Roberto Morassut, Matteo Orfini e Patrizia Prestipino. “Sosteniamo convintamente a livello nazionale l’iniziativa politica già avviata a livello regionale dal PD Lazio e siamo pronti a mobilitarci in ogni sede per chiedere garanzie immediate al Governo, anche presentando emendamenti al prossimo DL emergenze e PNRR.
“La cabina di regia sulla crisi idrica istituita con il decreto siccità n.39 del 2023 si è riunita 4 volte in un anno e mezzo, il commissario ha presentato una prima relazione nell’agosto 2023 depositata e disponibile, con la rilevazione della situazione generale, una seconda relazione annunciata il 19 marzo 2024, che doveva contenere gli interventi necessari, mai resa pubblica. Da quel momento altre due riunioni di cui si è annunciato l’ordine del giorno ma senza una informazione sulle decisioni o sulle iniziative in essere.
Dall’agosto 2023 nulla si sa di quanto l’autorità, il commissario straordinario e il governo stiano facendo sulla siccità nel Paese. La crisi idrica, lungi dall’essere risolta, è in via di peggioramento. Per quanto riguarda il Nord Italia le nevicate ridotte del 40% rispetto allo scorso anno annunciano una analoga riduzione dell’acqua disponibile in primavera, mentre al Sud la situazione è già grave e non si comprende quali iniziative siano in corso e con quali effetti. Nel frattempo agli agricoltori in Sicilia e in Sardegna viene annunciato che la stagione irrigua neanche partirà. Per questo motivo lunedì sarà depositata un’interrogazione al ministro Salvini che presiede la cabina di regia sulla crisi idrica nella quale si chiederà conto dell’azione in corso del commissario nazionale e del Governo”.
Lo dichiarano i deputati PD Silvio Lai, della Commissione Bilancio e Stefano Vaccari, capogruppo della Commissione Agricoltura.
Anche l’Ufficio parlamentare di bilancio lancia l’allarme sui ritardi del governo nell’attuazione del Pnrr. Questa volta per l’incapacità di spendere le risorse del piano, l’Italia rischia di perdere 26mila nuovi posti negli asili nido. Un duro colpo per le famiglie, soprattutto nel Sud, e un ulteriore disincentivo per la natalità, che ha già un dato sempre più basso nel nostro Paese.
Il governo Meloni sta mettendo a rischio la crescita economica del nostro Paese e l’utilizzo di risorse cruciali per il futuro. Come Partito Democratico lo denunciamo da mesi e abbiamo chiesto al ministro Foti di venire a chiarire in Parlamento. Non si risolvono i problemi del Pnrr con revisioni continue, tagli e rinvii. È ora che il governo si dia una mossa, altrimenti si rischia un clamoroso fallimento.
Così il capogruppo del Pd in commissione Affari europei della Camera, Piero De Luca.
Al MiC da 130 giorni, il Ministro non ha fatto nulla
"130 giorni di governo per il Ministro Giuli, 130 giorni di nulla. Spiace che il Ministro, non sia ancora venuto in Commissione alla Camera per illustrare il contenuto del primo decreto che porta la sua firma". Così Irene Manzi, capogruppo del Partito Democratico nella Commissione Cultura della Camera, in una nota. Manzi sottolinea che "questo provvedimento si limita, di fatto, a contenere i danni causati dai tagli degli ultimi tre anni operati dal governo Meloni, senza offrire alcuna visione complessiva o strategia efficace per il sistema culturale italiano. Arriva, inoltre, dopo l'approvazione della terza manovra di bilancio consecutiva che – prosegue Manzi – ha colpito duramente i settori culturali con tagli feroci. E lo stesso atteggiamento sembra ripetersi ora con l'esame del Decreto Cultura, con un Piano Olivetti dal titolo giustamente ambizioso ma senza alcun fondo a disposizione e a costo zero" conclude Manzi.