“Le aree interne della Sicilia, ed in particolare la provincia di Enna, sono state devastate dal ridimensionamento scolastico voluto ed attuato dal Governo Meloni: fino ad oggi sono già quattro gli istituti accorpati ma le previsioni per i prossimi mesi sono ancora peggiori. Le ricadute negative per il territorio sono moltissime: in termini occupazionali con oltre 200 unità di personale in meno, in termini economici con la perdita di finanziamenti comunitari e nazionali che le scuole accorpate non potranno ricevere. Senza dimenticare i disagi che verranno creati agli studenti, ai docenti, al personale amministrativo ed a tutti i nuclei familiari coinvolti. Ridurre i servizi scolatici in intere zone marginali significa poi, oltre a compromettere il pieno diritto all’istruzione, favorire l’abbandono scolastico e disincentivare lo sviluppo sociale, economico ed occupazionale del territorio. Per fermare questo disastro avevo presentato, prima un emendamento e poi un ordine del giorno alla Legge di Bilancio: entrambi però bocciati dalla maggioranza; da una destra ottusa ed irresponsabile che sta penalizzando ancora una volta la Sicilia ed il suo futuro”: è quanto dichiara la deputata Pd Maria Stefania Marino sulla discussione dalla Manovra economica in discussione oggi, venerdi 20 dicembre, nell’Aula di Montecitorio.
Ciò che abbiamo visto nel iter di questa manovra è talmente imbarazzante che la 76esima fiducia dall’inizio della legislatura è l’ultimo dei nostri problemi: con le auto-accuse di Bignami in Commissione, siete la prima maggioranza della storia che si fa ostruzionismo da sola. Siamo alla terza legge di bilancio del Governo Meloni e le uniche misure utili al Paese sono quelle che avete ereditato dal Governo precedente. Per il resto torna in voga l’austerità per tutti, le mancette elettorali, il Ponte sullo Stretto, il Sud al guinzaglio del potente di turno. Il punto non è far quadrare semplicemente i conti, ma a chi far pagare il conto: avete deciso di farlo pagare ai più poveri!” Così il deputato dem Ubaldo Pagano annunciando il voto contrario del Pd alla fiducia sulla Legge di Bilancio.
“Avete ucciso il terzo settore – continua il capogruppo Pd in Commissione Bilancio - tagliato risorse alla scuola, state facendo morire la sanità pubblica perché per voi è più importante bruciare 800 milioni di euro per la farsa in Albania che assumere 6.000 infermieri e spendere 113 milioni per ripristinare la Legge Mancia. Avete aumentato le pensioni minime di soli 3 euro lordi e rubato 13 miliardi a tutto il Sud per realizzare l’unico collegamento stabile di cui siete capaci: non il ponte sullo Stretto ma quello tra un fallimento e un altro!” “Vi negheremo convintamente, come sempre e fino alla fine di questo incubo, la nostra fiducia”, conclude Pagano.
“Nella notte tra il 17 e il 18 dicembre, un tragico incidente ha colpito il Porto di Genova, dove un lavoratore di 52 anni ha perso la vita durante il turno di lavoro notturno, e il suo collega è rimasto ferito. Questo ennesimo drammatico evento mette in luce l'urgente necessità di misure più efficaci per garantire la sicurezza dei lavoratori portuali, che quotidianamente affrontano turni e condizioni di lavoro estremamente gravosi, anche con situazioni meteo estreme.
Per questo abbiamo proposto un ordine del giorno alla manovra di bilancio che impegna il governo ad assumere con la massima urgenza ogni iniziativa per dare operatività al fondo per l’incentivazione al pensionamento bloccato da due anni e il riconoscimento del lavoro portuale operativo come usurante. L'ordine del giorno e' stato approvato all"unanimita" ma sono state.stralciate le parole "massima urgenza". Il tema pero' e' piu' che urgente perche' i lavoratori vanno tutelati ora e nok si puo' continuare ad assistere alla conta dei morti sulle banchine. E quindi dai primi atti del nuovo anno verificheremo la coerenza del Governo a dare seguito agli impegni presi oggi per la sicurezza dei lavoratori" così la vicepresidente del gruppo parlamentare del Pd, la deputata Valentina Ghio.
“Doverosa retromarcia governo su taglio incomprensibile”
Una doverosa retromarcia del governo che ha portato, grazie alla battaglia del Pd in Commissione Bilancio, all’approvazione di un emendamento a mia prima firma che ha ristorato i tagli effettuati dal governo stesso al Fondo per la legalità e per la tutela degli amministratori locali vittime di atti intimidatori, il Fondo “Amministratori sotto tiro”, che la destra aveva praticamente azzerato mentre secondo i dati ufficiali le minacce nel 2024 sono aumentate. La lotta alle mafie non si fa a parole, servono misure di sistema e non tagli che avrebbero messo a rischio sia la possibilità di ristorare i danni subiti da amministratrici e amministratori minacciati e intimiditi sia la possibilità di attuare progetti di formazione per il personale della Pubblica amministrazione e per migliaia di giovani sulla cultura della legalità costituzionale. È con la presenza attiva dello Stato, non solo repressiva, che si sconfiggono le mafie. Mostrando concretamente che liberarsi dal loro giogo non è solo giusto, ma conviene. E nessuno viene lasciato solo. Su questo, non consentiremo passi indietro.
Così il deputato del Pd Peppe Provenzano.
“Le leggi di bilancio andrebbero lette nella loro integralità con una prospettiva complessiva e coerente. Abbiamo una maggioranza e un governo che stanno gestendo la manovra da dilettanti allo sbaraglio. Ancora stamattina il governo non era presente in Aula all'avvio della discussione generale alla Camera. La presidente del Consiglio continua a suonare il proprio disco rotto della propaganda sull'Italia, ma sembra l'Orchestra del Titanic che suona mentre il Paese affonda. La destra sta dando prova di confusione. Tensioni, divisioni interne, emendamenti che vengono presentati e poi ritirati. Norme inserite, poi cancellate, coperture che scompaiono nella notte. E il risultato è una legge di bilancio che sarà un incubo per i cittadini italiani tra aumento delle tasse, tagli agli enti locali, alla sanità e alla scuola. Niente sul salario minimo, niente per sostenere il potere d'acquisto delle famiglie o per le politiche industriali, che vedono anzi un taglio di 4,6 miliardi del fondo per l'autonomia. Se aggiungiamo la misura vergognosa sulla cancellazione delle multe ai no vax e lo spreco di risorse da quasi 1 miliardo per i centri vuoti in Albania, il quadro è completo. Il Governo non ha fatto nulla di quello che serve agli italiani, che pagheranno purtroppo le spese di questa incapacità della destra”. Lo ha detto Piero De Luca, capogruppo del Pd in commissione politiche europee, a Coffee Break su La7.
"Il Governo ha cancellato, per la seconda volta, il fondo contro i disturbi alimentari. Già nella scorsa legge di bilancio, Giorgia Meloni lo aveva spazzato via, salvo poi fare marcia indietro dopo la battaglia dell'opposizione e le denunce di associazioni e cittadini. Adesso, la storia si è ripetuta: la maggioranza ha bocciato il mio emendamento per rifinanziare in legge di bilancio, con 20 milioni di euro, il fondo contro i DCA. Giorgia Meloni trova miliardi e miliardi di euro per un canile in Albania, per i rimborsi spese dei ministri, per il Ponte sullo Stretto, per costruire campi da golf, per marchette agli amici, ma non 20 milioni di euro per la salute di di 4 milioni di persone affette da anoressia, bulimia e da patologie legate alla psiche e al corpo. Un insulto ai 4000 morti, oltre 10 al giorno.
E morti non perché affetti da una malattia terminale, ma per mancanza di cure, di fondi e di leggi non applicate. Continueremo a batterci, a partire dal decreto Milleproroghe, per costringere il Governo a fare, ancora una volta, marcia indietro. Il diritto alla salute delle persone, presidente Meloni, viene prima dei costi della sua propaganda". Lo denuncia sui social Marco Furfaro, capogruppo in commissione Affari Sociali e membro della segreteria nazionale del Partito Democratico.
“È una legge di Bilancio profondamente riscritta dagli emendamenti del governo, trasformati in fittizi emendamenti dei relatori per non fornire i dati tecnici e costringere la Commissione ad esprimersi con un solo voto sull'intero pacchetto. Una legge priva di elementi cruciali come la politica industriale, priva di un piano, il salario minimo, le risorse per la sanità pubblica e per la scuola. C'è la volontà del governo di spingere verso la privatizzazione della sanità, della scuola e del sistema pensionistico”. Così la deputata dem Maria Cecilia Guerra, responsabile Lavoro del Pd e relatrice di minoranza della Legge di Bilancio in discussione alla Camera.
“Quel poco che c'è è frutto del lavoro delle opposizioni che con poche risorse hanno permesso il raddoppio delle assunzioni degli ispettori sul lavoro per garantire maggiore sicurezza, tema per noi ineludibile, la stabilizzazione delle assunzioni di ricercatori e dei tecnici del Cnr, perché la ricerca è fondamentale per lo sviluppo del paese e il finanziamento di un servizio di sostegno psicologico nelle scuole per fronteggiare il disagio degli studenti post Covid”, conclude Guerra.
“Ore 8 convocata aula per tempi ipercompressi della legge di bilancio che sarebbe la legge piu importante dell'anno. Il Governo non si presenta. Adesso lo hanno chiamato. Forse arriva ...alle 8.35. Ma da chi siamo governati?” Così la deputata democratica Maria Cecilia Guerra stigmatizza il modo ‘caotico e irrrispettoso’ con cui il governo sta gestendo la manovra.
“Con un emendamento a scatole cinesi, il Governo e la maggioranza tolgono i soldi ai caregiver familiari per metterli sulle non autosufficienze e vanno ad intervenire su un altro articolo della legge di bilancio che abolisce l’Osservatorio per il contrasto della diffusione del gioco d’azzardo e il fenomeno della dipendenza grave. Una doppia beffa, grave, per chi è attento alle persone fragili nel nostro Paese. Non solo non si finanzia la legge 33 sugli anziani, ma non si aggiungono risorse per la non autosufficienza destinandogli le risorse del Fondo per i caregiver familiari. Umiliando una volta di più un pilastro del nostro sistema come i caregiver familiari. Contemporaneamente si elimina uno strumento fondamentale come l’Osservatorio, rinunciando al contrasto alla diffusione dell’azzardopatia e rimandando il tema ad un generale contenitore sulle dipendenze patologiche. Un pessimo segnale di disinteresse verso un dramma del nostro Paese, quello dell’azzardo che colpisce e rovina tanti nostri concittadini e le loro famiglie. Di male in peggio”. Lo dichiara Paolo Ciani, vice capogruppo Pd-Idp alla Camera e segretario di Demos a margine dei lavori della Commissione Bilancio alla Camera dei Deputati.
Salvini si fa il regalo di Natale: in un nuovo emendamento alla legge di bilancio, 6 miliardi di euro dei 24 destinati nei prossimi anni alle infrastrutture vengono sottratti per finanziare il Ponte sullo stretto. Opera inutile, costosa e pericolosa che oggi viene finanziata con risorse che potevano essere utilizzate per strade, ferrovie e infrastrutture diffuse.
Così in una nota Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati
Serracchiani e Lai: introdotta norma che estingue cause se non si è in regola con contributo unificato
“In manovra di bilancio il governo ha previsto l’estinzione del giudizio in caso di mancato pagamento del contributo unificato. Nonostante la richiesta da più parti di sopprimere la disposizione per evidente lesione del diritto di difesa e con l’obiettivo evidente di fare cassa, la maggioranza è riuscita addirittura a peggiorarne il contenuto. Ancora una volta siamo di fronte alla giustizia negata da questo governo” così in una nota la responsabile nazionale giustizia del Pd, Debora Serracchiani e il deputato democratico, componente della commissione bilancio della Camera, Silvio Lai.
"La proposta da me avanzata, a nome del PD, di stanziare nella legge di bilancio 180 milioni per interventi per la salvaguardia di Venezia e della sua laguna è tata respinta dal governo. E sono state respinte anche altre proposte analoghe di altri gruppi, pur di dimensioni più contenute. Per nascondere una decisione così vergognosa il governo e' ricorso a uno stanziamento ridicolo di 5 milioni. Una vera foglia di fico che umilia Venezia e dimostra il totale disinteresse del governo per Venezia e il suo futuro" Lo ha dichiarato il deputato democratico, Piero Fassino.
"Sta andando in scena uno spettacolo indecoroso, con i relatori che si contraddicono e non si comprende nulla. I conti sono fuori controllo. Vogliamo proprio vedere come la Ragioneria dello Stato potrà quantificare gli interventi che stanno entrando nella manovra senza alcuna relazione esplicativa." Così il capogruppo democratico nella Commissione Bilancio della Camera, Ubaldo Pagano, che aggiunge: "Più che in Commissione, sembra di stare in un suk, che rende un’immagine deleteria del Paese."
"Il governo disattende completamente l’impegno preso con il Parlamento la scorsa settimana e non aumenta i fondi per la moda." Così la vicepresidente del gruppo Democratico della Camera, Simona Bonafè, che sottolinea: "La moda italiana è stata abbandonata e, nonostante l'impegno del governo di trovare i fondi per superare la crisi del settore nel primo provvedimento utile, nulla è stato fatto. La manovra di bilancio è piena di provvedimenti microsettoriali di cui non si comprende la ratio. Sarebbe stato molto più opportuno intervenire su un settore che rappresenta un fiore all’occhiello del nostro Made in Italy."
"Le promesse di Giuli sono state tutte tradite: durante la discussione della manovra di bilancio, non c'è stato alcun aumento dei fondi per la cultura. Restano i tagli feroci che Giorgetti ha inflitto a tutti i settori del Ministero della Cultura, commissariando di fatto il neo ministro Giuli." Così la capogruppo democratica nella Commissione Cultura della Camera, Irene Manzi, a margine della discussione della manovra in Commissione Bilancio.