“La maggioranza è allo sbando: il maxi emendamento sta accentuando le fratture tra la Lega e gli altri alleati, e persino all’interno della Lega stessa. Non si tratta di un dettaglio parlamentare, ma della legge di bilancio che riguarda milioni di cittadini. Non si può cambiare la disciplina pensionistica con un trucco parlamentare. Hanno creato un pasticcio enorme e gli italiani lo stanno già subendo. Basta arroganza: la destra chieda scusa: promettevano “quota 100” e si va verso “quota 110”, con età pensionabile sempre più alta, nuovi vincoli e tagli che avrà effetti ancora più devastanti sulle donne”. così la deputata democratica, Sara Ferrari.
“In campagna elettorale avevano annunciato che ‘la prima legge che andremo ad abolire sarà la Fornero’. Dopo tre anni di governo sulle pensioni hanno tradito tutte le promesse: dal rafforzamento di Opzione Donna all’innalzamento delle minime, dallo stop all’aumento dell’età pensionabile a nuove misure per tutelare gli assegni pensionistici dei più giovani. Nulla di tutto questo. Anzi, l’esatto opposto. E tentano perfino di mettere le mani anche nelle tasche di chi ha già pagato il riscatto della laurea: nei fatti una punizione in piena regola verso chi ha studiato”.
Così Valentina Ghio, vicepresidente del Gruppo Pd alla Camera.
“Il Governo presenta da giorni una pioggia di emendamenti last minute sulla propria bozza di manovra, già debole e dannosa, trasformando la legge di bilancio in un pasticcio ingestibile. Ma una cosa resta e svela le bugie raccontate negli anni: niente per la crescita, con l'Italia che senza il Pnrr sarebbe in recessione, l’impoverimento che colpisce soprattutto chi lavora, età pensionabile sempre più alta, tasse ai massimi da 10 anni, tagli a sanità, scuola e trasporti. Ma chi governa davvero? Chi scrive i testi del governo se tutti ne prendono le distanze? A forza di denunciare le “manine” e riempire il testo di correzioni confuse, ci aspettiamo che la Premier Meloni dia la colpa alla Dea Kali. A 10 giorni dall’esercizio provvisorio siamo ancora nel caos: il Governo ha perso credibilità e gli italiani pagano il conto di un’improvvisazione senza precedenti”. Così il capogruppo del PD nella commissione Affari Europei della Camera, Piero De Luca.
“Ve lo ricordate Salvini in campagna elettorale quando annunciava la cancellazione della legge Fornero? Dimenticatelo. La destra ha infatti mentito ancora una volta agli elettori e agisce facendo l’esatto contrario di ciò che ha predicato in questi anni. Ci troviamo di fronte a dei Robin Hood al contrario: da un lato, non mettono risorse sulle pensioni, tagliano Opzione Donna, alzano l’età pensionabile e ricattano chi riscatta la laurea; dall’altro, introducono condoni, aumentano a 10mila euro il denaro contante schiacciando l’occhio agli evasori e non affrontano il tema dell’inflazione che mette in difficoltà i più fragili. Uno spettacolo indecoroso di un governo che fa male all’Italia”.
Così il deputato e componente della segreteria nazionale del Pd, Marco Sarracino.
“Sulle pensioni la maggioranza è nel caos e non ha avuto alcun rispetto nei confronti di chi ha lavorato una vita e fatto sacrifici per andare avanti. Hanno come al solito tradito tutte le promesse fatte in campagna elettorale agli italiani.
Dopo più di 3 anni di governo hanno aumentato l’età pensionabile praticamente per tutti i lavoratori, comprese le forze dell’ordine. Ce lo ricordiamo bene Salvini quando prometteva di abolire la legge Fornero. Ma non solo non la hanno abolita, la hanno addirittura peggiorata, senza alcun rispetto per gli italiani”. Lo dichiara Ilenia Malavasi, capogruppo Pd in commissione Affari sociali di Montecitorio.
“La maggioranza è a pezzi: il maxi emendamento sta provocando sempre di più una spaccatura tra la Lega e il resto degli alleati. E persino dentro la Lega. Non stiamo parlando di una mozione parlamentare, ma della legge di bilancio. Chiediamo il ritiro del maxi emendamento. Non si cambia la disciplina pensionistica di milioni di persone con un espediente parlamentare. Hanno fatto un guaio grande e gli italiani se ne stanno accorgendo. Basta arroganza e chiedano scusa”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
“La manovra di bilancio in discussione al Senato non guarda al futuro del Paese, ma scarica costi e rischi sulle nuove generazioni mentre ignora i fattori strutturali che frenano opportunità e sviluppo”, dichiara il deputato del Partito Democratico Silvio Lai. "I dati ISTAT indicano che l’inflazione acquisita per il 2025 si attesta intorno all’1,7%, con una dinamica doppia sui prezzi dei generi alimentari fondamentali nella spesa delle famiglie. Questo contesto economico richiederebbe scelte proactive di sostegno al reddito delle famiglie e sulle spese per la formazione, la scuola e la ricerca, invece la destra va in senso contrario".
Sulla questione del riscatto della laurea, la presidente Meloni ha sostenuto che le nuove regole varranno ‘solo da questo momento in poi’. È una giustificazione insufficiente: per i giovani di oggi e per chi si iscriverà all’università domani, l’effetto è lo stesso – rendere più costoso investire in competenze e rendere più incerta la prospettiva previdenziale. Così questa manovra non contrasta la fuga dei cervelli, la rafforza. Quando si rende più difficile e costoso percorrere studi superiori e si indeboliscono i servizi essenziali come scuola e sanità pubblica, si invia un messaggio negativo: chi ha talento e competenze è spinto a cercare opportunità altrove. Il quadro disegnato da questa legge di bilancio mette a rischio il futuro delle nuove generazioni e disegna un Paese che funziona per chi ha già risorse e opportunità, un Paese per élite e per ricchi, mentre ai giovani e ai ceti medi si chiede di fare sacrifici senza visione”, conclude Lai.
“La maggioranza è ancora nel caos. Litigano su ogni passaggio senza un testo definitivo a dieci giorni dall’esercizio provvisorio. Manca una linea politica chiara: la Lega è divisa, Fratelli d’Italia ha perso la bussola, Forza Italia del tutto marginale. Il risultato è una legge di bilancio confusa e contraddittoria. Sulle pensioni il Governo tradisce completamente le promesse fatte agli italiani. Salvini e Meloni avevano promesso di superare la legge Fornero, oggi fanno l’opposto: la peggiorano. Tra nuovi paletti e tagli l’età pensionabile viene spinta sempre più in alto. Altro che ‘quota 100’: si va verso ‘quota 110’. Nel frattempo arrivano norme sbagliate che penalizzano chi è in regola, premiano furbi e morosi e aprono valanghe di ricorsi, come nel caso dei condomìni e del riscatto della laurea, svuotato di valore dopo che migliaia di cittadini hanno pagato contributi veri allo Stato. La fiducia nello Stato è messa seriamente in discussione” così la capogruppo democratica alla Camera, Chiara Braga.
Alcuni dei principali Sindacati della Polizia hanno denunciato duramente l'assenza nella Legge di Bilancio di interventi necessari per il comparto Sicurezza. Nella lettera alla Presidente Meloni condannano l'incoerenza del Governo parlando di "un quadro desolante che dimostra una distanza ormai evidente tra le parole e i fatti di un Governo, che dice di stare dalla parte delle Forze dell'ordine con frasi di circostanza ma non lo dimostra con atti concreti". Una presa di posizione molto dura. Che è assolutamente giustificata dal fatto che nella manovra non c'è un euro per aumentare gli organici delle Forze dell'Ordine, per pagare tutti gli straordinari già effettuati, per migliorare le retribuzioni degli agenti o per mantenere le promesse sul contratto della dirigenza.
Un comportamento inaccettabile da parte del Governo. Che tra l'altro sta per fare l'impensabile, prevedendo l'aumento di 4 mesi dell'età pensionabile dei lavoratori e delle lavoratrici delle Forze di polizia. Cioè per chi - parole dei sindacalisti - "ha trascorso una vita professionale tra rischi, stress operativo e responsabilità enormi". Vogliamo sperare che la Presidente del Consiglio e il Ministro dell'Economia, il leghista Giorgetti, vorranno ascoltare questo grido di aiuto che proviene dal mondo della pubblica sicurezza. Un'invocazione che evidentemente non ha trovato nessun ascolto da parte del Ministro dell'Interno Piantedosi. Troppo impegnato a fare post di propaganda per poter rappresentare le istanze del comparto che dovrebbe guidare. Su tutti i punti sollevati dai Sindacati abbiamo fin da subito presentato come Gruppo PD al Senato gli emendamenti necessari per rispondere concretamente a queste istanze sacrosante. Compresi quelli per cancellare la vergogna dell'aumento dell'età per andare in pensione o per mettere le risorse adeguate per la previdenza dedicata. Il Governo prenda i nostri emendamenti, che abbiamo scrupolosamente coperto economicamente, e li inserisca nella Legge di Bilancio. È un dovere verso le donne e agli uomini delle Forze dell'Ordine ed è una necessità per garantire la sicurezza. Perché con la propaganda si può guadagnare un titolo sul telegiornale "amico", ma non si aiuta chi lo merita e chi ne ha bisogno.
Così Matteo Mauri, deputato e responsabile Sicurezza del Partito democratico.
“Il Governo Meloni sta rompendo un patto fondamentale con migliaia di lavoratori. Il riscatto della laurea è stato pagato con soldi veri, sulla base di regole precise. Oggi quelle regole vengono cambiate: questa è una truffa di fatto. Dire che la norma “vale per il futuro” è falso nei fatti se confrontata con l’allungamento dell’età pensionabile: il valore dei contributi viene svuotato, penalizzando chi ha programmato la propria pensione fidandosi dello Stato. Il risultato è scontato: valanghe di ricorsi. Il Governo sta creando un contenzioso enorme, che costerà anni di cause e milioni di euro ai contribuenti. Una scelta irresponsabile che distrugge la credibilità dello Stato” così una nota del vicepresidente del gruppo del Pd della Camera, Toni Ricciardi.
“Finanziare lo sport pubblico aumentando l’offerta di gioco d’azzardo. Non è una semplificazione polemica: è ciò che il Governo ha deciso di fare con un emendamento alla legge di bilancio. Con ‘Win For Italia Team’ nasce una nuova lotteria di Stato, presentata come strumento per promuovere la pratica sportiva e finanziare il Coni, in particolare in vista delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026. In realtà il meccanismo è elementare e brutale: più persone giocano, più perdono, più lo Stato incassa. Lo sport viene tenuto in piedi non da investimenti pubblici strutturali, ma dalla diffusione di una dipendenza”.
Così il deputato dem e segretario di Presidenza della Camera, Stefano Vaccari, coordinatore dell’Intergruppo parlamentare per la sensibilizzazione sui rischi del gioco d’azzardo.
“Non lo diciamo solo noi - aggiunge - anche la campagna nazionale ‘Mettiamoci in gioco’, che da anni monitora e contrasta la diffusione dell’azzardo, ha denunciato come questo provvedimento rappresenti l’ennesimo aumento dell’offerta di gioco, mascherato da finalità ‘benefica’, e destinato con ogni probabilità a diventare strutturale, come già accaduto in passato con misure analoghe introdotte in situazioni emergenziali. Un appello che va raccolto e sostenuto. In Emilia-Romagna conosciamo bene le conseguenze di queste scelte. Ogni anno si giocano quasi 9 miliardi di euro. Decine di migliaia di persone hanno problemi di ludopatia, con ricadute pesantissime sulle famiglie, sui servizi sociali, sulla sanità pubblica. È un fenomeno strutturale, non marginale, e cresce quando cresce l’offerta. Eppure, invece di ridurla, il governo la amplia. Invece di investire seriamente nella prevenzione, nella cura e nello sport di base, sceglie la strada più facile e più cinica: fare cassa sulle fragilità sociali. Trasformare il gioco d’azzardo in uno strumento ordinario di finanziamento pubblico. C’è una contraddizione politica evidente e grave. Lo sport dovrebbe educare, includere, costruire benessere. Qui diventa dipendente da un meccanismo che produce esclusione, indebitamento, solitudine. Lo Stato prima alimenta il problema e poi finge di curarne gli effetti. Questa proposta non va nemmeno discussa e per questo la collega Tajani al Senato ha presentato l’emendamento soppressivo. Non si finanzia lo sport sulle dipendenze. Non si governa un Paese - conclude - lucrando sulla fragilità delle persone”.
“Questa manovra non affronta i veri problemi dell’Italia e non sta in piedi. Lo abbiamo detto fin dall’inizio”. Così Silvia Roggiani, deputata del Partito Democratico e componente della commissione Bilancio, commenta la legge di bilancio del governo Meloni. “Lo stesso ministro dell’Economia Giorgetti ha ammesso che servivano correzioni, e infatti la manovra è stata di fatto riscritta con un maxi-emendamento da 3 miliardi e mezzo su 18,7 complessivi, presentato fuori tempo massimo”.
“Il governo – aggiunge l’esponente dem - è intervenuto proprio su uno dei punti denunciati dal PD: all’inizio non c’era nulla per le imprese, nulla per la crescita, nulla per una vera politica industriale. Ora hanno messo una pezza, ma senza una visione e senza una strategia per il Paese. Tuttavia, mentre si interviene in modo confuso sul fronte economico, si continua a togliere diritti alle persone. Ancora una volta viene innalzata l’età pensionabile, cancellando diritti e aspettative di chi aveva fatto scelte sulla base di promesse precise. È una doppia beffa per lavoratrici e lavoratori”.
“Questa manovra – conclude Roggiani – non solo è stata riscritta in corsa, ma resta sbagliata nell’impianto: manca una visione di sviluppo e continua a scaricare il peso delle scelte del governo sulle persone”.
“Quello che il governo ha fatto sulle pensioni si chiama tecnicamente furto”. Così Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro, commenta il maxi-emendamento presentato sulla Manovra al Senato che interviene su età pensionabile e riscatto della laurea. “Senza alcun confronto con le parti sociali – spiega – il governo allunga l’età pensionabile, nonostante le promesse di abolizione della legge Fornero, e contemporaneamente colpisce diritti già acquisiti”.
“A persone che hanno pagato di tasca propria – spiega l’esponente dem - per riscattare gli anni di studio viene detto che quei sacrifici non valgono più. Dal 2031 perderanno sei mesi, poi un anno, poi diciotto mesi, fino ad arrivare a due anni e mezzo nel 2035. È come dire: la vostra laurea è carta straccia e i soldi versati allo Stato restano allo Stato. È l’austerità che ispira questo governo. Hanno combattuto i ‘salotti buoni’ prima di arrivare al potere e oggi invece ci stanno comodamente seduti, scaricando il costo delle loro scelte su lavoratrici e lavoratori”.
“Sul fronte del salario minimo – conclude Scotto - la Corte costituzionale ha respinto il ricorso del governo contro la legge della Regione Puglia che fissava negli appalti una soglia minima di 9 euro l’ora. È uno schiaffo alla propaganda del governo Meloni. Da tre anni non hanno fatto nulla contro il lavoro povero, limitandosi a sabotare le proposte dell’opposizione. Ora si riapra immediatamente una discussione seria sul salario minimo”.
“Meloni e Salvini avevano promesso di agevolare le pensioni, anche superando la legge Fornero. Oggi fanno l’opposto: con un blitz dell’ultimo minuto, senza confronto e senza trasparenza, l’esecutivo aumenta di tre mesi l’età per la pensione, irrigidisce l’accesso alla pensione anticipata e introduce penalizzazioni pesanti sul riscatto della laurea”.
È un tradimento politico netto, consumato contro lavoratrici, lavoratori e giovani” Lo dichiara Valentina Ghio vice presidente del gruppo PD alla Camera, commentando il maxi-emendamento del Governo alla legge di bilancio.
“Non bastava la cancellazione di Opzione Donna e Quota 103 – prosegue – con il contenuto del maxi emendamento si spinge sempre più in alto l’età pensionabile. Altro che riforma migliorativa: con questi interventi andare in pensione sarà molto più difficile e lontano”.
“Salari bassi, zero sostegno alla domanda interna e pensioni sempre più lontane: questo è il bilancio della manovra – conclude –Il Governo scarica sulle persone il costo delle proprie promesse mancate”.
“Salvini e Meloni avevano promesso di abolire la legge Fornero. Oggi fanno l’esatto contrario: la peggiorano e la rendono ancora più feroce. Passo dopo passo, tra nuovi paletti e tagli, questo governo spinge l’età pensionabile sempre più in alto. Altro che quota 100: sulle pensioni si va verso quota 110. Il governo ha sballato.
Il nuovo emendamento della manovra, è un tradimento. Salari più bassi, meno diritti, pensioni sempre più lontane. E a pagare sono ancora una volta le nuove generazioni, truffate anche sul riscatto della laurea, i lavoratori e i pensionati” Così la capogruppo del Pd alla Camera, Chiara Braga.