30/07/2025 - 16:34

l cantiere delle opposizioni per la riforma del servizio pubblico radiotelevisivo si è riunito oggi per definire le linee di azione comuni, ispirate ai principi dell’European Media Freedom Act.

Al tavolo hanno preso parte Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, Italia Viva, Azione, +Europa oltre a esponenti della società civile impegnati per un’informazione libera e pluralista.

Durante l’incontro, è stato giudicato ‘irricevibile’ il testo presentato dalla maggioranza: una proposta che mira a una vera e propria occupazione politica della Rai, altro che indipendenza. L’ipotesi di elezione dei componenti del Cda e della presidenza, senza quorum qualificato, è infatti un vero e proprio atto di forza che punta a garantire alla maggioranza un controllo assoluto sul servizio pubblico, in totale disprezzo del pluralismo e dell’indipendenza in senso editoriale e funzionale della Rai.

Nel testo della maggioranza mancano procedure e criteri trasparenti, anch’essi atti a garantire l’effettiva indipendenza della Rai; non viene chiarito il perimetro del servizio pubblico, non si garantisce trasparenza né un monitoraggio esterno efficace, e si ignora del tutto il tema cruciale delle risorse economiche per assicurare un servizio pubblico di qualità. Inoltre, non si dice nulla sull’annoso tema delle porte girevoli tra i nominati nel Cda.

Il tavolo della riforma sta definendo la stesura di una proposta unitaria e le azioni parlamentari da mettere in campo per contrastare il testo della maggioranza che calpesta i principi europei e snatura la missione stessa del servizio pubblico e

porterà l’Italia in procedura di infrazione.

Hanno partecipato all’incontro:

* Stefano Graziano (Partito Democratico)

* Dario Carotenuto e Dolores Bevacqua (Movimento 5 Stelle)

* Vincenzo Vita (Alleanza Verdi e Sinistra)

* Silvia Fregolent (Italia Viva)

* Valentina Grippo (Azione)

Associazioni presenti: Articolo 21, MoveOn, NoBavaglio, Libera Informazione, Articolo 5, Giovani Democratici – Unione degli Studenti.

 

24/07/2025 - 14:18

“La situazione della Rai è sempre più critica e lo stallo sulla riforma della governance rischia di costare caro all’Italia, con una multa da oltre 7 milioni di euro se entro l’8 agosto non si interverrà come richiesto dall’Unione europea. Le opposizioni hanno fatto la loro parte: abbiamo messo a punto una proposta unitaria, seria e concreta, ispirata ai principi del regolamento europeo, che chiede maggiore indipendenza, trasparenza e una netta separazione tra politica e servizio pubblico. Ora tocca alla maggioranza dire cosa intende fare”. Lo dichiara Stefano Graziano, capogruppo Pd in commissione di Vigilanza Rai.

“Fino ad oggi – prosegue il deputato dem – la maggioranza ha mostrato scarsa volontà di confronto. Se davvero si vuole salvare il servizio pubblico radiotelevisivo, occorre cambiare rotta. Altrimenti saremo di fronte all’ennesimo atto di autolesionismo, con i cittadini che, oltre al canone, si troveranno a pagare la ‘TeleMeloni Tax’ a causa dell’immobilismo del governo”.

“Per il Partito Democratico – conclude Graziano - la Rai deve essere dei governati, non dei governanti. Il servizio pubblico ha una funzione fondamentale in democrazia: garantire un’informazione pluralista, indipendente e accessibile. Ogni giorno perso è un danno per l’Italia e per i suoi cittadini. La destra dimostri di voler davvero modernizzare la Rai e rispettare le regole europee, oppure si assuma la responsabilità di questo fallimento davanti al Paese e all’Europa”.

23/07/2025 - 08:43

"Le nomine di Telemeloni sono sempre più lontane dal servizio pubblico e sempre più vicine a una sezione dell’MSI”. Così i componenti democratici della Commissione di Vigilanza Rai, annunciando che porteranno il caso Petrecca all’attenzione della Commissione. “La protesta della redazione di RaiSport – sottolineano i deputati democratici - è solo l’ultimo campanello d’allarme: a furia di scegliere dirigenti per affiliazione politica o amicizie personali, il governo sta svuotando la Rai di competenze e credibilità. Paolo Petrecca, già sfiduciato a Rainews, è stato bocciato due volte anche a RaiSport. Il suo piano editoriale è stato respinto, la gestione considerata fallimentare, le scelte di personale giudicate arbitrarie. Ora i giornalisti incrociano le braccia: il primo sciopero è previsto per il 24 agosto, prima giornata di Serie A, quando erano in programma anche speciali sui Mondiali di volley e ginnastica artistica. E nuove mobilitazioni sono pronte, se il CdA non interverrà. Un vero e proprio disastro: basta amichettismo, il servizio pubblico non è una poltrona di partito” concludono i democratici.

17/07/2025 - 15:56

Si è tenuto oggi alla Camera dei Deputati, presso la Sala Berlinguer, il tavolo tecnico convocato dalle forze di opposizione per avviare i lavori sulla riforma della governance della RAI, alla vigilia dell’entrata in vigore dell’European Media Freedom Act.

L’incontro, promosso con il coinvolgimento delle principali associazioni impegnate per la libertà e la trasparenza dell’informazione, rappresenta l’apertura ufficiale del “cantiere delle opposizioni” per costruire un nuovo modello di servizio pubblico radiotelevisivo, finalmente autonomo dalla politica e all’altezza degli standard europei.

L’obiettivo dichiarato è giungere in tempi rapidi alla definizione di un testo unitario che faccia sintesi delle diverse proposte già presentate autonomamente dai gruppi parlamentari, da sottoporre al Parlamento per aprire una vera sfida di merito alla maggioranza – che, come dimostra il perdurante stallo sulla nomina del presidente di garanzia della RAI, appare ancora priva di una linea comune e di una visione riformatrice condivisa.

La riforma si pone anche come strumento per evitare che agli italiani venga imposta, per via indiretta, una nuova “TeleMeloni Tax”, ovvero un uso opaco e politicizzato della RAI finanziata con risorse pubbliche. La proposta delle opposizioni intende invece rafforzare il ruolo della RAI come servizio pubblico indipendente, trasparente e pluralista, nel pieno rispetto del diritto dei cittadini a un’informazione libera e corretta, così come sancito dalle nuove direttive europee.

Hanno partecipato all’incontro:

* Stefano Graziano (Partito Democratico)

* Dario Carotenuto (Movimento 5 Stelle)

* Vincenzo Vita (Alleanza Verdi e Sinistra)

* Maria Elena Boschi (Italia Viva)

* Niccolò Scibelli (+Europa)

* Valentina Grippo (Azione)

Associazioni presenti: Articolo 21, MoveOn, NoBavaglio, Libera Informazione, Articolo 5, Giovani Democratici – Unione degli Studenti.

Nei prossimi giorni il gruppo di lavoro proseguirà le consultazioni tecniche e politiche per arrivare alla stesura di una proposta legislativa condivisa.

 

17/07/2025 - 11:27

Giovedì 17 luglio 2025, ore 12:30 – Camera dei Deputati Sala Berlinguer, III piano – Gruppo Parlamentare PD Via Uffici del Vicario 21, Roma

Si riunisce oggi, giovedì 17 luglio alle ore 12:30 presso la Sala Berlinguer della Camera dei Deputati, il tavolo tecnico sulla riforma della governance della Rai e sull'attuazione del Freedom of Information Act. L’incontro vedrà il coinvolgimento di tutte le forze di opposizione parlamentare insieme a una rappresentanza delle principali associazioni impegnate storicamente nella difesa dell’indipendenza, del pluralismo e della trasparenza del servizio pubblico radiotelevisivo.

Parteciperanno al tavolo tecnico:

* Partito Democratico (PD)

* Movimento 5 Stelle (M5S)

* Alleanza Verdi e Sinistra (AVS)

* Italia Viva (IV)

* Azione

* +Europa

* Articolo 21

* MoveOn

* NoBavaglio

* Libera Informazione

* Articolo 5

* Giovani Democratici (GD – Unione degli Studenti)

L’obiettivo dell’incontro è definire una proposta condivisa di riforma della Rai, che garantisca autonomia dalla politica, trasparenza gestionale e piena attuazione del diritto dei cittadini all’informazione, in coerenza con i principi sanciti dal Freedom of Information Act.

 

16/07/2025 - 15:46

"Le denunce dei sindacati Anaao Assomed e Cimo-Fesmed non possono restare inascoltate. Gli emendamenti presentati dalla maggioranza al DDL sulle prestazioni sanitarie rappresentano un attacco inaccettabile al cuore del nostro Servizio Sanitario Nazionale e ai professionisti che ogni giorno lo rendono possibile. Appaltare a terzi la gestione delle prestazioni ospedaliere, esternalizzando interi settori e imponendo obblighi agli specializzandi senza adeguate tutele e risorse, significa smantellare il sistema pubblico e minare alle fondamenta la qualità delle cure. I gettonisti, gli appalti ad esterni e le farmacie non possono sostituirsi alla sanità pubblica, né tantomeno ai medici formati e stabilmente inseriti nelle strutture ospedaliere". Lo dichiara in una nota Ilenia Malavasi, deputata del Pd della commissione affari sociali. "Ancora più grave -aggiunge la dem- è la proposta di sottrarre oltre 200 milioni di euro dai fondi contrattuali destinati alla valorizzazione di tutto il personale medico, per destinarli esclusivamente a una sola area, creando divisioni e disparità inaccettabili all’interno della categoria. Una misura miope e divisiva. Esprimo la mia piena solidarietà ai sindacati dei medici e lavoreremo in Parlamento per fermare queste misure. Serve un investimento serio e strutturale sulla sanità pubblica, non scorciatoie che indeboliscono il servizio e umiliano i professionisti".

04/07/2025 - 12:33

“Dopo la netta presa di posizione del Cdr di RaiSport che ha confermato la sfiducia nei confronti del direttore Paolo Petrecca, come parlamentari dell’opposizione in Commissione di Vigilanza non possiamo restare in silenzio. Quanto sta accadendo in Rai è grave e sintomatico di una visione autoritaria e distorta del servizio pubblico. Il governo Meloni continua nel suo disegno di sottomissione dell’informazione pubblica, cercando di trasformare la Rai in un megafono politico, sacrificando professionalità, autonomia e pluralismo.
Nel merito, colpisce il fatto che il piano editoriale del direttore Petrecca sia stato bocciato due volte dalla redazione. Su 105 aventi diritto al voto, solo 30 giornalisti hanno espresso parere favorevole. Eppure il direttore continua a rimanere al suo posto, forte – a suo dire – del sostegno politico in azienda. Il servizio pubblico è patrimonio di tutti e non proprietà di una maggioranza politica. Serve un cambio di passo immediato, serve rispetto per i professionisti e trasparenza nella gestione. Petrecca non è più difendibile. L’azienda ne prenda atto”.
Così i componenti del Pd nella Commissione di Vigilanza Rai

 

30/06/2025 - 16:35

“Dopo aver annunciato con enfasi che avrebbe seguito "personalmente" l’evoluzione del disservizio aereo che, secondo il presidente di ENAC, rappresenta lo stop ai voli più grave degli ultimi 30 anni, il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini è letteralmente scomparso dai radar. Da allora, nessuna dichiarazione ufficiale, nessuna assunzione di responsabilità, nemmeno la buona educazione di scusarsi pubblicamente con le migliaia di cittadini bloccati negli aeroporti in piena estate. È anche fallito il tentativo di scaricabarile, immediatamente smentito dai chiarimenti di Tim, e non è stata invece fornita nessuna informazione utile a verificare il concreto funzionamento delle norme per garantire la sicurezza e la continuità dei servizi essenziali per il Paese. Indipendentemente dalla natura dell’incidente infatti, è indubbio che l’evento abbia messo alla prova la resilienza del nostro sistema. È il governo non può fare finta che non sia accaduto. Un atteggiamento che purtroppo non è nuovo, ma che ormai è diventato una vera e propria patologia gestionale nel comparto trasporti sotto il governo Meloni. Quel che è certo è che Matteo Salvini si conferma il peggior Ministro dei Trasporti della storia repubblicana: treni in ritardo, aerei fermi, caos logistico e nessuna strategia per affrontare il periodo di massimo flusso turistico dell’anno.
Dopo il sabato nero del trasporto aereo abbiamo vissuto infatti l’ennesima domenica da incubo per il trasporto ferroviario: con oltre 760 treni in ritardo, 93 cancellati, 81 cancellati in parte e con l’altissima media ritardo per treno di 23 minuti nel sistema Frecce.”

“Davanti a un’intera nazione in ostaggio dell’inefficienza, Salvini ha scelto il silenzio. Serve chiarezza, responsabilità e un cambio di passo immediato. Il trasporto pubblico non può essere lasciato nelle mani di chi scappa nel momento del bisogno.” così una nota del vicepresidente della commissione trasporti della Camera, Andrea Casu.

 

27/06/2025 - 12:15

Presentata mozione in Parlamento con le forze d’opposizione

“La Commissione di Vigilanza Rai, di cui sono capogruppo per il Partito Democratico, è purtroppo bloccata da mesi. La maggioranza ha scelto di paralizzare di fatto un organo di garanzia fondamentale per il pluralismo e la trasparenza. Questo stallo è aggravato dal mancato rinnovo dei vertici aziendali della Rai, che riflette una volontà politica di mantenere il controllo sulla governance del servizio pubblico. È inaccettabile che, mentre l’Europa ci chiede più indipendenza e trasparenza, il governo italiano continui a occupare la Rai invece di occuparsene.

Per questo motivo, insieme ad altri colleghi delle opposizioni, ho promosso una mozione parlamentare che impegna il Governo a rispettare le scadenze previste dall’European Media Freedom Act (EMFA), entrato in vigore nel 2024 e pienamente applicabile in Italia dall’agosto 2025. Il regolamento europeo impone standard chiari: nomine trasparenti, indipendenza editoriale, finanziamenti pubblici non condizionati dal potere politico. La nostra mozione chiede l’avvio immediato dell’iter legislativo per adeguare la governance della Rai a questi principi, restituendo centralità al pluralismo dell’informazione e alla libertà di espressione.

Oggi la Rai rischia seriamente di non essere più un servizio pubblico, ma un megafono del governo di turno (TeleMeloni). Il canone pagato dai cittadini non può finanziare una televisione piegata alla propaganda. Per questo serve una riforma vera, coraggiosa, che garantisca autonomia e indipendenza, come previsto dalla Costituzione e ora anche dall’EMFA. Senza un cambiamento strutturale, ogni altro discorso è secondario. La Rai deve tornare a essere uno spazio di confronto libero, pluralista, al servizio della democrazia.

Il tempo delle ambiguità è finito. O si sceglie la trasparenza e l’indipendenza, o si tradisce la missione del servizio pubblico. Io ho scelto da che parte stare”. Lo ha detto Stefano Graziano capogruppo Pd in commissione di Vigilanza sulla Rai nel corso del suo intervento presso la Summer School “Tutta un’altra Europa” del Parlamento Europeo.

 

25/06/2025 - 15:31

“Il nostro sistema sanitario nazionale è una priorità che richiede tutta la nostra attenzione e non solo delle forze di opposizione, ma di tutto il parlamento perché certamente è un dato di fatto che la condizione del sistema sanitario nazionale non sta migliorando e le proposte e i decreti legge messi in campo da questo governo non stanno certamente aiutando a superare quelle criticità oggettive che emergono da tutti i report e che gravano sulla pelle dei nostri cittadini.
I livelli essenziali di assistenza di cui si occupa questo articolato hanno dei dati di performance molto carenti. Ricordo a tutti noi che i Lea sono proprio quell’insieme di servizi che il sistema sanitario nazionale deve garantire a tutti i cittadini gratuitamente o dietro un pagamento di ticket, perché è l’unico strumento che ci permette di assicurare uniformità ed equità nell’accesso alle cure su tutto il territorio nazionale. Il nuovo sistema di garanzia che ha messo in campo l’analisi di indici di misurazione evidenzia come la situazione sia fortemente disomogenea con divari territoriali molto evidenti, soprattutto su alcune aree, in particolare sulla prevenzione e sull’assistenza territoriale. Inoltre solo 13 regioni raggiungono gli obiettivi dei Lea mentre 8 sono insufficienti; quindi non vi è soltanto un divario fra nord e sud, ma anche all’interno dei territori regionali.
Ricordo che da un lato c’è un sistema sanitario nazionale che arranca dall’altro lato abbiamo famiglie sempre più povere che rinunciano alle cure. E la soluzione non credo che sia dimostrare che il pubblico è inadeguato e che non funziona per finanziare il privato”. Lo ha detto in Aula Ilenia Malavasi, intervenuta sulla discussione della pdl sul funzionamento del servizio sanitario nazionale.

 

 

25/06/2025 - 10:15

“La lettera recapitata a Sigfrido Ranucci ha il tono di un’intimidazione e rappresenta un atto grave nei confronti di chi fa giornalismo d’inchiesta nel servizio pubblico. Porteremo questo ennesimo episodio in Commissione di Vigilanza, dove chiederemo all’azienda un chiarimento formale” così i componenti democratici della commissione di vigilanza Rai commentano il contenuto della lettera firmata dall’amministratore delegato dell’azienda, Giampaolo  Rossi e il direttore delle risorse umane di via Mazzini. “Anche questo intervento - sottolineano i democratici - si inserisce nel clima di pressione che da tempo colpisce diverse trasmissioni di approfondimento della Rai. Un segnale preoccupante, soprattutto a poche settimane dall’entrata in vigore del Media Freedom Act, che impone all’Italia di garantire un servizio pubblico radiotelevisivo indipendente dalla politica. Serve un cambio di rotta: il pluralismo e la libertà d’informazione vanno difesi con determinazione”.

21/06/2025 - 19:19

"Un'altra sonora bocciatura per Paolo Petrecca. Dopo il disastro di Rainews, anche la redazione di RaiSport respinge senza appello il suo piano editoriale: 65 no, appena 30 sì. La seconda sfiducia in meno di un mese. Non siamo di fronte a un equivoco, ma a un problema strutturale: si continuano ad affidare incarichi chiave non sulla base di competenze, ma di appartenenze. E i risultati sono sotto gli occhi di tutti: progetti deboli, redazioni spaccate, ascolti in calo.
Il tentativo di riciclare Petrecca a RaiSport è fallito. La redazione ha parlato chiaro, due volte. Se c’è rispetto per il lavoro dei giornalisti e per l’autonomia del servizio pubblico, l’unica strada è quella delle dimissioni. Le nomine non possono continuare a essere lottizzazioni politiche in stile ‘TeleMeloni’. Il servizio pubblico non è un rifugio per i fedelissimi" Così i componenti dem della Commissione di Vigilanza Rai.

20/06/2025 - 15:42

“Quella del cinema è una lobby tanto potente quanto corrotta che me l'ha fatta pagare”. Davanti a queste dichiarazioni gravissime, il corrispondente Rai a Parigi, Gennaro Sangiuliano, dovrebbe recarsi in procura e sporgere denuncia, se ritiene di essere a conoscenza di fatti penalmente rilevanti. Le sue parole non possono essere liquidate come una semplice provocazione politica, tanto più che lo stesso ex ministro ha dichiarato di non occuparsi più di politica attiva. Chiediamo con fermezza che siano forniti chiarimenti urgenti su quanto affermato: sarebbe del tutto irrituale che un dirigente della Rai, servizio pubblico, si prestasse a fare da amplificatore a una campagna politica condotta da Fratelli d’Italia in toni che rischiano di degenerare in puro sciacallaggio. Peraltro, da quanto apprendiamo dalla stampa e non smentito dalla dg Cinema del MiC, gli atti sono stati approvati nel 2023 e quindi firmati, gestiti e politicamente coperti dall’attuale governo e, per essere precisi, proprio quando a capo del MiC era Sangiuliano” così una nota dei componenti democratici in vigilanza Rai.

20/06/2025 - 15:03

“Siamo al fianco dei giornalisti della Rai, che stanno vivendo una pressione senza precedenti. In gioco non c’è solo la libertà di informazione, ma la dignità stessa della professione giornalistica, oggi minacciata da una strategia che punta a intimidire attraverso la messa in discussione dei posti di lavoro o minacciando spostamenti forzati al di fuori delle proprie regioni. Particolarmente gravi sono i casi che riguardano i giornalisti delle trasmissioni d’inchiesta e i lavoratori precari del servizio pubblico, a cui – con il ricatto del taglio di programmi e spazi – si tenta di imporre un'obbedienza politica inaccettabile.

Mai come in questo periodo abbiamo assistito a un’ingerenza così sistematica e sfacciata sulle scelte editoriali e professionali dei singoli giornalisti. Il servizio pubblico radiotelevisivo non può diventare uno strumento di propaganda di governo né un terreno di intimidazione per chi fa informazione con rigore e autonomia.

È altresì necessario che l’azienda Rai si impegni a riaprire il confronto con il sindacato dei giornalisti e le sue rappresentanze di base, dopo l’accordo firmato per l'assunzione di 127 giornalisti nelle sedi regionali: lo spostamento di professionisti formati in ambiti d'inchiesta,  mette in discussione la tenuta delle redazioni di approfondimento, che in questi anni hanno garantito un’informazione libera da condizionamenti e al servizio del Paese e lascia senza prospettiva decine di giornalisti che rischiamo di perdere il posto di lavoro .

Chiederemo in Vigilanza di fare luce su tutto questo per difendere la libertà di stampa, il pluralismo e il diritto dei cittadini a un’informazione libera, indipendente e di qualità” – così i capigruppo della Commissione parlamentare di Vigilanza Rai di opposizione Stefano Graziano (Pd), Dario Carotenuto (M5S), Maria Elena Boschi (IV), Peppe De Cristofaro (AVS).

 

19/06/2025 - 18:44

Grande preoccupazione, Cda senza presidente non può prendere queste decisioni

“Siamo preoccupati dalle notizie di queste ore sui palinsesti del servizio pubblico per la prossima stagione televisiva Rai. Sembra che alcune trasmissioni di giornalismo d’inchiesta e di approfondimento, tra i cardini del contratto di servizio e della mission del servizio pubblico, potrebbero subire pesanti tagli a partire dalla prossima stagione. Agorà Weekend, Tango, Petrolio, Gocce di Petrolio e Indovina chi viene a cena, trasmissioni informative e di servizio pubblico, sono ad alto rischio e potrebbero non essere confermate nei palinsesti Rai 2025/2026. Si parla inoltre di una possibile riduzione di quattro puntate per Report e di due per il programma di Riccardo Iacona Presa diretta. Su queste possibili decisioni, anche se non ancora confermate, sta montando un malumore generale contro la gestione della programmazione da parte della direzione approfondimento, guidata dal meloniano Paolo Corsini. Se queste voci venissero confermate ci troveremmo di fronte ad una riduzione dell’offerta di approfondimento giornalistico e d’inchiesta che rischia di minare il pluralismo radiotelevisivo. Un Cda senza presidente non può prendere decisioni di questo tipo”. Lo affermano i capigruppo della Commissione parlamentare di Vigilanza Rai di opposizione Stefano Graziano (Pd), Dario Carotenuto (M5S), Mariaelena Boschi (IV), Peppe de Cristofaro (Avs).

 

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