“Il Governo Meloni spieghi perché l’Italia non ha recepito la direttiva su salario minimo. Che oggi, 15 novembre 2024, entra in vigore in tutta Europa. Si sono limitati a bocciare la proposta di legge unitaria delle opposizioni sostenendo che per loro conta solo la contrattazione collettiva che va rafforzata. Soltanto che non hanno fatto nulla in questo anno e mezzo per intensificarla, al contrario hanno ritardato persino l’applicazione della delega che avevano dato al Governo che è tuttora bloccata al Senato. Un gioco delle tre carte che ci racconta la totale insipienza di chi, anche in questa manovra, porta avanti politiche sbagliate che non garantiscono il pieno recupero del potere d’acquisto dei salari indeboliti dall’inflazione e che non mette in campo alcuna politica di contrasto all’espansione del lavoro povero. Persino sulla contrattazione collettiva i dati ci raccontano di una crescita dei contratti pirata e dell’assenza della contrattazione decentrata in tantissimi settori produttivi. Insomma, la Ministra Calderone non è pervenuta: brilla per assenza di iniziativa. Se non quella di bocciare una proposta di buonsenso ed europea delle opposizioni. Hanno il tempo di rifarsi e di riallinearsi con Francia, Germania e Spagna: approvino il nostro emendamento unitario alla manovra di bilancio. Non sprechino l’ennesima occasione per rispondere a 3 milioni e mezzo di donne e di uomini che guadagnano sotto i 9 euro lordi orari” così i capigruppo di opposizione nella commissione lavoro della camera, Arturo Scotto (Pd), Valentina Barzotti (M5S), Franco Mari (Avs), Antonio D’Alessio (Azione).
Voglio innanzitutto esprimere la mia solidarietà a tutti gli oltre 300 lavoratori, diretti e degli appalti, colpiti dalla decisione di DFS Italia di cessare le proprie attività al Fondaco dei Tedeschi. Questa scelta è un duro colpo per la Città di Venezia e per il suo tessuto economico, ma che accende ancora una volta il faro su un modello di sviluppo tossico dove grandi gruppi internazionali vanno e vengono in laguna, sfruttando finchè serve il “brand Venezia” senza delle prospettive di investimento a lungo termine. Un modello che alimenta forme di lavoro precario che compromette la qualità della vita della città.
L’idea di Venezia solo come di una bella vetrina espositiva temporanea, ad uso e consumo di chi la vuole sfruttare, è inaccettabile. Ho presentato un’interrogazione parlamentare chiedendo ai Ministri del Lavoro e delle Imprese di rispondere alla richiesta avanzata dalle organizzazioni sindacali di aprire subito un tavolo con le parti per trovare una soluzione per i lavoratori coinvolti. Pretendiamo risposte chiare.
“Oggi entra in vigore la direttiva europea sul salario minimo. Il Governo non l’ha recepita bocciando la nostra legge. La considerano addirittura pericolosa. Non è chiaro per chi. Forse per chi vuole sfruttare le persone pagandole una miseria. Continueremo a lottare per approvarlo”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
Furfaro, Fondamentale garantire accessibilità servizi e assumere nuovi medici e infermieri
Il Partito Democratico sfida il governo ad approvare l’emendamento alla manovra presentato dalle opposizioni che chiede di incrementare il Fondo Sanitario Nazionale (FSN) di 5,5 miliardi di euro a partire dal 2025. “Una norma necessaria – sottolinea il capogruppo democratico in commissione affari sociali della camera, Marco Furfaro – per rafforzare la sanità pubblica e garantire servizi più accessibili e di qualità per tutti i cittadini e assumere nuovi medici e infermieri”.
Nel dettaglio, la proposta prevede: 2 miliardi di euro destinati all’assunzione a tempo indeterminato di personale medico, sanitario, veterinario e delle professioni sociosanitarie. Un intervento fondamentale per affrontare il fabbisogno di personale specializzato e ridurre il carico di lavoro nelle strutture sanitarie. 1 miliardo di euro per l’attuazione di politiche di prevenzione, con particolare attenzione alla promozione di stili di vita sani, alla lotta contro la povertà e l’esclusione sociale. 400 milioni di euro per l’aumento delle retribuzioni di medici e infermieri e per l’assunzione di nuovi professionisti sanitari. Inoltre, il PD chiede di abolire il tetto alle assunzioni imposto dal Governo Berlusconi nel 2009, una misura che da anni limita la possibilità di rafforzare il personale sanitario. Contestualmente, è necessario abolire il cosiddetto "superamento del tetto di spesa" previsto dal decreto "liste d’attesa", che “riteniamo insufficiente per una reale soluzione delle problematiche attuali”. Queste proposte – sottolinea Furfaro – sono fondamentali per definire un sistema sanitario più equo, inclusivo e in grado di rispondere alle esigenze delle persone, sostenendo chi ogni giorno opera per la salute e il benessere dei cittadini”. L’emendamento è coperto attraverso una riduzione progressiva e una rimodulazione dei ‘Sussidi ambientalmente dannosi’ con priorità per quelli che possono determinare procedure di infrazione per il contrasto con le normative europee. L’emendamento è firmato da Schlein, Conte, Bonetti, Bonelli, Fratoianni, Magi, Braga, Francesco Silvestri, Zanella, Richetti, Della Vedova, Furfaro, Quartini.
Scotto: con Melonomics meno diritti e precarietà
Il Partito Democratico chiede al governo di “battere un colpo su lavoro, stipendi e pensioni, che sono i grandi assenti della manovra di bilancio e più in generale della politica economica del governo”. Così il capogruppo democratico in commissione Lavoro della Camera, Arturo Scotto che torna sul pacchetto di emendamenti presentati insieme alle forze di opposizione per migliorare le tutele dei lavoratori e rafforzare i diritti sociali. Tra le proposte principali vi è l'introduzione di un congedo paritario per madri e padri, che estende il congedo di paternità a cinque mesi, equiparandolo a quello materno, di cui almeno quattro mesi obbligatori. Questo congedo sarà disponibile dal mese precedente alla nascita fino ai 18 mesi di vita del bambino, con i primi dieci giorni da fruire insieme. La proposta include inoltre i lavoratori autonomi, che finora non avevano diritto a giorni di congedo, e l'aumento dell'indennità di maternità al 100%. Per il congedo parentale, proponiamo che uno dei tre mesi aggiuntivi sia obbligatoriamente fruibile dall’altro genitore. Un altro emendamento unitario delle opposizioni – sottolinea Scotto - introduce il salario minimo legale a 9 euro l’ora, una misura urgente per scongiurare sfruttamenti e garantire una retribuzione dignitosa, promuovendo una stabilità economica di base per tutti i lavoratori.
In tema di stabilità lavorativa, proponiamo di eliminare il blocco del turnover al 75% per le pubbliche amministrazioni, che rischia di peggiorare la qualità dei servizi offerti ai cittadini. La nostra proposta prevede quindi il turnover al 100%, eccetto per le piccole amministrazioni con meno di 20 dipendenti. Allo stesso tempo, chiediamo di restituire nel contratto 2022-2024 delle funzioni centrali della Pubblica Amministrazione tutta l’inflazione perduta per garantire il potere d’acquisto dei salari e degli stipendi dei lavoratori. Per garantire la sicurezza nei luoghi di lavoro, è inoltre necessario un aumento dei controlli: proponiamo quindi un rafforzamento dell’organico dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro con l’assunzione di 1.000 nuovi ispettori, accompagnato da uno stanziamento di 50 milioni di euro a partire dal 2025. Introduciamo inoltre un meccanismo dissuasivo per i contratti a termine di breve e brevissima durata per combattere la precarietà. Infine, proponiamo la proroga di "Opzione Donna" mantenendo l'attuale requisito anagrafico, ma eliminando i requisiti soggettivi (disabilità, caregiver, disoccupazione) che riducono la platea delle beneficiarie, consentendo così a più lavoratrici di accedere al pensionamento anticipato. Questi emendamenti – conclude Scotto - riflettono l’impegno del Partito Democratico per costruire un sistema più giusto e inclusivo, che tuteli il lavoro e promuova l’equità sociale. Dopo due anni di Melonomics sono diminuiti i diritti e aumentata la precarietà”.
“Dal Governo su Stellantis continuiamo ad ascoltare solo chiacchiere e mezze promesse. Abbiamo chiesto in manovra di bilancio di ripristinare integralmente il fondo sulla transizione per l’automotive, ma Urso se ne esce con appena 200 milioni sui 4 miliardi e 600 già tagliati. Praticamente nulla. Hanno ragione Fim Fiom e Uilm a chiedere che la vertenza venga centralizzata a Palazzo Chigi. Qui ci troviamo davanti al rischio che salti il pezzo più importante della industria manifatturiera italiana e migliaia di persone perdano il lavoro. Meloni deve dare risposte chiare e dirette assumendosi le sue responsabilità politiche e chiamando allo stesso tempo alla responsabilità verso l’Italia i vertici di Stellantis”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
“L’emendamento alla legge di bilancio che introduce il congedo paritario per i genitori è per noi un passo in avanti importante in termini ci civiltà. È un emendamento di cui siamo particolarmente orgogliosi perché è frutto del lavoro unitario e meticoloso fatto dall’opposizione. Parliamo di 5 mesi retribuiti al 100%, per entrambi i genitori e non trasferibile tra di loro. Parliamo di una misura che vuole sfidare il governo sulla questione della denatalità perché non solo supporta le famiglie nella conciliazione dei tempi di vita e di lavoro ma sostiene e garantisce l'occupazione femminile. Siamo il paese con l’occupazione femminile più bassa d’Europa al Sud, siamo un paese dove il carico di cura all'interno delle famiglie è quasi sempre sulle spalle delle donne che spesso sono costrette a scegliere tra famiglia e lavoro. Questa non è solo un’ingiustizia di genere ma una vera e propria emergenza. Il congedo paritario sostiene le madri e tutela la loro carriera professionale e, al tempo stesso, garantisce ai papà la possibilità di essere più vicini ai propri figli durante i loro primi mesi di vita. Visto che la destra al Governo parla tanto di famiglie questa volta ha una buona occasione per produrre, oltre gli slogan e la propaganda, qualcosa di concreto votando e facendo approvare il nostro emendamento”. Lo dichiara Marco Furfaro capogruppo PD in commissione Affari sociali e membro della segreteria nazionale.
“Nel decreto Pnrr che andrà la settimana prossima in votazione nelle commissioni Lavoro e Cultura, il governo prende 3,1 milioni dal fondo per la promozione della Cultura della salute e della Sicurezza prevista nella 123/2007 e li mette per finanziare gli Its Academy. In un Paese dove muoiono tre persone al giorno nei luoghi di lavoro tagliano sulla formazione degli studenti. Una scelta che grida vendetta, di cui è chiaramente responsabile la ministra del Lavoro. Che evidentemente non ha letto il decreto che lei stessa ha firmato. Nonostante quanto stabilito in passato dalle camere con atti d’indirizzo votati a larghissima maggioranza. Ad esempio, al primo punto della mozione di Fratelli d’Italia approvata in Parlamento il 20 settembre del 2023, dopo i fatti drammatici di Brandizzo, si impegnava il governo a: “integrare e rafforzare le iniziative finalizzate alla diffusione della cultura della salute e della sicurezza sul lavoro nelle istituzioni scolastiche, con azioni volte a sensibilizzare, responsabilizzare, informare e formare gli studenti sulle tematiche della salute e della sicurezza sul lavoro”. Testuali parole scritte nere sono bianco. Penso che gli stessi deputati di Fratelli d’Italia, a partire dal presidente Walter Rizzetto, primo firmatario del testo approvato, non condividano quanto fatto dal governo. Abbiamo depositato oggi un emendamento per ripristinare quelle risorse integralmente. Conosco la sensibilità dei colleghi del centrodestra: facciamo un’operazione bipartisan e votiamo tutti insieme quell’emendamento. E’ una vergogna tagliare sull’educazione alla sicurezza nei luoghi di lavoro”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
“Istituire a Casale Monferrato il Museo dell’Amianto, per onorare la memoria delle vittime e prevenire le malattie”: questi in sintesi i contenuti di un emendamento Pd alla Legge di Bilancio sottoscritto dai deputati Marco Simiani, Chiara Gribaudo, Federico Fornaro, Ilenia Malavasi, Irene Manzi e Debora Serracchiani.
“Gli obiettivi del provvedimento sono molteplici: promuovere la memoria dell’ex stabilimento Eternit di Casale Monferrato e di quanti vi hanno lavorato, mettendo a rischio la propria salute e la propria vita; rendere omaggio alle vittime e tutti coloro che sono colpiti dalle conseguenze dell’impiego dell’amianto nel Casalese e in tutto il paese; diffondere la conoscenza relativa alle conseguenze delle esposizioni ambientali e professionali alle fibre di amianto; favorire l’utilizzo di buone pratiche per prevenire le malattie causate dalla sua esposizione; promuovere su tali tematiche attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado e nelle università”: dichiara Marco Simiani.
“Il Museo avrà la sede presso i locali ex Eternit concessi in uso dal Comune di Casale Monferrato: un luogo simbolico che testimonia il valore e l’importanza del diritto al lavoro sicuro e alla salute delle comunità industriali. L’emendamento stanzia inoltre 1 milione di euro dall'anno 2025 all'anno 2033 per la realizzazione della sede e 500 mila euro di euro annui, quale contributo per le spese di funzionamento”: conclude Marco Simiani.
“Il ministro Urso ha convocato il tavolo su Versalis con i sindacati. Una buona notizia: evidentemente lo sciopero delle categorie dei chimici di Cgil, Cisl e Uil ha costretto a riaprire una trattativa per scongiurare la chiusura di impianti strategici da Ragusa a Priolo, da Porto Torres a Mantova, passando per Brindisi. Serve però una presa di consapevolezza da parte di Palazzo Chigi. Eni e’ innanzitutto una grande azienda pubblica: Giorgia Meloni la richiami alle sue responsabilità innanzitutto sul terreno della tenuta dei livelli occupazionali e sul destino industriale del nostro Paese”.
Lo dichiarano i deputati dem
Arturo Scotto, capogruppo in commissione Lavoro, e Vinicio Peluffo, capogruppo in commissione Attività produttive.
"Con le firme delle deputate e dei deputati PD eletti in Emilia-Romagna abbiamo presentato emendamenti alla legge di bilancio per finanziare gli interventi di difesa del suolo e manutenzione del territorio e per sostenere chi ha subito danni dai fenomeni alluvionali. In particolare: il riifinanziamento del fondo per la ricostruzione nei territori delle regioni Emilia-Romagna, Toscana e Marche a partire da 870 milioni di euro per il 2025; l' ampliamento dell' ambito di applicazione del decreto alluvione ai territori della regione che hanno subito le alluvioni di settembre e ottobre 2024; l' ampliamento dell' utilizzo della modalità del credito agevolato; l' estensione dei contributi per delocalizzazioni anche a immobili agibili ma in aree pericolose; l' incremento del contributo per danni ai beni mobili all’interno delle abitazioni; il contributo per beni mobili registrati (auto); l' impignorabilità e non sequestrabilità degli indennizzi; la detassazione di contributi, indennizzi e risarcimenti per gli eventi alluvionali del maggio 2023 e alcuni emendamenti volti alla semplificazione di procedure burocratiche e al sostegno alle amministrazioni locali.
Ora il Governo faccia finalmente la sua parte, accogliendo gli emendamenti, che rispondono alle richieste di Regione, Enti Locali, delle organizzazioni del mondo del lavoro e delle imprese Auspico che i parlamentari eletti in Emilia-Romagna di tutti i gruppi politici facciano sentire la loro voce, per il nostro territorio".
Così Andrea De Maria, dell' Ufficio di Presidenza del gruppo PD della Camera
“Non è il Pd ma il viceministro Leo a dire che sono a disposizione 1,3 miliardi di recupero dall'evasione dal concordato. Il nostro question time mostra come questo dato sia con tutta probabilità sopravvalutato e lei su questo non ha risposto. È evidente che il concordato preventivo è stato un flop, un'operazione che si è tentato di tenere in vita regalando aliquote agevolate anche agli evasori conclamati o permettendo dichiarazioni false fino al 30% in più del reddito effettivo. In realtà hanno aderito al concordato solo coloro a cui conveniva perché avrebbero altrimenti pagato di più e il gettito sarà più basso non più alto”. Così la deputata Maria Cecilia Guerra, responsabile Lavoro del Pd in replica al Question time al ministro Giorgetti.
“Non ha certo aderito chi non poteva rischiare una scommessa sul proprio reddito e neppure gli evasori perché continuamente blanditi dai vostri condoni e ora dalla promessa di una nuova rottamazione”, continua la parlamentare dem. "Fino a quando si potrà accettare una discriminazione così grande tra chi paga le tasse mese per mese e chi ha la possibilità di pagare, se paga, quando vuole e può scegliere di dichiarare un reddito inferiore all'effettivo? Con quale faccia lo chiamate 'recupero' dell'evasione?”, conclude Guerra.
Stamattina ho presentato un ordine del giorno per chiedere al Governo di impegnarsi a prevedere delle forme di congedo/astensione dal lavoro, retribuite e con copertura previdenziale, per gli esercenti le professioni sanitarie e sociosanitarie vittime di violenza. Una premura quasi obbligatoria, credo, ancor più associata ad un provvedimento che ha l'ambizione di occuparsi di misure urgenti per contrastare i fenomeni di violenza nei confronti dei professionisti sanitari e socio sanitari. Il Governo però ha voluto riformulare il mio odg con una formula blanda, in base a cui non si sarebbe preso l'impegno ma avrebbe valutato di farlo, restando all'interno dei vincoli di finanza pubblica, ammettendo in pratica di non avere alcuna intenzione di costruire questa forma di tutela e rispetto per chi subisce violenza. D'altronde c'era da aspettarselo, dal momento che nella legge di bilancio 2025 presentata dal Governo i finanziamenti destinati alla Sanità bastano a malapena per i rinnovi dei contratti, checché ne possa dire la Presidente Meloni che sciorina numeri confusi con la calcolatrice in qualche salotto televisivo. Gimbe denuncia che nel 2027, con questa manovra, la spesa sanitaria arriverà al rapporto minimo storico in confronto al PIL, evidenziando che nei prossimi anni mancheranno fino a 19 miliardi di euro, utili solo a far sopravvivere la nostra sanità, di certo non a potenziarla e migliorarla. In questo contesto, decidere di non volere spendere quanto serve per venire in contro al personale delle nostre strutture sanitarie quando è vittima di violenza è una presa in giro. Ancora una volta le soluzioni del governo sono a posteriori, e cioè aumentare le pene ed inventare nuovi reati, oltre a non dare ascolto alle opposizioni che con emendamenti e ordini del giorno provano a migliorare il migliorabile, cercando di aggredire le cause più profonde, come la mancanza drammatica di personale. Ma al Governo non importa, e questo è chiaro. Noi non lo possiamo accettare.
“Una circolare del Reparto Reclutamento dello Stato Maggiore dell'Esercito apre alla settimana corta per i lavoratori del settore. Sarà possibile una maggiore flessibilità negli orari di lavoro per garantire il benessere individuale dei militari e una migliore conciliazione tra vita e lavoro. Siamo davanti a una indicazione chiara, innovativa, tutt’altro che scontata. Che spiega quanto la timidezza del governo sia oggettivamente antistorica. Occorre una svolta su questo terreno: chiediamo alla destra di non ostacolare il percorso parlamentare della legge sulla riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario proposta da Pd, Avs e M5S. Sarebbe l’ennesimo appuntamento mancato per il nostro Paese”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
Sanità, lavoro, scuola, diritti, politiche di sviluppo: parte da qui un’altra idea dell’Italia che vogliamo promuovere e difendere con la legge di bilancio. Oggi, mercoledì 13 novembre alle ore 11.30 presso la sala Berlinguer della Camera dei Deputati saranno illustrati gli emendamenti proposti dal Partito Democratico. Saranno presenti la Segretaria Elly Schlein, i capigruppo di Camera e Senato, Chiara Braga e Francesco Boccia e il responsabile Economia della Segreteria Nazionale, Antonio Misiani.
Per accedere è necessario accreditarsi presso pd.ufficiostampa@camera.it