Durante il suo intervento alla Camera nel corso delle dichiarazioni di voto finali al decreto PNRR, il deputato democratico Silvio Lai ha colto l’occasione per esprimere, a nome del Partito Democratico, i migliori auguri di pronta guarigione a Papa Francesco.
“Un'emergenza sarebbe il dramma che si consuma nelle carceri e che non riguarda solo i detenuti, quelli che godete a non far respirare. Autorevolmente ne hanno segnalato l'urgenza innanzitutto il Papa - e voglio cogliere l'occasione per augurare al Santo Padre una pronta guarigione -, ma anche il Presidente della Repubblica e i sindacati della Polizia penitenziaria.”, ha dichiarato l’esponente dem.
“E di fronte allo sdegno – ha concluso Lai - alle preoccupazioni e agli allarmi, vi siete girati dall'altra parte: meglio occuparsi della separazione delle carriere, che non porta alcun beneficio per la collettività, ma che nasce dalla vostra volontà di indebolire l'ordine giudiziario, ancora oggi in grado di porre in attuazione della Costituzione un serio limite all'esercizio del potere esecutivo. E con la stessa volontà, portate avanti il tentativo di mettere il bavaglio all'informazione o alla libertà di manifestare le vostre opinioni”.
“Questo decreto su cui è stata posta l'ennesima fiducia è un insieme di norme confuse e prive dei requisiti di urgenza, utili solo per pochi. Nasce lontano dagli interessi della comunità soprattutto nelle soluzioni che propone: è un altro provvedimento di distrazione di massa. Il governo vuole nascondere che senza il tanto osteggiato Pnrr, l'Italia sarebbe in recessione economica. Le conseguenze le scontano gli italiani costretti a pagare conti familiari sempre più alti, devastati dalle bollette, dall'aumento dei mutui, dei carburanti e delle nuove multe che il governo si è inventato immotivatamente”. Così il deputato dem Silvio Lai intervenendo a Montecitorio sul voto di fiducia del Dl Pnrr.
“Ogni giorno – continua il parlamentare Pd – governo e maggioranza inventano storie irreali e cercano nuovi nemici per coprire i fallimenti. Ma questo decreto è solo pura propaganda fin dall'articolo 1 laddove si propone il modello Caivano in altri quartieri delle città italiane per elevarle a simbolo delle periferie degradate. Nulla di più sbagliato perché commissariando le periferie, il governo delegittima i sindaci e non dà risposte contro il degrado. Viene marginalizzato il Terzo settore e il suo contributo fondamentale per le periferie in difficoltà. Vengono stanziati fondi per tre mini dissalatori in Sicilia senza alcun quadro complessivo territoriale e senza alcuna trasparenza”. “Scemare e sopire, illudere e ingannare: così il governo pensa di risolvere i problemi degli italiani. La propaganda è l'ossessione di questo esecutivo”, conclude Lai.
“Oggi c'è poco da festeggiare per la maggioranza a parte l'ottantesima fiducia, tre fiducie al mese, un vero record. I dati però parlano chiaro: avevate promesso una crescita economica del 1,2% e oggi invece siamo allo 0,5% e si prospetta uno 0 per il 2026. In altre parole senza il Pnrr saremmo in recessione. Il Paese è in emergenza idrica, energetica, abitativa, occupazionale e soprattutto salariale. I problemi non vengono risolti ma scavalcati come si fa per il clima, per la scuola e per le aree interne”. Così il deputato dem Marco Simiani annunciando il no del Pd alla fiducia sul Dl Pnrr.
“Con la fiducia – continua il capogruppo in Commissione Ambiente - evitate il confronto parlamentare, per forzare su tutto dalle periferie alla rigenerazione urbana, rimanendo sordi anche ai piccoli emendamenti propositivi come il coinvolgimento del Terzo settore. Cosa ha di emergenziale il commissariamento del Aci? Il governo dovrebbe spiegarcelo così come dovrebbe spiegare se è vera la nomina del figlio di un'alta carica istituzionale come la stampa ci informa”. “Il Pd è pronto ad affrontare le vere emergenze per il Paese ma non è disposto ad accettare le forzature a colpi di fiducia senza alcuna seria programmazione”, conclude Simiani.
“Ieri abbiamo incontrato le ragazze e i ragazzi del concorso “Coesione sud”. Una generazione che con sacrificio e studio ha scelto di impegnarsi per la nostra pubblica amministrazione, ma che rischia di restarne fuori a causa dell’assurda norma blocca idonei una scelta sbagliata, ingiusta e antistorica. Per questo oggi abbiamo deciso di presentare una interrogazione parlamentare chiedendo ancora una volta al Governo di affrontare questa vicenda la cui risoluzione comporterebbe una maggiore efficienza nella attuazione del PNRR, renderebbe più efficiente la nostra PA, eviterebbe la dispersione di competenze fondamentali per il nostro Paese” così in una nota i deputati democratici Marco Sarracino e Andrea Casu.
“Oggi discutiamo un decreto che dovrebbe affrontare questioni di massima priorità per il Paese, dalla rigenerazione urbana delle periferie alla lotta alla dispersione scolastica, dall'emergenza climatica e idrica all'attuazione del PNRR e al disagio sociale. In realtà, è l'ennesimo decreto omnibus, privo di una visione a lungo termine e utile più a produrre titoli dei giornali che a dare risposte concrete ai cittadini. Sono, infatti, mesi che il Governo cerca di spostare l'attenzione degli italiani dalla realtà, mentre le bollette sono in continuo aumento, aumentano i lavoratori in cassa integrazione, i salari reali sono in calo. Ma i fatti arriveranno a dimostrare la natura restrittiva dei provvedimenti economici dell’esecutivi. Ormai, lo dimostra anche questo provvedimento: se un territorio è colpito da calamità naturali, diventano vere e proprie sciagure, perché i territori non possono più contare su un rapido e forte intervento dello Stato. Infatti, la vostra lentezza serve a capire se, prima di nominare un commissario per intervenire, in quel territorio c'è un amministratore amico o avversario.
Sul Pnrr c'è una passività del Governo, una tendenza a rallentare la capacità di spesa. È vero che siamo il Paese che ha più risorse del PNRR, ma siamo a un livello di crescita ben lontano da quell' 1,2%, indicato dalla legge di bilancio, mentre altri Paesi, come la Spagna, con meno risorse, stanno mettendo più risorse nell'economia reale e sono a una crescita del 3%. Quindi non ci si faccia la morale sulle risorse europee e soprattutto si dica chiaramente che si porta avanti una politica economica restrittiva, che non vuole spendere le risorse che arrivano dai Fondi europei. Per concludere sull'acqua, riteniamo si sia perduta l'occasione per affrontare la questione dell'emergenza idrica non solo in termini emergenziali, ma anche ponendosi delle domande di fondo su come si fanno gli interventi infrastrutturali sulle questioni idriche che necessitano al Paese.
Così il deputato del Pd Claudio Mancini, intervenendo in Aula.
“Vogliamo stigmatizzare il continuativo ricorso al voto di fiducia da parte del governo e gli effetti distorsivi che questo porta sul lavoro parlamentare. La prossima settimana saremo chiamati a votare altre due fiducie che evidenziano sempre più un monocameralismo alternato. Situazioni paradossali volute dal governo Meloni per evitare ogni forma di confronto di merito e proposte di emendamenti. Errare è umano, perseverare è diabolico. Il governo faccia un passo indietro e capisca che emergenze, Pnrr e milleproroghe sono materie dove è necessario un confronto in Aula. Non va bene che l'agenda del Parlamento sia solo nelle mani della maggioranza”. Così il deputato dem Andrea Casu, Segretario d'Aula a Montecitorio.
"E' necessario istituire un fondo statale, finalizzato al completamento di edifici pubblici previsti dal Pnrr ed in particolare le scuole, le cui risorse siano destinate agli enti locali che hanno registrato ritardi e conseguentemente perso la possibilità di utilizzare i finanziamenti europei, a seguito di comprovate cause non imputabili alla stazione appaltante". Lo chiede la vicepresidente dei Deputati PD Simona Bonafè.
"I problemi del governo sull'attuazione del Pnrr sono evidenti e certificati dalla Corte dei Conti. Se a questo aggiungiamo i fallimenti delle imprese, che costringono a indire nuove gare, emerge come i comuni, soprattutto di piccole e medie dimensioni, potrebbero essere costretti a ripagare tutte le tranche dei finanziamenti concessi per l’opera qualora non venisse rispettata la tempistica fissata in sede comunitaria. Nel corso del dibattito del Decreto Emergenze ho depositato un emendamento in questa direzione, purtroppo respinto. Faccio un appello a tutte le forse politiche affinché si giunga, su questo tema, ad una soluzione condivisa: per evitare quindi gravissimi dissesti economici ai comuni interessati e disagi per le comunità territoriali coinvolte", conclude Bonafè.
Braga e Guerra: ancora una pagina nera
“Molto grave che il governo lasci fuori il terzo settore dalla coprogettazione degli investimenti del Pnrr per la riqualificazione sociale delle aree del paese considerate ad alta vulnerabilità sociale” lo dichiarano la capogruppo del Pd alla Camera, Chiara Braga e la responsabile economica del Pd, la deputata, Maria Cecilia Guerra al termine della seduta delle commissioni bilancio e ambiente della camera che ha esaminato il dl emergenze-Pnrr.“I commissari di governo che, secondo il decreto, dovranno predisporre piani straordinari di riqualificazione sociale per alcune aree del paese considerate ad alta vulnerabilità sociale - aggiungono le democratiche - non saranno tenuti a coinvolgere attivamente gli enti del Terzo settore presenti nel territorio nella formulazione di questi piani. Anche se sono enti che su quei territori costituiscono un presidio, in coordinamento con gli enti locali, o anche in autonomia, nelle situazioni in cui le istituzioni sono meno presenti, per il contrasto e l’aiuto al disagio sociale alla vulnerabilità e al disagio giovanile.
Bocciati gli emendamenti che abbiamo presentato come Partito democratico, e gli analoghi emendamenti presentati dalle altre opposizioni e persino di una parte della maggioranza. Il confronto con il terzo settore potrebbe fare perdere tempo, questa la motivazione ufficiale, che nasconde la solita grande arroganza di chi non conosce il lavoro sul campo, costruito con generosità e costanza, e non con interventi estemporanei, dagli enti del terzo settore. Un’altra pagina nera nelle decisioni di questa maggioranza” concludono le democratiche.
Viene confermato nelle ultime ore quanto stiamo denunciando da tempo. Il decreto approvato ieri in Stato-Citta', in linea con la legge di bilancio, taglia a comuni e province risorse pari complessivamente a 1 miliardo e 740 milioni di euro nei prossimi cinque anni. Una scelta folle del Governo, che colpirà necessariamente i servizi essenziali alle famiglie, trasporti, scuole, politiche sociali, manutenzione, infrastrutture. Ancora una volta a pagare il prezzo di questa decisione del Governo saranno i cittadini italiani, in particolare i più fragili, e tutte le nostre comunità. Se aggiungiamo a questo il rallentamento del Pnrr e i ritardi nei relativi progetti di investimenti previsti nelle città, c'è da essere profondamente preoccupati.
Così il capogruppo democratico nella commissione affari europei della Camera, Piero De Luca.
Giuli assente, fa discutere interventismo Borgonzoni
"Negli ultimi anni, gli stabilimenti cinematografici di Cinecittà sono stati al centro dell’attenzione per il numero e la qualità delle produzioni nazionali e internazionali che vi hanno lavorato. Si è parlato di un profondo rilancio industriale, grazie a una gestione virtuosa e all’efficace attuazione del PNRR, che porterà a un sostanziale raddoppio della capacità produttiva.
Oggi, però, Cinecittà torna a far parlare di sé in un contesto ben diverso: è diventata il simbolo della crisi in cui il governo ha gettato l’industria cinematografica e audiovisiva italiana. La situazione è estremamente grave, i teatri sono sostanzialmente vuoti e
non ci sono produzioni, ed è ulteriormente compromessa da scelte discutibili, che hanno tutto il sapore di uno spoil system scandaloso, colpendo l’intera dirigenza di Cinecittà.
Il ministro Giuli è totalmente assente di fronte a questa situazione, mentre la gestione – ormai politicizzata – di Cinecittà sembra essere nelle mani della sottosegretaria Borgonzoni, il cui interventismo su decisioni che non le competono sta suscitando forti polemiche"
Così il deputato democratico e componente della Commissione Cultura della Camera, Matteo Orfini, commenta la notizia dei nuovi licenziamenti tra i dirigenti di Cinecittà da parte della nuova governance guidata da Manuela Cacciamani e Chiara Sbarigia.
Pagano e Simiani: l’amichettismo è la cifra di questa legislatura
"Il decreto emergenze e PNRR, che sarà approvato la prossima settimana dalla Camera, contiene al suo interno norme che confermano la volontà del governo di commissariare gli enti per nominare persone considerate vicine alla maggioranza. Il lupo perde il pelo ma non il vizio, e la cifra di questa legislatura pare essere ormai conclamata nell’amichettismo a tutti i livelli” Così i capigruppo democratico nelle commissioni Bilancio e Ambiente della Camera, Ubaldo Pagano e Marco Simiani che spiegano: “è il caso dell’ACI, che con le nuove norme sarà commissariata, facendo decadere la recente elezione del presidente, scelto dagli iscritti con una percentuale superiore al 90%. Il governo non accetta di non avere voce in capitolo e si prepara a prendere il controllo di un’istituzione presente capillarmente in tutta Italia. E sono tante le voci di chi considera che la nuova governance è stata già ‘prenotata’ per il figlio del presidente del Senato, Geronimo La Russa. Questo sarebbe un ulteriore segnale di un metodo di gestione della cosa pubblica molto grave perché antepone gli interessi di parte a quelli dei cittadini”.
“Chiediamo che il ministro Foti riferisca in Parlamento in merito alle indiscrezioni e alle notizie circolate negli ultimi giorni riguardo a un possibile nuovo utilizzo dei fondi di coesione europei, con un cambio di destinazione rispetto agli stanziamenti non pienamente utilizzati dalle regioni. Questi fondi sono vincolati a obiettivi strategici fondamentali, volti a ridurre le disuguaglianze territoriali in Italia e in Europa. Finanziamenti destinati a scuole, politiche sociali, ospedali, inclusione, occupazione, lotta al dissesto idrogeologico: risorse essenziali per colmare il divario tra aree interne, metropolitane, Mezzogiorno e altre zone del Paese. Guai a cambiarne la destinazione. Il governo, invece, ha operato in direzione opposta, tagliando 3,5 miliardi destinati alla perequazione territoriale, proponendo lo "Spacca Italia" giustamente affossato dalla Corte Costituzionale e rallentando l'attuazione del PNRR, soprattutto negli investimenti infrastrutturali e sociali. Per questo, dopo le dichiarazioni di Foti, chiediamo al governo massima chiarezza e massima attenzione per evitare che questi fondi specifici vengano snaturati e distolti dai loro obiettivi primari”. Così il capogruppo democratico nella commissione affari europei della camera, Piero De luca è intervenuto in aula a Montecitorio.
“Come denunciamo da tempo, i dati confermano che il PNRR è diventato il Piano Nazionale dei Ritardi e dei Rinvii. Abbiamo depositato un'apposita interrogazione parlamentare sul punto cui il Governo continua a non rispondere. Dica la verità al Paese sui gravi ritardi nella spesa e coinvolga pienamente il Parlamento nelle ulteriori modiche preannunciate. Il Governo ha già cancellato 100 mila posti negli asili nido, 500 case e ospedali di comunità e tolto dieci miliardi di euro ai comuni, spalmandoli su altre risorse nazionali. Oggi la spesa è al 30% delle risorse. Abbiamo da mettere a terra ancora 130 miliardi. Alcune missioni sono in ritardo clamoroso: quella inclusione è al 13% di spesa, quella sanità al 14%. In queste condizioni il piano rischia di fallire per responsabilità del Governo. Si parla di altri migliaia di posti tagliati agli asili, agli studentati universitari e forse anche ad un lotto dell’alta velocità Salerno Reggio Calabria. Vogliamo trasparenza e chiarezza perché il fallimento del Piano sarebbe drammatico per il futuro dell'intero Paese”. Lo ha detto Piero De Luca, capogruppo Pd in commissione politiche europee.
“E’ ormai chiaro che il Pnrr, rimodulato a fine 2023 con lo stralcio di misure per circa 16 miliardi e il contestuale finanziamento di altri interventi, sarà ulteriormente rimodulato poiché la spesa dei fondi registra forti ritardi, come certificato dalla Corte dei Conti a fronte della relazione semestrale al Parlamento sullo stato di attuazione del Pnrr del dicembre scorso. Visto che la scadenza di attuazione del Pnrr è fissata per la fine di giugno 2026, per poter spendere tutte le risorse assegnate dall’Ue all’Italia bisognerebbe in diciotto mesi utilizzare 130 miliardi, più del doppio di quanto si è fatto in cinque anni. I pareri diversi all'interno del governo tra i ministri Foti e Giorgetti sull’ipotesi di proroga della scadenza lasciano intendere che sarà complicato rispettare gli impegni, anche riducendo gli obiettivi finali anziché migliorando la capacità di spesa”.
Così il capogruppo Pd in commissione Agricoltura e segretario di Presidenza della Camera, Stefano Vaccari.
“Per il settore agricolo - aggiunge - molte misure riguardano logistica agroalimentare, parco agrisolare, meccanizzazione agricola, fondo filiere, miglioramento delle infrastrutture irrigue. Nel comparto, dunque, c'è grande preoccupazione, ecco perché abbiamo deciso di presentare un’interrogazione al ministro dell'Agricoltura per chiedere informazioni su revisioni, rimodulazioni o stralci. Lollobrigida è chiamato anche a indicare lo stato dell'arte dell'attuazione delle misure a titolarità Masaf del Pnrr Complementare”.
“L’ennesima morte sul lavoro nel Porto a Genova è inaccettabile. Nel 2025 sono già state superate le 80 vittime sul lavoro, un tragico bilancio che obbliga le istituzioni ad alzare l’attenzione. Chiediamo che al più presto vengano discusse le nostre proposte a tutela della qualità del lavoro e della sicurezza di chi quotidianamente opera in porto. Ancora in questi giorni abbiamo presentato emendamenti sulla sicurezza del lavoro portuale al Decreto emergenze Pnrr, ma non sono stati presi in considerazione dal Governo, dimostrando che la sicurezza sul lavoro non è una loro priorità. Noi continueremo ad insistere affinché lo diventi e affinche' accolgano le nostre proposte.
Oggi e' di nuovo il giorno del cordoglio e tutta la nostra vicinanza va alla famiglia e ai colleghi dell’operaio”, così i deputati PD Valentina Ghio e Alberto Pandolfo.