Il documento sul salario minimo spacca il CNEL come mai avvenuto prima. È inaccettabile che il Governo pensi di usarlo per rinviare ancora un’emergenza che non vuole vedere: milioni di persone che pur lavorando sono povere e faticano a vivere dignitosamente.
Lo ha scritto su X Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.
“La destra usa il Cnel per dire No al salario minimo. Non hanno il coraggio di farlo alla luce del sole e si rifugiano dietro organismi di rilevanza costituzionale che andrebbero preservati da strumentalizzazioni politiche. Questo accade nel giorno in cui il Cnel si spacca, fatto senza precedenti nella storia. La proposta di rinvio del salario minimo in Commissione - visto che è previsto il voto il 17 ottobre in Parlamento dopo due mesi di rinvio - è una fuga vigliacca dal Paese reale e dalla crisi del potere d’acquisto di milioni di persone. Per noi rinviare ancora è semplicemente irricevibile”.
Lo dichiara il capogruppo del Partito Democratico in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
"La destra non si nasconda dietro la decisione del CNEL sul salario minimo, organismo che tra l’altro risulta spaccato e diviso. Il luogo in cui affrontare questa discussione è il Parlamento. La maggioranza venga in aula la prossima settimana e ci dica cosa intende fare nei confronti della nostra proposta di legge sottoscritta da migliaia di cittadini. Una proposta che parla ad oltre tre milioni di lavoratori e che affronta in maniera seria il problema del lavoro povero, fissando una soglia minima a 9 euro l’ora sotto la quale non parliamo più di lavoro ma di sfruttamento". Così il deputato e membro della segreteria nazionale Pd Marco Sarracino.
“La raccolta di firme sul salario minimo che il Pd e le forze di opposizione stanno animando in tutte le piazze d’Italia rappresenta è una spinta formidabile per la battaglia che faremo in Parlamento il 17 ottobre per far passare la nostra legge. Palazzo Chigi, anziché nascondersi dietro il Cnel e alimentare fake news, dia una risposta seria a questa mobilitazione popolare”. Così il deputato dem Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro.
"Bene @ellyesse, una relazione attenta al momento complesso che viviamo in Italia e in Europa. Giusto l'appello alla mobilitazione per la sanità, sotto attacco per le scelte scellerate del governo. Necessario lo sforzo unitario sulla proposta per il salario minimo #direzionePd". Lo afferma su X la deputata del Partito Democratico Michela Di Biase.
"Un documento del CNEL presieduto da Renato Brunetta che, chi l'avrebbe mai detto, accoglie le obiezioni del governo e sentenzia che il salario minimo, in Italia, non è poi così necessario: il titolo giornalistico di oggi diventa, dunque, “affossato il salario minimo”, e il governo spera così, forse, di aggirare il Parlamento, che gli italiani dimentichino e non se ne parli più. Innanzitutto chiedo, nuovamente, perché deve essere il CNEL a fare ciò che il Ministro del Lavoro e la maggioranza di governo non stanno facendo: prendersi la responsabilità della contrarietà a destra sul salario minimo e affrontare questa battaglia dove va affrontata, in Parlamento. Nel merito del documento presentato ieri dal CNEL stesso, poi, non c’è molto da dire: utilizza, per argomentare la non necessità del salario minimo, dati risalenti al 2019. Prima del Covid, prima della guerra in Ucraina, prima dell’inflazione, ma comunque dopo 30 anni in cui salari si sono ridotti. Dal 2019 a oggi è cambiato tanto, se non tutto: se ne accorgono, se non è in grado di farlo la destra, le italiane e gli italiani che vivono ogni giorno la contrazione del loro potere d’acquisto e che in queste ore continuano a sottoscrivere la nostra raccolta firme per chiedere che la proposta di legge delle opposizioni diventi legge. Questo documento ha il sapore di fuga, di temporeggiamento, di vera e propria presa per il CNEL. La destra smetta di nascondersi e affronti la prossima settimana la discussione sul salario minimo nella sede preposta: il Parlamento". Lo dichiara la deputata del Pd, Rachele Scarpa.
Non sono abituato a commentare il merito di documenti di analisi e riflessione ancora parziali e, allo stato, in fase di discussione al Cnel. Ho troppo rispetto per quell’Istituzione per interferire in una discussione così articolata e complessa, benché si debba prendere atto che due dei principali sindacati confederali, Cgil e Uil, non hanno votato il documento. Quando e se il testo sarà trasmesso in via definitiva al Parlamento daremo un giudizio compiuto. In ogni caso, il 17 ottobre la nostra proposta sul salario minimo tornerà in Parlamento per il voto. Questa è l’unica certezza. Qui la destra dovrà dire al paese se è d’accordo o no, anche alla luce della sentenza della Cassazione che ribadisce la necessità di un salario minimo legale e costituzionale.
Così Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro della Camera.
"La Cassazione riconosce che si può fissare una retribuzione proporzionata e sufficiente nella cornice della Costituzione. Si tratta di una sentenza storica. Il Governo non può continuare a far finta di nulla. Per questo continueremo a batterci con forza affinché anche in Italia possa essere fissata una soglia sotto la quale non parliamo di lavoro ma di sfruttamento. Nelle prossime settimane torneremo in aula alla Camera per vedere chi è d'accordo con la maggioranza del Paese, che vuole il salario minimo, e chi invece continua a nascondere la questione salariale". Così il deputato e membro della segreteria nazionale Pd Marco Sarracino.
“La sentenza 2772 della Cassazione di Torino che indica la necessità di un salario minimo costituzionale è storica. E richiama tutta la politica a una risposta adeguata sulle retribuzioni e sulla necessità di chiudere con la vergogna dei contratti pirata attraverso una legislazione moderna sulla rappresentanza. Il prossimo 17 ottobre la nostra legge torna in Parlamento dopo la vergognosa sospensiva da parte della destra. Nessuno può tirarsi indietro davanti all’emergenza del lavoro povero. La destra la smetta di scappare e si confronti davvero con la necessità di una legge sul salario minimo legale”.
Lo dichiara il capogruppo del Partito Democratico in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
“Giorgetti e Calderone stamattina al Cnel attaccano il salario minimo. Parlano di contrattazione, ma non rinnovano i contratti per 8 milioni di lavoratori. Fanno melina. Tolgano subito la sospensiva alla nostra legge e dicano come la pensano alla luce del sole. In Parlamento”.
Lo scrive su X il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
Problema politico, non solo numerico"
La maggioranza in commissione Lavoro non esiste più. Ormai su qualsiasi voto, comprese le ratifiche, deve ricorrere al voto decisivo del presidente. Perché è minoranza sistematica. E’ stato così anche due settimane fa sul dl Caldo. Ci troviamo davanti a un problema politico, non semplicemente numerico o organizzativo. Noi andremo avanti, uniti, tenendo il punto su tutti i provvedimenti più importanti, a partire dal salario minimo che tornerà presto in Aula.
Così Arturo Scotto Capogruppo Pd della commissione Lavoro, Valentina Barzotti Capogruppo M5S, Franco Mari Capogruppo Avs, Antonio D’Alessio Capogruppo Terzo Polo, Aboubakar Soumahoro Capogruppo Misto.
Il nostro impegno continua ogni giorno dentro e fuori istituzioni
Roma firma per il Salario Minimo. A Villa Fiorelli insieme al Circolo del Partito Democratico San Giovanni e in altre 100 piazze della Capitale per guardare negli occhi le persone e raccogliere le firme per il salario minimo a 9 euro l’ora grazie all’impegno di centinaia di militanti. Dentro e fuori dalle Istituzioni il nostro impegno continua ogni giorno #SalarioMinimoSubito
“Il salario minimo torna a ottobre in Aula alla Camera. Saranno passati due mesi dalla infelice sospensione decisa a maggioranza in aula. Nel frattempo dalla destra, a eccezione di qualche finzione diplomatica, non è arrivata nessuna proposta concreta. Dunque, al voto in Parlamento arriverà solo la nostra proposta. L’unica in campo. Dovranno dire come la pensano davanti al Paese e alle centinaia di migliaia di persone che stanno firmando la nostra petizione in tutto il paese. Non possono più scappare dalla realtà”.
Lo dichiara il capogruppo del Partito Democratico in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
Il salario minimo non è archiviato. La riunione dei capigruppo di oggi ha deciso il ritorno in aula nel mese di ottobre del provvedimento voluto dal Pd e dalle opposizioni perché l’estate non ha cancellato stipendi miseri per tre milioni di lavoratori. Siccome il governo cancella o non vede il paese reale, quello che non ha fatto vacanze, vogliamo costringerlo ad affrontare il tema senza delegarlo ad altri, senza nascondersi dietro le solite scuse sui costi di un’iniziativa che serve a combattere finalmente la povertà di chi ha un lavoro ma non ha abbastanza per vivere.
Così in una nota Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.
Meloni sbaglia a polemizzare con Gentiloni, suo vero problema è Salvini
“La segretaria Schlein ha detto parole chiare sul Pd, un partito aperto, pluralista e generoso. Ora la cosa più importante è lavorare compatti sui temi che interessano i cittadini a partire dal salario minimo, sanità, scuola e lavoro, temi fondamentali visto che la crisi morde pesantemente sull’inflazione e il costo della vita è molto alto. Parliamo di più tutti di temi che interessano i cittadini e meno quelli che interessano noi dobbiamo lavorare all’unita del pd nel rispetto delle sensibilità che ci sono ”. lo ha detto il deputato del PD Stefano Graziano ospite ad Agorà.
“Il PD resta l’unico pilastro dell’alternativa di governo. Ora dobbiamo tutti dare una mano per portare a casa il risultato alle elezioni europee”, ha aggiunto Graziano.
“È un errore strategico per Giorgia Meloni contestare la commissione europea. Gentiloni va ringraziato per il lavoro che sta portando avanti, svolgendo un servizio egregio per l’Italia e l’Europa. Invece di guardare a Gentiloni come ad un nemico dovrebbe più guardare verso Salvini, che forse è il suo vero problema”, ha concluso il dem.