Adesso ancora più determinati nel sostegno a resistenza ucraina e oppositori del regime “Una notizia che non avremmo mai voluto ascoltare e che lascia sgomenti perché mostra al mondo, ancora una volta, la faccia più feroce del regime di Putin, ma anche la faccia più vile”. Così la deputata democratica, Lia Quartapelle, in una intervista a Radio Radicale nel giorno della morte di Alexei Navalny. “Putin è spaventato dalle elezioni che si terranno in Russia esattamente tra un mese, i due fatti vanno legati. Nessuno di noi crede alla storiella che raccontano i media russi sulla morte durante una passeggiata, Navalny è stato assassinato. Questa tragica notizia ci porta a dover essere ancora più determinati a sostenere la resistenza ucraina e a proteggere ancora di più tutti gli oppositori del regime di Putin”.
“Per Giorgia Meloni l’Italia necessita di infrastrutture di cittadinanza. Bene. Peccato che il suo governo taglia oltre 3 miliardi dal fondo perequativo infrastrutturale. Risorse per le scuole, ospedali e ferrovie in particolare del sud. Presidente Meloni, con la tua autonomia differenziata spacchi l'Italia e certifichi che nel nostro Paese debbano esserci cittadini di serie a e di serie b!” Così il responsabile Mezzogiorno del Pd, Marco Sarracino.
"Il governo ascolti la voce dei sindaci che oggi hanno manifestato, in tanti, a Roma contro il progetto di autonomia differenziata. In questa fase storica, di fronte alle diverse crisi in atto, climatica, energetica, economica, c'è bisogno di unire il Paese e non certo dividerlo acuendo le differenze su servizi ed opportunità tra i cittadini del Nord e quelli del Sud e delle Isole". Lo dichiara il deputato dem Silvio Lai.
"Invece il governo - conclude Lai - con una accelerazione senza senso, allarga la separazione con misure che tagliano risorse ai Comuni e negano servizi indispensabili a cominciare da scuola, mobilità ed istruzione. Un vero e proprio scippo su Pnrr, fondi europei e FSC che può diventare il preludio ad una vera e propria secessione".
“L’aumento dei minori detenuti è preoccupante. Ne scrive oggi Il Foglio rivelando che i ragazzi detenuti sono arrivati ad essere 516 a fine gennaio, 131 in più rispetto allo scorso anno. Fino al 2022 si era registrato un costante calo degli ingressi dei minori in carcere, questa inversione di tendenza rappresenta un pericolo per i rischi connessi al sovraffollamento e alle condizioni di detenzione". Lo affermano in una nota le deputate Pd della commissione Giustizia Michela Di Biase e Debora Serracchiani. "C’è un nesso evidente - spiegano le deputate - tra l’aumento dei giovani che entrano in carcere ed il populismo penale di questo Governo, che ha aumentato il numero di reati che riguarda i minori. Il più evidente è legato all'espansione dell'azione punitiva proposta nel decreto Caivano a scapito dell'approccio educativo verso i giovani. Un duro colpo al modello penale minorile che in Italia ha sempre privilegiato misure alternative alla detenzione”. “Chiederemo l'audizione del direttore dell'esecuzione esterna della pena - aggiungono Di Biase e Serracchiani - e un’indagine conoscitiva in commissione Giustizia per conoscere le ragioni degli aumenti degli ingressi nelle carceri minorili, i reati commessi e le pene comminate. Serve rimettere al centro il paradigma educativo - concludono - contro l’ossessione repressiva che rischia di compromettere il reinserimento dei minori che commettono reati”.
“Quella che Firenze vive oggi, è una delle più gravi stragi sul lavoro di sempre in Toscana. Ci stringiamo intorno alle famiglie delle vittime, auguriamo che i feriti possano guarire al più presto e speriamo per i dispersi. Questo pomeriggio saremo davanti alla prefettura, al presidio dei sindacati e abbiamo rivolto l’invito a esserci a tutti i nostri iscritti. Ovunque ci giriamo nelle nostre città, tutto ciò che vediamo, case, strutture e infrastrutture, è frutto del lavoro di operai, una grande categoria di lavoratori a cui dobbiamo maggiori tutele. Le deve la politica tutta, senza distinzioni. Serve mettersi davvero intorno a un tavolo con i sindacati, ascoltarli e apportare tutte le modifiche legislative e gli stanziamenti che servono. Occorre, in primis, che il governo sia parte attiva di questo percorso, pertanto stiamo intraprendendo iniziative parlamentari in queste ore. Non ci sono altre soluzioni. Ce lo dicono i numeri drammatici delle morti sul lavoro. I contorni della strage di Firenze saranno definiti dalle autorità competenti. Ma ormai, da anni, i sindacati ci evidenziano quelle che sono le criticità. Servono investimenti per dotare il sistema di controllo di più personale, vigilanza su contratti regolari e attinenti alle mansioni, condizioni di lavoro che consentano il rispetto delle regole, formazione, limiti ai subappalti”. Così il deputato dem Emiliano Fossi, componente della commissione Lavoro e segretario del Pd Toscana.
“Apprendiamo dalle agenzie di stampa che l’oppositore di Putin, Navalny, è morto in carcere, si legge a seguito di un malore. Attendiamo di sapere le cause della sua morte”. Lo dichiara Stefano Graziano, capogruppo Pd in commissione Difesa di Montecitorio, che aggiunge: “ la Russia ha una responsabilità molto forte in questa vicenda e la condanna da parte della comunità internazionale deve essere unita e netta”.
“Oggi a Roma, una grande mobilitazione popolare per ribadire la nostra forte e decisa opposizione ad un Governo che sta distruggendo l'unità nazionale. Altro che patrioti! Bisogna sbloccare immediatamente le risorse FSC per le Regioni e i cittadini del Sud. Ed è necessario fermare l'Autonomia differenziata secessionista, che produce un solo risultato: spaccare in due l'Italia.
Noi come Partito Democratico metteremo in campo ogni azione possibile in Parlamento e nel Paese per evitare il rischio che la destra approvi un progetto devastante, che creerà cittadini di serie A e di serie B, minando servizi essenziali come scuola, sanità, assistenza, rendendo impossibile vivere al Sud nei prossimi anni. L'Italia intera può crescere davvero ed avere un ruolo decisivo a livello europeo ed internazionale solo se unita e coesa, non se spaccata in due” così il deputato democratico, Piero De Luca.
“L’autonomia differenziata è l’ennesimo atto ostile del governo nei confronti del Mezzogiorno. Dopo i tagli al Pnrr, la stretta ai fondi per le infrastrutture, il colpo di spugna alle Zes, questa riforma renderà impossibile la vita al sud”. Così il deputato democratico, Stefano Graziano, che sottolinea: “l’autonomia differenziata mette in discussione i servizi essenziali: scuole, sanità, assistenza sociale, infrastrutture diventeranno ancora più carenti e creeranno un divario insanabile fra le regioni del Nord e le regioni del Sud. Noi del Pd non lo permetteremo. Daremo battaglia in Parlamento a un provvedimento che nasce sull’altare delle divisioni della maggioranza e serve solo a tenere in piedi il governo”.
Un pensiero alle vittime del cantiere di Firenze. E un ringraziamento ai soccorritori. Inaccettabile morire lavorando. Vanno accertate responsabilità e insistere sul dovere di sicurezza e tutela dei lavoratori.
Lo ha scritto su X Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati
"Quello accaduto oggi a Firenze è uno degli incidenti sul lavoro più gravi degli ultimi anni. Al dolore per le persone decedute, a cui va il mio cordoglio, si aggiunge l'angoscia per i lavoratori ancora sotto le macerie e per i feriti. Va fatta piena luce sulle cause di questa tragedia immane che colpisce tutta la città": è quanto dichiara la vicepresidente del Gruppo Pd alla Camera
Scotto capogruppo Pd in commissione Lavoro di Montecitorio chiede informativa urgente Governo
“Chiediamo informativa urgente del Governo sui fatti di Firenze. Oggi morire sul lavoro è inaccettabile. Piangiamo per l’ennesima volta questa immensa tragedia che uccide il lavoro e indebolisce la libertà e la democrazia di questo paese. Si, perché un paese dove il lavoro non conta nulla anche la democrazia e la libertà non contano nulla. A Firenze ancora una volta muoiono operai in un cantiere edile. I numeri sono ancora incerti, ma il bollettino parziale parla di morti e feriti e dispersi. La sicurezza del lavoro è la prima vera emergenza di questo paese. Pensate a questi padri di famiglia che stamattina sono partiti da casa per fare il proprio mestiere e si trovano sotto le macerie a lottare tra la vita e la morte. Che paese è quello in cui tre persone al giorno muoiono su un cantiere? Qui non si può più scherzare. Non possiamo saltare da un incidente all’altro, da un morto all’altro. Serve un investimento straordinario sul lavoro, sulla sua qualità, sulla sua sicurezza, sui suoi diritti fondamentali. Non si può più accettare che gli appalti siano al massimo ribasso risparmiando sui materiali e sulle condizioni di lavoro. Il Governo venga a riferire in Parlamento quanto prima”. Lo dice intervenendo in Aula Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro di Montecitorio.
“Il governo ha risposto oggi all’interpellanza urgente che abbiamo presentato come Gruppo del Partito Democratico, sul terzo fallimento dell'appalto per la realizzazione del nodo ferroviario del Pigneto a Roma, da parte di Rfi. Registriamo positivamente l'impegno del sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti, Tullio Ferrante, di garantire i tempi stabiliti per la realizzazione dell'opera entro il 2025, entro il Giubileo. Ci lasciano perplessi la vaghezza delle modalità operative attraverso le quali garantire tale obiettivo. Siamo quasi a marzo 2024 e la qualità dell'opera, in un quadro di sicurezza del lavoro e di sostenibilità dei cantieri, in un quartiere densamente popolato, non possono essere trascurati. Continueremo a vigilare sulla credibilità degli impegni oggi assunti dal governo e per suo tramite da Rfi”. Così i deputati dem Roberto Morassut, vicepresidente della commissione Trasporti e Andrea Casu, della presidenza del Gruppo Pd. L’interpellanza, a prima firma Morassut è sottoscritta, insieme ad Andrea Casu, dai deputati Pd Bakkali, Barbagallo, Ciani, Ghio, Madia, Mancini, Stumpo, Zingaretti e Di Biase.
Dichiarazione di Marco Simiani, capogruppo Pd in commissione Ambiente
"È ormai appurato che con i lunghi tempi di realizzazione della Tirrenica il casello di Rosignano - San Pietro in provincia di Livorno sarà inutile per molti anni e rappresenterà solamente una tassa iniqua per gli automobilisti. È anche chiaro che con varie sfumature gli unici favorevoli al casello sono i concessionari autostradali: Regione Toscana, comunità locali, enti territoriali, esponenti politici di maggioranza ed opposizione si sono infatti espressi contro questa gabella. Ho presentato un ordine del giorno al decreto Milleproroghe che verrà discusso lunedì prossimo dall'Aula di Montecitorio: chiedo ai colleghi deputati di destra della Toscana, se vogliono smettere con le polemiche, votino insieme a noi questo atto di indirizzo per impegnare il governo a cancellare il pedaggio", è quanto dichiara il capogruppo Pd in Commissione Ambiente della Camera Marco Simiani.
“M’illumino di meno no borders” non è uno slogan, è l’impegno di ogni giorno per prenderci cura dell’ambiente e del pianeta. Per promuovere una società più responsabile e più giusta.
Felice di averla promossa come Legge insieme a Caterpillar Rai e a tanti compagni di strada!
Lo ha scritto su X Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati
"La Grecia ha approvato il matrimonio egualitario e le adozioni per le coppie dello stesso sesso, anche con i voti della destra. L’Italia così resta l’ultimo Paese occidentale a discriminare i suoi cittadini. Continuiamo la lotta contro la destra italiana sempre più reazionaria". Lo scrive sui social il deputato dem Alessandro Zan, responsabile Diritti del Partito Democratico.