03/03/2026 - 18:08

“Nell'ultimo anno, con tre distinti interventi - il Dm 121/2025, il nuovo Codice della Strada e il decreto interministeriale del 2026 - i costi per ottenere il rilascio della patente di guida nel nostro Paese sono aumentati di oltre il 300%.  Si tratta di un aumento consistentissimo che grava in modo indiscriminato sulle fasce più deboli della popolazione, su studenti, su pensionati. Un costo per famiglie e imprese che non tiene conto della fascia di reddito. Anziché penalizzare, come avremmo immaginato vista la propaganda di Salvini, coloro che eccedono con la velocità in strada e non rispettano le regole, il governo - per fare cassa - ha deciso di accanirsi sui malcapitati di turno che devono ottenere il rilascio della patente”.

Così il capogruppo Pd in commissione Trasporti alla Camera, Anthony Barbagallo.

 

03/03/2026 - 16:54

“La Commissione europea ha indicato come esempio positivo la scelta della Spagna di introdurre il limite di 30 km/h in ambito urbano su gran parte della viabilità cittadina e quello che abbiamo visto negli ordini del giorno ha dimostrato che è bastato togliere la parola ‘Città 30’ in un ordine del giorno sulle indicazioni della commissione europea per le ‘Città 30’, per avere un voto favorevole del governo e l’approvazione di quest’Aula. Le ‘Città 30’ non sono una bandiera ideologica, non sono un complotto internazionale contro Meloni e Salvini. Sono la nuova frontiera della civiltà stradale, la misura di sicurezza urbana riconosciuta a livello europeo per proteggere pedoni, ciclisti, bambini, anziani. E tutti siamo pedoni, quando non siamo alla guida, non dimentichiamolo mai. Proteggerli non serve a difendere altri, ma a difendere tutte e tutti. Su questo punto si è toccato in passato il punto più basso nel confronto politico, abbiamo visto addirittura manifestazioni contro il coraggio dei Sindaci che si battono per difendere le vite dei propri cittadini. E io vorrei che invece il Parlamento li ringraziasse tutti a prescindere dal colore della propria maggioranza: a Olbia come a Treviso, a Bologna come a Roma, Milano, Napoli, Torino in tutte le città dobbiamo dire grazie a tutti i sindaci che con coraggio stanno scegliendo di seguire le indicazioni europee per salvare vite. Dovrebbero essere aiutati, non ostacolati dal Ministero. Se non vi piace il nome potete cambiarlo, ma non potete cambiare la sostanza delle cose”.

 

Così Andrea Casu, deputato Pd e vice presidente della commissione Trasporti, intervenendo in dichiarazione di voto dopo l’approvazione del suo Odg che impegna il governo “a seguire e recepire nell’ambito delle politiche nazionali di sicurezza stradale le indicazioni e le raccomandazioni formulate a livello europeo nella relazione del 16 febbraio 2026”.

 

03/03/2026 - 16:21

“I dati diffusi oggi dall’Istat dicono una cosa molto semplice: la spesa quotidiana delle famiglie continua ad aumentare. L’inflazione generale è all’1,6%, ma i beni alimentari e quelli per la cura della casa e della persona crescono del 2,2%. L’inflazione di fondo, quella che misura l’andamento reale dei prezzi al netto dell’energia, è salita al 2,4%. I servizi registrano un aumento del 3,6%”. Lo dichiara il deputato del Partito Democratico Silvio Lai.

“Non stiamo parlando di voci marginali, ma di ciò che incide ogni settimana sul bilancio delle famiglie. Aumentano i trasporti, aumentano gli alimentari freschi, aumentano i servizi. Intanto salari e pensioni non recuperano il potere d’acquisto perduto. E mentre questi numeri fotografano una pressione già in atto, i mercati energetici stanno reagendo all’escalation militare in Medio Oriente. Il prezzo del petrolio è già in forte rialzo e anche il gas sta registrando tensioni. Non è più un rischio teorico: è una dinamica che si sta producendo ora. Questo significa carburanti più cari, costi di trasporto in aumento e una nuova spinta inflattiva che rischia di scaricarsi direttamente sulle famiglie con il Governo italiano semplice spettatore”.

“Per questo il decreto bollette presentato dal Governo appena dieci giorni fa appare già superato. È stato costruito su uno scenario energetico stabile che oggi non esiste più. Senza meccanismi automatici di protezione contro gli shock energetici, rischia di diventare rapidamente inefficace. Le famiglie italiane hanno bisogno di certezze in una fase internazionale così instabile. Non si può continuare a rincorrere gli eventi. Serve una strategia strutturale per difendere il potere d’acquisto prima che l’onda dei rincari si scarichi di nuovo sui bilanci delle persone”.

 

26/02/2026 - 19:20

“Nel testo del Dl sicurezza è grave la totale assenza del trasporto pubblico locale e del trasporto aereo. Nel settore dei trasporti servono interventi in grado di garantire la sicurezza come diritto fondamentale per tutte le lavoratrici e i lavoratori, dobbiamo puntare sulla prevenzione oltre che sulla repressione, garantire il presidio umano stabile delle stazioni, tecnologie per la sicurezza, diritto di autotutela del personale, formazione e cultura della sicurezza, oltre al rafforzamento normativo delle tutele legali, assicurative e psicologiche dei lavoratori, come indicato dal manifesto per la sicurezza ferroviaria presentato unitariamente dai sindacati del settore ferroviario nell’audizione in Parlamento del 5 febbraio. Su questi punti specifici siamo pronti al confronto con il Governo, nell’interesse di tutte le lavoratrici e i lavoratori in prima linea ogni giorno per garantire il diritto alla mobilità e di tutti i cittadini. Questa riflessione non può e non deve limitarsi a singoli interventi spot ma garantire un’azione di sistema più ampia che deve necessariamente riguardare anche le lavoratrici e i lavoratori del TPL, a partire dall’ascolto delle loro istanze, per questo abbiamo chiesto che anche i sindacati del settore possano essere auditi al più presto. L’esclusione del TPL da tutte le misure previste nel testo del dl sicurezza, nonostante il lavoro portato avanti unitariamente da sindacati e parti datoriali in attuazione del protocollo per la sicurezza, è un segnale grave. Il Governo non può continuare a ignorare le continue aggressioni e il pericolo che subiscono ogni giorno oltre 110 mila autoferrotranvieri e internavigatori e il personale del trasporto aereo a cui devono essere garantite le stesse tutele dei loro colleghi ferrovieri”
Lo dichiarano in una nota il senatore e responsabile Economia, Finanze, Imprese e Infrastrutture Pd, Antonio Misiani e il deputato dem e vicepresidente in Commissione Trasporti, Andrea Casu.

 

 

26/02/2026 - 17:12

Sistema ferroviario leva industriale del Paese. Servono investimenti pubblici per opere post-PNRR e protocolli sicurezza nelle stazioni.

"Il Partito Democratico ha una grande passione per il nostro sistema ferroviario, che rimane il trasporto più sostenibile ambientalmente e più accessibile economicamente. Le nuove generazioni lo utilizzano sempre di più e noi guardiamo con attenzione alla politica di acquisizione di Ferrovie dello Stato per capire come le nuove aziende verranno messe al servizio dei cittadini". Lo afferma la deputata Paola De Micheli, ex ministra dei Trasporti, in un'intervista sui canali social dei deputati dem.

"Il Pd – spiega l’esponente dem - sta guardando con attenzione al finanziamento delle nuove opere che avevamo programmato. Penso alla Reggio Calabria-Salerno alta velocità, al completamento di altre tratte. Non siamo ideologicamente contrari all'intervento dei privati, ma dobbiamo trovare un modo che consenta di affiancare il finanziamento pubblico, non escluderlo, per realizzare anche le opere meno redditizie. Poi c’è il tema della sicurezza. In tutti i sistemi di trasporto i lavoratori sono messi alle strette da una condizione di rabbia sociale crescente. Il governo deve occuparsi delle ragioni profonde di questa rabbia, ma deve anche finanziare i protocolli d'intesa sottoscritti da aziende e sindacati per costruire sistemi di sicurezza attorno alle stazioni e sui treni. I lavoratori hanno diritto di essere sicuri nell'espletare il loro dovere. Il governo su questo è carente perché manca la consapevolezza della gravità della situazione. Molto spesso chi lavora nel settore trasporti e Tpl viene aggredito, magari solo per aver chiesto di verificare la validità di un titolo di viaggio. C'è sottovalutazione del problema sicurezza e del ruolo strategico dei trasporti. Quando li abbiamo chiusi per il Covid tutti si sono resi conto di quanto sia fondamentale potersi muovere a prezzi ragionevoli. Adesso si danno per scontati".
“Come Pd – conclude De Micheli - organizzeremo una serie di appuntamenti pubblici sul tema dei trasporti. Ascolteremo operatori e fornitori che lavorano sulle grandi opere finanziate col PNRR per organizzare le nostre idee in un'unica proposta da presentare al governo. Il trasporto è una leva industriale del Paese, un grande investimento di transizione e lo strumento per esercitare un diritto fondamentale: la mobilità. Non possiamo farlo senza un grande investimento sul sistema delle Ferrovie dello Stato, che resta e resterà, nonostante i ministri che cambiano, una grande azienda".

 

26/02/2026 - 12:31

"Da oltre un anno attendiamo una risposta dal Ministro Salvini alla lettera dei deputati Pd della Sicilia sulla situazione dei lavoratori di Blu Jet Srl e sulle criticità dei collegamenti marittimi con Villa San Giovanni. Si tratta di un silenzio grave, irrispettoso del Parlamento e che riguarda un servizio pubblico essenziale oggi segnato da disservizi, guasti frequenti, carenze manutentive e difficoltà di accesso agli imbarcaderi, con pesanti disagi per anziani e persone con disabilità": è quanto dichiara la deputata Dem Maria Stefania Marino.

"Vista la latitanza del Ministro ho presentato un’interrogazione parlamentare chiedendo verifiche urgenti su sicurezza, efficienza e accessibilità. Ho chiesto inoltre di chiarire le ragioni del mancato riscontro e della disparità contrattuale che colpisce i dipendenti Blu Jet, ai quali viene applicato un contratto meno favorevole rispetto a quello dei lavoratori Rfi, pur svolgendo il medesimo servizio pubblico all’interno dello stesso gruppo societario. Non è accettabile che si determinino differenze retributive e di tutele così evidenti: il governo deve intervenire per garantire equità, trasparenza e rispetto dei diritti": conclude.

 

25/02/2026 - 14:58

“Presentata interrogazione Pd”

“Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti è in pieno caos informatico. Chiediamo al Governo di fare piena luce su quanto sta accadendo dal 9 febbraio scorso per l’avvio del nuovo sistema di protocollazione documentale che rischia di paralizzare l’intera macchina amministrativa, con ripercussioni gravissime su pagamenti, istruttorie e gestione dei fascicoli strategici”. Così Andrea Casu, vicepresidente della Commissione Trasporti della Camera e primo firmatario di un’interrogazione al ministro Salvini sottoscritta anche dai deputati dem Barbagallo, Bakkali, Ghio e Morassut.
“Parliamo di un progetto di digitalizzazione da circa 41,7 milioni di euro finanziato con i fondi del PNRR. È inaccettabile che un investimento di tale portata, destinato a modernizzare il Paese, si traduca in un blackout che rischia di configurarsi come interruzione di pubblico servizio. Mentre il ministro Salvini è impegnato in perenne propaganda, gli uffici del suo dicastero non sono in grado di visualizzare allegati o reindicizzare documenti essenziali”.
“Con la nostra interrogazione – conclude Casu – chiediamo al Ministero di chiarire immediatamente le cause tecniche di questo fallimento e quali misure urgenti siano state adottate per garantire la continuità operativa ed evitare che il malfunzionamento possa ripetersi. Il MIT gestisce dossier infrastrutturali vitali per l'Italia: l’inefficienza del dicastero non può mettere a rischio il rispetto delle scadenze europee e l’attuazione degli investimenti strategici”.

 

24/02/2026 - 13:50

“Oggi, seppure con molto ritardo, la Camera definisce un importante punto di partenza condiviso per lo sviluppo dei centri di elaborazione dati. Come PD ci siamo battuti per uno sviluppo diffuso dei data center sul nostro territorio che coinvolga sia le esperienze positive già avviate sia nuove strutture definite con qualità degli spazi per valorizzare aree dismesse. È giusto che la regolamentazione parta dal Parlamento con una legge delega e non per decreto, perché è in gioco una questione politica, globale e nazionale: i data center non devono diventare cattedrali nel deserto gestite da remoto, ma fucine di innovazione per favorire lo sviluppo economico, sociale, ambientale e democratico ”. Lo dichiara il deputato e vicepresidente in Commissione Trasporti, Andrea Casu esprimendo il voto favorevole del PD alla delega al governo  per i centri di elaborazione dati.
“Ci batteremo – sottolinea il parlamentare dem - affinché l'Italia difenda sempre l'interesse nazionale e i data center non diventino i porti franchi delle nuove compagnie delle indie. Siamo davanti ad una sfida di cambiamento e dobbiamo essere pronti alla funzione di scoperta e di costruzione di nuove rotte che servono al futuro. Né colonia, né autarchia, l'Italia deve trovare la sua autonomia tecnologica per proteggere nell'interesse nazionale, da un lato, la sicurezza dei dati e dall'altro l'attrattività degli investimenti”. “Grazie ai data center nel 2025 la Francia ha saputo attrarre 69 miliardi di dollari di investimenti a fronte dei 5 del nostro paese: dobbiamo fare di più per costruire subito il mercato unico europeo dell'innovazione indicato dai rapporti di Letta e Draghi e renderne l’Italia protagonista”, conclude Casu.

20/02/2026 - 13:56

“Dal 1° gennaio 2024 il sistema europeo di scambio delle quote di emissione è stato esteso al trasporto marittimo, generando un rilevante gettito per lo Stato. È doveroso sapere con chiarezza quante risorse siano entrate nelle casse pubbliche, dove siano confluite e come vengano utilizzate”.

Lo dichiara Silvio Lai, deputato del Partito Democratico, che ha presentato un’interrogazione a risposta scritta ai ministri dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, dell’Economia e delle Finanze e delle Infrastrutture e dei Trasporti.
“L’applicazione dell’Ets al settore marittimo – prosegue Lai – sta determinando un aumento significativo dei costi di trasporto merci e passeggeri, con effetti particolarmente pesanti per le regioni insulari, che non dispongono di alternative infrastrutturali terrestri. A fronte di questi impatti, non risultano misure compensative specifiche né una rendicontazione pubblica disaggregata delle entrate derivanti dal comparto marittimo”.
L’interrogazione chiede al Governo di chiarire: l’ammontare complessivo dei proventi ETS attribuibili al settore marittimo per il 2024 e 2025, nonché le previsioni per il 2026; se esista una contabilità separata che distingua le entrate del marittimo da quelle di industria ed energia; in quali capitoli di bilancio siano confluite tali risorse e con quali destinazioni; se e in quale misura siano state utilizzate per coprire interventi previsti nel recente decreto-legge in materia di energia e bollette; se si ritenga coerente, rispetto ai principi di equità territoriale e all’articolo 119 della Costituzione, l’assenza di una destinazione specifica a favore dei territori maggiormente colpiti; se si intendano introdurre strumenti di tracciabilità e pubblicazione periodica dei proventi ETS per settore.
“Non si tratta di mettere in discussione gli obiettivi ambientali europei, che condividiamo – conclude Silvio Lai – ma di garantire trasparenza nell’utilizzo di risorse che derivano da oneri ambientali e che incidono in modo differenziato sui territori. Le regioni insulari non possono essere penalizzate due volte: dall’aumento dei costi e dall’assenza di una redistribuzione equa delle risorse generate proprio da quei costi. Serve chiarezza immediata e un meccanismo strutturale di compensazione”.

 

20/02/2026 - 12:59

“Il rinvio di 6 mesi per la realizzazione della delega senza alcun cambiamento dei criteri che esprimono una visione sbagliata di mobilità e di sicurezza stradale è un errore politico per questo rinnoviamo il nostro appello al Governo di cambiare decisamente rotta perché tutti dovremmo essere dalla stessa parte ed è sbagliato interpretare ideologicamente o in una logica di convenienza norme che servono a tutelare la vita delle persone”. Lo dichiara il deputato PD Andrea Casu, vicepresidente in Commissione Trasporti.
“Diamo valore alle parole – continua il parlamentare dem-: nel codice si continua a chiamare incidenti quelli che sono veri scontri che possono essere drammatici, logica conseguenza di comportamenti o norme sbagliate. Definirli incidenti, deresponsabilizza collettivamente. È necessaria una formazione permanente, le norme sono già  cambiate e sfido chiunque a dire cosa è cambiato nel codice della strada rispetto a quando si è presa la patente e quali veicoli nuovi ora sono presenti rispetto a prima”.
“La critica più forte che rivolgiamo al governo è quella di intervenire sempre dopo e mai prima. Come abbiamo sempre proposto, è giusto agire anche dopo, ma il governo deve fare di più in tema di prevenzione degli scontri ascoltando gli appelli dei familiari delle vittime e dei sindaci in prima linea. Inoltre sulla mobilità attiva è urgente riaprire il confronto: si può partire dalla proposta di legge costruita dal Pd insieme alla Fiab e ai comitati della ciclabilità e dalle recenti iniziative avviate dalla Federazioni Ciclistica Italiana. infine ricordo che è la stessa Commissione europea che ribadisce come la velocità sia la causa principale degli scontri stradali e come le cosiddette città30 siano la  soluzione più valida. Il Governo deve smettere di contrastare ma sostenere le scelte e le tecnologie che servono a salvare vite” conclude Casu.

 

20/02/2026 - 10:57

“In Italia ci sono oltre 4,2 milioni di veicoli sottoposti a fermo amministrativo: più della metà fermi da oltre 5 anni. Guidano la classifica le provincie di Napoli, Roma, Milano, Torino e Salerno ma i numeri sono in crescita e riguardano tutte le regioni e tutte le città. Da oggi, grazie alla nuova legge approvata all’unanimità prima alla Camera e poi il Senato, sarà possibile attivare le procedure per rottamare tutte quelle abbandonate e inutilizzabili. Una piccola rivoluzione che può rendere finalmente più belle e pulite le nostre città e cancellare quei veri e propri monumenti al degrado che da troppo tempo occupano spazio pubblico e parcheggi in particolare nelle periferie. Un lungo percorso parlamentare, che nasce già nella scorsa legislatura, sostenuto dal primo giorno dalla Presidente Braga e da tutto il Gruppo Pd che si conclude finalmente in questa grazie al confronto parlamentare e al lavoro comune con il Presidente Deidda, la collega Russo, prima firmataria della proposta di FDI, e tutti i colleghi della commissione Trasporti. Oggi compiamo un primo importante passo per liberare finalmente le strade da auto e moto inutilizzabili e abbandonate, continueremo a lavorare per sostenere l’azione di cittadini e imprese e offrire alle amministrazioni e agli enti locali tutti gli strumenti e le risorse necessarie ad attuare la legge e riuscire a tradurre al più presto questo nuovo principio giuridico in realtà su tutti i territori.”

Lo dichiara Andrea Casu, relatore della legge alla Camera e primo firmatario della proposta di legge del Pd sulla rottamazione dei veicoli fuori uso sottoscritta dai colleghi in commissione Traporti Anthony Barbagallo, Valentina Ghio, Ouidad Bakkali e Roberto Morassut.

 

19/02/2026 - 17:14

"La mobilità dei cittadini siciliani non può essere ostaggio di ritardi e rimpalli di responsabilità. Per questo ho presentato un’interrogazione a risposta scritta al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti sulla grave situazione che interessa la dorsale ionica Messina-Catania-Siracusa, dove dal 13 novembre 2025 risultano chiusi tre fasci di binari su sette presso la stazione centrale di Catania, a seguito dell’incendio che ha colpito 'Le Ciminiere' e della conseguente installazione di un’impalcatura a ridosso del sedime ferroviario. Una condizione che, secondo il Comitato Pendolari, ha già comportato la cancellazione di migliaia di chilometri di tratte e pesanti disagi per pendolari, studenti e turisti, aggravati anche dai danni del ciclone Harry”. Lo dichiara la deputata del PD Maria Stefania Marino.
"Ho chiesto di chiarire le cause tecniche e amministrative che hanno determinato il protrarsi della chiusura, se il Ministero sia stato formalmente informato e quali iniziative urgenti intenda assumere nei confronti di Rfi e degli enti territoriali coinvolti per garantire la rimozione dell’impalcatura o la definitiva messa in sicurezza dell’area, con la riapertura dei binari interdetti e il pieno ripristino della capacità della linea", conclude la deputata dem.

 

19/02/2026 - 15:50

“Non ha alcun senso pensare di realizzare un’opera come il Ponte sullo Stretto in un’area ad elevatissimo rischio sismico, quale è quella che interessa la Sicilia e la Calabria. Ora anche uno studio dell’Ingv conferma ciò che è evidente ma che solo il ministro Salvini, pervicacemente, continua a portare avanti per motivi esclusivamente di propaganda. Si tratta ora di prendere atto del lavoro di Ingv con Consiglio Nazionale delle Ricerche ed alcune università italiane ed europee che aggiunge nuovi dettagli a quanto già evidenziato negli anni e che fornisce una una visione più chiara e completa della struttura geologica dello Stretto. E fatto questo chiudere una volta per tutte il triste capitolo del Ponte voluto da questo governo e finanziato sottraendo fondi e risorse al Sud e alla Sicilia in particolare”. Lo dichiara il segretario regionale del Pd Sicilia e capogruppo Pd in commissione Trasporti alla Camera, Anthony Barbagallo.

Nello studio i ricercatori hanno analizzato una grande quantità di dati, sismologici e marini, e ha preso ad esame oltre 2.400 terremoti avvenuti nella regione in quasi 30 anni, dal 1990 al 2019. Dal loro studio è emerso che nella regione dello Stretto di Messina l'attività sismica si concentra in due strati della crosta terrestre in cui si concentrano forze geodinamiche diverse che insieme concorrono alla deformazione dell'area : un fenomeno che che nel corso di milioni di anni ha dato origine a catene montuose, faglie e depressioni marine ed è ancora oggi all’origine di terremoti potenzialmente distruttivi.

“Per questo – prosegue – sono necessari ulteriori studi e approfondimenti prima di iniziare i lavori, di fronte ad una situazione molto più complessa di quello che si pensava, come ha detto anche il geologo Mario Tozzi. E’ da irresponsabili proseguire a testa bassa ignorando gli avvisi che provengono dalla comunità scientifica. Ci auguriamo che il Governo ne prenda atto e – conclude – si fermi in tempo”.

 

18/02/2026 - 13:39

“La proposta di legge a prima firma Ghio mira da un lato alla sicurezza degli spostamenti per ciclisti e pedoni, e dall'altro lato ad mobilità più sostenibile. A fronte dei ritardi e dell’inadeguatezza del governo sull’utilizzo dei fondi del Pnrr sulla mobilità sostenibile e la sicurezza stradale, e dell’elevatissimo numero di incidenti stradali, questo testo offre un contributo decisivo sui temi della sicurezza stradale e della mobilità sostenibile e sull’impatto che questi temi hanno sulla qualità della vita nelle grandi città.

C’è poi anche un investimento legato all'approccio culturale delle nuove generazioni che sono sempre pronte ad accogliere spunti sulla mobilità sostenibile e dobbiamo considerare anche il tema della fruizione turistica nelle varie regioni. C’è un’alta richiesta da parte di giovani e turisti ad utilizzare mezzi sostenibili come la bicicletta, e in commissione abbiamo fatto un grande lavoro in questa direzione”. Lo ha detto Anthony Barbagallo Deputato Pd e capogruppo in commissione trasporti della camera, intervenendo alla conferenza stampa di presentazione della proposta di legge della Deputata del PD Valentina Ghio sulla sicurezza stradale per tutelare pedoni e ciclisti.

 

18/02/2026 - 13:20

Adeguamenti al Codice della strada, campagne di comunicazione mirate e risorse dedicate per promuovere una nuova cultura dello spazio urbano

Sempre più italiani si muovono a piedi o in bicicletta. Secondo l’ultimo Rapporto sulla mobilità dell’ISFORT oltre il 28% degli spostamenti quotidiani avviene in queste modalità: ma sicurezza e infrastrutture restano il nodo cruciale da sciogliere al fine di rafforzare la tutela di pedoni e ciclisti e promuovere concretamente la mobilità attiva. È in questo contesto che si colloca la nuova proposta di legge presentata oggi alla stampa dalla deputata Valentina Ghio: un progetto che ha visto la collaborazione di FIAB – Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta, coinvolta nella redazione del testo col supporto di Andrea Colombo, esperto legale di mobilità e sicurezza stradale.

“Questa proposta di legge nasce da un dato evidente: sempre più persone scelgono di muoversi a piedi o in bicicletta, ma spesso in condizioni di elevata vulnerabilità. Serviva quindi un intervento organico che aggiornasse le norme e introducesse una gerarchia della mobilità centrata sulla tutela di pedoni e ciclisti” – dichiara l’on. Valentina Ghio prima firmataria della proposta di legge

“Non si tratta solo di modifiche tecniche, ma di un cambio di prospettiva – prosegue Ghio –

Siamo tutti pedoni e le strade devono diventare luoghi più sicuri e vivibili, dove camminare o pedalare sia una scelta normale e non un rischio. Inoltre strade meno trafficate sono un vantaggio anche per chi non può fare a meno di utilizzare la macchina.

Per rendere concreto questo cambiamento istituiamo il Fondo nazionale per la mobilità attiva e introduciamo strumenti a supporto degli enti locali.

Investire sulla mobilità attiva significa investire in salute, ambiente e città più inclusive, a misura di tutte le persone”, conclude la deputata.

Puntuale e articolato, il testo si fa interprete di un nuovo scenario urbano, abbracciando numerosi aspetti della mobilità. I cambiamenti proposti non coinvolgono solo il Codice della Strada ma estendono la propria efficacia anche al Codice Civile. Fra i diversi punti del codice stradale interessati dalla proposta si trova, innanzitutto, l’ampliamento delle definizioni. Il concetto di mobilità attiva viene introdotto a monte, con una distinzione fra le figure di “utente più forte” – chi utilizza mezzi con maggior massa, potenza o velocità – e di “utente della mobilità attiva”. Le nuove definizioni sono determinanti per introdurre una gerarchia che tuteli gli utenti più esposti in caso di collisione. Con la modifica del secondo comma dell’articolo 2054 del Codice civile, infatti, viene stabilito che, in caso di incidente, il conducente del veicolo più pesante o potente è considerato, fino a prova contraria, maggiormente responsabile.

La proposta introduce numerose misure volte a incentivare gli spostamenti a piedi e in bici e a proteggere l'incolumità degli utenti attivi. Ad esempio, i marciapiedi dovranno avere una larghezza minima di 2 metri, e i guidatori dovranno superare i ciclisti almeno a un metro e mezzo di distanza in ogni caso. Inoltre, i Comuni potranno installare più facilmente attraversamenti pedonali rialzati (dove avviene la maggior parte degli investimenti mortali), e i mezzi pesanti dovranno essere dotati di sensori elettronici per rilevare la presenza laterale di pedoni e ciclisti negli angoli ciechi.

Luigi Menna, Presidente di FIAB Italia, ha dichiarato: “Questa proposta di legge concentra l’attenzione sulla mobilità ciclistica quotidiana, ritagliando un ruolo importante ai ciclisti che ogni giorno percorrono le strade cittadine, statisticamente più pericolose. La diminuzione delle collisioni stradali passa obbligatoriamente attraverso la prevenzione, in particolare limitando la velocità degli autoveicoli – ad esempio tramite i passaggi pedonali e ciclabili rialzati e ampliando gli spazi urbani sicuri per ciclisti e pedoni, come le zone urbane e scolastiche”

La proposta introduce chiare norme per la governance, risorse e monitoraggio: è infatti prevista l’istituzione del CIPOMA, Comitato Interministeriale per le Politiche di Mobilità Attiva, che ha il compito di assicurare il coordinamento e la definizione degli indirizzi strategici e la Direzione Generale per la Mobilità attiva preso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Comuni e altri enti si dovranno dotare di strumenti mirati per valutare in modo continuativo l’efficacia delle politiche adottate e la validità delle infrastrutture implementate.

Viene istituito il Fondo nazionale per la mobilità attiva, con una dotazione iniziale pari a 300 milioni di euro per il triennio.

La costruzione di un reale cambiamento culturale nella mobilità passa inevitabilmente attraverso un’adeguata formazione e informazione. In questa prospettiva, la proposta a cui anche FIAB ha dato il proprio contributo prevede interventi specifici sull’educazione alla tutela della mobilità attiva. Un ruolo centrale è assegnato anche alla comunicazione: la pubblicità degli autoveicoli dovrà essere accompagnata da messaggi che promuovano la guida sicura, l’uso della mobilità attiva, di quella condivisa e del trasporto pubblico. A tal fine, una quota pari al 5% delle spese pubblicitarie destinate alla promozione dei veicoli sarà utilizzata per realizzare campagne istituzionali dedicate alla mobilità sostenibile e alla sicurezza stradale.

 

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