“Nei giorni scorsi è stato lanciato, da parte di amministratori locali, un appello ai parlamentari piemontesi per sostenere una proroga di un anno per la rendicontazione degli interventi relativi al programma di “messa in sicurezza dei ponti esistenti e realizzazione di nuovi ponti in sostituzione di quelli esistenti con problemi strutturali di sicurezza sul bacino del Po“. La mia risposta a questo appello è naturalmente sì” afferma la vicepresidente nazionale del Partito Democratico Chiara Gribaudo.
“La proroga - ragiona la parlamentare cuneese - consentirebbe alle stazioni appaltanti di completare l’iter necessario per procedere alla aggiudicazione degli interventi infrastrutturali interessati. In mancanza della proroga si rischierebbe di vanificare, per alcuni interventi, il lavoro finora condotto per poter realizzare l’opera. ANCI e Upi chiedono una proroga tecnica. Politicamente significa considerare che tra pandemia e crisi internazionali, opere importanti e impegnative come quelle previste da questo piano hanno avuto ritardi che non sono stati dovuti a inefficienze”
Gribaudo ricorda poi l’iter del “Piano”: “Il piano ponti del Po nasce dal Governo Gentiloni ed è stato ampliato con il Ministro Giovannini. E’ stato il primo piano di investimenti per rimettere in sicurezza opere strategiche che collegano aree importanti del paese dal punto di vista sociale ed economico. Concedere questa proroga significa permettere a queste opere di essere realizzate ma anche di modernizzare il sistema dei trasporti di queste aree, che sono strategiche, infatti parliamo dei ponti che tengono insieme aree territoriali e sistemi economici su cui il Paese deve continuare ad investire.”
“Non possiamo permettere che le conseguenze della crisi sanitaria di cinque anni fa e le crisi internazionali interrompano un percorso che si è mostrato fin qui virtuoso” conclude la deputata dem.
Valentino ha vestito donne di molte generazioni, le ha rese inconfondibili con il suo rosso, con i suoi abiti e accessori sobri e ricercati senza essere vistosi. Eleganza raffinata e inimitabile che ha dato lustro e lavoro alla moda italiana e conquistato il mondo.
Lo ha scritto su X Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati
"Quello che si sottovaluta della vicenda Santanchè è il messaggio a milioni di cittadini italiani in difficoltà, che fanno fatica a mettere il pranzo con la cena. Non c’entra nulla il garantismo, come evoca la destra da più parti. Il rischio è che passi l’idea che l’esercizio disinvolto nella gestione dei soldi di tutti sia tutto sommato un peccato veniale. Se sei un eletto, un amministratore o un futuro ministro non puoi usare i fondi pubblici destinati alla Cassa integrazione per far lavorare i dipendenti della tua azienda. Significa abusare di una legge dello Stato oltre che mettere i lavoratori in una condizione di sudditanza oggettiva. Se sei in cassa integrazione - pagata dallo Stato - non devi lavorare. Punto. Lo dice la norma, ma anche il buonsenso. Se invece l’impresa decide che la produzione non si ferma, tocca all’impresa pagare i lavoratori e non allo Stato e quindi ai contribuenti. Questa vicenda è paradigmatica di quale sia l’etica della responsabilità di un pezzo della classe dirigente di questo paese. Che magari va in tv e fa la fustigatrice sul reddito di cittadinanza, ma non si guarda mai allo specchio. Come se i potenti fossero in fin dei conti “legibus solitus”. Noi chiediamo un passo indietro della Ministra Santanchè per queste ragioni. Non abbiamo nessuna volontà di sostituirci a un tribunale sul caso Visibilia". Così in una nota il deputato dem Arturo Scotto, capogruppo Pd in Commissione Lavoro.
“La decisione di Eni Versalis di chiudere il sito di Brindisi nel bel mezzo della trattativa con Governo e parti sociali è di una gravità inaudita, che ben testimonia la sostanziale indifferenza dei vertici aziendali verso le sorti dei dipendenti e delle loro famiglie. Per di più, la progressiva dismissione degli impianti significa prepararsi a cancellare definitivamente un settore, come quello della chimica di base, fondamentale per l’industria del Paese. Il Governo dovrebbe reagire a tutto questo, muoversi per difendere i lavoratori ed evitare l’ennesima crisi industriale nell’area di Brindisi. Tutto questo è inaccettabile.“ Così Claudio Stefanazzi, deputati salentino del Partito Democratico.
“La notizia del rinvio a giudizio della Santanchè sul caso Visibilia ci colpisce. Avevamo chiesto da tempo le sue dimissioni, prima che si esprimesse la procura. Vale sempre la presunzione di innocenza, ma reputiamo che una Ministra della Repubblica che avrebbe utilizzato la Cassa Covid in maniera inappropriata non può rappresentare le istituzioni della Repubblica. Ci aspettiamo che la Presidente Meloni le chieda di fare un passo indietro”.
Così il capogruppo Pd in Commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
"Siamo preoccupati per il calo delle vendite di Stellantis nel 2024. Un ulteriore segnale negativo che ci parla di un anno che arriva difficile con gli annunci già certificati di cassa integrazione negli stabilimenti italiani. Il Governo deve avere un ruolo più assertivo e non affidarsi solo alle dichiarazioni di principio dell’azienda. Servono piani industriali duraturi e l’impegno di un fondo sociale europeo per la transizione su cui la destra continua a non dare risposte". Così il deputato dem Arturo Scotto, capogruppo Pd in Commissione Lavoro.
“Pessima figura per il ministero dell’Agricoltura che si è visto annullare dal Consiglio di Stato un concorso pubblico per l’aggiudicazione di 267 posti di lavoro con l’aggravante che le relative prove scritte si erano già svolte. La decisione è scaturita dal fatto che, al momento della pubblicazione dei bandi, risultava ancora valida una graduatoria precedente, senza che il ministero avesse fornito una motivazione dettagliata per l’indizione di nuovi concorsi. Analoga decisione è stata presa anche per il bando del ministero della Difesa. Evidenti i disagi che si sono creati per migliaia di candidati con conseguente danno economico e significativo spreco di denaro pubblico”.
Così il capogruppo Pd in commissione Agricoltura e segretario di Presidenza della Camera, Stefano Vaccari.
“Siamo a registrare - aggiunge - l’ennesimo passo falso del ministero diretto da Lollobrigida che ora in virtù di un’interrogazione che ho presentato insieme ai parlamentari del gruppo Pd della commissione Agricoltura, Frattini, Marino, Romeo e Rossi, dovrà rispondere alla Camera fornendo le motivazioni che hanno portato alla decisione di procedere alla pubblicazione del bando senza rispettare il principio di scorrimento delle graduatorie ancora in essere e dovrà annunciare le iniziative che saranno prese per garantire maggiore trasparenza in relazione alle future procedure concorsuali indette dal proprio dicastero”.
“Giorgetti dice che è favorevole alla sterilizzazione dell’aumento dei requisiti sull’età pensionabile. Durigon aggiunge che non sarà mai alzata e che si è alzato un polverone. Quindi è chiaro che nel mirino della Lega c’è l’Inps perché il polverone è partito da lì. A questo punto diamo una risposta formale. Per questo abbiamo depositato un'interrogazione urgente oggi. I lavoratori e le lavoratrici italiani devono sapere se l’età pensionabile aumenta o no”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
"Solidarietà a Roberto Speranza per l'ennesimo attacco vigliacco dei no vax, che hanno imbrattato i muri dello Studio 26 di Roma dove stasera è prevista un'iniziativa. Nel ruolo di Ministro della Salute, Speranza ha saputo guidare con successo la campagna vaccinale contro il Covid, difendendo la scienza contro le teorie complottiste e antiscientifiche. Ancora oggi paga le conseguenze di un lavoro serio e coraggioso, di cui gli siamo grati, per difendere le cittadine e i cittadini italiani nel periodo della pandemia”. Lo dichiara la deputata del Partito Democratico Michela Di Biase.
Ancora una giornata pesante per i trasporti e adesso nell’ora del rientro dopo il lavoro, treni bloccati a Roma e ritardi pesanti. Inaccettabile l’indifferenza di Salvini e il silenzio della Meloni. Il funzionamento della rete ferroviaria è una priorità. Dicano come intendono intervenire per risolvere i continui problemi.
Lo ha scritto sui social Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.
“Se le notizie di stampa che riportano la denuncia delle attiviste di Extinction Rebel di essere state costrette a spogliarsi integralmente davanti alle poliziotte e a fare squat, fossero confermate, saremmo in presenza di una situazione inaccettabile di abuso di potere e violenza di Stato. Un trattamento degradante, che certamente non si addice ad un’istituzione pubblica, chiamata a tutelare e non certo ad umiliare le persone. Nella denuncia risulta anche che questo trattamento è toccato soltanto alle ragazze, trai i 23 attivisti fermati dalle forze dell’ordine durante la manifestazione indetta da Ultima Generazione, Extinction Rebellion e Palestina Libera, il 13 gennaio a Brescia. La questura di Brescia dichiara che il rispetto dei diritti umani è sempre stato mantenuto. Nel pieno rispetto del difficile lavoro delle forze dell'ordine, riteniamo necessario, come chiesto anche in aula alla Camera, che il ministro Piantedosi chiarisca quanto emerso. Chiederemo che anche la commissione d’inchiesta sui femminicidi e la violenza si attivi per appurare quanto accaduto”. Lo dicono le deputate dem in commissione bicamerale contro i femminili di e la violenza sulle donne, Sara Ferrari, Antonella Forattini e Valentina Ghio.
"Ancora una volta il Governo si dimostra sordo alle proposte delle opposizioni, per poi riproporle come proprie. È il caso della staffetta generazionale: il ministro Urso ha bocciato le nostre proposte, ma ora porta in Cdm una misura che non si discosta dal disegno di legge che ho presentato come primo firmatario," affermano i democratici Mauro Laus, primo firmatario della proposta di legge per favorire l'assunzione di giovani da parte delle imprese mediante l'accesso volontario al lavoro a tempo parziale da parte di lavoratori prossimi al pensionamento, insieme ai capigruppo dem in commissione Bilancio, Lavoro e Attività produttive della Camera, Ubaldo Pagano, Arturo Scotto e Vinicio Peluffo e ai deputati Marco Sarracino e Emiliano Fossi.
“La staffetta generazionale – sottolineano i democratici - già oggetto di diverse iniziative parlamentari del PD, rappresenta un’importante opportunità per promuovere il ricambio generazionale nel mercato del lavoro, favorendo l’ingresso di giovani lavoratori e accompagnando verso il pensionamento chi è a fine carriera. "Non possiamo che accogliere con favore questa apertura, ma aspettiamo di vedere il testo per valutare i dettagli", aggiungono.
“Per il PD è cruciale che la maggioranza e il governo adottino un atteggiamento aperto durante l’esame parlamentare del disegno di legge: "Sinora – aggiungono i dem - abbiamo assistito a una chiusura totale al confronto, anche su temi di interesse comune come questo. Ci auguriamo che, almeno stavolta, prevalga il dialogo per il bene del Paese."
In precedenti interventi parlamentari, il gruppo del Pd aveva evidenziato l’urgenza di misure strutturali per la flessibilità pensionistica e il riequilibrio generazionale nel mondo del lavoro segnalando anche al presidente della commissione Lavoro della Camera, Walter Rizzetto, di calendarizzare con urgenza la proposta di legge per favorire l'assunzione di giovani da parte delle imprese mediante l'accesso volontario al lavoro a tempo parziale da parte di lavoratori prossimi al pensionamento.
“Non è accettabile in una democrazia che sia previsto uno scudo giudiziario ad hoc per chi detiene il diritto all'uso legittimo della forza” così il deputato democratico, responsabile nazionale sicurezza del Pd, Matteo Mauri che sottolinea: “Inserire nel registro degli indagati chi ha usato un'arma da fuoco è semplicemente un atto dovuto, e non significa assolutamente essere considerati colpevoli. Ogni cittadino, compresi i lavoratori delle forze dell'ordine, è considerato non colpevole fino a prova contraria”.
“Noi - aggiunge Mauri - rispettiamo sempre il lavoro e il sacrificio delle forze dell’ordine, che operano spesso in condizioni estremamente difficili e rischiano la propria vita per garantire la sicurezza di tutti. Nella stragrande maggioranza dei casi gli agenti di polizia usano le armi solo se costretti, lo fanno in modo adeguato, proporzionato e nel pieno rispetto delle procedure. Ma per appurarlo, anche nel loro interesse, serve un soggetto terzo, e cioè la Magistratura. Che può tranquillamente archiviare in poco tempo la posizione dell'agente. Inserendo nel codice anche la semplice possibilità di escludere qualcuno da questa procedura si correrebbe il rischio di applicare interpretazioni diverse per casi del tutto simili. Quello sì che potrebbe essere letto come un indizio di probabile colpevolezza. E non sarebbe un vantaggio per nessuno. Pensare che ci possano essere delle scorciatoie per alcune categorie o che qualcuno possa essere considerato al di sopra della legge in caso di conflitti a fuoco è un errore da evitare, nell'interesse di tutti. Il governo faccia marcia indietro. La smetta di sfruttare ogni occasione per fare propaganda e alimentare irresponsabilmente il conflitto”, conclude Mauri.
"Oggi abbiamo partecipato al tavolo di crisi convocato al ministero Ministero delle Imprese e del Made in Italy per la vertenza La Perla. E' stato un passaggio molto positivo rispetto a una situazione molto difficile. Bene la sinergia fra le diverse istituzioni. Fondamentale la lotta tenace delle lavoratrici e dei lavoratori e delle loro Organizzazioni Sindacali. Ora la sfida, a partire da quello che sarà il bando di gara, è individuare un nuovo soggetto imprenditoriale per garantire i posti di lavoro e la tutela di un marchio di grande valore per il made in Italy".
Così Andrea De Maria e Virginio Merola deputati PD.
“Domani chiederemo in Ufficio di Presidenza della commissione Lavoro l’audizione del presidente dell’Inps. Chiediamo al presidente Rizzetto di attivarsi rapidamente per individuare la data. Stiamo assistendo a una guerriglia continua tra partiti diversi della maggioranza sul tema della previdenza, mentre tantissimi lavoratori assistono in maniera abbastanza attonita a questo balletto assurdo sui requisiti dell’età pensionabile. Pretendiamo trasparenza nelle informazioni e verità nelle scelte”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.