“Di fronte a questa manovra è difficile non rimanere sconcertati: il Governo sta facendo scelte che vanno contro sviluppo, diritto alla mobilità e sostenibilità. In altre parole scelte contro il futuro del Paese,” dichiara la deputata Valentina Ghio del Partito Democratico, in risposta alla Legge di Bilancio oggi nella discussione alla Commissione Trasporti di Montecitorio. “I tagli sono distribuiti senza criterio e colpiscono proprio quei settori che avrebbero bisogno di investimenti per sostenere le comunità locali e promuovere uno sviluppo equilibrato.”
Oltre al drammatico mancato sostegno al trasporto pubblico locale con un finanziamento del fondo che non copre nemmeno il 10% delle necessita', i tagli colpiscono in modo particolare il fondo per la mobilità sostenibile e le reti ciclabili urbane, un settore cruciale per incentivare una mobilità accessibile e rispettosa dell’ambiente e altre risorse sottratte ai Comuni. “Il Governo ha respinto il mio emendamento sul tema e ha scelto di ridurre di 20 milioni di euro per il 2025 e di 27 milioni per il 2026 i fondi destinati alle infrastrutture ciclabili, mostrando una totale mancanza di visione verso il futuro della mobilità urbana. Questo non è un semplice taglio, è una dichiarazione di intenti contro i cittadini che chiedono alternative sostenibili e verso le amministrazioni locali che lavorano per offrirle.”
“Oltre ai fondi per le reti ciclabili, vengono drasticamente ridotti i finanziamenti per portualita' e trasporto ferroviario delle merci anche a servizio degli scali, sacrificando così settori vitali per una reale transizione ecologica e per il rilancio infrastrutturale,” aggiunge Ghio. “La scelta di non approvare l'emendamento a mia firma per il rinnovo dei fondi articolo 199 destinati a diverse categorie che operano nella portualita' , mettera' a rischio imprese e posti di lavoro. E il definanziamento di 130 milioni di euro in due anni sulla sostenibilita' degli impianti portuali, conferma il mancato sostegno del Governo al sistema complessivo della portualita'.
I definanziamenti su trasporto pubblico locale, portualita' e mobilita' sostenibile conferma l'impianto di una manovra di tagli, che guarda al passato e non sostiene i bisogni della mobilita' e dei settori trainanti del nostro Paese.
*Pd, Salvini irresponsabile, condanna italiani a nuovi diservizi*
“La maggioranza ha bocciato in Commissione Trasporti l'emendamento presentato dal Partito Democratico alla manovra di bilancio, che proponeva di aumentare a 800 milioni di euro il finanziamento del Fondo Nazionale Trasporti. Questa misura, pensata per rafforzare il sostegno al settore dei trasporti, è stata respinta proprio mentre il ministro Salvini cerca, in modo maldestro, di rispondere alle proteste del mondo dei trasporti che lamenta i continui tagli e i mancati rinnovi contrattuali. Senza un incremento del fondo, infatti, saranno inevitabili tagli ai servizi per i cittadini e risulterà impossibile adeguare i contratti dei lavoratori. Questa bocciatura alimenta le ragioni dello sciopero e delle proteste, in questo modo irresponsabile Salvini e la maggioranza condannano gli italiani a nuove giornate di disservizi” così i deputati democratici della Commissione Trasporti della Camera, Andrea Casu, Anthony Barbagallo, Ouidad Bakkali, Valentina Ghio e Roberto Morassut che rendono noto che “il Pd ripresenterà l'emendamento sia in Commissione Bilancio che in Aula alla Camera”.
Sette mesi per l'attività ispettiva: senza un quadro chiaro si rischia la paralisi. Quella che doveva essere un’operazione urgente e celere è diventata un’operazione lumaca”
Nessuna risposta concreta dal Vice Ministro Rixi sull’esito delle ispezioni dei commissari nel Porto di Genova. Il governo prende tempo e rimanda la scadenza a fine anno. Quella che doveva essere un’operazione urgente, da risolvere in tempi brevi - vista anche l’importanza del settore per la Liguria e per il Paese - a oltre cinque mesi dall’avvio, è ancora in alto mare e si ipotizza una prima risposta a fine anno, dopo sette mesi.
Bisogna superare questa incertezza giuridica ed economica al più presto, per tutelare lavoratori e imprese. L'urgenza con cui era partito il lavoro della commissione, evidenziato dalle dichiarazioni del MIT, che annunciava un percorso in tempi rapidi per non pregiudicare lavoro e scadenze, ne dimostra l'importanza, ma proprio la rapidità è quella che è stata più disattesa.
Non vorremmo che il ritardo dell'esito dell'ispezione diventasse un pretesto per rinviare scelte e mantenere lo status quo della stagione precedente.
È necessario definire al più presto il quadro, per superare il rischio di paralisi delle attività portuali. Bisogna adoperarsi perché emerga in modo chiaro e trasparente quelle che sono le prospettive future perché non ci siano incertezze rispetto alle prossime scadenze e investimenti in atto e soprattutto per la tutela di tutti i lavoratori. Così la vicepresidente del gruppo PD alla Camera e componente commissione trasporti Valentina Ghio, dopo la risposta del vice Ministro Rixi alla sua interrogazione sull’esito dell’attività della commissione ispettiva nel Porto di Genova dopo l’inchiesta giudiziaria
“Le audizioni di questi giorni hanno fatto chiarezza sulla manovra smontando i numeri della propaganda del governo e confermando quanto il Pd denuncia fin dall’inizio. È un colpo letale agli enti locali con un taglio di quasi 8 miliardi nei prossimi cinque anni. Il governo Meloni colpisce i servizi pubblici essenziali già messi a dura prova dalle scelte approvate negli ultimi mesi che hanno penalizzato Comuni, Province e Regioni e che adesso rischiano addirittura di mettere in discussione molti investimenti previsti dal Pnrr. Le amministrazioni locali, con questi definanziamenti, saranno costrette a tagliare ancora la manutenzione degli immobili pubblici, gli interventi per contrastare il dissesto idrogeologico, i servizi alla collettività, i sussidi alle famiglie, la scuola, i trasporti e, soprattutto, i servizi socio-assistenziali e la sanità. La manovra ‘senza nuove tasse’ della Premier Meloni avrà un costo altissimo per i cittadini”.
Così la vicepresidente dei deputati Pd Simona Bonafè.
“Tutte le audizioni confermano che siamo davanti ad una manovra povera e sbagliata. I 3,5 mld stanziati per il fondo trasporti non copriranno le spese e non cambieranno la rotta all'involuzione della rete dei trasporti italiani. Non c'è alcuna pianificazione degli investimenti e lo stesso fondo è sganciato da una pianificazione nazionale secondo il metodo del Pnrr e con le politiche di coesione”. Lo dice il capogruppo dem Anthony Barbagallo riguardo alla legge di bilancio oggi al voto in Commissione Trasporti a Montecitorio.
“La chiamano spending review - continua il deputato - ma sono solo tagli indiscriminati alle infrastrutture pubbliche e al diritto alla mobilità. Vengono definanziati, per un totale di 3,7 mld, i comparti della portualità, mobilità sostenibile, ciclabilità e trasporto su ferro delle merci”. “Hanno inoltre azzerato del tutto la sfida della transizione ecologica e digitale. Una manovra disastro che non riduce il gap infrastrutturale tra le varie aree del Paese e continua a discriminare il Sud; per non parlare dei temi della sicurezza dei trasporti e della continuità territoriale completamente dimenticati dal governo”, conclude Barbagallo
“Chiediamo ancora una volta a Salvini di venire a riferire in Aula sulla sicurezza dei lavoratori nel comparto ferroviario. Ieri tutti i sindacati hanno scioperato con un’adesione al 90 % per chiedere una reazione di tutte le istituzioni dopo l’accoltellamento di un loro collega rinunciando ad un giorno di lavoro, una parte importante del loro magro salario. Parliamo di un'aggressione non isolata ma di un fenomeno in crescita che interroga il Parlamento e, in primis, il ministro Salvini”. Così il vicepresidente della Commissione Trasporti, Andrea Casu.
“Abbiamo già presentato un'interrogazione – continua il deputato dem - che fa seguito all'interpellanza urgente che abbiamo presentato un mese fa: che fine ha fatto il protocollo dell'aprile del 2022 che metteva insieme imprese e sindacati per garantire più sicurezza sul lavoro? Che iniziative concrete ha prodotto? Perché è stato abbandonato dal Ministro per un anno e mezzo e la prima riunione per riattivarlo è stata fatta solo a settembre 2024? Salvini oltre a scrivere sui social cosa sta facendo da ministro dei trasporti per garantire la sicurezza sui treni e nelle stazioni?” “Le aggressioni vanno fermate tutte e Salvini non può accorgersi di un fenomeno così grave e intervenire solo in base al colore della pelle dell'aggressore. È inaccettabile”, conclude Casu.
L’audizione degli amministratori delegati di Trenitalia e Italo in commissione Trasporti nella giornata dello sciopero proclamato dopo l'accoltellamento di un capotreno a Genova, ha ulteriormente evidenziato l'assenza di risposte concrete del ministro Salvini ai problemi ormai cronici nel trasporto ferroviario. Da parte del Mit continuano a mancare indicazioni chiare sulla programmazione degli interventi migliorativi per la tutela della sicurezza dei lavoratori del sistema ferroviario, oltre che una pianificazione seria per affrontare i ritardi di percorrenza che soprattutto su alcune tratte molto frequentate, sono ormai una costante. Invece che fare propaganda politica sulle aggressioni al personale, dal ministro Salvini ci saremmo aspettati risorse adeguate in manovra di bilancio, pianificazione e controllo, per dare risposte a lavoratori, viaggiatori e pendolari, tutto quello che fino ad oggi è mancato e manca.
Così Valentina Ghio, vicepresidente Gruppo PD alla Camera e componente della commissione Trasporti.
Veniamo da un’estate infernale per le ferrovie italiane, preceduta da una imponente campagna di promozione dell’utilizzo del treno, nonostante sapessimo in anticipo che la rete sarebbe stata bloccata. Adesso che andiamo verso le vacanze di Natale, si è considerato l’impatto dei cantieri dei 23 miliardi del Pnrr per far in modo che l’offerta promozionale e commerciale sia conseguente ai collegamenti che effettivamente sarà possibile garantire, invece di creare un sovraccarico di attese tra i viaggiatori? È in corso una programmazione seria e puntuale dei trasporti ferroviari per andare incontro alle festività natalizie o Salvini condannerà gli italiani agli stessi disservizi di questa estate? Con l’occasione rinnoviamo il nostro appello per prevedere per i passeggeri il rimborso automatico di tutti i treni cancellati e informazioni puntuali sui ritardi che devono essere evidenziati chiaramente e tempestivamente nelle app e nelle stazioni.
Così il vicepresidente della commissione Trasporti della Camera Andrea Casu, intervenendo durante le audizioni degli ad di Trenitalia e di Italo.
“Salvini sta ovunque tranne nel suo ufficio al ministero”
Le audizioni di oggi in commissione Trasporti degli ad di Trenitalia e di Italo confermano l'incapacità del Mit di incidere sulle problematiche che ogni giorno attanagliano migliaia di viaggiatori. C'è un vuoto preoccupante nell'attività di monitoraggio e di controllo sui ritardi nelle manutenzioni, sugli investimenti e sul continuo ricorso ai subappalti.
I ritardi colossali e gli enormi disagi vissuti in questi mesi sono dovuti all'inadeguatezza del ministero dei Trasporti che non esercita le attività di controllo, di monitoraggio e di programmazione. Salvini è sempre in tour per le piazze d’Italia e sta in tutti i posti tranne nel suo ufficio al ministero.
Lo dichiara il deputato dem Anthony Barbagallo, capogruppo Pd in Commissione Trasporti.
"Se confermata, la notizia rappresenterebbe una gravissima responsabilità da parte del MEF. La mancata firma del pacchetto finale dell'accordo ITA-Lufthansa e la conseguente mancata consegna del piano alla Commissione Europea rischiano di produrre effetti fortemente negativi per il futuro di ITA Airways e per la competitività del settore aereo nazionale. Chiediamo al Ministro Giorgetti di riferire immediatamente in Parlamento su quanto sta accadendo, dato che, a quanto si apprende, l'accordo era stato già concordato e firmato da tutte le parti coinvolte, ma risultava mancante solo l’approvazione finale del MEF. Questo stop dell’ultimo minuto, se confermato come decisione del Ministero, richiede una spiegazione dettagliata e urgente delle motivazioni di tale scelta e delle sue ripercussioni” così in una nota il capogruppo democratico nella Commissione trasporti della Camera, Anthony Barbagallo.
“L’ennesima aggressione contro un capotreno sulla linea regionale Genova-Busalla interroga direttamente tutte le istituzioni sulla necessità di intervenire su una situazione ormai totalmente fuori controllo. Ma il primo che dovrebbe assumersi le proprie responsabilità è il ministro Salvini che ogni giorno si occupa di tutto tranne che dei trasporti e di garantire la sicurezza e i diritti dei lavoratori. Le continue aggressioni vanno fermate e meritano tutte l’attenzione del Ministro, a prescindere dal colore della pelle e della nazionalità di chi le commette. Salvini colga questa tragica occasione per raccogliere finalmente l’appello di tutti i sindacati che, anche domani, sciopereranno contro l’assenza di iniziative concrete da parte del Governo per la tutela del personale e per un maggiore controllo da parte delle forze dell’ordine sui treni e nelle stazioni” così il vicepresidente della commissione trasporti della Camera, il deputato democratico Andrea Casu che esprime solidarietà al capotreno aggredito oggi e a tutto il personale ferroviario che ha subito negli ultimi mesi un sempre crescente numero di aggressioni fisiche e verbali.
“Il governo continua a non fare chiarezza su Starlink e conferma molti dubbi sulla procedura individuata per includere la società di Elon Musk nei progetti PNRR,” dichiara in una nota il democratico Andrea Casu, Vicepresidente della Commissione Trasporti e Telecomunicazioni della Camera e primo firmatario dell’interrogazione parlamentare sul tema a cui oggi ha risposto il MIMIT. “La sottosegretaria Bergamotto – ha detto Casu - ha cercato di minimizzare le tante preoccupazioni sollevate dalle società di telecomunicazioni italiane ed europee, che denunciano procedure poco trasparenti e in contrasto con la normativa della concorrenza perchè sembrerebbero essere state cucite su misura per favorire l’ingresso di Starlink con la scusa di colmare i ritardi di copertura e connettività dei progetti finanziati dal PNRR. Bergamotto ha detto oggi che ogni coinvolgimento di nuovi operatori avverrà solo in seguito a una gara pubblica, ma restano dubbi su come verranno strutturate le procedure e sul rispetto della concorrenza. Ma allora come ha fatto il sottosegretario Butti ad annunciare che sono già pronti a testare Starlink? La sfiducia di questo Governo verso le soluzioni europee per lo spazio e la capacità delle società partecipate italiane di raggiungere gli obiettivi è tale da aver già deciso che per garantire la connettività di tutto il Paese non solo sarà necessario fare nuove gare ma anche che a vincerle deve essere Musk?” conclude il deputato PD.
Tagli drammatici a sanità, scuola e lavoro pubblico
Il gruppo parlamentare del PD ha ricevuto oggi alla Camera una delegazione della CGIL guidata dal segretario Landini. Durante l'incontro, la Cgil ha espresso forti preoccupazioni per i contenuti della manovra che è fatta di tagli ai fondi per la sanità, mancato rinnovo dei contratti del pubblico impiego, penalizzazioni per le pensioni e una drastica riduzione dei fondi agli enti locali, con gravi conseguenze per i servizi pubblici, dai trasporti all’istruzione.
È emersa inoltre una profonda preoccupazione per una politica economica che non solo avrà effetti minimi sull’economia reale, ma che pare ignorare il futuro, abbandonando settori strategici in crisi, come l’automotive, che subirà un taglio di 4,6 miliardi di euro, senza alcuna misura per contrastare la riduzione della produzione industriale. Oltre alla segretaria del Pd, Elly Schlein e alla capogruppo, Chiara Braga, erano presenti Simona Bonafè, Andrea Casu, Paolo Ciani, Federico Fornaro, Cecilia Guerra, Toni Riccardi, Silvia Roggiani, Marco Sarracino, Arturo Scotto e Marco Simiani.
La Vicepresidente dei deputati del Pd, Simona Bonafè, denuncia i “nuovi tagli previsti dalla manovra agli enti locali, che ammontano a circa 7,8 miliardi di euro nel prossimo quinquennio”. “Una scelta miope e pericolosa”, afferma Bonafè, “la manovra colpisce i servizi pubblici essenziali già messi a dura prova dalle scelte approvate dal governo negli ultimi mesi che hanno penalizzato Comuni, Province e Regioni e che adesso rischiano addirittura di mettere in discussione molti investimenti previsti dal Pnrr. Le amministrazioni locali - conclude Bonafè - saranno costrette a ridurre servizi essenziali, dalla sanità alla scuola ai trasporti, con effetti devastanti per i cittadini, che vedranno aumentare le disparità in particolare per il Mezzogiorno dove il governo sembra proprio accanirsi”.
“Dispiace dover smentire il presidente dell’ANCI Pella, ma quando si continua a fare propaganda politica, anche rivestendo una carica istituzionale, poi è facile essere smentiti dai numeri. La verità, infatti, è che il governo Meloni in questa manovra taglia pesantemente le risorse agli enti locali. Dovevano chiedere sacrifici alle banche, e invece colpiscono ancora una volta sindaci, città metropolitane e presidenti di Regione. Il presidente Pella può dire quello che vuole, ma la realtà è che la stangata per gli enti locali vale oltre 4 miliardi di euro nel triennio, con 570 milioni già nel prossimo anno, di cui 140 a carico di Comuni e province. Se per il presidente dell’ANCI questo è un risultato positivo, noi crediamo che sia solo l’ennesima dimostrazione di un governo che non sa tutelare i territori e i loro cittadini, scegliendo di tagliare servizi e senza garantire le giuste risorse alla sanità e ai trasporti, penalizzando in questo modo le persone più fragili”.
Così Silvia Roggiani, deputata pd in Commissione Bilancio.