“Grazie agli emendamenti del Partito Democratico al nuovo Decreto Pa alcuni importanti passi avanti per rafforzare e rinnovare la Pubblica Amministrazione attraverso lo scorrimento graduatorie, ma non ancora l’abolizione per tutti i prossimi concorsi dell’assurdo limite del 20% e del corso di validità di appena 6 mesi. Continueremo a batterci in Parlamento e nel Paese per consentire a una nuova generazione costretta ormai da troppo tempo in panchina di entrare in campo al più presto.”
Così su Twitter il deputato Pd Andrea Casu a seguito della votazione in Commissione sugli emendamenti al Decreto PA II presentati insieme a Simona Bonafè, Arturo Scotto, Piero De Luca e Augusto Curti.
Oggi la maggioranza ha certificato la propria volontà di mettersi contro l’Europa e di non voler combattere la corruzione. Il voto contro la direttiva anticorruzione è privo di buon senso oltre che irragionevole, vista la necessità di un dialogo costruttivo con l’Europa anche ai fini del Pnrr. Certo, l’Italia non si presenta con il vestito migliore. Del resto, questa maggioranza sembra avversare le regole, premiare gli evasori e cancellare reati come l’abuso d‘ufficio. Quest’ultima abolizione, peraltro, impedirebbe di punire comportamenti illeciti come i concorsi truccati, secondo quanto afferma una recentissima sentenza della Corte di Cassazione.
Così Debora Serracchiani, deputata e responsabile Giustizia del Pd.
"Solo un quinto dei progetti dei contratti di filiera e di distretto agroalimentare ritenuti ammissibili, previsti da un apposito bando la cui graduatoria è stata pubblicata il 30 giugno scorso, saranno finanziati dal ministero dell’Agricoltura, delle Foreste e della Sovranità alimentare. Una scelta parziale e non congrua rispetto alle necessità perché esclude molti progetti meritevoli e strategici per lo sviluppo dell’innovazione e della competitività delle imprese emiliano-romagnole e italiane. Eppure la misura da cui attingere le risorse risultava finanziata dal fondo degli investimenti complementari al Pnrr ed aveva una dotazione totale di 1 miliardo e 203 milioni. Tra le imprese escluse dal bando ci sono gruppi di grande prestigio, che rappresentano l’eccellenza del Made in Italy nel settore agroalimentare, a partire dal territorio emiliano romagnolo; eccellenze nel settore biologico e altre aziende molto significative in ambito agroalimentare". Lo dichiara in una nota il deputato dem Stefano Vaccari, capogruppo Pd in commissione Agricoltura.
"Le imprese interessate - aggiunge l'esponente dem - sono coinvolte direttamente o indirettamente nella produzione, raccolta, trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli e agroalimentari, in accordo di filiera su scala territoriale multiregionale. Gli investimenti ammessi riguardano attività materiali e immateriali all’interno delle aziende agricole e delle imprese di trasformazione, legate alla produzione agricola primaria, alla trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli, alla trasformazione di prodotti agricoli in prodotti agroalimentari, alla partecipazione dei produttori di prodotti agricoli ai regimi di qualità e alle misure promozionali, all’organizzazione e partecipazione a concorsi, fiere o mostre, ai progetti di ricerca e sviluppo nel settore agricolo, alla partecipazione alle fiere e alla produzione di energia da fonti rinnovabili".
Per questo - conclude Vaccari - con una interrogazione parlamentare a mia prima firma insieme ai colleghi del Gruppo Pd in commissione Agricoltura della Camera, Antonella Forattini, Stefania Marino e Andrea Rossi ho chiesto al ministro Lollobrigida di riferire in Parlamento su questa vicenda chiedendo altresì di assumere tutte le opportune iniziative per finanziare e rilanciare i programmi di investimento produttivi finalizzati al rafforzamento delle filiere produttive agroalimentari escluse dal bando. Solo così si potranno far scorrere le graduatorie e finanziare più progetti possibile garantendo al tempo stesso gli investimenti e la competitività delle imprese".
Dichiarazione on. Andrea Casu, dell’ufficio di presidenza gruppo Pd
Una notizia importante. Completata la conversione del primo #decretoPA è diventato Legge l’emendamento che abbiamo votato alla Camera per autorizzare le amministrazioni centrali e le agenzie a stipulare convenzioni volte ad attingere il necessario personale tramite scorrimento delle graduatorie degli idonei nei concorsi #Ripam in corso di validità. Ho immediatamente scritto una lettera a tutti i soggetti interessati per far sì che possano avvalersi di questa grande occasione per rispondere alle esigenze di rinnovamento e di rafforzamento della #PubblicaAmministrazione. È un’opportunità troppo grande: non la possiamo sprecare.
“Appena approvato all’unanimità un emendamento del Partito Democratico a mia prima firma per autorizzare le amministrazioni centrali e le agenzie a stipulare convenzioni volte ad attingere il necessario personale tramite scorrimento delle graduatorie Ripam in corso di validità. Si tratta di un tema cruciale che, tra funzionari e assistenti, riguarda oltre 30 mila persone idonee che hanno già vinto il concorso e possono immediatamente entrare nella pubblica amministrazione per rafforzarla e rinnovarla”. Così il deputato dem Andrea Casu.
"Ares, l’azienda sanitaria regionale della Sardegna, con i suoi concorsi si muove nel solco della coerenza normativa nazionale? I suoi bandi sono finte stabilizzazioni?". È quanto si chiedono i parlamentari sardi del PD Silvio Lai e Marco Meloni, scrivendo a Giuseppe Busia, presidente Anac, Autorità nazionale Anti Corruzione.
Lai e Meloni infatti con la missiva segnalano un bando di concorso per OSS pubblicato sul sito dell'Ares Sardegna "che presenta caratteristiche che lo avvicinano molto di più ad una operazione di stabilizzazione ad personam. Resta da capire, semmai, perché e per chi. Peraltro tra i requisiti richiesti vi è quello che basterebbe di aver svolto un solo giorno di lavoro anche attraverso una agenzia interinale effettuate senza alcuna selezione pubblica. Perché allora non dare valore ad esperienze nelle strutture convenzionate? Stranezze che meriterebbero ulteriori approfondimenti da parte di Anac.
Per questo - concludono Lai e Meloni - abbiamo chiesto all’Anac la verifica e la sospensione del bando e la verifica sui concorsi effettuati in Sardegna negli ultimi due anni nel sistema sanitario nei quali siano state considerate esperienze effettuate nel sistema pubblico ma senza previa selezione pubblica come elemento vincolante, effettuando di fatto stabilizzazioni e non concorsi aperti come prevede la nostra Costituzione".
"Il bilancio delle attività dell'Ispettorato Nazionale del Lavoro relativo allo scorso anno, che vede un miliardo di contributi recuperati, maggiori ispezioni e violazioni riscontrare, dimostra come fosse giusta nello scorso governo la scelta del ministro del Lavoro, Andrea Orlando, di investire sull'aumento delle risorse ispettive, con concorsi banditi ed espletati già nel 2022, e dei poteri. Ci auguriamo che il governo Meloni prosegua su questa strada senza sacrificare l'autonomia dell'Ispettorato assorbendola, come annunciato più volte alle parti sociali, nel ministero del Lavoro. Allo stesso tempo sarebbe necessario che le Regioni provvedano ad investire sull'assunzione di personale ispettivo delle Asl la cui carenza ha comportato un drammatico calo di ispezioni di loro competenza". Così in una nota i deputati dem Marco Sarracino ed Emiliano Fossi, della commissione Lavoro della Camera.
Pagine
- « prima
- ‹ precedente
- 1
- 2
- 3
- 4