"Pensare ad un numero massimo di bambine e bambini stranieri nelle classi è un'idea che ci rimanda indietro di almeno cinquant'anni, a una scuola-ghetto inconcepibile, oltre che inapplicabile. Cosa pensa di fare, il ministro Valditara, nel caso in cui ci fossero cinque bambini italiani e 15 stranieri? Non facciamo la classe? Questi bambini non li mandiamo a scuola? Ammesso che ci sia un problema linguistico, si prevedano ore extra di supporto linguistico. La proposta del ministro Valditara è davvero fuori dal mondo. Come lo è la polemica sulla scuola di Pioltello che, sulla base dell'autonomia prevista dalla legge, ha scelto di chiudere in occasione della fine del Ramadan perché tantissimi bambini non sarebbero andati a scuola. Un giorno che, per altro, sarà recuperato. Su cosa si basa questa polemica? Sull'idea che ci sia una religione superiore alle altre? Lo dice la nostra Costituzione: tutte le religioni hanno la stessa dignità e ognuno ha il diritto di praticare quella che preferisce. Vedere questa come una minaccia significa non capire che dalla convivenza delle differenze abbiamo tutti da guadagnare". Lo ha dichiarato oggi a L'Aria che tira, su La7, Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
“Diciamo no alle classi ghetto proposte dal ministro Valditara.
Il 67% dei bambini che lui definisce stranieri sono nati in Italia.
Chiediamo insegnanti di lingua italiana per stranieri e mediatori culturali a tempo pieno nelle scuole; insomma quelle risorse che in legge di bilancio finora il ministro non si è impegnato a trovare”. Lo dichiara Irene Manzi capogruppo PD in commissione cultura di Montecitorio.
Un tetto massimo del 20% di studenti di origine non italiana a scuola: solo a Valditara e Salvini poteva venire un’idea del genere, dannosa, provocatoria e razzista.
I ministri leghisti non sono in grado di guardare in faccia la realtà dell’Italia di oggi: 70% degli studenti con background migratorio nel nostro paese è nato e cresciuto in Italia. Farebbero parte anche loro di questa selezione discriminatoria?Tra i banchi di scuola è dove si costruiscono uguaglianza e inclusività, valori e sfide della contemporaneità con cui dobbiamo imparare a misurarci sin da piccoli: il rischio, altrimenti, è di concludere il percorso di studi con la stessa apertura mentale del Ministro Valditara.
La proposta incarna un’idea di scuola che discrimina, che vede gli studenti di origine straniera come un peso, e che non esita a metterli in difficoltà anche a livello materiale e logistico: una volta superata la soglia del 20% nella scuola più vicina a casa, chi non viene ammesso dovrebbe sceglierne obbligatoriamente un’altra, magari distante chilometri da casa?
Non si fa inclusione sociale escludendo i bambini dalle scuole. Sorprende il coraggio e la sfrontatezza con cui si ventilano al Ministero proposte dalla dubbia costituzionalità.
“Il ministro Valditara lo ha ripetuto ieri: “Nelle aule delle scuole la maggioranza dei bambini deve essere italiana”.
Stop! E ha aggiunto: “Lavoriamo in questa direzione perché la società del melting pot, dove ognuno pensa e fa ciò che vuole ha di fronte a sé la disgregazione e il caos”. Bum!
A me quel “la disgregazione e il caos” mi ha fatto pensare a un breve inciso del saggio che Mauro Covacich ha da poco dedicato a Kafka. A un certo punto, Covacich parla della “letteratura minore” indicando una “comunità di zingari molto più ampia di quanto si creda, gente che ruba le lingue nelle culle”. Per capirci, “Il triestino Svevo lo fa con l’italiano, l’irlandese Joyce e il polacco Conrad lo fanno con l’inglese, l’irlandese Beckett col francese, il russo Nabokov con l’inglese americano, il boero Coetzee di nuovo con l’inglese, l’ungherese Ágota Kristóf con il francese. Sono tanti i ladri come Kafka, grandissimi scrittori, ma non nella loro lingua madre, bensì in una lingua appresa”. Ora, al netto che nel caso in questione parliamo di bambini spessissimo nati e cresciuti in Italia, sapete qual è il problema (temo insormontabile) del ministro Valditara? Che al pari del leader della Lega, Matteo Salvini, si ostina a vedere disturbatori dell’italianità e potenziali nemici della Patria anche dove potrebbero celarsi un nuovo Kafka, Conrad o Joyce.
Forse la verità è che a quei tre signori questo governo a suo tempo non avrebbe concesso neppure il permesso di soggiorno!” Così su Facebook il deputato democratico, Gianni Cuperlo.
Manzi, ministro è ormai il megafono di Salvini
“Quelli di Valditara sono sproloqui. Il ministro dell’istruzione si comporta ormai da megafono del suo segretario di partito, Matteo Salvini. Questa crociata contro i ragazzi con background migratorio è veramente stucchevole. Invece di fare propaganda il governo indichi quali sono le proposte per l’inclusività scolastica. Ad esempio potenziare l'insegnamento di italiano come lingua per stranieri, tenere le scuole aperte nel pomeriggio, sostenere progetti di comunità educante. E, soprattutto, ascoltare il mondo della scuola e fare tesoro delle tante esperienze positive presenti nel Paese. La soluzione delle classi ghetto, con quote di immigrati definite a Viale Trastevere, non è certo la soluzione” così la capogruppo democratica nella commissione cultura della camera e responsabile scuola del Pd, Irene Manzi.
“Questa destra lascia senza parole, dopo l’autonomia ora vogliono le classi differenziate? La scuola è il luogo dell'integrazione, ispirata al principio del dialogo e del multiculturalismo. Molte delle studentesse e degli studenti che frequentano le scuole del Paese vorrebbero essere italiani ma sono invece considerati stranieri a causa di una legge sulla cittadinanza da riformare. Grave che il Ministro dell’Istruzione Valditara insegua invece gli slogan di Salvini, che vorrebbe un tetto del 20 per cento agli alunni stranieri in classe. Nella maggior parte dei casi sono ragazzi che parlano perfettamente italiano, pienamente integrati, che non sono italiani solo perché questo Governo non vuole approvare lo ius culturae, per riconoscere la cittadinanza italiana ai ragazzi nati in Italia e che studiano qui. Questo Governo ed i partiti di maggioranza continuano ad usare l'immigrazione per la propria campagna elettorale permanente”. Lo afferma in una nota la deputata Michela Di Biase, capogruppo Pd in commissione bicamerale Infanzia e Adolescenza.
Le audizioni di questi giorni confermano tutte le nostre preoccupazioni. Il disegno di Autonomia differenziata targato Lega-Meloni è profondamente divisivo e rappresenta una forte minaccia per la coesione nazionale. È un progetto secessionista che aumenta il divario tra Nord e Sud e mina i servizi pubblici essenziali come scuola, sanità, assistenza e trasporti. L’opposto di quello che serve al Paese e di quanto avevamo pensato e programmato con il Pnrr. Di fatto è una riforma che non solo non contrasta le diseguaglianze, ma le cristallizza per legge. E produce anche un caos ordinamentale perché crea, come ha sintetizzato bene Svimez nella sua audizione di oggi, “una Babele di Regioni sovrane, all'interno di uno Stato Arlecchino” che indebolisce l’intero sistema Paese non sostenendo gli investimenti e il rilancio economico. È una riforma assolutamente antistorica perché, in un momento in cui non è sufficiente nemmeno più la dimensione nazionale, spezzetta in 20 differenti ordinamenti materie strategiche come le politiche industriali ed energetiche, come ha lamentato anche Confindustria. Per far sventolare alla Lega una bandierina ideologica, il governo Meloni indebolisce il Paese e ammazza il Sud.
Così Piero De Luca, capogruppo PD nella Commissione parlamentare per le questioni regionali.
"Invece di occuparsi di scuola, trasporti e sanità, con liste d'attesa sempre più lunghe, il Governo accelera su premierato, autonomia e giustizia: le tre bandierine della campagna elettorale della maggioranza. Le riforme non c'entrano nulla: è solo uno scambio politico sulla pelle degli italiani". Lo ha detto Andrea Casu, della presidenza del gruppo Pd alla Camera, ai microfoni di Rai Parlamento.
“Salvini è ossessionato da se stesso. Arretramento rispetto a cosa? La scuola di Pioltello ha spiegato molto chiaramente le ragioni che hanno portato il consiglio d’istituto a programmare la chiusura per la fine del ramadan. Non vorremmo che queste dichiarazioni del vicepremier abbiamo altre finalità e rappresentino un attacco al Presidente della Repubblica, nelle cui mani il ministro Salvini ha giurato. Meloni ci spieghi cosa va dicendo il suo vicepremier” così la capogruppo democratica nella commissione cultura della Camera, Irene Manzi.
“Assenza di strutture di accoglienza è fallimento dello Stato”
“Un abbraccio a questo ragazzo di Pisa, e un ringraziamento al prof. Ma questa storia denuncia l’assenza sul territorio di strutture per accogliere chi subisce discriminazione, violenza ed emarginazione per ciò che è e di una cultura contro l’odio. Un fallimento dello Stato”. Lo scrive sui social il deputato dem Alessandro Zan, responsabile Diritti del Partito Democratico, postando la notizia del ragazzo cacciato di casa dai genitori per aver confessato di essere gay e ospitato da un professore della sua scuola.
Lezione di civiltà e inclusione dal Consiglio di istituto della scuola Iqbal Masih
“È una lezione di civiltà quella che viene dal Consiglio di istituto della scuola Iqbal Masih di Pioltello, nel milanese, con cui è stata confermata all'unanimità la chiusura del complesso scolastico in occasione della festa per la fine del Ramadan, il 10 aprile prossimo”. Così Irene Manzi, deputata e responsabile Scuola della segreteria Pd.
“Questa 'scelta didattica e non religiosa' presa per evitare aule vuote e ore senza lezioni, a fronte di un anno scolastico iniziato con un giorno di anticipo, ci offre un concreto esempio di inclusione sociale. Ci auguriamo che anche il ministro Valditara capisca questa azione di civismo, rispetti l’autonomia scolastica e non continui a gettare benzina sul fuoco seguendo motivazioni politiche che sono ben distanti dal contesto sociale di quell’istituto e della comunità in cui è inserito” ha sottolineato Manzi.
Esprimere timori contro i ritardi e gli sprechi non significa non volere bene all'Italia.
“Proprio perché dei giochi olimpici di Milano-Cortina siamo orgogliosi e vogliamo che il nostro Paese sia all’altezza di un appuntamento così importante, abbiamo dei grandi timori a causa dei ritardi del governo nella realizzazione delle opere, dello spreco di risorse pubbliche, delle scelte nella governance dei lavori e dell'eredità che certe “cattedrali nel deserto” lasceranno in termini di impatto ambientale e di costi sulle popolazioni di montagna per la manutenzione negli anni successivi". Così la deputata componente dell’ufficio di presidenza del gruppo del Pd della Camera, Sara Ferrari intervenendo in Aula della Camera sul Decreto Milano Cortina 2020-2026.
“Se sottolineiamo la follia economica e ambientale della pista da bob di Cortina non significa essere disfattisti e scommettere sul fallimento. Ammesso che poi quella pista possa essere utilizzata davvero per i giochi del 2026, siamo del tutto contrari a tale indecenza e chiediamo al governo e al Ministro Salvini in particolare, di fermarsi, prima di sprecare 128 mln di soldi dei cittadini per un infrastruttura di grosso impatto, che forse non sarà pronta e collaudata in tempo, come ha detto lo stesso CIO, ma che rimarrà come debito alla popolazione locale a cui servono invece investimenti in sanità, scuola, trasporto pubblico, per non abbandonare la montagna” ha sottolineato Ferrari.
A Pioltello gesto di inclusione, la destra manda le persone a pregare in mezzo alla strada
“Non si mandano le persone, di qualunque fede, a pregare in mezzo a un parcheggio in una zona industriale, senza servizi, senza illuminazione.
Questo decide la sindaca di Monfalcone e questo contesta la sentenza del Consiglio di stato che è intervenuta per ripristinare la dignità e la libertà di culto in questo paese.
Non si può tacciare di sottomissione o arretramento culturale un’istituzione scolastica che nel pieno della sua autonomia assume decisioni per facilitare l’attività didattica a tutti i suoi studenti e anche assumere con coraggio un gesto di inclusione e riconoscimento della pluralità della comunità.
Guardando insieme le questioni si delinea un quadro inquietante e che deve richiamarci tutti a mobilitarci per difendere la laicità della Repubblica e disarmare questa guerra contro le minoranze e i cittadini con background migratorio che sono diventati bersaglio delle strumentalizzazioni politiche della Lega.
É grave quello che sta succedendo, lo è in termini di garanzia dei principi costituzionali della nostra Repubblica orientati alla laicità e alla libertà di culto, il nostro ordinamento s'ispira al principio pluralista, dal quale deriva l'impossibilità per lo Stato di dare prevalenza ad un orientamento ideologico rispetto ad un altro come affermò la sentenza n. 203 dell'11 aprile 1989.
Le parole che si sentono su questo argomento stanno diventando sempre più violente e stanno creando tensioni sociali laddove non vi erano e stanno isolando minoranze rendendole vulnerabili e sottraendo loro diritti costituzionalmente garantiti.
Dobbiamo affermare il principio di laicità dello Stato, in modo netto!
Lo dobbiamo fare per contrastare le politiche scellerate di sindache come quella di Monfalcone che in modo vessatorio sta costruendo una campagna elettorale pro domo sua sulla pelle viva di un terzo della comunità che dovrebbe amministrare e per contrastare l’aggressione che sta subendo la scuola di Pioltello come hanno denunciato i docenti e le famiglie, tutte, di Pioltello”. Lo dichiara Ouidad Bakkali, deputata del Pd.
Ministro sostiene campagna islamofoba della Lega
“Valditara dovrebbe riflettere sul grido d’allarme che arriva dalla scuola di Pioltello dove i docenti si sentono “aggrediti dallo Stato”. Sono affermazioni che dovrebbero invitare il ministro a fermare questa campagna di odio che ha come bersaglio l’autonomia della scuola, gli studenti e le studentesse” Così le deputate del gruppo parlamentare del Pd, Irene Manzi e Ouidad Bakkali, che sottolineano come sia stata grave ed ingiustificata la polemica aperta dal ministro contro la scuola Iqbal Masih di Pioltello per la scelta assunta all’unanimità dal consiglio di Istituto di sospendere le lezioni in occasione della conclusione del Ramadan. Un atto sgrammaticato che ha minato la serenità della comunità scolastica per sostenere tesi razziste e la campagna islamofoba che la Lega sta imponendo al Governo. Invece di fare propaganda. il ministro indichi quali sono le proposte del governo per l’inclusività scolastica”.
Un lungo corteo per le vie di Roma, insieme le bandiere di Libera e le bandiere della pace, per un impegno civile contro la mafia. Vi ha partecipato una folta delegazione dei deputati del Partito democratico guidati dalla Segretaria Elly Schlein e dalla capogruppo Chiara Braga. Con loro in piazza al Circo Massimo, Laura Boldrini, Andrea Casu, Paolo Ciani, Augusto Curti, Michela Di Biase, Sara Ferrari, Antonella Forattini, Valentina Ghio, Antonio Girelli, Chiara Gribaudo, Stefania Marino, Andrea Rossi, Rachele Scarpa, Debora Serracchiani, Stefano Vaccari, Nicola Zingaretti.
Un’occasione per fare memoria, ricordando tutte le vittime innocenti di mafia, per chiedere che la scuola, l’università, i giovani si facciano promotori di una cultura della legalità, che è cultura di libertà e garanzia di democrazia.