"Oggi la Camera ha approvato per la terza volta un mio ordine del giorno che riguarda decine di precari AIFA che da mesi lottano per un posto di lavoro. L'Odg a mia prima firma chiede al governo un impegno immediato per la stabilizzazione dei lavoratori e delle lavoratrici precarie dell'Agenzia italiana del farmaco, inquadrati da anni con varie formule contrattuali, con esperienze e competenze riconosciute, che da dicembre dello scorso anno sono a casa e senza stipendio. Ho appoggiato e firmato un ordine del giorno analogo, a firma Luciano Ciocchetti, di Fratelli d'Italia, proprio perché è giusto che in alcuni momenti l'obiettivo nobile prevalga sulle divisioni fisiologiche tra maggioranza e opposizione. Ora, il governo si adoperi una volta per tutte per sanare un dramma sociale e una problematica per l'azienda che senza quei lavoratori perde un capitale umano enorme”. Così il capogruppo democratico nella commissione affari sociali della Camera e responsabile welfare del Pd, Marco Furfaro.
"Il re è nudo", così avrebbe dovuto intitolarsi il decreto col quale il governo dice di voler ridurre le liste d'attesa. Il re è nudo perché, nonostante l'annuncio in pompa magna una settimana prima del voto per le europee, questo decreto non fa nulla di quanto promesso. Non lo fa perché sulle parti più importanti non c'è un solo euro di investimento e perché non prevede assunzioni di personale medico e infermieristico. Anzi, prevede che i medici lavorino anche sabato e domenica ma senza aumento di organico. A una categoria che dà già il massimo, che è stremata e chiede a gran voce nuove risorse, si risponde con più ore di lavoro.
Per questo governo di destra la salute delle italiane e degli italiani non vale un investimento degno di questo nome.
Un decreto che straccia quel portentoso articolo 32 della Costituzione secondo cui "la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti". Si impegnano per l'autonomia differenziata e per il premierato, ma se ne infischiano di tutelare la salute delle persone, di aumentare il potere di acquisto degli stipendi, di garantire i diritti costituzionali". Lo ha dichiarato intervenendo nell'aula di Montecitorio, Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
“Il sequestro di 121 milioni di euro alla società di Amazon che si occupa della consegna delle merci squaderna un meccanismo raffinato di aggiramento delle regole più elementari dei diritti dei lavoratori. Siamo davanti a una grande multinazionale che già non paga le tasse dove fa profitti e che allo stesso tempo si avvale sistematicamente di somministrazione illecita dì manodopera attraverso società di comodo create ad hoc per pagare di meno i lavoratori e non far rispettare i contratti. La magistratura farà il suo corso, ma lo spaccato che emerge dall’inchiesta di Milano ci racconta di quanto sia necessario intervenire sul lavoro delle piattaforme, dove va delineandosi un sistema di vero e proprio ‘caporalato digitale’ imponendo un principio di responsabilità ai committenti. Questi abusi non sarebbero più possibili se il governo avesse accettato il nostro emendamento che vieta per norma la concessione degli appalti a soggetti privi di qualsivoglia struttura organizzativa e che funzionano esclusivamente come fornitori di manodopera diretta di fatto dal committente, in questo caso attraverso l’algoritmo. Continueremo a riproporla anche in futuro”.
Lo dichiarano la deputata Maria Cecilia Guerra, responsabile Lavoro del Pd, e Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera.
“Questa notte si è consumata un'ingiusta e assurda tragedia nella Vela Celeste di Scampia dove è crollato un ballatoio e sono morte due persone e rimaste ferite 13 di cui 7 bambini. Le vele rappresentano non solo una folle scelta urbanistica ma il simbolo di un degrado sociale e culturale: sono il simbolo di un territorio che negli anni ha pagato tanto e ricevuto pochissimo”. Lo dichiara il deputato dem Marco Sarracino intervenendo in Aula sulla tragedia del crollo del ballatoio a Scampia.
“A Scampia – continua Sarracino - è previsto uno dei progetti più importanti di riqualificazione urbana, un processo che non può essere messo in discussione perché rappresenta il riscatto di chi in quel quartiere ha dovuto sempre combattere per cose semplici, per la casa, per il lavoro, per l'istruzione e per la cura di base”. “Al grido di dolore di queste ore va dato non solo il conforto ma anche una risposta: una volta spente le telecamere non si può e non si deve lasciare solo chi abita a Scampia nel suo dramma”, ha concluso Sarracino.
"La sentenza della Corte Costituzionale sul Payback per i dispositivi medici per le sue conseguenze ripropone rischi molto seri per la tenuta di un settore produttivo di grande valore per il Paese e, in quest' ambito, per il distretto di Mirandola. A maggior ragione ora occorre agire sulla normativa vigente. Come abbiamo già fatto intendiamo assumere ulteriori iniziative parlamentari, su cui chiederemo l'impegno di tutti i gruppi della Camera e di tutti gli eletti del territorio più interessato. Sono a rischio migliaia di posti di lavoro e un comparto fondamentale per il made in Italy".
Così Andrea De Maria e Stefano Vaccari, deputati PD
Tutta la mia solidarietà e il mio sostegno alle lavoratrici de La Perla, che continuano la loro mobilitazione. Siamo di fronte a passaggi molto delicati e a tempi molti stretti che richiedono grande attenzione. Mi riservo di assumere ulteriori iniziative parlamentari in merito.
Lo ha scritto su X Andrea De Maria, deputato Pd
Domani alle ore 12 il Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo presieduto dall'on. Laura Boldrini audirà il Dottor Julio Santucho, argentino esiliato in Italia, la Dottoressa Florencia Santucho e il Dottor Miguel Santucho nell'ambito di un'indagine conoscitiva sui diritti umani nel mondo.
Julio Santucho ha vissuto vent'anni in Italia in esilio. Poco dopo il suo rientro in Argentina ha fondato il Festival Internazionale "Cinema dei
Diritti Umani". La moglie, Cristina Navajas, venne sequestrata dai militari golpisti il 13 luglio 1976, mentre era incinta del figlio, Daniel. Dopo il parto venne uccisa. Daniel, si è ricongiunto con la famiglia solo lo scorso anno grazie al lavoro dell'associazione "Abuelas de Plaza de Mayo". Durante l'audizione, Miguel Santucho, attivista delle Abuelas de Plaza de Mayo, e Florencia Santucho, attuale direttrice del Festival Internazionale "Cinema dei Diritti Umani", illustreranno la situazione dei diritti umani in Argentina e faranno il punto sulla ricerca di bambini desaparecidos durante la dittatura militare.
L'audizione sarà trasmessa in diretta streaming sui canali della web-tv della Camera dei Deputati.
“Siamo di fronte a una maggioranza litigiosa che indebolisce il ruolo dell’Italia in Europa e mette in pericolo delicati dossier, dal Pnrr alla prossima legge di bilancio”. Lo ha detto Chiara Braga capogruppo del PD alla Camera dei deputati intervenendo oggi a sky tg24
“Abbiamo chiesto alla presidente Meloni di venire in parlamento a spiegare qual è la politica estera italiana. Abbiamo assistito al surreale spettacolo del partito della premier che dichiara il proprio voto a scrutinio concluso e ora alla lite tra i due vicepremier ” ha aggiunto la capogruppo del Pd.
“Un’alternativa possibile c’è ed è l’unione di chi si ritrova intorno a temi fondamentali come sanità, lavoro, casa, giustizia sociale.
Le prossime amministrative saranno il banco di prova della possibilità di mettere insieme tutte quelle forze che come noi sono preoccupate per il progressivo abbandono di politiche sociali, accanto a quelle di sviluppo e industriali, che garantiscono la tenuta del paese” ha concluso la Braga.
“La giunta Manfredi ha approvato una delibera con cui si prevede che tutte le aziende che hanno rapporti di lavoro, forniture e servizi con il Comune di Napoli, non potranno pagare i propri dipendenti meno di 9 euro l’ora. Mentre la destra del Governo Meloni continua a ostacolare il salario minimo e comprimere i diritti dei lavoratori, da Napoli arriva un segnale fortissimo per contrastare il lavoro povero e avere un paese più giusto” così in una nota il deputato democratico, responsabile Mezzogiorno del Pd, Marco Sarracino.
“La delibera sul salario minimo in tutti gli appalti comunali approvata dalla giunta Manfredi è un messaggio importantissimo. Il Comune di Napoli sceglie la strada della lotta al lavoro povero che rappresenta soprattutto nel Sud uno dei principali fattori di diseguaglianza. Un segnale chiaro a Giorgia Meloni che ha scelto di affossarlo nonostante le indicazioni che venivano anche dall’Europa. Questa scelta che anche in altre città governate dal Pd e dal campo progressista - con delibere e ordini del giorno - si sta affermando e’ una spinta forte anche per la legge di iniziativa popolare sul salario minimo che abbiamo promosso. Non ci fermiamo” così in una nota il capogruppo democratico nella commissione lavoro della camera, Arturo Scotto.
“Oggi apprendiamo da Repubblica che il ministero del Turismo avrebbe firmato un accordo con l’Aci: 20 milioni di euro per l’attivazione di “percorsi di formazione e riqualificazione del personale del settore turistico nonché iniziative per favorire l’inserimento nel mercato del lavoro”.
Una spesa che non trova né un senso né una qualsiasi giustificazione di tipo tecnico. Per non dire surreale appare una decisione, se confermata, davvero incomprensibile, considerando che i servizi che eroga l'ACI, nulla hanno a che fare con il turismo; nello specifico nulla hanno a che fare con l’accoglienza, con la promozione e con la commercializzazione del sistema Italia; un ente l’ACI che non ha neanche una specializzazione nel campo della formazione professionale turistica. Forse
Santanchè pensava di tenere tutto molto riservato invece dovrà spiegare come abbiamo chiesto in un’interrogazione parlamentare, come sia possibile quest’ennesimo progetto che non avendo nulla di plausibile dal punto di vista tecnico e di merito non lascia che far pensare a una sorta di “amichettismo“ verso l‘ente e la sua governance, il tutto con spesa pubblica ingiustificabile. Così in una nota Andrea Gnassi, deputato del Pd.
“Quattro milioni di firme in Cassazione per i referendum sociali promossi dalla Cgil rappresentano una svolta. Un segnale di dignità e riscatto da parte del mondo del lavoro. Cancellare il Jobs Act non significa guardare al passato ma costruire un futuro di diritti”.
Così sui social Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera.
Caos a Montecitorio sul dl liste d’attesa approvato al Senato e da oggi all’esame della Camera dove il provvedimento non è ancora stato annunciato in aula, come da prassi. Nonostante questo, i presidenti delle commissioni che devono dare il parere al provvedimento hanno convocato i deputati per accelerare l’esame chiedendo il voto sui pareri. Un’anomalia sottolineata in aula alla camera dal democratico Federico Fornaro che ha stigmatizzato “l’impossibilità anche di leggere i testi con tempi cosi veloci”. Le opposizioni hanno quindi abbandonato
i lavori delle commissioni e non hanno partecipato alle votazioni.
Il provvedimento trasmesso dal Senato oggi è assegnato alla Commissione Affari sociali e deve avere il parere delle Commissioni Affari Costituzionali, Giustizia Bilancio, Finanze, Cultura, Lavoro, Politiche UE, della Commissione parlamentare per le questioni regionali e del Comitato per la legislazione.
Complimenti per la sua rielezione alla presidente Von der Leyen, a cui va il nostro augurio di buon lavoro. Il voto di oggi è molto importante perché dimostra come l’Europa sia riuscita a porre un argine forte all’avanzata dei sovranisti e nazionalisti che ne minacciano la sua stessa sopravvivenza. Rammarica e colpisce la scelta della premier Meloni che, dopo giorni di tira e molla incomprensibili, ha anteposto la sua posizione ideologica agli interessi degli italiani e del nostro Paese. È uno spettacolo imbarazzante che ci isola in Europa e rischia di penalizzarci gravemente nell’assegnazione di un incarico di peso nella futura Commissione europea, come spetterebbe di diritto a uno dei paesi fondatori.
Così Piero De Luca, capogruppo Pd in commissione Politiche Ue della Camera.
“Chiediamo che vengano dati tutti i pareri sul collegato lavoro. Sono 23 articoli e dopo quattro mesi di balletti tra il Governo e il Parlamento siamo davvero stufi. L’opposizione ha fatto il proprio dovere, il Ministero del Lavoro no. I ritardi sono da attribuire all’esecutivo e sono insopportabili i richiami ai regolamenti. La questione è puramente politica. Oggi la Ministra Calderone ha detto che i pareri ci sono tutti. E ha scaricato sul sottosegretario Durigon e sul presidente Rizzetto la responsabilità di comunicarli all’opposizione o meno. Abbiamo la netta sensazione che la guida del Ministero in questa fase sia abbastanza traballante e la mano destra non sa cosa fa la mano sinistra. Chiediamo trasparenza e rispetto” così in una nota i componenti democratici della commissione lavoro della Camera, Arturo Scotto, Chiara Gribaudo, Emiliano Fossi, Mauro Laus, Marco Sarracino.