Bene voto unanime su impegni mozione Pd
“L’agricoltura è componente essenziale della transizione ecologica e deve essere argomento rilevante della prossima Cop29, la 29esima conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici che si terrà a Baku, in Azerbaijan dal l’11 al 22 novembre. Ieri alla Camera, come quasi mai avviene, i parlamentari di maggioranza e di opposizione, hanno votato, con il parere favorevole del Governo, gli impegni contenuti nella mozione del gruppo Pd riguardanti prospettive e problematiche legate all’ agricoltura. Una buona notizia sapere che il Parlamento impegna il Governo a sostenere iniziative finalizzate a garantire una risposta concreta alle sfide interconnesse del degrado e consumo del suolo, dei cambiamenti climatici e della perdita di biodiversità, attraverso il protagonismo attivo delle imprese agricole di qualità e multifunzionali, decisive per garantire un presidio del territorio soprattutto nelle aree interne e marginali”.
Così il capogruppo Pd in commissione Agricoltura e segretario di Presidenza della Camera, Stefano Vaccari.
“Al tempo stesso - aggiunge - il Governo viene impegnato a promuovere politiche di contrasto alla desertificazione, e alla siccità, attraverso interventi proattivi di rinaturazione, di promozione della biodiversità e della resilienza degli ecosistemi, nonché attraverso il potenziamento e la nuova realizzazione di sistemi per la raccolta e la distribuzione dell'acqua nelle aree agricole mediante piccoli e medi invasi, privilegiando le ‘nature based solutions’, potenziando gli investimenti sui sistemi di risparmio irriguo e sulla ricerca di colture meno idroesigenti e resilienti. Non di minore importanza gli impegni finalizzati a sostenere la ricerca e l'innovazione per ridurre l'impatto ambientale delle aziende zootecniche garantendone la sostenibilità economica e sociale, valorizzando lo sviluppo degli allevamenti bradi e semibradi, salvaguardando le produzioni e la sicurezza alimentare dei cittadini. Ora ci aspettiamo che gli impegni assunti divengano atti normativi, anche attraverso l’approvazione della legge di bilancio, sui quali aprire, d’intesa con le organizzazioni delle imprese agricole, una pagina nuova e qualificante per il settore agroalimentare. I nostri emendamenti alla manovra finanziaria - conclude- andranno coerentemente in quella direzione e ci auguriamo che ci sia di nuovo un accordo tra tutti i gruppi politici”.
Giuli commissariato da FdI e Giorgetti: inagibilità politica del ministro
“La notizia di un accordo separato sul contratto degli statali ci preoccupa molto. Il governo e l’Aran non hanno lavorato per trovare soluzioni positive che mantenessero l’unità della rappresentanza sindacale in un comparto strategico del nostro Paese. Una scelta irresponsabile. Che si inserisce nel dibattito su una Legge di bilancio che già va nella direzione di un indebolimento, attraverso i tagli di finanziamenti e organici in tutti i comparti, della funzione pubblica e della capacità dello Stato di garantire i servizi fondamentali per i cittadini”.
Lo dichiarano il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto, e la deputata e responsabile Lavoro del Pd, Maria Cecilia Guerra.
“Di fronte a questa manovra è difficile non rimanere sconcertati: il Governo sta facendo scelte che vanno contro sviluppo, diritto alla mobilità e sostenibilità. In altre parole scelte contro il futuro del Paese,” dichiara la deputata Valentina Ghio del Partito Democratico, in risposta alla Legge di Bilancio oggi nella discussione alla Commissione Trasporti di Montecitorio. “I tagli sono distribuiti senza criterio e colpiscono proprio quei settori che avrebbero bisogno di investimenti per sostenere le comunità locali e promuovere uno sviluppo equilibrato.”
Oltre al drammatico mancato sostegno al trasporto pubblico locale con un finanziamento del fondo che non copre nemmeno il 10% delle necessita', i tagli colpiscono in modo particolare il fondo per la mobilità sostenibile e le reti ciclabili urbane, un settore cruciale per incentivare una mobilità accessibile e rispettosa dell’ambiente e altre risorse sottratte ai Comuni. “Il Governo ha respinto il mio emendamento sul tema e ha scelto di ridurre di 20 milioni di euro per il 2025 e di 27 milioni per il 2026 i fondi destinati alle infrastrutture ciclabili, mostrando una totale mancanza di visione verso il futuro della mobilità urbana. Questo non è un semplice taglio, è una dichiarazione di intenti contro i cittadini che chiedono alternative sostenibili e verso le amministrazioni locali che lavorano per offrirle.”
“Oltre ai fondi per le reti ciclabili, vengono drasticamente ridotti i finanziamenti per portualita' e trasporto ferroviario delle merci anche a servizio degli scali, sacrificando così settori vitali per una reale transizione ecologica e per il rilancio infrastrutturale,” aggiunge Ghio. “La scelta di non approvare l'emendamento a mia firma per il rinnovo dei fondi articolo 199 destinati a diverse categorie che operano nella portualita' , mettera' a rischio imprese e posti di lavoro. E il definanziamento di 130 milioni di euro in due anni sulla sostenibilita' degli impianti portuali, conferma il mancato sostegno del Governo al sistema complessivo della portualita'.
I definanziamenti su trasporto pubblico locale, portualita' e mobilita' sostenibile conferma l'impianto di una manovra di tagli, che guarda al passato e non sostiene i bisogni della mobilita' e dei settori trainanti del nostro Paese.
“L’istituzione del Museo a Viareggio, dedicato alla memoria delle vittime della strage ferroviaria ed alla sicurezza stradale, potrebbe concretizzarsi nelle prossime settimane con la Legge di Bilancio. Abbiamo infatti presentato un emendamento che riprende la proposta di legge del Partito Democratico e chiesto a tutti gli altri gruppi parlamentari di maggioranza e opposizione di fare altrettanto, ricevendo alcune rassicurazioni in tal senso. Ci aspettiamo quindi che ci sia un'appello bipartisan, che non venga poi mortificato dal Governo Meloni”: è quanto dichiarano i deputati dem Emiliano Fossi, Marco Simiani e Marco Furfaro, primi firmatari della proposta emendativa alla Manovra per il 2025 attualmente in discussione a Montecitorio.
“L’obiettivo dell’emendamento è creare una struttura museale, gestita da una apposita Fondazione e sarebbe sottoposta alla vigilanza del ministero della Cultura. Gli obiettivi del museo sarebbero i seguenti: diffondere la conoscenza relativa alle cause e alle conseguenze dell'incidente ferroviario; rendere omaggio alle vittime dell'incidente e alle loro famiglie; promuovere buone pratiche e la ricerca per migliorare la sicurezza ferroviaria; monitorare l'andamento della sicurezza del sistema ferroviario nazionale e indicare le aree di maggiore criticità e le azioni ritenute necessarie per la loro risoluzione; promuovere attività didattiche nonché organizzare manifestazioni e spettacoli sui temi della sicurezza ferroviaria; fornire sostegno alle attività scolastiche e di educazione permanente. Le risorse stanziate ammontano ad 8 milioni per realizzare gli spazi espositivi e 500mila euro annue per le attività”: conclude la nota.
*Pd, Salvini irresponsabile, condanna italiani a nuovi diservizi*
“La maggioranza ha bocciato in Commissione Trasporti l'emendamento presentato dal Partito Democratico alla manovra di bilancio, che proponeva di aumentare a 800 milioni di euro il finanziamento del Fondo Nazionale Trasporti. Questa misura, pensata per rafforzare il sostegno al settore dei trasporti, è stata respinta proprio mentre il ministro Salvini cerca, in modo maldestro, di rispondere alle proteste del mondo dei trasporti che lamenta i continui tagli e i mancati rinnovi contrattuali. Senza un incremento del fondo, infatti, saranno inevitabili tagli ai servizi per i cittadini e risulterà impossibile adeguare i contratti dei lavoratori. Questa bocciatura alimenta le ragioni dello sciopero e delle proteste, in questo modo irresponsabile Salvini e la maggioranza condannano gli italiani a nuove giornate di disservizi” così i deputati democratici della Commissione Trasporti della Camera, Andrea Casu, Anthony Barbagallo, Ouidad Bakkali, Valentina Ghio e Roberto Morassut che rendono noto che “il Pd ripresenterà l'emendamento sia in Commissione Bilancio che in Aula alla Camera”.
Dichiarazione di Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo
Tagli, tagli e solo tagli. Una mannaia si sta abbattendo sulla cooperazione internazionale e sulla presenza dell’Italia nel mondo. Questo prevede la nuova legge di bilancio che abbiamo esaminato oggi in Commissione esteri. Da una parte il governo Meloni racconta di questo fantasmagorico "Piano Mattei" che dovrebbe portare investimenti in alcuni paesi africani per favorirne lo sviluppo, dall'altra è proprio con la nuova manovra che si tagliano drasticamente i finanziamenti alla Cooperazione allo sviluppo che vede decurtati i fondi di ben 32,2 milioni per il 2025 e di 34,6 miliardi sia per il 2026 sia per il 2027. Un danno enorme per le politiche di cooperazione e per la politica estera del nostro Paese.
E non è tutto. Il governo dei patrioti taglia anche i fondi per i servizi destinati agli italiani all'estero togliendo alle strutture diplomatiche ben 8,2 miliardi nel 2025, 7,2 nel 2026 e 7,3 nel 2027.
E anche il settore della internazionalizzazione e promozione del made in Italy all'estero, quindi delle imprese italiane che operano sui mercai stranieri, non gode di buona salute. I tagli previsti sono di 15,8 milioni per il 2025, 15,9 miliardi nel 2026 e 8,4 nel 2027.
L'ennesima contraddizione e l'ennesimo tradimento delle promesse di un governo inadeguato.
“La grande attenzione che Meloni e Lollobrigida avevano palesato sul comparto agricolo si è sciolta come neve al sole e nulla è rimasto degli impegni propagandisticamente presi. Una manovra di bilancio che, in agricoltura, non si pone il problema del sostegno ai giovani per favorire il ricambio generazionale, che non affronta il tema dei danni indiretti sulla peste suina e sulle altre emergenze, che non pone il problema della siccità e della carenza di acqua dal punto di vista strutturale, che toglie i soldi agricoli alla Zes unica del Mezzogiorno è una manovra farlocca, che non serve al Paese e tantomeno agli imprenditori agricoli”.
Così il capogruppo Pd in commissione Agricoltura e segretario di presidenza della Camera, Stefano Vaccari.
“Finite le mance del decreto Agricoltura - aggiunge - pure necessarie per affrontare nel breve periodo le emergenze, il settore agricolo rischia il collasso e certamente non assolverà al primario compito di traguardare il Paese nel corso della transizione ecologica. Siamo preoccupati per questo e avendo il fondato timore che l’agricoltura sia uscita dalle attenzioni del governo, dopo aver ascoltato le organizzazioni delle imprese agricole, presenteremo un pacchetto di emendamenti mirati a dare le risposte che il governo non ha voluto inserire in manovra. Lo dimostra peraltro l’assurdo divieto di coltivazione e commercializzazione della canapa industriale che è stata gestita in termini ideologici e non economici. Quei trentamila addetti del settore, sono giovani che trasformano la canapa in prodotti di eccellenza. Il governo - conclude - li tratta come se fossero spacciatori”.
Il disinvestimento su un settore cruciale per la crescita del Paese come quello della giustizia, oltre che per la difesa dei diritti dei cittadini, e sul suo funzionamento essenziale anche per il raggiungimento degli obiettivi del Pnrr, è purtroppo evidente a tutti ed è stato ribadito anche nelle audizioni svolte alla Camera. Questi ulteriori tagli sul comparto giustizia e in particolare sul sistema dell’esecuzione della pena ci preoccupano molto considerato che siamo in presenza di una gravissima crisi del sistema penitenziario e che il sovraffollamento, la mancanza di servizi essenziali, la carenza di personale, l’insufficienza e l’inadeguatezza delle strutture, le criticità nell'assistenza sanitaria rischiano di porre in discussione i diritti fondamentali della persona e di compromettere la funzione di reinserimento sociale che la Costituzione indica come coessenziale all'esecuzione delle pene.
Così Federico Gianassi, capogruppo del Pd in commissione Giustizia della Camera.
Sciopero e referendum sono rivolte previste da Costituzione
“Il capogruppo di Fratelli d’Italia dice che le parole del segretario della Cgil, Maurizio Landini, sulla manovra di bilancio prefigurerebbero gli estremi di un reato. Perché avrebbe usato la parola rivolta sociale. Forse Foti dimentica che in Italia esiste ancora la libertà di parola e anche quella di sciopero per i sindacati dei lavoratori. Oltre che di promuovere dei referendum per abrogare leggi sbagliate. Che è una forma legale di rivolta alle leggi sbagliate del governo. Lo dice la Costituzione, non il sindacato. La destra smetta di minacciare chi non è d’accordo con le scelte di politica economica del governo. Vogliono per caso limitare il diritto di sciopero? Vogliono mettere a tacere il sindacato? Sarebbe un fatto gravissimo”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
“Abbiamo espresso in commissione un parere fortemente negativo su questa legge di Bilancio 2025. E’ una manovra che per la contrattazione collettiva nazionale del pubblico impiego, stanzia risorse insufficienti: solo 1.755 milioni di euro per il 2025, 3.550 milioni di euro per il 2026 e 5.550 milioni di euro annui a decorrere dal 2027, che corrispondono ad incrementi retributivi rispettivamente dell’1,8 per cento, del 3,6 per cento e del 5,4 per cento a regime, rendendo il recupero dall’inflazione dal 2022 al 2024 impossibile. Si reintroduce il blocco del turn over per gli enti con più di 20 dipendenti, che si trasformerà in un pesante indebolimento delle pubbliche amministrazioni, con il rischio della riduzione dei servizi per cittadini e imprese a vantaggio del settore privato. Gravissima poi l’assenza di un qualsiasi segnale in materia di sicurezza sul lavoro, nonostante il ripetersi di episodi gravissimi, di quelle che possiamo chiamare vere proprie stragi sul lavoro”. Così il deputato dem Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro.
“A questo – ha proseguito l’esponente Pd - si aggiunge il processo di precarizzazione che sta portando avanti il governo, sia con il decreto Primo maggio (liberalizzazione dei contratti e termine, estensione dei voucher) che con il Collegato lavoro (contratti di somministrazione senza più limiti numerici, contratti stagionali estesi ad altri fattispecie e settori, “incentivazione fiscale” per i contratti misti), che porta inevitabilmente a una riduzione dei diritti dei lavoratori e dei loro redditi da lavoro annui, visto anche l’ostinata contrarietà della destra al salario minimo”.
“Questa – ha concluso Scotto – è una manovra dall’approccio ragionieristico che mira a rispettare i parametri del nuovo Patto di stabilità e crescita, ma è priva di organicità dal punto di vista strutturale e di strategie anticicliche ed espansive che servirebbero a rilanciare la nostra economia e di cui avrebbero bisogno i principali settori della vita del Paese”.
“Le audizioni di questi giorni hanno fatto chiarezza sulla manovra smontando i numeri della propaganda del governo e confermando quanto il Pd denuncia fin dall’inizio. È un colpo letale agli enti locali con un taglio di quasi 8 miliardi nei prossimi cinque anni. Il governo Meloni colpisce i servizi pubblici essenziali già messi a dura prova dalle scelte approvate negli ultimi mesi che hanno penalizzato Comuni, Province e Regioni e che adesso rischiano addirittura di mettere in discussione molti investimenti previsti dal Pnrr. Le amministrazioni locali, con questi definanziamenti, saranno costrette a tagliare ancora la manutenzione degli immobili pubblici, gli interventi per contrastare il dissesto idrogeologico, i servizi alla collettività, i sussidi alle famiglie, la scuola, i trasporti e, soprattutto, i servizi socio-assistenziali e la sanità. La manovra ‘senza nuove tasse’ della Premier Meloni avrà un costo altissimo per i cittadini”.
Così la vicepresidente dei deputati Pd Simona Bonafè.
“Tutte le audizioni confermano che siamo davanti ad una manovra povera e sbagliata. I 3,5 mld stanziati per il fondo trasporti non copriranno le spese e non cambieranno la rotta all'involuzione della rete dei trasporti italiani. Non c'è alcuna pianificazione degli investimenti e lo stesso fondo è sganciato da una pianificazione nazionale secondo il metodo del Pnrr e con le politiche di coesione”. Lo dice il capogruppo dem Anthony Barbagallo riguardo alla legge di bilancio oggi al voto in Commissione Trasporti a Montecitorio.
“La chiamano spending review - continua il deputato - ma sono solo tagli indiscriminati alle infrastrutture pubbliche e al diritto alla mobilità. Vengono definanziati, per un totale di 3,7 mld, i comparti della portualità, mobilità sostenibile, ciclabilità e trasporto su ferro delle merci”. “Hanno inoltre azzerato del tutto la sfida della transizione ecologica e digitale. Una manovra disastro che non riduce il gap infrastrutturale tra le varie aree del Paese e continua a discriminare il Sud; per non parlare dei temi della sicurezza dei trasporti e della continuità territoriale completamente dimenticati dal governo”, conclude Barbagallo
“Questo governo ha scelto, fin dal primo atto, di mostrarsi debole con i gruppi d’interesse che lo sostengono e forte con i più deboli e gli ultimi e questa legge di Bilancio per il 2025 ne è la conferma. In commissione, il Partito Democratico ha espresso parere contrario al provvedimento per le evidenti incongruenze e appesantimento delle politiche fiscali, che invece di semplificare rende più complicata la presentazione delle dichiarazioni dei redditi. Con l’entrata a regime del sistema a tre aliquote Irpef, il governo conferma la correzione dello scorso anno ma non risolve il problema dell’eccessiva tassazione sul reddito da lavoro dipendente, mentre elargisce condoni e sanatorie a determinate categorie sociali. A sorreggere la riforma Irpef saranno i lavoratori dipendenti con redditi sopra i 75 mila euro, mentre i lavoratori autonomi in regime di Flat Tax anche con redditi superiori a 75 mila euro, continueranno a pagare il 15 per cento senza alcuna progressività e senza alcun contributo alla fiscalità locale in quanto esentati dalle addizionali. Secondo i dati dell’Osservatorio Itinerari previdenziali sulle entrate fiscali il 45,16 per cento degli italiani non ha redditi o non li dichiara. Chi sostiene i costi della sanità e del welfare è la solita minoranza di contribuenti da lavoro dipendente, che paga per l’intera collettività”. Così il deputato dem Virginio Merola, capogruppo Pd in commissione Finanze.
“Sul piano del reperimento delle risorse – ha aggiunto l’esponente Pd - il governo ha avuto una mano più leggera a favore delle banche e la tanto sbandierata ‘tassa sugli extraprofitti’ per istituti di credito e assicurazioni è divenuta solo una mera anticipazione di imposte, che saranno recuperate nella prossima legislatura. Viene prevista una modifica peggiorativa della Web Tax, applicabile a piccole realtà colpendo un sistema di imprese vitale per il futuro del Paese e un taglio drastico alle agevolazioni ordinarie per le ristrutturazioni e l’efficienza energetica delle abitazioni che penalizzerà tantissime piccole imprese del settore dell’edilizia e spingerà nuovamente verso il nero e il sommerso”.
“Questa – ha concluso Merola - è una manovra di puro galleggiamento, senza visione e di brevissimo respiro, incapace di dare vere risposte alle persone e alle famiglie, inadeguata ad affrontare le grandi questioni del Paese, a rilanciare la crescita e a ridurre le disuguaglianze sociali. E’ una manovra lontana da ciò che sarebbe stato necessario per il bene del Paese e degli italiani”.
L’audizione degli amministratori delegati di Trenitalia e Italo in commissione Trasporti nella giornata dello sciopero proclamato dopo l'accoltellamento di un capotreno a Genova, ha ulteriormente evidenziato l'assenza di risposte concrete del ministro Salvini ai problemi ormai cronici nel trasporto ferroviario. Da parte del Mit continuano a mancare indicazioni chiare sulla programmazione degli interventi migliorativi per la tutela della sicurezza dei lavoratori del sistema ferroviario, oltre che una pianificazione seria per affrontare i ritardi di percorrenza che soprattutto su alcune tratte molto frequentate, sono ormai una costante. Invece che fare propaganda politica sulle aggressioni al personale, dal ministro Salvini ci saremmo aspettati risorse adeguate in manovra di bilancio, pianificazione e controllo, per dare risposte a lavoratori, viaggiatori e pendolari, tutto quello che fino ad oggi è mancato e manca.
Così Valentina Ghio, vicepresidente Gruppo PD alla Camera e componente della commissione Trasporti.
“A partire dal Covid il Sud Italia ha registrato tassi di crescita sensibilmente superiori al resto d’Italia. Un risultato che è frutto di una serie di importanti politiche pubbliche per favorire occupazione e investimenti, tra cui, su tutte, ‘decontribuzione Sud’ e il credito di imposta per i beni strumentali. Oggi il problema non è tanto che queste misure non ci sono più, ma soprattutto che non sono state affatto sostituite da interventi di analoga rilevanza. A fronte di 12,4 miliardi di risparmi nel prossimo triennio soltanto per la cessazione di ‘decontribuzione Sud’, il Governo ne rimette soltanto 6,9 a disposizione delle politiche per il Mezzogiorno. Uno scandalo vero, certificato anche dall’audizione dell’Ufficio Parlamentare di Bilancio. L’ennesimo freno messo da Meloni, Fitto e la destra di Governo per arginare quella parte di Paese che più di altre ha trainato l’economia nazionale negli ultimi quattro anni”.
Così Ubaldo Pagano, Capogruppo PD in Commissione Bilancio alla Camera.