12/11/2025 - 10:23

“La decisione del gruppo Freudenberg di chiudere lo stabilimento di Rho è un fatto gravissimo, che colpisce un sito produttivo d’eccellenza e 42 lavoratori. L’intenzione dell’azienda, si legge nella nota diffusa dalla Fillea Cgil, è quella di spostare la produzione in Slovacchia e negli Stati Uniti, potenziando i siti del gruppo presenti in quegli Stati, con l’obiettivo di mantenere i margini di profitto fortemente ridotti dopo l’introduzione dei dazi da parte di Trump. È inaccettabile che il governo resti a guardare mentre le imprese italiane vengono messe in ginocchio da una guerra commerciale che sta già producendo danni pesanti”. Lo dichiarano in una nota congiunta Vinicio Peluffo, deputato rhodense del Partito Democratico e vicepresidente della commissione Attività produttive e il senatore Antonio Misiani, responsabile nazionale Economia per i dem.
“Presenteremo immediatamente – proseguono gli esponenti Pd - un’interrogazione parlamentare alla Camera per chiedere al governo quali iniziative intenda adottare per tutelare i lavoratori e contrastare l’impatto dei dazi sulla manifattura italiana. Lo stesso atto verrà depositato anche al Senato, perché serve una risposta coordinata e urgente. Non è accettabile che si perda un sito produttivo perfettamente funzionante, con commesse attive, investimenti recenti e accordi aziendali ancora in vigore, senza che il governo muova un dito per difendere occupazione e competenze.
“Il governo Meloni – concludono Peluffo e Misiani - aveva promesso un piano da 25 miliardi per neutralizzare gli effetti dei dazi, ma di quell’impegno non c’è traccia nella legge di bilancio. Il risultato è che realtà come Freudenberg pagano il prezzo di un esecutivo immobile e incapace di intervenire. Il Partito Democratico continuerà a chiedere misure concrete per proteggere l’industria e salvaguardare i posti di lavoro, perché il silenzio del governo è un silenzio colpevole”.

11/11/2025 - 18:10

“Il grido d’allarme lanciato oggi dalla FIEG non può restare inascoltato. L’assenza nel disegno di legge di Bilancio di misure e risorse specifiche a sostegno dell’editoria quotidiana e periodica rappresenta una scelta grave e preoccupante. Davanti al termine di una serie importante e significativa di interventi di cui il Governo è pienamente a conoscenza, il mancato rinnovo dei fondi costituisce, ancora una volta, un tentativo di chiudere i rubinetti a un settore già penalizzato e indebolito. Una decisione che rischia di ridurre ulteriormente gli spazi della libera informazione, minacciando la pluralità e la qualità dell’informazione in Italia. Atti ostili, querele temerarie e riduzione dei fondi hanno effetti concreti e devastanti, mettendo a rischio il lavoro di giornalisti, editori e distributori e, con essi, il diritto dei cittadini a ricevere un’informazione libera e indipendente. Chiediamo al Governo di intervenire immediatamente nella manovra, ripristinando le risorse necessarie a sostenere l’editoria e tutelare la pluralità dei media. La politica ha il dovere di proteggere la stampa, senza ritardi né alibi” così il capogruppo democratico nella commissione di Vigilanza Rai, Stefano Graziano.

 

11/11/2025 - 16:42

«A Mogliano una sparatoria in pieno giorno, nel cuore della città, con tre feriti. A Treviso, nel centro storico, nuovi episodi di violenza e rapine, mentre crescono in modo preoccupante i furti in casa. Sono solo gli ultimi segnali di un disagio crescente nel territorio trevigiano, dove i cittadini chiedono più sicurezza e le forze dell’ordine continuano a garantire la loro presenza tra mille difficoltà. Ma il Governo Meloni, nella bozza della Legge di Bilancio 2026, sceglie di voltarsi dall’altra parte».

Lo dichiarano in una nota congiunta Giacomo Nilandi, Segretario del PD di Mogliano Veneto e Rachele Scarpa, deputata del Partito Democratico in provincia di Treviso, che ha presentato un’interrogazione ai Ministri dell’Interno e dell’Economia per chiedere chiarimenti sulle mancate risorse destinate al comparto sicurezza e sulle conseguenze di questa scelta nei territori.

«La manovra non prevede assunzioni straordinarie, non copre integralmente i pensionamenti e addirittura innalza l’età pensionabile di chi ogni giorno rischia la vita per tutelare i cittadini. I sindacati di polizia - SAP, COISP, FSP Polizia e SILP CGIL - hanno parlato di una “disattenzione grave” e hanno ragione: nel 2026 potremmo perdere altri 1.300 agenti, mentre la carenza complessiva supera già le 10.000 unità. Tutto questo mentre nel Documento programmatico pluriennale 2025–2027 si stanziano oltre 31 miliardi di euro per il riarmo militare. È una scelta che dice molto sulle priorità di questo Governo».

Nilandi e Scarpa sottolineano come i recenti fatti di cronaca a Mogliano e Treviso siano il sintomo di un problema più profondo: «Serve una presenza più costante dello Stato nei territori, investimenti nelle dotazioni e nella formazione, e un riconoscimento concreto della specificità del lavoro delle forze dell’ordine. Non bastano slogan e passerelle: servono risorse, organici e rispetto».

«Chiediamo che il Governo - concludono i dem  - riveda la manovra e metta finalmente la sicurezza delle persone e la dignità di chi indossa una divisa al centro delle proprie scelte politiche. Il Veneto e la Marca Trevigiana non possono essere lasciati soli di fronte a una crescente sensazione di abbandono e insicurezza».

 

11/11/2025 - 15:17

“Altro che manovra a misura di Sud! Le parole della Presidente Meloni sono l’ennesimo esercizio di propaganda vuota e falsa di un Governo che nei fatti sta smantellando ogni politica di sviluppo e coesione per il Mezzogiorno. I numeri del disastro fatto finora parlano chiaro: 3,7 miliardi di euro tagliati ai fondi per la perequazione infrastrutturale, oltre 5 miliardi tolti alla decontribuzione per il lavoro al Sud. La manovra va oltre. Secondo le ultime stime riportate dal Sole 24 Ore e dalla Svimez, si cancellano oltre 2,4 miliardi di euro al Fondo per lo Sviluppo e la Coesione destinato alle regioni del Mezzogiorno. Sulle Zone Economiche Speciali poi assistiamo ad un capolavoro. Per questa misura tanto sbandierata, ricordiamo alla Premier che le risorse stanziate ammontano a 2,3 miliardi di euro per il 2026, 1 miliardo per il 2027 e 750 milioni per il 2028. Ci sembrano altri tagli dunque. Mentre Meloni si vanta di “superare l’assistenzialismo”, nella realtà priva i nostri territori degli strumenti essenziali per lavoratori, giovani e imprese così da competere ad armi pari. È una contraddizione vergognosa. Questa non è una manovra a misura di Sud: è l'ennesimo attacco al Sud. Noi continueremo a batterci, in Parlamento e nel Paese, perché il Sud non sia più trattato come un'area da abbandonare, ma come una risorsa strategica per l’Italia intera”.

 

11/11/2025 - 14:24

"Questa mattina sono stata in Piazza di Monte Citorio al fianco delle precarie e dei precari del CNR e degli Enti Pubblici di Ricerca. Parliamo di migliaia di ricercatrici, ricercatori, tecnologi, tecniche e personale amministrativo che da anni portano avanti la ricerca italiana in condizioni di precarietà intollerabile. Il governo non può continuare a ignorare la loro voce: servono subito fondi per le stabilizzazioni nella Legge di Bilancio". Così la deputata del Partito Democratico Rachele Scarpa.

"Solo al CNR - aggiunge la deputata Pd - ci sono 4000 lavoratrici e lavoratori precari, molti dei quali rischiano di rimanere senza contratto già nei prossimi mesi con la fine dei progetti PNRR. Almeno 1500 di loro hanno pieno diritto alla stabilizzazione ai sensi della legge Madia. È assurdo che, mentre l’Italia dice di voler investire in innovazione, università e ricerca, chi manda avanti i laboratori e i progetti fondamentali per il Paese venga lasciato nell’incertezza più totale. L’anno scorso, grazie alla mobilitazione dei Precari Uniti CNR e all’impegno parlamentare trasversale di AVS, M5S e PD, si erano ottenuti 10 milioni di euro per le stabilizzazioni, fondi ancora oggi non spesi e comunque sufficienti appena per il 10% degli aventi diritto. È evidente che ora serva un intervento strutturale: non si costruisce ricerca con contratti a tempo, ricatti e fughe all’estero, ma investendo sul capitale umano".

"Sarò accanto a queste lavoratrici e lavoratori in Parlamento e nelle piazze, perché non c’è futuro per il Paese che non metta al centro la ricerca e chi la fa vivere ogni giorno. Il governo dimostri serietà: investa nella stabilizzazione e riconosca dignità a chi tiene in piedi la conoscenza", conclude Scarpa.

10/11/2025 - 19:14

“Giuli può incontrare chiunque desideri nel mondo del cinema, e questo è certamente un fatto positivo. Certo spiace non vi fossero i rappresentanti delle maestranze, che più di ogni altro hanno pagato la confusione e la crisi di questi mesi.

Tuttavia, se alle parole e agli incontri non seguono atti concreti, tutto rischia di ridursi a una presa in giro.

Il Governo è uno, ministero della cultura e dell'economia fanno parte dello stesso esecutivo e hanno deliberato un taglio che produrrà un disastro per una filiera industriale strategica. Il governo deve intervenire immediatamente per eliminare il taglio previsto nella Legge di Bilancio: non esistono altre vie di uscita. La responsabilità politica di questa scelta non può essere nascosta dietro questioni tecniche, algoritmi o intelligenze artificiali.

Giuli deve farsi carico della situazione e chiamare personalmente il ministro Giorgetti, compagno di partito della sottosegretaria Borgonzoni, per pretendere una correzione alla manovra. Solo una volta eliminato il taglio sarà possibile aprire un confronto vero e costruttivo con le categorie del settore, nei tempi giusti e con la serenità necessaria per affrontare una riforma così delicata.

Al momento, invece, tutto il dibattito risulta viziato dalle scelte del Governo e dalle promesse non mantenute”

Così in una nota il deputato democratico componente della commissione cultura della Camera, Matteo Orfini.

 

 

10/11/2025 - 14:14

Salvini sfiducia Giorgetti, dice che non è la sua manovra. Chiede di rivederla sul fronte rottamazione, sicurezza e pensioni. Non una parola sulle vere carenze della legge di bilancio, la più piccola degli ultimi anni: zero per la casa, zero per il trasporto pubblico locale, tutte cose di cui Salvini dovrebbe occuparsi. Non c’è una strategia per lo sviluppo e mancano del tutto politiche industriali. Il taglio delle tasse è irrilevante mentre come da tre anni a questa parte sono consistenti i tagli alle voci sanità e welfare.
Salvini sfiducia Giorgetti anche sulla spesa per la difesa: dimentica che quell’aumento è il frutto della decisione di Meloni di accettare, senza che sia sentita una parola da parte di Salvini, il diktat imposto da Trump per lo spropositato aumento della spesa militare in ogni paese Nato.

Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.

 

10/11/2025 - 10:38

"Il PD sta incontrando tutte le parti sociali per un confronto costruttivo sulla situazione economica del Paese. Un dialogo che, se anche il governo avesse avviato, avrebbe probabilmente portato a una manovra economica molto diversa da quella proposta. Quella che il governo ha presentato non è altro che una legge di bilancio di austerity che, se da un lato può sembrare un espediente per "galleggiare", rischia di far affondare davvero l'Italia. È un tradimento delle promesse fatte a chi aveva votato per il cambiamento. Il governo aumenta le tasse, chiede sacrifici ai cittadini e riduce i servizi essenziali per le famiglie, senza però mettere in atto misure per favorire la crescita delle imprese". Lo ha detto Piero De Luca, deputato Pd e segretario regionale Pd Campania, questa mattina ad Agorà su Rai3.

"Tra le misure più gravi, il governo ha deciso di aumentare l'età pensionabile, annullando completamente opzione donna e quota 103 e facendo lievitare l'età pensionabile anche per le forze dell'ordine. Un passo indietro rispetto a quanto promesso in passato e una palese incoerenza con le critiche mosse dalla destra contro i governi precedenti, come quello di Monti e Fornero. Inoltre, vengono tagliate risorse vitali per la sanità, con il rischio che il settore scenda sotto il 6% del PIL nei prossimi anni, nonostante le promesse di potenziamento. Nessun intervento serio sulle assunzioni di nuovi medici, mentre la sanità continua a soffrire per la carenza di personale. Anche il trasporto pubblico locale viene penalizzato, con tagli che finiranno per gravare sulle famiglie e sulle imprese. La scuola, che dovrebbe essere una priorità per ogni governo, riceve tagli per seicento milioni di euro. E ancora, ribadisce il dem, non viene affrontato in modo adeguato il caro bollette e l'inflazione che ha ridotto il potere d'acquisto delle famiglie italiane. La riforma dell'Irpef è iniqua, perché penalizza chi ha meno e favorisce chi ha di più. In un momento di difficoltà economica come quello che stiamo vivendo, è fondamentale che la politica agisca con equità e giustizia sociale, riequilibrando il sistema fiscale in favore di chi è più vulnerabile. In Parlamento, lavoreremo per modificare una manovra che tradisce gli italiani e non risponde alle reali necessità del Paese".

 

08/11/2025 - 11:00

“Quest’estate era il caldo, ora saranno le piogge e le intemperie invernali: il lavoro dei rider va tutelato in ogni stagione. La proposta della legge Griseri Prisco è depositata da dicembre 2024, ora siamo in attesa che venga calendarizzata e discussa in Parlamento o diventare un emendamento alla Legge di Bilancio per individuare le risorse necessarie al periodo di sperimentazione dell'ammortizzatore. Proprio per smuovere le acque abbiamo deciso di promuoverla sui vari territori, in particolare nelle strutture che hanno scelto di mettere a disposizione i propri spazi per i rider”. Così Chiara Gribaudo, vicepresidente nazionale del Partito Democratico e prima firmataria della Proposta di Legge Griseri Prisco, che verrà presentata a Firenze il 12 novembre. L’appuntamento è alle ore 11 presso Casa Rider, in via Matteo Palmieri 11. Insieme all’onorevole ci saranno Mattia Chiosi, membro della segreteria Nidil Cgil Firenze con delega ai rider, Roberta Turi, segretaria nazionale Nidil Cgil, l’assessore al Lavoro di Firenze Dario Danti e alcuni lavoratori.
“Anche a fronte del grande numero di incidenti che coinvolgono i rider, e uno dei motivi principali sono gli eventi climatici estremi, abbiamo un assoluto bisogno di tutele aggiuntive per far lavorare in sicurezza queste persone. Ora inizia il periodo delle piogge e a maggior ragione ci sarà bisogno di una regolamentazione chiara per garantire la sicurezza sul lavoro” dichiara Roberta Turi, segretaria nazionale Nidil Cgil.

07/11/2025 - 18:57

“Apprendiamo che la Premier si sarebbe detta “irritata” per la decisione del presidente Brunetta di aumentarsi lo stipendio. Se solo sapesse quanto sono irritati – anzi, esasperati – gli italiani, che vedono ogni giorno peggiorare il proprio potere d’acquisto.
Da quando questo governo è in carica, i cittadini hanno perso di fatto uno stipendio all’anno. Si lavora per dodici mesi, ma con Meloni gli stipendi valgono ormai undici. Lo dice l’Istat, non il Pd. La Presidente del Consiglio farebbe bene a utilizzare il suo tempo e il suo potere per invertire questa tendenza. Trasformi la sua irritazione in un’azione concreta e chieda al ministro Giorgetti di inserire nella legge di bilancio misure reali per aumentare i salari e contrastare l’aumento del costo della vita”.
Così una nota del capogruppo democratico in commissione bilancio alla
 Camera, Ubaldo Pagano.

 

07/11/2025 - 16:17

“Forse il Governo dovrebbe pensare di più alla Legge di Bilancio, inutile nella migliore delle ipotesi, e di meno a prendere in giro chi sciopera”.

Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, sull’annuncio dello sciopero della CGIL il 12 dicembre contro la Manovra e le successive dichiarazioni di Giorgia Meloni e Matteo Salvini.

“Una mancanza di rispetto nei confronti di chi sceglie di rinunciare a un giorno di stipendio, uno stipendio che anche grazie a questa Manovra continuerà a non seguire gli aumenti europei - prosegue la deputata dem - come ormai è evidente ancora una volta ad aumentare saranno solo le disparità salariali e le diseguaglianze”.

“L’invito della CGIL è chiaro: se verrà cambiata la Manovra, lo sciopero non si terrà, né di venerdì né in un altro giorno. Finché questo Governo non farà nulla per le reali esigenze del Paese, in primis l’aumento dei salari, riceverà una dura opposizione, nelle istituzioni e nelle piazze” conclude Gribaudo.

 

07/11/2025 - 13:41

Lavorano part time, hanno sulle spalle il peso della cura e le carenze del welfare familiare, guadagnano di meno e ora andranno pure in pensione più tardi. Le donne non hanno avuto alcun vantaggio dall’avere una donna premier. E la legge di bilancio è l’ennesimo colpo: spariscono Opzione donna e Quota 103, si riducono risorse per servizi di cura e welfare.
La redistribuzione annunciata dal governo resta solo sulla carta. Le politiche fiscali messe in campo sono parziali, temporanee e con effetti quasi nulli sul reddito delle famiglie. I salari restano fermi, i consumi non ripartono e le disuguaglianze continuano a pesare sul Paese. Ancora una volta, saranno i giovani e le donne a pagare il prezzo più alto per le scelte di un governo che non punta davvero su crescita, lavoro e sviluppo.

Così in una nota Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati,

 

07/11/2025 - 11:12

“Al ministro Giuli diciamo una cosa sola: basta. Basta scherzare, basta prendere in giro il mondo del cinema, basta improvvisare, basta col gioco delle tre carte.

L'annuncio del recupero di 100 milioni per il fondo cinema è l'ennesima assurdità. Quelle risorse vengono prese dai contributi automatici per lo sviluppo produzione e distribuzione del cinema. Contributi già maturati dalle imprese e bloccati dal 2022 per la lentezza e il dilettantismo di questo governo. Sottrarli ai legittimi destinatari significa mettere a rischio la sopravvivenza di imprese ed esporre il ministero a una miriade di ricorsi perché - lo ripetiamo - quei contributi sono già maturati. Davvero il governo pensa di gestire un settore industriale strategico con questo dilettantismo? Se davvero si vuole correggere l'errore fatto con la legge di bilancio, c'è solo un modo serio: chiedere a Giorgetti di non controfirmare il decreto e di rinunciare al taglio previsto dalla legge di bilancio. Il resto è goffa e dannosa propaganda” così una nota del deputato democratico, componente della commissione cultura della Camera, Matteo Orfini.

 

06/11/2025 - 18:38

“Siamo stupiti dall'uscita della Presidente Meloni sulle Forze dell'Ordine. Accusa l’opposizione di lesa maestà per aver detto la verità: questo Governo usa il tema della sicurezza ma non fa nulla per chi la garantisce davvero. Meloni si vanta di 37.000 assunzioni, ma si tratta solo di sostituzioni ordinarie, non di nuovi organici. La Polizia di Stato continua a perdere effettivi: nel 2024 gli agenti sono 97.931, ben 11.340 in meno rispetto alla dotazione organica prevista dalla legge. Diminuiti ulteriormente dal 2023. Dati ufficiali, non del PD: sono scritti nero su bianco nel “Documento di pianificazione strategica del Personale della Polizia di Stato”. Se li faccia mandare dal Viminale invece che sparare numeri a caso. E poi ricordi Meloni che l’ultimo contratto ha aumentato gli stipendi solo del 6% contro un’inflazione del 16%, riducendo il potere d’acquisto degli agenti. Invece di attaccare l’opposizione, la Presidente Meloni pensi a cambiare la Legge di Bilancio: servono risorse per aumentare i salari, bisogna attivare la previdenza dedicata, annullare il vergognoso aumento dell'età pensionabile e aumentare veramente gli organici" - così una nota del responsabile sicurezza del Pd, Matteo Mauri.

06/11/2025 - 13:40

“La dinamica economica del Paese sta rallentando e la produzione industriale nel 2024 è diminuita del 3,5 per cento rispetto all’anno precedente. La manovra del governo Meloni non contiene misure per la crescita: la politica industriale di questo esecutivo è pari a zero”. Così il deputato dem Vinicio Peluffo, vicepresidente della commissione Attività produttive.

“Programmi come Transizione 5.0 – evidenzia l’esponente dem - si sono rivelati un flop totale, mentre intere filiere strategiche, automotive, moda, tessile, acciaio, chimica di base, sono in crisi. Servono interventi mirati e politiche industriali coerenti con quelle europee, a partire da un fondo per accompagnare la doppia transizione ecologica e digitale e un fondo specifico per l’automotive, tagliato del 75 per cento nell’ultima legge di bilancio. In Italia i costi energetici sono tra i più alti d’Europa. Occorre intervenire subito sul meccanismo di formazione del prezzo dell’elettricità, sganciandolo dal gas e investendo di più sulle rinnovabili, anche semplificando le procedure e incentivando i contratti a lungo termine. Solo così si potrà abbassare la bolletta e restituire competitività alle imprese”.

“Infine – conclude Peluffo – i dazi imposti dagli Stati Uniti rischiano di colpire duramente il nostro export, uno dei motori dell’economia italiana. Mentre altri Paesi europei hanno già agito, il governo Meloni è rimasto fermo e in testa indossa sempre il cappellino ‘Make America Great Again’ e fa gli interessi di Trump, non quelli del nostro Paese”.

 

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