05/03/2026 - 12:33

“É un dovere essere dove si ricorda chi va a lavorare e non torna a casa, perché ci impone di non togliere lo sguardo e di non aspettare la prossima tragedia per occuparci di sicurezza sul lavoro. È una memoria attiva, soprattutto nei confronti di un uomo che ha sacrificato la propria vita nel tentativo di trarre in salvo i colleghi, finché non ci sarà giustizia”.

Così Chiara Gribaudo, presidente della Commissione d’inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, oggi a Napoli all’Istituto Tecnico Industriale "A. Righi" nel quartiere di Fuorigrotta, dove si è tenuta la cerimonia di svelamento della targa commemorativa dedicata a Vincenzo Garzillo, morto sul lavoro nella strage della centrale idroelettrica di Bargi mentre tentava di dare l’allarme. L’evento è in occasione della Giornata cittadina per la sicurezza sul lavoro.

“Intitoliamo un laboratorio scolastico a un morto sul lavoro e questo non è un atto simbolico - ha proseguito la deputata dem - Rappresenta invece la volontà ferma delle istituzioni, che su questo tema devono muoversi insieme e senza bandiere politiche per migliorare la situazione, di ribadire che la sicurezza non è un costo ma il pilastro fondante della dignità del lavoro”.“Lo dico qui, in una scuola, a questi ragazzi e a queste ragazze: la cultura della sicurezza e la formazione sono fondamentali. Lo dobbiamo a loro, ai lavoratori e alle lavoratrici di domani, di proseguire oggi su questa strada affinché tragedie come quella di Bargi non avvengano più” ha concluso Gribaudo.

 

 

05/03/2026 - 12:31

"Mentre i ministri Tajani e Crosetto erano alla Camera per le comunicazioni, interventi fotocopia di due giorni fa in commissione, la premier aveva da poco terminato una intervista alla radio in cui ha parlato del Medio Oriente. Si guarda bene Giorgia Meloni dal venire in Parlamento ad assumersi le sue responsabilità. Scappa. Perché sono disposti a  trascinarci in guerra, tanto sono appiattiti su Trump, anche se dicono il contrario.
Tajani e Crosetto sono riusciti nel raro capolavoro di non menzionare mai l’attacco militare di Israele e Usa contro l’Iran e a non esprimere, neanche oggi, una sola parola di condanna per quell'azione militare illegale che ha innescato la crisi in corso. Una crisi che si sta allargando di ora in ora, destabilizzando l'intera regione con conseguenze già gravissime e che possono diventarlo ancora di più.
Davanti a uno scenario drammatico, con conseguenze economiche pesantissime che impattano sulla vita quotidiana delle italiane e degli italiani, noi non sappiamo ancora quale sia la posizione del governo. Questo silenzio della presidente Meloni è espressione di un altro atto di vassallaggio nei confronti di Trump, a tutto svantaggio del nostro Paese. Un vassallaggio che, nonostante le rassicurazioni dei due ministri, rischia di portare l’Italia in guerra.
Con la risoluzione unitaria PD-M5S-AVS, abbiamo chiesto di lavorare attivamente per la de-escalation e il ritorno alla negoziazione sul nucleare iraniano che era in corso a Ginevra, di adoperarsi per il rilascio di tutti i prigionieri politici in Iran, di sostenere in sede europea la posizione del premier spagnolo Pedro Sanchez contraria alla guerra e a favore del rispetto del diritto internazionale e di non autorizzare l'uso delle basi Usa in Italia. Sono scelte necessarie se si vogliono tenere l'Italia e l'Europa fuori dal conflitto e favorire una soluzione rapida della crisi". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

04/03/2026 - 14:08
“La giornata internazionale della donna 2026 ha un significato particolarmente profondo: 80 anni fa, l'8 marzo l'Unione donne in Italia scelse di restituire all'intero Paese una ricorrenza di grande valore simbolico e politico e riprendere quella celebrazione significò riaffermare il protagonismo delle donne nella ricostruzione del Paese”. Lo dichiara la vice presidente del Gruppo PD alla Camera, Simona Bonafè.
“Quella del 1946 – continua la parlamentare dem - fu una scelta che non cadeva nel vuoto ma frutto di un cammino e battaglie già avviate, di una presenza femminile già affermata nella Resistenza, nel lavoro e nei movimenti sociali e civili. Le donne italiane erano già lì pronte a riprendere un discorso interrotto e sempre più avanti del posto in cui un mondo al maschile le aveva collocate, limitandone gli spazi e riconoscimenti.
“L'8 marzo – sottolinea Bonafè - va ben oltre il significato di una singola giornata: è un momento di consapevolezza e di responsabilità, utile per riflettere sul cammino compiuto e, soprattutto, su quello che c'è ancora da fare sui diritti, sul percorso individuale e, soprattutto, nei numeri. La disuguaglianza è evidente negli stipendi, nelle carriere, nelle pensioni e nelle barriere fatte di stereotipi e poteri radicati che ancora persistono”.
“Non solo l'8 marzo ma ogni giorno le donne staranno in prima fila e, come nel tempo hanno saputo conquistare gli spazi che meritavano, continueranno, anzi continueremo a farlo insieme raccogliendo l'eredità di chi ha aperto varchi prima di noi e ci affida la responsabilità di allargali ancora affinché siano spazi di diritti, opportunità e libertà per tutte e tutti”, conclude Bonafè.

 

04/03/2026 - 13:34

“Le dichiarazioni dell’onorevole Zaratti dipingono uno scenario che non corrisponde in nessun modo alla realtà e oltretutto non tiene conto dello straordinario lavoro istituzionale svolto in questi anni. Lo stadio della Roma a Pietralata non è affatto un’operazione speculativa ma un progetto che è stato dichiarato di pubblico interesse dall’Assemblea Capitolina dopo un percorso di valutazione molto approfondito. Parliamo di un investimento privato di oltre un miliardo di euro che consentirà di realizzare uno stadio moderno e soprattutto un intervento di rigenerazione urbana molto importante per Pietralata. Prevede infatti parchi, spazi pubblici, piazze, percorsi ciclopedonali, collegamenti con il nodo della stazione Tiburtina e nuove infrastrutture a servizio di tutto il quartiere. Continuare a parlare di speculazione davanti a un progetto che porterà benefici concreti alla città significa semplicemente ignorare i fatti e alimentare polemiche ideologiche che hanno il solo obiettivo di penalizzare Roma” così il deputato democratico, Andrea Casu.

 

 

04/03/2026 - 13:26

“Il buon 8 marzo la maggioranza lo ha dato con la proposta di legge per la cancellazione della figura delle consiglieri regionali di parità sul lavoro. E oggi, in Aula tra ricostruzioni fantasiose e non veritiere, si discute di una mozione che fotografa impietosamente la vita delle donne con un esecutivo capace solo di bocciare tutte le proposte delle opposizioni per migliorarla. Il governo cita solo da ti che gli fanno comodo e omette i dati oggettivi di una realtà drammatica così come descritta dal rendiconto di genere 2025 dell'Inps: dello sbandierato 53% di occupazione femminile, il governo omette il tanto lavoro precario delle donne e il divario del 30% di retribuzioni. La famosa decontribuzione ha prodotto contratti part-time intermittenti, aumentato solo l'occupazione fragile e la precarizzazione delle donne”. Lo dichiara la vice capogruppo PD, Valentina Ghio intervenendo alla Camera sulle mozioni per la parità di genere.
“Bocciando il salario minimo – sottolinea la parlamentare dem - il governo ha scelto di lasciare le donne nei lavori sottopagati; bocciando il congedo parentale obbligatorio ha chiuso gli occhi sul fatto che le donne, solo nel 2025, hanno utilizzato 15 milioni di giornate di congedo contro i 2,8 milioni degli uomini. Il governo Meloni porta avanti un sistema che continua a scaricare sulle donne il peso della cura”.
“Ha cancellato dalla nostra mozione consenso, educazione sessuale e mette in discussione un presidio per le donne come le consigliere regionali di parità. Servono riforme strutturali per superare il divario di genere e non i dannosi bonus spot. Invece continua l’accanimento della destra sui diritti delle donne.”, conclude Ghio.

04/03/2026 - 13:00

"Abbiamo chiesto alla ministra del Lavoro Calderone di venire a riferire in Aula sulla tenuta finanziaria del sistema pensionistico. Non per ascrivere responsabilità al governo, ma perché è un dovere morale e politico spiegare ai cittadini, ai lavoratori e alle lavoratrici italiane che oggi hanno 30, 40 e 50 anni quale sarà il loro futuro pensionistico". Lo dichiara il deputato dem Mauro Laus, componente della commissione Lavoro, intervistato sui canali social del gruppo Pd alla Camera.

"È una questione di una semplicità unica. Da quei dati — sottolinea l’esponente dem — ogni forza politica sviluppa le proprie soluzioni per rendere più chiara la situazione e dare consapevolezza ai lavoratori sul loro futuro previdenziale. Parliamo del rapporto tra lavoratori e pensionati. Niente di più, niente di meno. "Per essere chiaro, nessuno entra in un negozio a fare la spesa senza sapere quante risorse ha nel portafoglio. Qui non è una competizione su chi ha ragione e chi ha torto: parliamo dell'ABC. Se i cittadini non hanno questi dati, di cosa parliamo? Come possiamo sviluppare e spiegare delle politiche sul lavoro?".

"Chiediamo alla ministra – conclude Laus - di riferire in Aula con dati attendibili e proiezioni chiare e scientifiche. Su quelle si apre il confronto politico. Ma c'è anche un altro tema: il Parlamento non può essere silente. Abbiamo formalmente tre poteri, legislativo, esecutivo e giudiziario e al potere legislativo va garantita almeno la possibilità di un confronto reale".

 

04/03/2026 - 12:34

Situazione molto preoccupante, ci salviamo solo grazie al PNRR dei governi precedenti.

"Difficilmente, a meno di improbabili revisioni del dato provvisorio presentato dall'ISTAT, si raggiungerà l'obiettivo su cui il governo aveva speso la sua reputazione, cioè quello di rientrare dalla procedura per deficit eccessivo portando il rapporto fra disavanzo e Pil sotto il 3%. Siamo al 3,1 e anche il debito cresce". Così la deputata dem Maria Cecilia Guerra, capogruppo in commissione Bilancio e responsabile nazionale Lavoro del Partito Democratico.

“Il contesto macroeconomico – ha aggiunto l’esponente Pd – desta molta preoccupazione: il rapporto debito-PIL è confermato in aumento, l'Istat ha rivisto al ribasso la stima sulla crescita italiana e all'orizzonte ci sono soltanto guerre. Il governo dice che la colpa è del Superbonus, ma il Superbonus era già nelle previsioni: il tema è sicuramente più complesso. Questi conti pubblici, che non hanno raggiunto l'obiettivo del consolidamento, ci trovano in una situazione di particolare debolezza. Dovremmo affrontare, e sembra ormai inevitabile, una crisi energetica che avrà effetti sulle bollette degli italiani e sulle possibilità di approvvigionamento del gas. Quello che veniva dal Qatar dovremo acquistarlo probabilmente dagli Stati Uniti, a prezzi più elevati".

"A tutto questo — ha concluso Guerra — facciamo fronte soltanto con le risorse rimaste dai governi precedenti, con il PNRR che questo governo si appresta a rimodulare per l'ennesima volta, perché non riesce a spendere in modo adeguato le risorse e cerca di portarsi qualche briciola anche per gli anni futuri. Una situazione molto, molto preoccupante".

 

03/03/2026 - 19:31

"Intervengo a nome del Partito Democratico per ricordare che in data 23 febbraio ho formalmente chiesto che la ministra del Lavoro venga in Aula a riferire sulla tenuta finanziaria e demografica della previdenza pubblica. Ad oggi, non abbiamo ricevuto una risposta su quando intenda farlo". Lo ha detto in Aula alla Camera il deputato Pd Mauro Laus, intervenendo a fine seduta.

"Parliamo – ha aggiunto l’esponente dem - del futuro previdenziale di milioni di lavoratori. Parliamo dell'equilibrio tra generazioni. Parliamo della sostenibilità dell'INPS nei prossimi decenni. E il Parlamento resta senza informazioni e senza calendario. Nel frattempo assistiamo a un progressivo svuotamento del ruolo legislativo, spesso ridotto a ratificare decisioni già prese altrove. E ora si affacciano anche tentativi di indebolire il controllo giurisdizionale. Se i poteri dello Stato devono restare tre, il Parlamento non può essere quello silenzioso".

"Per questo — ha concluso Laus — torneremo qui ogni settimana, finché la ministra non verrà in Aula a riferire sulla tenuta finanziaria e demografica della previdenza pubblica. Perché riferire al Parlamento non è una cortesia. È un dovere".

 

03/03/2026 - 18:39

La destra anche oggi ha bocciato una proposta che mette al centro la qualità del lavoro: la riduzione dell’orario a parità di salario proposta insieme da Pd, Avs e 5S.  Non uno slogan, ma una risposta concreta alla trasformazione tecnologica e alla stagnazione dei salari.
La riduzione dell’orario significa redistribuire tempo e reddito, contrastare le disuguaglianze e favorire una vera parità tra uomini e donne. Bocciare questa proposta, come già fatto con il salario minimo e con il congedo paritario, è una scelta politica chiara: lasciare tutto com’è, conservare disuguaglianze e ingiustizie, impedire al sistema produttivo di fare un salto in avanti di qualità che non sia basato su una competizione su salari bassi.
Noi invece vogliamo costruire l’alternativa per mettere al centro il lavoro e un modello di sviluppo più equo e moderno.

Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.

 

03/03/2026 - 15:20

“Alla vigilia dell’8 marzo, mentre celebrano gli 80 anni dal voto alle donne, la premier Meloni e la ministra Roccella depositano contemporaneamente in Parlamento un decreto legislativo che prevede la cancellazione della figura delle Consigliere di parità sul lavoro. Una scelta sbagliata che prevede la chiusura dei punti di riferimento della promozione della parità di genere nelle regioni, per costruire invece una struttura centrale romana. Ma davvero il governo pensa che le donne in difficoltà nelle più diverse aree del Paese, possano pensare di rivolgersi con una pec a strutture ministeriali? I dati della disparità ci dicono con spietatezza che c’è bisogno di investire di più sulla parità effettiva, soprattutto nel lavoro, con risorse e strumenti concreti, anche potenziando e migliorando ruoli di garanzia, come quello delle consigliere di parità territoriali che sono vicine alle donne nei problemi quotidiani. Il nostro paese dovrebbe recepire la direttiva europea rafforzando invece l’impegno distribuito nelle città e nelle aree periferiche, non eliminare questo presidio. Per coerenza con le parole che vengono pronunciate ogni giorno per la celebrazione della parità, chiediamo alle donne di governo, Meloni e Roccella in primis, un ripensamento responsabile per andare incontro, in modo efficace, ai bisogni di tutte le italiane, ovunque vivano” così le deputate del gruppo parlamentare del Partito Democratico.

 

02/03/2026 - 18:42

“Oggi è morto l’ennesimo lavoratore dell’Ex Ilva, l’ennesimo che si trovava nella catena di appalti e subappalti. Anche per questo iniziative come quella di oggi servono per ricordarci che non dobbiamo mai abbassare la guardia, e non solo a parole ma anche con i fatti”.

Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, che ha preso parte all’iniziativa della Cgil Piemonte in cui la segretaria Elly Schlein ha dialogato sulle tematiche del lavoro con Maurizio Landini.

“Quando affrontiamo queste tematiche dobbiamo ricordarci che dietro i numeri e le notizie ci sono sempre delle persone - prosegue la deputata dem - Per questo è urgente approvare al più presto le proposte di legge che servono a migliorare le condizioni di lavoro”.

“Come è stato ricordato dal palco una proposta é la Legge Griseri Prisco, che vuole ampliare le tutele e i diritti dei rider. Ringrazio la segretaria Schlein per averlo ribadito anche oggi e per il lavoro che stiamo cercando di fare insieme nelle aule istituzionali e fuori” conclude Gribaudo.

 

02/03/2026 - 16:09

La sistematica occupazione politica delle istituzioni culturali che il governo di Giorgia Meloni sta portando avanti è preoccupante. Ed è una deriva che riteniamo anche in contrasto con lo spirito e le finalità della legge. I consigli di amministrazione dei musei statali dovrebbero essere composti da persone di chiara fama e comprovata esperienza nella gestione del patrimonio culturale. Con il ministro Alessandro Giuli questo non sta avvenendo. Assistiamo invece a nomine che sembrano rispondere a logiche di appartenenza politica: figure che non hanno trovato spazio nei passaggi elettorali o esponenti di primo piano del partito di maggioranza vengono collocate ai vertici di istituzioni culturali strategiche. È un’impostazione che mortifica competenze e professionalità. Perché la gestione del David di Michelangelo, delle Ville medicee o dei capolavori custoditi nei Musei del Bargello dovrebbe essere affidata a una mano politica e non a un tecnico capace, autonomo, che sappia fare il proprio lavoro senza eseguire ordini di partito? I Cda dei Musei sono luoghi centrali per la programmazione e approvano i bilanci di istituzioni la cui gestione economica dovrebbe essere fuori dalla discrezionalità politica. Siamo di fronte a una vera e propria “occupazione” che rischia di travolgere l’autonomia delle istituzioni culturali” così Irene Manzi, capogruppo del Partito Democratico in Commissione Cultura alla Camera nel giorno in cui il Mic ha pubblicato decreti di nomina dei componenti dei Cda della Galleria dell’Accademia di Firenze e Musei del Bargello e delle Ville e residenze monumentali fiorentine. “L’ultima infornata di nomine a Firenze – conclude Manzi - conferma un disegno preciso: trasformare luoghi di studio, tutela e valorizzazione del patrimonio in spazi di controllo politico. Chiederemo conto a Giuli anche di questo caso in parlamento”.

 

 

02/03/2026 - 12:01

“Non è possibile che nell’arco di poche settimane all’ex Ilva di Taranto l’ennesimo operaio muoia sul lavoro. Anche stavolta ci troviamo davanti a una ditta in appalto, dove magari il risparmio sulla sicurezza e sulla qualità del lavoro viene prima della vita delle persone. Va fermata questa spirale inaccettabile”.

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

 

26/02/2026 - 19:20

“Nel testo del Dl sicurezza è grave la totale assenza del trasporto pubblico locale e del trasporto aereo. Nel settore dei trasporti servono interventi in grado di garantire la sicurezza come diritto fondamentale per tutte le lavoratrici e i lavoratori, dobbiamo puntare sulla prevenzione oltre che sulla repressione, garantire il presidio umano stabile delle stazioni, tecnologie per la sicurezza, diritto di autotutela del personale, formazione e cultura della sicurezza, oltre al rafforzamento normativo delle tutele legali, assicurative e psicologiche dei lavoratori, come indicato dal manifesto per la sicurezza ferroviaria presentato unitariamente dai sindacati del settore ferroviario nell’audizione in Parlamento del 5 febbraio. Su questi punti specifici siamo pronti al confronto con il Governo, nell’interesse di tutte le lavoratrici e i lavoratori in prima linea ogni giorno per garantire il diritto alla mobilità e di tutti i cittadini. Questa riflessione non può e non deve limitarsi a singoli interventi spot ma garantire un’azione di sistema più ampia che deve necessariamente riguardare anche le lavoratrici e i lavoratori del TPL, a partire dall’ascolto delle loro istanze, per questo abbiamo chiesto che anche i sindacati del settore possano essere auditi al più presto. L’esclusione del TPL da tutte le misure previste nel testo del dl sicurezza, nonostante il lavoro portato avanti unitariamente da sindacati e parti datoriali in attuazione del protocollo per la sicurezza, è un segnale grave. Il Governo non può continuare a ignorare le continue aggressioni e il pericolo che subiscono ogni giorno oltre 110 mila autoferrotranvieri e internavigatori e il personale del trasporto aereo a cui devono essere garantite le stesse tutele dei loro colleghi ferrovieri”
Lo dichiarano in una nota il senatore e responsabile Economia, Finanze, Imprese e Infrastrutture Pd, Antonio Misiani e il deputato dem e vicepresidente in Commissione Trasporti, Andrea Casu.

 

 

26/02/2026 - 18:02

“Le dichiarazioni del ministro Nordio sulla vicenda che riguarda la sua capo di Gabinetto Bartolozzi rappresentano l’ennesimo grave attacco e tentativo di ingerenza nei confronti della magistratura. Dirsi ‘perplesso’ sulla tempistica di un atto dei magistrati significa mettere in discussione l’autonomia e l’indipendenza di chi è chiamato ad applicare la legge, significa adombrare malafede da parte dei magistrati. E aggiungere che la sua capo di Gabinetto proseguirà ‘con ancora maggiore motivazione’ ha anche il sapore di una sfida assurda, priva di senso, nei confronti di chi sta svolgendo il proprio lavoro ed è chiamato a verificare il rispetto delle leggi a cui tutti, anche il Ministro e i suoi collaboratori sono tenuti. Siamo oramai al rovesciamento della realtà: per il Governo la colpa è sempre dei magistrati, soprattutto quando adottano provvedimenti sgraditi. Invece di rispondere nel merito, si tenta di delegittimare la magistratura. Già nei mesi scorsi la maggioranza ha chiesto uno scudo per la sua capo di Gabinetto contestando il regolare corso della giustizia. Di cosa hanno paura? È ora di dire basta a questo attacco grossolano e continuo contro la magistratura. I giudici devono essere liberi e autonomi dal potere politico e il Governo non può pretendere che sia altrimenti. Anche per questo votiamo No”. Lo dichiara Federico Gianassi, capogruppo Pd in Commissione Giustizia alla Camera.

 

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