03/04/2026 - 14:15

“Sul Pnrr si sta consumando il più grande fallimento del governo Meloni. Questo piano è stato reso possibile grazie al lavoro del Pd e dei governi di centrosinistra, con oltre 200 miliardi ottenuti in Europa per rilanciare il Paese su infrastrutture, digitale, transizione energetica, sanità e scuola, coesione sociale e territoriale. Oggi consente all’Italia di reggere economicamente ed evitare una recessione drammatica, ma la destra sta sprecando questa occasione storica”. Lo dichiara il deputato Piero De Luca, capogruppo Pd in commissione Affari europei.

“I dati sull’attuazione disponibili - sottolinea l’esponente dem - sono preoccupanti: siamo a pochi mesi dalla scadenza e la spesa effettiva è ferma a poco meno del 55%. Restano decine di miliardi da investire e rischiano di saltare interventi strategici su ambiente, territorio, scuola, sanità e servizi. Il governo ha perso più tempo a modificare il Piano che ad attuarlo. Le responsabilità dei ritardi sono chiare e riguardano l’esecutivo e i ministri che si sono succeduti. Particolarmente grave la situazione nelle azioni legate al sociale e alla Sanità: l’allarme della Fondazione Gimbe parla di un vero rischio fallimento, con divari territoriali in aumento tra Nord e Sud. Significa perdere l’occasione di ridurre disuguaglianze storiche e rafforzare servizi essenziali come le cure sanitarie”.

“La Sanità - conclude De Luca - è il settore in cui questo governo sta disinvestendo per fare cassa, riducendo le risorse in rapporto al Pil e non mettendo a terra quelle già disponibili nel Pnrr. Il risultato è un Paese sempre più diviso, con cittadini di serie A e di serie B a seconda del territorio in cui vivono, anche a causa dell'incapacità di attuare a pieno il Pnrr. È una responsabilità politica gravissima del governo che sta compromettendo un’opportunità unica per il futuro dell’Italia e per garantire diritti fondamentali a tutti”.

 

03/04/2026 - 12:59

"Al netto dei proclami ‘siamo il paese più bello del mondo’, (che è vero peraltro) e dei distintivi che questo governo ha provato a mettersi, in questi tre anni, sul turismo, abbiamo assistito alla totale assenza di una politica industriale strutturata, ordinata, seria. Facciamo gli auguri di buon lavoro al ministro Gianmarco Mazzi, che certamente ha competenze musicali. Se serviranno a cosa, lo vedremo. Tuttavia, come abbiamo già visto in questa legislatura, per un tassello così importante per l'economia del Paese, non si intravede una scelta di merito, di conoscenza profonda del settore. Questa è una nomina dettata da logiche che nulla hanno a che fare con la valorizzazione di un settore strategico. Dopo anni di battute e schiamazzi sul turismo che hanno imbarazzato la Meloni al punto di congedare il ministro uscente, una scelta con competenze consolidate sarebbe stata auspicabile”. Lo dichiara il deputato del Partito Democratico Andrea Gnassi, componente della commissione Attività Produttive ed ex Sindaco di Rimini.

“Il turismo - prosegue l’esponente dem - ha bisogno di investimenti. Serviva un piano nazionale degli aeroporti, il collegamento tra aerei e treni, un'azione sull'overtourism. Il 75% dei turisti si concentra su poche città d'arte come Firenze e Roma. Se le colleghi con mezzi elettrici e treni ai borghi della Toscana e del Lazio, decongestioni le città e distribuisci i flussi. Questo ha bisogno di una politica. Il turismo balneare, che vale il 30% del turismo complessivo, è stato completamente lasciato allo sbando, con le gare per le concessioni alla Bolkestein ignorate e non disciplinate".

"Il turismo - conclude Gnassi - cresce nel mondo, cresce in Europa, cresce anche in Italia negli arrivi. Ma gli arrivi internazionali in Spagna producono 159 miliardi di spesa, in Francia siamo nell'ordine di 78-80 miliardi, in Italia 70 miliardi. E la Germania ne fa ormai 67! Dobbiamo fare un salto e non avere un governo che fa sfilate e si mette distintivi sulle fatiche e i risultati di chi realmente lavora nel turismo. Abbiamo bisogno di far diventare seriamente il turismo un'industria strategica del Paese, che contribuisce all'11-12% del Pil e le proiezioni dicono può arrivare al 15-18. I contratti di sviluppo per riqualificare il sistema delle ospitalità e le aree in difficoltà vanno finanziati e non solo dedicati ad altre industrie. Il turismo ha bisogno di serietà, competenza e una politica industriale seria".

 

02/04/2026 - 19:18

“L’allarme che viene dalle organizzazioni e  associazioni che rappresentano agenti di commercio e consulenti finanziari - Fnaarc - Fiarc – Usarci – Anasf – Fisascat – Federagenti Cisal - Uiltucs - Ugl-Terziario - non può rimanere inascoltato.
Agenti di commercio e consulenti finanziari sono infatti particolarmente colpiti dall’incremento dei prezzi dei carburanti. Come essi stessi hanno rappresentato nella lettera inviata alla Presidente Meloni e al ministro dei trasporti Salvini, il loro lavoro richiede una continua mobilità, con consumi di carburante molto rilevanti. L’andamento dei prezzi che si sta determinando a seguito della guerra nel Golfo rischia di mettere a rischio la sostenibilità economica della loro attività.
È quindi importante che queste categorie non vengano lasciate indietro, rispetto ad altre già destinatarie di interventi di sostegno adottati dal governo o a cui il governo sta pensando.
Per queste ragioni presenteremo un’interrogazione parlamentare per chiedere al Governo di intervenire con urgenza, per ricomprendere agenti di commercio e consulenti finanziari fra i soggetti destinatari di interventi di sostegno, riconoscendo il loro ruolo alla stabilità del tessuto economico nazionale in questa fase particolarmente critica”. Lo dichiarano in una nota congiunta i deputati del Pd, Maria Cecilia Guerra, capogruppo Pd in commissione Bilancio della Camera e Vinicio Peluffo, vicepresidente della commissione Attività produttive della Camera.

02/04/2026 - 19:14

“È un diritto minimo non rischiare la vita e la salute per il lavoro. Eppure le inchieste giudiziarie e le notizie di cronaca ci parlano di una condizione, quella dei rider, molto grave. Questa iniziativa nasce proprio dallo sgomento che abbiamo provato su quanto emerso su alcune aziende del food delivery e per dare una risposta a un tema fondamentale”.

Così Chiara Gribaudo, presidente della Commissione d’inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, aprendo i lavori del convegno "Il caso dei riders tra direttiva europea, norme nazionali e rapporti reali - Il caporalato nel capitalismo delle piattaforme - Verso gli stati generali della salute e sicurezza sul lavoro”.

"Più di un anno fa ho presentato la proposta di legge Griseri Prisco che chiede che in condizioni climatiche critiche, piogge torrenziali, caldo estremo, i lavoratori delle consegne non debbano uscire in strada e possano avere un indennizzo, una sorta di Cassa integrazione, che siano dipendenti, collaboratori o autonomi - ha proseguito la deputata - Abbiamo presentato la proposta di legge, abbiamo provato ad inserirle come emendamenti nelle leggi di bilancio e nel Decreto ILVA, ne abbiamo fatto ordini del giorno, ma abbiamo trovato solo porte chiuse da questo Governo”.

“Questo convegno ha affrontato con avvocati e avvocate, parti sociali, docenti e il pm di Milano Storari,la questione in maniera giuridica: è emerso un confronto stimolante, da cui sono emersi problemi e criticità delle condizioni di sfruttamento di questi lavoratori. Manteniamo alta l’attenzione, in attesa di poter procedere con il nostro compito legislativo” ha concluso Gribaudo.

 

02/04/2026 - 15:36

“Il portavoce di CasaPound, Luca Marsella, ha già detto in maniera chiara e cristallina che per lui questa punizione è un passepartout naturale per poter fare finalmente quella conferenza stampa sulla remigrazione che gli era stata impedita. Ci troverà sempre lì, da uomini delle istituzioni, a difendere la Repubblica nata dalla Resistenza”.

 

Così Arturo Scotto, capogruppo del Partito Democratico in commissione Lavoro alla Camera, intervistato da Fanpage.

 

02/04/2026 - 13:11

“Il governo del merito applichi il merito davvero".

"Il ministero della Cultura- dopo le ultime leggi di bilancio- continua ad essere l fortemente penalizzato, segnando costantemente il segno meno. È un ministero che non riesce a essere protagonista come dovrebbe all'interno del Paese. Ci sarebbe bisogno, innanzitutto, di recuperare quei tagli draconiani a cui abbiamo assistito anche nell'ultima legge di bilancio. L'interesse del governo Meloni per la cultura sembra essere sostanzialmente pari a zero". La deputata Irene Manzi, capogruppo Pd in commissione Cultura, interviene sui tagli fatti  dall’ultimo decreto accise ai tutti i ministeri- tra cui anche il ministero della Cultura-   e sulle loro ricadute sul mondo della cultura, dal cinema ai musei, denunciando le politiche del governo Meloni.

“Lancio anche un allarme – aggiunge l’esponente dem - per il mondo del cinema: i tagli al Fondi per il Cinema e l’audio visivo stanno penalizzando le produzioni italiane, con conseguenze gravi innanzitutto in termini di lavoro per i professionisti, i tecnici, gli attori e le maestranze che operano in questo settore. Ma non solo, perdiamo competitività rispetto agli altri Paesi, in un ambito in cui l'Italia ha sempre avuto uno dei fattori chiave per la qualità e lo sviluppo della propria offerta culturale".

“In commissione – conclude Manzi - entrerà presto nel vivo l’esame proposte di legge sul settore, tra cui quella a prima firma della segretaria del Pd Elly Schlein. Saremmo molto felici se il governo e la sua maggioranza  si sedessero al tavolo per programmare azioni concrete invece di limitarsi all'occupazione di posti, come è avvenuto con le nomine nei CDA dei musei, dove sono stati scelti componenti molto vicini alle forze politiche di governo. Questo governo parla tanto di merito, vorremmo che lo applicasse anche nelle scelte concrete che fa ogni giorno".

 

02/04/2026 - 12:31

“I dati Istat parlano chiaro: i lavoratori dipendenti in povertà sono oltre il dieci per cento. La destra non ha fatto nulla per alzare i salari, se non qualche pannicello caldo. Ora Meloni chiede al ministero del Lavoro qualche intervento per contrastarlo. Non servono misure spot. Serve il salario minimo. Ci hanno fatto perdere tre anni di tempo per la loro furia ideologica. Si muovano e si siedano con noi per costruire una misura di civiltà”.

 

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

 

02/04/2026 - 12:11

ono figlie e figli, in molti casi nipoti di quella generazione che non esitò ad abbandonare una famiglia, un lavoro, una casa per fare la Resistenza e liberare l’Italia dall’occupazione Nazifascista.
Lo fecero non solo per affrancare il paese da una dittatura opprimente, ma per ridare dignità a una nazione e costruire una democrazia dove anche quelli che stavano dall’altra parte potessero vivere liberi.
Ecco, quei figli e quei nipoti hanno impedito pacificamente che una forza che si richiama al fascismo, che inneggia a teorie suprematiste xenofobe e razziste, entrasse nella Camera de Deputati e facesse una conferenza per professare idee contrarie ai principi di uguaglianza sanciti dalla Costituzione.
E per questo sono stati sanzionati.
Noi siamo convinti che la decisione dell’Ufficio di Presidenza sia ingiusta e incoerente con l’essenza stessa dell’istituzione.
Per questo ribadiamo le ragioni di quella giornata e l’impegno a vigilare democraticamente e per sempre perché episodi di presenze inaccettabili all’interno della Camera non si ripetano mai più.

 

Lo ha scritto sui social Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.

 

01/04/2026 - 21:15

"Nel 2024 il governo si era impegnato formalmente con un ordine del giorno approvato in Parlamento. È rimasto lettera morta"

"Le notizie apparse oggi sui giornali sulla Procura di Prato destano fortissima preoccupazione", dicono i parlamentari PD Christian Di Sanzo e Marco Furfaro.

Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha infatti respinto la richiesta del procuratore Luca Tescaroli di rafforzare l'organico della Procura. Una risposta che arriva mentre i fascicoli iscritti superano quota 12.000, le intercettazioni sono quadruplicate in tre anni e le complesse indagini sulla criminalità organizzata crescono senza sosta.

"Nordio ha detto no a Prato. Lo ha fatto il 12 marzo, con una lettera, come ricostruiscono i giornali, che vale più di mille discorsi" dichiarano Di Sanzo e Furfaro. "La destra governa da anni con la propaganda. Avevano promesso mari e monti. Oggi ci troviamo con qualcosa che assomiglia a un pesce d'aprile ma che nei fatti, purtroppo, non lo è. Da mesi sul tavolo del ministro c'era una richiesta concreta, documentata, firmata da un procuratore che lavora ogni giorno sulle mafie, sulla criminalità organizzata, sullo sfruttamento del lavoro. La risposta è no".

Da anni i deputati PD denunciano il progressivo deterioramento della giustizia a Prato. Nel gennaio 2024 la Camera approvò un ordine del giorno a prima firma Furfaro che impegnava il governo ad assumere personale amministrativo per il tribunale di Prato e a completare i lavori di ristrutturazione del Palazzo di giustizia. Quell'ordine del giorno è rimasto lettera morta. Non solo, da allora la carenza di organico amministrativo è peggiorata.

"Prato non è una procura qualunque" dice Christian Di Sanzo, deputato e segretario reggente del PD di Prato. "È una procura che lavora sul principale distretto europeo del tessile, sullo sfruttamento dei lavoratori nel sistema del fast fashion, sulla criminalità organizzata italiana e straniera. Tescaroli e i suoi colleghi fanno un lavoro straordinario in condizioni insostenibili. Nordio poteva dare un segnale concreto. Ha scelto di non farlo".

"Dietro la propaganda della destra non c'è nulla" aggiunge Marco Furfaro. "Meloni, Nordio e i parlamentari della destra si riempiono la bocca con parole d'ordine sulla legalità e poi lasciano sola una procura impegnata in prima linea nella lotta alle mafie. È una scelta politica, non una questione tecnica".

"Il governo" concludono Di Sanzo e Furfaro "dovrà spiegare perché Prato è stata abbandonata. Le risposte non sono più rinviabili. Tutto questo si aggiunge alle mancate risposte sugli organici delle forze di polizia e degli ispettori del lavoro, figure fondamentali per supportare il lavoro della procura sul territorio".

 

01/04/2026 - 14:18

“I dati usciti oggi da Istat confermano quello che diciamo da tempo: dal Governo Meloni arriva solo propaganda e nessun risultato per la situazione del lavoro in Italia”.

Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, analizzando i dati Istat secondo cui calano gli occupati e aumentano i disoccupati.

“I numeri ci restituiscono l’immagine di un Paese che non consente ai nostri giovani di lavorare - prosegue la deputata dem - Invece di aumentare diritti e tutele, valutando le nostre proposte sul tema, Meloni e i suoi continuano a darsi pacche sulle spalle per risultati fittizi che infatti vengono smentiti dai dati”.

“Vogliamo che si parta dalla nostra proposta sul salario minimo e che ci si concentri su quelle fasce più a rischio, giovani e donne prima di tutto, per invertire questa tendenza preoccupante con misure strutturali e serie che pensino al lungo raggio e non solo all’emergenza” conclude Gribaudo.

 

01/04/2026 - 11:12

“Abbiamo chiesto che nel Decreto Bollette venga inserito il credito di imposta per il gasolio agricolo: il caro energia sta costando troppo a chi lavora nell’agricoltura, andando a peggiorare la situazione. Il nostro odg è stato riformulato e il Governo sceglie di lasciare indietro un settore che, se non riesce ad avviarsi in primavera, porterà con sé gravi conseguenze non solo per le attività produttive ma anche per la sicurezza alimentare del Paese”.

Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, che ieri ha presentato un ordine del giorno sulla necessità di introdurre un credito d'imposta per il gasolio agricolo.

“Tra il 2022 e il 2024 il settore agricolo ha subito un sovraccarico per l'acquisto di carburanti, energia elettrica, combustibili e lubrificanti superiore ai 6,5 miliardi di euro rispetto alla media del decennio 2010-202 - prosegue la deputata dem - Nel 2022 era stato inserito un credito di imposta per la guerra tra Russia e Ucraina, dimostrando la fattibilità di questo percorso: perché ora il settore agricolo è stato escluso dal Governo?”

“Abbiamo anche chiesto che l’agricoltura riceva sostegni e misure esattamente come nei settori dell’autotrasporto e della pesca e che in futuro questi provvedimenti di carattere energetico o di contrasto alla crisi internazionale non escludano automaticamente un settore che ricopre un ruolo così strategico per l’Italia. Ringrazio la capogruppo Antonella Forattini per aver combattuto insieme a me: l’odg è stato riformulato ma l’auspicio è che al Senato, dove si sta discutendo il decreto, la maggioranza scelga di stare veramente dalla parte del lavoro” conclude Gribaudo.

 

31/03/2026 - 19:41

“La maggioranza non mi sembra disponibile al confronto. La possibilità c’è stata ma il congedo paritario che noi abbiamo proposto è stato bocciato sui finanziamenti, sui quali si poteva aprire un confronto.
La disponibilità non c’è perché non c’è la consapevolezza dell’importanza del congedo paritario che ha due punti fondamentali che la maggioranza non sottolinea abbastanza: il primo che dà la possibilità ai padri, come alle madri di poter stare con i propri figli, alcuni mesi appena nascono, si chiama diritto alla paternità, che allo stato attuale delle cose è praticamente negato perché sono solo 10 giorni. Il secondo punto riguarda il mettere sullo stesso piano lavorativo le donne e gli uomini perché di fatto ancora oggi la maternità toglie la possibilità alle donne di essere assunte negli stessi termini degli uomini. E lo dimostra un dato: la differenza del tasso di occupazione fra gli uomini e le donne in Italia è di 18 punti percentuali, ma fra padri e madri è di 30 punti percentuali. La maternità non si sposa purtroppo con il lavoro delle donne.

Se noi diciamo che abbiamo un problema di natalità, però, da un lato ci priviamo della metà della forza lavoro che proviene dalle donne, perché metà delle donne che hanno figli non possono e non riescono a lavorare, e dall’altro non diamo la possibilità alle donne di restare sul mercato del lavoro quando hanno un figlio. Questo condiziona pesantemente la loro scelta di fare figli. Allora evidentemente per questa maggioranza il problema della natalità non è una priorità per il Paese.

Il problema si risolve con un congedo paritario, le risorse si possono trovare magari facendo un ponte sullo stretto in meno; si fa un sistema fiscale che permette che tutti paghino; si dà un’agevolazione fiscale in meno e le risorse si trovano. È una questione di priorità e questa per noi è una priorità fondamentale ma evidentemente non lo è per questa maggioranza di governo”. Lo ha detto Maria Cecilia Guerra deputata e capogruppo pd in commissione bilancio di Montecitorio, intervistata alla Camera.

 

31/03/2026 - 17:38

“Leggo con un certo sconcerto che un emendamento della maggioranza al decreto Pnrr innalzerebbe lo stipendio del presidente della Covip, Mario Pepe. Fino a centomila euro in più. Già avevamo sollevato con diverse interrogazioni dubbi sui requisiti del presidente per un ruolo così delicato. Ora arriviamo al paradosso che quelli che hanno detto No al salario minimo concedono il salario massimo a un ex parlamentare del centrodestra, nominato nonostante le claudicanti competenze per un incarico così delicato. Ritirino quell’emendamento”.

 

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

 

31/03/2026 - 16:18

“Oggi in commissione alla Camera dei Deputati il governo ha fatto retromarcia sul subentro di un organismo nazionale unico alle consigliere di parità territoriali, non potendo ignorare le proteste dell’opposizione e quelle che si sono levate in tutte le regioni. Scongiurato così il rischio di infrazione europea per quello che sarebbe stato addirittura un “regresso” rispetto alla situazione attuale nella tutela e promozione della parità, il decreto rimane più forma che sostanza e un’occasione persa di vero investimento. Nel recepire due direttive europee, volte a potenziare l’efficacia degli organismi di parità (UNAR e Rete delle consigliere di Parità) il governo prevedeva una centralizzazione e la soppressione della rete capillare delle consigliere, rischiando di produrre una riduzione del livello di protezione odierna di donne e uomini discriminati, anziché un rafforzamento, minando anche il principio di massima accessibilità rispetto ai bisogni diffusi. Scongiurato il passo indietro, rimane un’occasione persa per adempiere davvero agli obiettivi europei. Infatti, l’accorpamento della tutela dalle discriminazioni multiple (genere, etnia, culto, disabilità, età, orientamento sessuale) con quella specifica delle discriminazione basata sul genere nel mondo del lavoro, non corrisponde alle due diverse e separate direttive. Inoltre l’organismo centralizzato ha un cda di nomina solo governativa, violando l’indipendenza prevista dall’Europa, non ha poteri sanzionatori, ma solo consultivi, ne’ la facoltà di agire per cause collettive. Non sono previsti requisiti di competenza specifica.

La nostra richiesta di rafforzare la possibilità per le consigliere di parità di agire in autonomia, in giudizio e per la risoluzione delle controversie di lavoro attraverso conciliazione, garantendo un servizio gratuito ovunque, non è stata accolta. Per questo, insieme ai gruppi di 5 stelle e AVS abbiamo votato contro la proposta insufficiente e inefficace della maggioranza”. Lo dichiarano le deputate del Pd Sara Ferrari e Simona Bonafè, rispettivamente capogruppo Pd in commissione Femminicidio e capogruppo Pd in commissione Affari costituzionali della Camera.

 

31/03/2026 - 15:41

“La decisione di introdurre la pena di morte per i palestinesi da parte della Knesset non solo è grave, ma conferma la trasformazione di Israele in uno stato autoritario e suprematista. L’Europa non può limitarsi a una ramanzina. Di fronte alla certificazione dell’apartheid deve fare atti conseguenti: sospendere il Trattato di cooperazione tra Israele e Ue. All’articolo due di quell’accordo c’è scritto esplicitamente che in caso di violazione dei diritti umani bisogna interromperne l’applicazione. Si proceda subito in tal senso”.

Così Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera.

 

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