“Le dichiarazioni del presidente Elkann di oggi a proposito delle auto elettriche confermano quello che diciamo da tempo. Ci troviamo di fronte a politiche sbagliate da parte del governo Meloni che hanno comportato un crollo nelle vendite e acuito alcuni ritardi già clamorosi, come quello del mancato utilizzo dei fondi del Pnrr sulla transizione ecologica oppure alla lentezza colossale con la quale stanno procedendo gli appalti per le installazioni delle oltre 30mila colonnine elettriche nelle aree interne e nel Mezzogiorno. Le politiche scellerate dei ministri Salvini e Urso stanno comportando una continua perdita di occupazione e rischiano di mettere sempre più in crisi l’industria italiana alla vigilia della fase difficilissima dei dazi di Trump su questo settore. Serve ora, subito, un cambio di passo, con la consapevolezza degli errori che sono già stati fatti. Da questo punto di vista, il Partito democratico continuerà ad incalzare il governo in ogni sede istituzionale e nel Paese: l’Italia deve abbandonare il ruolo di Cenerentola d’Europa sulla auto elettriche”.
Così Anthony Barbagallo, capogruppo Pd in commissione Trasporti della Camera, Anthony Barbagallo.
"Il PNRR rappresenta un'opportunità unica per il rilancio economico e sociale del nostro Paese, ma il Governo continua ad accumulare ritardi e rinvii preoccupanti. L'Italia è il principale beneficiario del Piano, ma solo un terzo delle risorse totali è stato speso, mentre restano ancora 284 obiettivi da raggiungere entro il 2026. I settori chiave, come sanità, istruzione e inclusione sociale, registrano avanzamenti minimi, e il rischio di perdere questa occasione storica è concreto. Chiediamo trasparenza e un’informazione puntuale al Parlamento e al Paese. Il Governo non può limitarsi a rimodulare e tagliare progetti strategici come asili nido, case di comunità e investimenti nella transizione ecologica e digitale. Serve un cambio di passo immediato, perché dal successo del PNRR italiano dipende anche il futuro di un’Europa solidale e inclusiva. Non possiamo permettere che l’inerzia dell’esecutivo metta a rischio il futuro del Paese." Così in aula alla camera il capogruppo democratico nella commissione affari europei, Piero De Luca che ha chiesto “al governo di fare un’operazione verità sul Pnrr”.
Ricordate la “protesta delle tende”? Era il 2023 quando, in tantissime università italiane, studenti e studentesse si mobilitarono per contrastare il caro affitto e chiedere investimenti sugli studentati pubblici.
“Una protesta giusta, che appoggiamo, perché riguardava un argomento fondamentale all’interno del diritto allo studio. Anche per questo nella stesura del PNRR prevedemmo 60mila nuovi alloggi entro il giugno 2026.
“Oggi un report dell’Unione degli Universitari ci informa di come il Governo Meloni, che all’epoca non ascoltò gli studenti liquidandoli con le solite frasi di circostanza che la destra usa per delegittimare ogni protesta, abbia effettivamente finanziato solamente 11.275 posti letto. Circa 228 milioni di euro a fronte di 1,2 miliardi di risorse complessive stanziate.
“In sostanza, denuncia l’associazione studentesca, dopo il PNRR si avrà solo lo 0,5% in più di copertura reale di posti pubblici. Il report, che vi invito a leggere e vi metterò nelle storie appena disponibile online, affronta anche temi su a chi vanno, effettivamente, i soldi stanziati. Insomma, come dicono loro stessi, “è tutto sbagliato”.
“Non vederci una chiara scelta politica sarebbe miope. Questa è la destra. Oltre alla sanità favoriscono la privatizzazione dell’istruzione: nell’Italia di Meloni si cura e studia solo chi può permetterselo.”
Lo dichiara in un post sui social network Chiara Gribaudo, vicepresidente nazionale del PD.
presentata interrogazione su scuola Barberino Tavernelle, esempio di problema diffuso
"Quando un'opera prevista dal Pnrr non potrà essere completata nei tempi stabiliti, a seguito di comprovate cause non imputabili alla stazione appaltante, lo Stato deve intervenire per evitare gravissimi dissesti economici ai comuni interessati e disagi per le comunità territoriali coinvolte. Il caso della scuola di Barberino Tavernelle, dove la ditta vincitrice ha abbandonato il cantiere per poi fallire, è un esempio eclatante di un problema diffuso su cui occorre intervenire immediatamente". E’ quanto chiede la vice presidente del gruppo Pd Simona Bonafè presentando una interrogazione parlamentare sulla vicenda dell'opera pubblica che rischia di non essere terminata entro la data prevista.
"E' quindi necessario istituire un fondo statale, finalizzato al completamento di questi edifici le cui risorse siano destinate agli enti locali che hanno registrato ritardi e conseguentemente perso la possibilità di utilizzare i finanziamenti europei. Un mio emendamento è stato respinto dalla destra ma c'è un ordine del giorno approvato che impegna il governo ad intervenire rapidamente. Non possiamo perdere altro tempo", conclude Simona Bonafè.
Solo propaganda e retorica ma nessun rispetto per le donne
“La consigliera per le pari opportunità, in base all'articolo 1 della legge 162 del 2021 avrebbe dovuto rendicontare entro il 30 giugno 2024 sull'andamento delle certificazioni per la parità di genere ma non lo ha mai fatto. Dalla ministra Roccella otteniamo risposte già note sui giornali e non del perché tale rendicontazione non ci sia stata. La ministra è venuta in Aula a fare la solita manfrina fatta di propaganda e retorica”. Così la deputata dem Chiara Gribaudo intervenendo in replica alla ministra Roccella durante il Question Time alla Camera sulla parità salariale di genere.
“La verità è che questo governo non ha alcuna intenzione di occuparsi del gap tra donne e uomini nel mercato del lavoro e i suoi ministri preferiscono rilasciare interviste sul gender. L'unico gender che al Pd interessa è il gender gap salariale in questo Paese”.
“Roccella - continua la parlamentare Pd rispondendo alla ministra sui dati Istat - parla di dati positivi sull'occupazione femminile ma nasconde che la crescita è legata al lavoro precario e povero. Siamo il Paese d'Europa con il più basso tasso occupazionale femminile perché il governo Meloni lavora contro le donne con la liberalizzazione dei contratti di somministrazione, l'abrogazione dell'esenzione Irpef alle prestazioni di baby-sitting di welfare aziendale, l'aumento dell'Iva sui prodotti igienico-sanitari femminili e sui pannolini. Questo governo ha cancellato 'Opzione donna', non finanzia i consultori e inserisce le stanze dell'ascolto per non lasciare le donne libere di scegliere”. “Questo governo ha tagliato fondi sugli asili nido presenti sul Pnrr e, in ritardo di un anno, solo l'altro ieri ha reso note le risorse sul reddito di libertà per le donne. Voi non guardate al futuro del Paese e, soprattutto, non portate rispetto alle donne”, conclude Gribaudo.
Sciopero avvocati per paralisi tribunale civile di Tempio, presentata interrogazione Pd
“La situazione al tribunale di Tempio è ormai incandescente se gli avvocati sono costretti a scioperare, come avevano già fatto nel 2019 a causa dei ritardi delle cause civili che vengono rinviate, con sedute fissate ordinariamente al 2028 e alcune anche al 2030, secondo le notizie che arrivano dall’Ordine territoriale”. Così il deputato dem Silvio Lai interviene sulla decisione degli avvocati appartenenti all’Ordine di Tempio-Olbia di astenersi per due giorni dall’attività per protestare contro le condizioni della giustizia civile nel territorio.
“Nonostante gli interventi del PNRR per ridurre i tempi processuali - conclude Lai - laddove la sezione penale ha ridotto da 2800 a 500 i giorni di attesa per una sentenza, la sezione civile non riesce a recuperare il pregresso a causa del fatto che sono presenti solo 3 magistrati che hanno un carico individuale di oltre 1100 cause contro le 250 ordinarie. Per questo motivo e per chiedere le ragioni di questa situazione, insieme a Debora Serracchiani, responsabile Giustizia del Pd, e Federico Gianassi, capogruppo dem in commissione Giustizia alla Camera, abbiamo depositato una interrogazione urgente al ministro Carlo Nordio per chiedere quali siano le azioni poste in essere per recuperare le carenze di organico del tribunale di Tempio-Olbia e per conoscere la sistemazione nel resto dell’Isola. Ma soprattutto per chiedere come è possibile che membri della maggioranza e addirittura esponenti del governo si spingano a promettere riaperture di piccoli tribunali chiusi ormai da 12 anni quando le sedi principali, per carenza di organico, non sono in grado di garantire l’attività ordinaria nei tempi necessari”.
“Le false fideiussioni stanno compromettendo il corretto completamento delle opere pubbliche ed in particolare l’attuazione del Pnrr. Si tratta di vere e proprie truffe che danneggiamo le imprese oneste, la sicurezza dei lavoratori coinvolti e mettono a rischio moltissimi cantieri aperti, creando conseguentemente problemi alle casse dei comuni e ai cittadini. Su questa vicenda, emersa con assoluta gravità dall’inchiesta del quotidiano La Repubblica, presenteremo una interrogazione parlamentare”: è quanto dichiarano Marco Simiani, Ubaldo Pagano e Piero De Luca, rispettivamente capogruppo Pd in Commissione Ambiente, Bilancio e Politiche Ue di Montecitorio.
“Queste frodi stanno continuando nonostante il Codice Appalti preveda che la garanzia fideiussoria debba essere emessa e firmata digitalmente, attraverso piattaforme autorizzate e certificate. E’ necessario che il governo intervenga per garantire la piena attuazione di questa norma senza la quale non può essere assicurata la regolarità e la sicurezza degli appalti pubblici”.
"A tre anni dall'avvio delle azioni per l’implementazione della misura contro il caporalato e il superamento degli insediamenti abusivi, non è ancora stata sottoscritta alcuna convenzione con i Comuni beneficiari. È inaccettabile che le amministrazioni locali, dopo aver rispettato ogni scadenza e richiesto più volte chiarimenti, restino nell'incertezza. Per questo ho presentato un’interrogazione parlamentare al Ministro del Lavoro, chiedendo risposte chiare e tempi certi". Così Chiara Gribaudo, Presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, annuncia la presentazione dell’atto in Parlamento.
L’interrogazione chiede conto dello stato di avanzamento delle attività, del mancato convenzionamento con i Comuni nonostante il ripetuto invio dei Piani di Azione Locale (PAL) e della possibilità di ottenere una proroga dei termini di realizzazione, oggi fissati al primo trimestre del 2025.
Spiega l’Onorevole Gribaudo: "Nonostante a dicembre il commissario Falco in audizione presso la Commissione da me presieduta ci avesse annunciato che il contributo sarebbe arrivato entro gennaio e per i primi comuni addirittura entro il 2024, riscontriamo che ad oggi gli impegni non sembrano rispettati. Il tempo passa e i territori si trovano in difficoltà per i ritardi del Governo. Sappiamo che tre Comuni hanno già rinunciato ai fondi, scoraggiati da un processo farraginoso e senza garanzie. Il Governo deve dire chiaramente se intende proseguire con questa misura o se prevede di individuare altre coperture finanziarie. Non possiamo permettere che il grande impegno e le risorse già investite dai Comuni vadano sprecati, ma più in generale non si può lasciare insoluto un problema che riguarda la dignità di lavoratrici e lavoratori e la legalità nel settore agricolo, tanto più nel momento in cui ci sono i fondi".
"L'Italia ha il dovere di rispettare gli impegni presi nel contrasto al caporalato. Non possiamo accettare che, mentre si moltiplicano i tavoli e le richieste di aggiornamento ai Comuni, la situazione sui territori resti immobile. Il Governo non può più rimandare: servono risposte immediate" conclude la vicepresidente nazionale del PD.
“Giorgia Meloni continua a raccontare frottole al Paese. Parla di un’Italia che non c’è mentre tutto i dati ci parlano di una crisi alle porte che farà molti danni all’economia. E non sono ancora arrivati i dazi di Trump! I risultati del Governo sono scarsi con una frenata del Pil che ci porta vicini alla crescita zero. Nonostante i soldi del Pnrr l’Italia resta il vero malato dell’Eurozona dove si moltiplicano le aziende che chiudono, dove il potere d’acquisto dei salari e degli stipendi viene mangiato dall’inflazione reale e dal caro bollette, dove interi pezzi di industria vengono svenduti. Dopo due anni e mezzo il fallimento è sotto gli occhi di tutti”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
Grave la mancanza di case comunità nel Municipio VIII di Roma
“Il governo conferma che l’edificio fatiscente di Via Cerbara nel Municipio VIII di Roma, non verrà rimesso a nuovo e utilizzato come casa e ospedale di comunità come previsto dal piano Pnrr. Dopo 2 anni dall'insediamento della nuova amministrazione, c'è dunque da domandarsi il perché la Regione Lazio abbia atteso così tanto, per definire insieme all'Asl RM2, un nuovo programma di realizzazione di case e ospedale di comunità per il Municipio VIII”. Così il deputato dem Roberto Morassut intervenendo in Aula in un'interpellanza urgente al governo sulla realizzazione di case e ospedali di comunità nel Comune di Roma.
“Oltre alla gravità socio-sanitaria – continua il parlamentare Pd - dovuta alla mancanza delle case e ospedali di comunità in una zona periferica di Roma, resta aperta la questione su quale sviluppo avrà l'edificio di Via Cerbara destinato alla demolizione, senza ricostruzione, con conseguente vuoto urbano”. “I fondi Pnrr del progetto iniziale sono stati perduti o sparpagliati, con rimodulazione, in altri progetti di cui non c'è alcuna certezza di realizzazione entro la scadenza del 2026. Tutto questo non risolve i problemi dei cittadini del Municipio VIII e la questione è solo rimandata a data da destinarsi”, conclude Morassut.
“Il PD chiede trasparenza al governo sui progetti del PNRR, perché permangono diverse preoccupazioni sulla reale volontà di portare a termine integralmente gli investimenti per gli studentati, un aspetto cruciale per garantire il diritto allo studio”. Così la capogruppo democratica nella Commissione Cultura della Camera, Irene Manzi, in replica al ministro Foti durante il question time alla Camera. “ È fondamentale – aggiunge Manzi - aumentare il numero di posti letto nelle residenze universitarie, adeguandoci agli standard europei e riducendo i costi che pesano gravemente sui bilanci delle famiglie. Bene quindi le rassicurazioni del ministro Foti, ma il PD continuerà a vigilare affinché l'obiettivo dei 60.000 posti aggiuntivi previsti dal PNRR venga effettivamente raggiunto”.
“Foti dovrebbe essere il ministro attuatore del piano Pnrr, non il suo commissario liquidatore: in gioco è il futuro dell'Italia” così il capogruppo democratico in commissione Affari Europei della Camera, Piero De Luca, nel corso del question time di oggi a Montecitorio. “Sul Pnrr i conti non tornano e per colpa del governo è diventato il Piano nazionale dei ritardi e dei rinvii. La spesa – ha sottolineato De Luca - è ferma al 50% delle risorse ottenute, al 30% di quelle complessive e restano ancora 130 miliardi di euro da mettere a terra. Serve un'operazione verità – ha aggiunto De Luca - perché il governo ha fatto disastri utilizzando la teoria Salvini: per eliminare i ritardi, si eliminano i progetti. L'esecutivo ha tagliato centomila posti negli asili nido, 500 case di comunità e miliardi di investimenti nelle periferie. E adesso dalla stampa apprendiamo che c'è la volontà di tagliare anche sui posti letto per gli alloggi universitari. Questi progetti – continua De Luca – sono fondamentali e non si possono tagliare: il caro affitti e la carenza degli alloggi sono un'emergenza. Non si tratta di piccoli interventi ma di investimenti strategici per garantire il diritto allo studio a tutti gli studenti in ogni area del Paese”, conclude De Luca.
"Bene l’approvazione degli emendamenti presentati dal Pd, M5S e AVS, che eliminano la norma che avrebbe aperto le porte ai ‘sindacati pirata’: l’Aula ha rimosso un elemento del tutto estraneo a questa legge, che avrebbe rappresentato una grave regressione in tema di rappresentanza dei lavoratori " ha dichiarato la responsabile nazionale Lavoro del Pd, la deputata democratica Maria Cecilia Guerra nel corso dell’esame della proposta di legge sulla partecipazione dei lavoratori nella governance d’impresa.
"La norma abrogata – sottolinea Guerra – avrebbe messo in discussione il concetto stesso di rappresentanza dei lavoratori attraverso le organizzazioni sindacali. Bene quindi che l’aula della Camera abbia bocciato un intervento estemporaneo che avrebbe favorito sindacati non rappresentativi che, molto spesso, agiscono come ‘sindacati pirata’, facendo concorrenza sleale ai sindacati realmente rappresentativi su salari e tutele. Siamo favorevoli a discutere criteri chiari per definire in modo compiuto, anche normativamente, la rappresentatività dei lavorati – ha aggiunto Guerra – e su questo tema abbiamo diverse proposte depositate alla Camera e al Senato. Chiediamo, tuttavia, che questo avvenga in modo organico e non improvvisato all’interno di provvedimenti che trattano di tutt’altro. Continueremo, quindi, ad opporci, come abbiamo fatto in accordo con i sindacati confederali e le grandi associazioni datoriali nel caso del decreto Primo Maggio, del PNRR e del Codice degli Appalti, a norme lesive della rappresentanza, partorite in modo improvvisato e improvvido da questa maggioranza", conclude Guerra.
Come abbiamo denunciato già lo scorso novembre, il governo si avvia verso il taglio dei 60 mila posti letto per gli universitari previsti dal Pnrr. A causa dei folli ritardi e della loro incapacitá, al 18 febbraio risultano ammessi ai finanziamenti solo 22 mila posti letto e il ministro Foti vorrebbe adesso ridurre l’obiettivo finale. Abbiamo depositato anche un’interrogazione parlamentare perché il Governo racconti la verità al Paese sui gravi ritardi nella spesa e coinvolga pienamente il Parlamento nelle ulteriori modiche preannunciate. Il Governo ha già cancellato 100 mila posti negli asili nido, 500 case e ospedali di comunità e tolto dieci miliardi di euro ai comuni, spalmandoli su altre risorse nazionali. Oggi la spesa è al 30% delle risorse. Abbiamo da mettere a terra ancora 130 miliardi. Vogliamo trasparenza e chiarezza perché il fallimento del Piano sarebbe drammatico per il futuro dell'intero Paese”. Lo ha detto Piero De Luca, capogruppo Pd in commissione politiche europee.
“L’ERTMS è il sistema europeo di gestione del traffico ferroviario più avanzato per il controllo e la supervisione del distanziamento dei treni, fondamentale per garantire sicurezza, efficienza e intermodalità nella rete ferroviaria nazionale. Inoltre, rappresenta una delle priorità del PNRR, tuttavia, nel 2023 il governo Meloni ha deciso di ridurre l’investimento di 504 milioni di euro, posticipando di sei mesi il target intermedio, con la giustificazione di criticità legate alla carenza di materie prime e alle procedure autorizzative. Una scelta che rallenta l’ammodernamento della nostra rete ferroviaria e rischia di compromettere la sicurezza del sistema”. Così il deputato dem Andrea Casu, vicepresidente della Commissione Trasporti.
“Come Partito Democratico – ha concluso Casu - abbiamo presentato un ordine del giorno durante l’esame del Decreto PNRR per chiedere al governo di impegnarsi politicamente a superare gli ostacoli per poter rispettare le prossime scadenze e trovare comunque il modo di completare il piano su tutte le linee ferroviarie originariamente previste. Purtroppo, la maggioranza di destra ha votato contro, confermando ancora una volta la totale incapacità di considerare come una vera priorità nazionale la sicurezza e la regolarità della circolazione ferroviaria”.