"Solidarietà al direttore de L'Espresso, Emilio Carelli, al reporter Pietro Masturzo e a tutta la redazione del settimanale per l'ignobile attacco subito per avere mostrato la verità di ciò che accade in Cisgiordania, ogni giorno, ai danni dei palestinesi.
Raccontare la quotidianità di quella terra è giusto e doveroso per chiunque interpreti il mestiere del giornalista nel modo più genuino e professionale. E questo ha fatto L'Espresso, come poche altre voci hanno fatto.
Le accuse di antisemitismo e, addirittura, di avere manipolato le immagini con l'intelligenza artificiale sono la reazione di chi vuole negare la realtà che è sotto gli occhi di tutti e tenta di intimidire e zittire le voci libere. Esattamente come accade a coloro che sono oggetto di esposti all'Ordine dei giornalisti perché continuano a raccontare il genocidio e i crimini commessi dal governo israeliano.
Noi stessi parlamentari abbiamo visto con i nostri occhi, durante le nostre missioni nei territori palestinesi occupati, ciò che succede: il governo israeliano ha instaurato un vero regime del terrore e di apartheid di cui i coloni sono l'avanguardia, protetti e sostenuti dall'esercito e dai ministri di Netanyahu.
Tutto questo non può e non deve passare sotto silenzio". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
Dopo la Lombardia, al via in Sardegna la seconda tappa del tour dei componenti del Partito democratico in commissione Agricoltura alla Camera. L’obiettivo è quello di avere un confronto diretto con il mondo agricolo e costruire una proposta politica fondata sui problemi reali delle imprese.
Alle tappe in Sardegna, da domani venerdì 17 a sabato 18 aprile, parteciperanno la capogruppo Antonella Forattini, Nadia Romeo e Stefano Vaccari, insieme ai parlamentari sardi, Silvio Lai, segretario regionale, e Marco Meloni, in un percorso di 10 incontri di ascolto che coinvolgerà imprese, associazioni di categoria e operatori del settore, oltre all’assessore regionale all’Agricoltura, Francesco Agus, al presidente della commissione Agricoltura regionale, Antonio Solinas, al vicepresidente della Regione, Giuseppe Meloni, e che si svilupperà nelle province di Sassari, Oristano e della Gallura.
Il comparto agricolo sta attraversando una fase complessa, segnata dall’aumento dei costi di produzione, dalla volatilità dei prezzi e da squilibri sempre più evidenti lungo la filiera, che troppo spesso scaricano il peso sulle imprese agricole. In Sardegna saranno visitate aziende di diversi settori dell’allevamento e della produzione casearia, vitivinicola e olivicola.
Il tour proseguirà nei prossimi mesi in altre regioni italiane (Emilia Romagna 4-5 giugno, Toscana 9-10 luglio), con l’obiettivo di restituire al Parlamento una fotografia reale delle condizioni del settore e avanzare proposte in grado di rafforzare la competitività e la sostenibilità dell’agricoltura italiana.
“Apprendiamo dalla stampa che nel nuovo istituto penale per minorenni di Rovigo, inaugurato da pochi mesi, si sarebbero verificati momenti di forte tensione e insubordinazione e che nella serata del 14 aprile un giovane detenuto ha tentato di togliersi la vita nella propria cella ed è stato salvato grazie al tempestivo intervento degli agenti della Polizia penitenziaria. Come ho appurato nella mia visita al penitenziario, l’istituto è di fatto ancora un cantiere: alcune aree risultano incomplete, diversi lavori non sono stati ultimati e mancano ancora infrastrutture essenziali per il pieno funzionamento della struttura”. Lo dichiara la deputata PD, Nadia Romeo che ha presentato un'interrogazione parlamentare per avere chiarezza e un pronto intervento del governo nell'istituto penale per minorenni di Rovigo.
“Ancora non sono presenti e operativi tutti i 45 poliziotti in dotazione – aggiunge la parlamentare - e risulta assente una mensa per il personale. Ma soprattutto manca un presidio stabile di sanità penitenziaria: il medico assegnato risulterebbe ancora in carico alla casa circondariale ed è l’unica unità disponibile, mentre il personale infermieristico viene reperito dalla medesima struttura”. “Queste e altre ulteriori criticità sulla sicurezza e compatibilità della struttura con il contesto urbano, rischiano di incidere in maniera significativa sul clima interno dell’istituto e sul benessere dei ragazzi, contribuendo ad alimentare situazioni di tensione e disagio”, conclude Romeo.
La deputata del Partito Democratico Laura Boldrini è intervenuta oggi alla Camera chiedendo un’informativa urgente del governo sulla situazione in Libano.
Boldrini ha denunciato l’escalation del conflitto e le conseguenze sulla popolazione civile, citando le migliaia di vittime e feriti, il milione e quattrocentomila sfollati, gli attacchi ad interi quartieri altamente popolati delle città del sud e nella capitale Beirut e a infrastrutture civili come acquedotti, “per usare la sete come arma di guerra”, a tutti i ponti sul fiume Litani. È il “modello Gaza”, ha sottolineato, “che fa tabula rasa di tutto, in modo indiscriminato.”Boldrini ha chiesto un’iniziativa politica dell’Italia e dell’Unione europea.
Nel suo intervento Boldrini ha invocato la necessità di “fermare Netanyahu”: “Va fermato per il genocidio a Gaza, va fermato per la pulizia etnica in Cisgiordania, va fermato per la guerra in Libano, va fermato per l’aggressione all’Iran, va fermato perché ha compromesso l’accordo per riaprire lo Stretto di Hormouz. E va fermato perché il suo obiettivo è “il grande Israele”, diventare potenza dominate dell’intero Medio Oriente a discapito degli altri paesi. E non va fermato con le esortazioni, perché così Benjamin Netanyahu non si ferma. Bisogna mettere le sanzioni, bisogna fare in modo che ci siano conseguenze pesanti che lui e i suoi ministri avvertano con forza”.
Boldrini ha anche sollecitato il governo a riferire in Parlamento su cosa intenda fare in ambito UE, sottolineando che il voto dell’Italia è determinante sulla sospensione dell’accordo di associazione tra Unione Europea e Israele, un accordo basato sul rispetto dei diritti umani. “Tutti i diritti umani sono stati calpestati dal governo Netanyahu”, ha concluso e “quell’accordo non può continuare”.
"La decisione di Piantedosi di aprire un Cpr in Toscana, senza neanche un confronto reale con il territorio e con la Regione, è l'ennesima mossa propagandistica del governo per far credere all’opinione pubblica che sta rimpatriando gli immigrati irregolari. Non solo i Cpr esistenti non sono pieni, il che significa che non servono altre strutture, ma parliamo di un sistema di detenzione amministrativa che di fatto priva della libertà e di ogni diritto le persone trattenute, molte delle quali non hanno commesso alcun crimine, che poi vengono rilasciate perché non ci sono gli accordi di riammissione con i paesi di origine.
Pensare di realizzare un Cpr in Toscana, terra di accoglienza e di diritti, è uno sfregio al territorio e alla storia della Regione". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
“Questo Governo è quello che ha reso il PNRR un’occasione mancata e sprecata soprattutto sulle questioni energetiche e che ha tagliato il fondo Draghi sulle politiche industriali, senza però avere una proposta alternativa per sostenere la nostra economia”.
Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, in diretta a SkyTg24.
“Si sta perdendo tempo e non si mette in campo nessuna azione concreta, senza ottenere risultati perché non si vogliono affrontare i nodi - ha proseguito la deputata dem - Anche in Parlamento si potrebbe intervenire più e meglio, soprattutto in una situazione di inflazione, gli spazi per dialogare c’erano”.
“Servirebbe la capacità di costruire delle risposte serie, perché la desertificazione industriale è in atto, anche negli ultimi quattro anni. Abbiamo un problema di salari e di lavoro povero: non deve accadere quanto successo nel 2022 e 2023 perché a pagarne il prezzo sono stati lavoratori e lavoratrici” ha concluso Gribaudo.
“Il ministro della Giustizia Carlo Nordio deve chiarire la presenza di esponenti del DAP alle cene con l’ex sottosegretario Andrea Delmastro Delle Vedove presso il ristorante “Bisteccherie d’Italia”. È necessario fare piena luce su questi episodi e chiarire di cosa si sia discusso in quelle occasioni, alle quali avrebbero partecipato anche persone oggi detenute. Se, come dichiarato dalla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, non vi è alcuna intenzione di coprire responsabilità o zone d’ombra, allora Nordio deve chiarire senza indugi quanto accaduto e fornire tutte i chiarimenti necessari e spiegare se ritiene opportuno che queste persone restino al loro posto”. Lo ha detto intervenendo in Aula alla Camera dei deputati, Debora Serracchiani, responsabile Giustizia del Partito Democratico e deputata PD chiedendo un’informativa urgente al ministro della Giustizia.
“Ci tengo a ribadire anche da parte mia la solidarietà alla Presidente del Consiglio. Non è questa la postura che si deve avere nei confronti del nostro Paese”.
Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, in diretta a SkyTg24 sulle parole di Donald Trump su Giorgia Meloni.
“Lo dicevamo da tempo, questo linguaggio e postura di Trump è sbagliata dall’inizio, c’è però voluto l’attacco al Papa per prendere le distanze - ha proseguito la deputata dem - Il Governo ora può togliere ogni ambiguità, o almeno io mi aspetto questo, soprattutto dopo le gravi ulteriori parole del vice Vance: stiamo tornando a prima del 1861 perché Cavour era decisamente più avanzato, stanno perdendo la misura e se questa è la linea ora il nostro Paese deve smarcarsi dall’approccio”.
“Non vuol dire che ci discostiamo dalla collocazione atlantista, è Trump semmai che lo sta facendo, ma continuare a esserlo non vuol dire servilismo nei confronti del presidente USA. Serve un salto di qualità che fino a oggi salvo le parole tardive non c’è stato” ha concluso Gribaudo.
“L'accordo di Associazione Ue-Israele è diventato il simbolo della doppia morale, del doppio standard, dei Paesi europei. La possibilità di sospendere questo accordo è oggi essenzialmente nelle mani dell'Italia: se il nostro Paese cambia posizione, si raggiunge la maggioranza necessaria per modificare quell'accordo. L'Italia è il principale impedimento affinché l'Unione Europea, dopo anni di inerzia, possa finalmente assumere una posizione che ne salvi la dignità, i suoi valori di fondo, il rispetto dei diritti umani, del diritto internazionale, delle istituzioni multilaterali, che in Medio Oriente vengono calpestate a causa del governo Netanyahu. La sospensione del rinnovo automatico del memorandum di cooperazione militare è stata tardiva, ma necessaria. Ora però per raggiungere effetti concreti occorre coerenza. Avevamo chiesto al governo di compiere un’azione concreta, una scelta di campo, riguardo alla sospensione dell'accordo di Associazione Ue-Israele e invece non abbiamo avuto alcuna risposta. Questo purtroppo ci preoccupa molto, perché non riscontriamo la serietà necessaria a voler intraprendere una strada chiara di condanna dell'operato del governo Netanyahu e di azione positiva per il perseguimento della pace”.
Così il deputato dem e responsabile Esteri del Pd, Giuseppe Provenzano, replicando al governo in commissione Esteri alla Camera.
“Cosa pensano la Presidente del Consiglio e il Ministro della Cultura dell’iniziativa della Lega sulla Biennale di Venezia? Condividono la posizione che il partito del vicepremier Salvini sta portando avanti in Europa oppure no?” Lo dichiara Piero De Luca, capogruppo del Partito Democratico in Commissione Affari europei della Camera.
“Sulla vicenda della Biennale siamo di fronte a un fatto politico gravissimo: una forza di maggioranza sceglie di muoversi in totale autonomia in Europa, nonostante le dichiarazioni della Presidente del Consiglio e del Ministro della Cultura, assumendo una posizione di fatto opposta a quella espressa dal Governo.”
“È una scelta che rappresenta un attacco diretto alla linea indicata dalla Presidente del Consiglio e dal Ministro della Cultura, e che certifica una frattura evidente all’interno della maggioranza. Sono fuori controllo”. “La Presidente del Consiglio ha infatti rivendicato il ruolo del Governo nella politica estera, mentre il Ministro della Cultura ha preso le distanze dal Presidente della Fondazione della Biennale. In questo quadro già confuso, la Lega interviene direttamente presso le istituzioni europee con una propria linea, diversa e incompatibile con quella dell’Esecutivo.”
“È evidente che non esiste una posizione unitaria. Ci chiediamo allora: chi guida davvero la politica culturale ed estera del Paese? Chi rappresenta l’Italia nel confronto con l’Unione Europea? Chiediamo al Governo di chiarire immediatamente quale sia la posizione ufficiale dell’Italia sulla Biennale e nei rapporti con l’Unione Europea, mettendo fine a questo caos e assumendosi la responsabilità politica delle proprie scelte.”
“Oggi, a meno di un’ora dall’inizio della seduta della Commissione Cultura e Istruzione della Camera nella quale si sarebbero dovuti votare gli emendamenti, la riforma del reclutamento del personale docente dell’Università è stata ritirata dall’ordine del giorno. Pochi minuti prima la Ministra Bernini con un comunicato stampa ha annunciato la volontà di aprire al dialogo con le opposizioni sulla riforma e di organizzare un incontro strutturato a tal fine.
In commissione però di fronte alle richieste dei capigruppo di Pd, M5S, IV ed AVS di capire come sarebbe proseguito l’iter e le ragioni di questa novità non è arrivata nessuna risposta.
Si tratta della prima volta dall’inizio della legislatura che questo accade, quindi è importante capire se l’apertura di questo dialogo ha delle reali finalità di modifica della riforma precedentemente proposta e approvata al Senato.
Noi per il bene dell’Università italiana ci auguriamo che le aperture siano reali e ribadiamo la nostra disponibilità a confrontarci, portando al tavolo le proposte unitarie che le opposizioni hanno elaborato. Se si aprirà un tavolo di confronto, noi rimarcheremo la necessità di legare la riforma del reclutamento alla vera questione cruciale, quella del precariato della ricerca.
Ci sono circa 30.000 ricercatori e ricercatrici che sono state già espulsi o rischiano di essere espulsi a breve dal sistema universitario, a causa dei tagli e della fine del PNRR”. Così i capigruppo in commissione istruzione di Pd, M5S, AVS e IV Irene Manzi, Antonio Caso, Elisabetta Piccolotti e Roberto Giachetti.
“Ricordare Amendola nel centenario della morte significa in primo luogo non dimenticare che cosa è stato il fascismo, la sua natura violenta e autoritaria, altro che ‘Mussolini ha fatto anche cose buone’. Condurrà una battaglia senza quartiere sia in Parlamento sia delle colonne de ‘Il Mondo’, contro la violenza squadrista. Amendola, liberale intransigente, non si farà mai intimidire. Nonostante il 26 dicembre del 1923 fosse stato bastonato dai fascisti darà vita l’anno successivo all'Unione nazionale a cui aderiranno figure importanti e intellettuali dell'epoca tra cui Calamandrei e Rossi. Sarà tra i promotori dell'Aventino e forse dovremmo provare anche a riflettere meglio su quell'esperienza che oggi giudichiamo in maniera retrospettiva in modo negativo. Credo che la scelta legalitaria che fecero Amendola e Turati fosse una scelta giusta e in piena coerenza con quella di Giacomo Matteotti non rispondere alla violenza con la violenza. A loro venne a mancare l’apporto del capo dello Stato, il re, che tra la legalista e il fascismo scelse il secondo. In una lettera a Turati nel dicembre 1925 auspicava che ‘i figli e i nipoti benediranno la memoria di colori che non disperarono e che nel folto della notte più buia testimonieranno per l’esistenza del sole’. Se oggi viviamo nel sole della democrazia repubblicana, lo dobbiamo a uomini come Giovanni Amendola a cui oggi doverosamente abbiamo reso omaggio”.
Così Federico Fornaro, della Presidenza del Gruppo Pd alla Camera, intervenendo in Aula per commemorare la figura di Giovanni Amendola.
"Finalmente si è abbattuto il muro di silenzio che circondava la vicenda della Global Starnet Ltd, concessionaria per l’attivazione e la gestione operativa della rete telematica destinata al gioco. Una vicenda caratterizzata da violazioni degli obblighi concessori e fiscali, mancati versamenti di imposte, debiti rilevanti e sanzioni amministrative tuttora non integralmente saldate".
A fare luce sulla situazione è stata un’interrogazione parlamentare presentata dal gruppo Partito Democratico alla Camera, a prima firma dei deputati Stefano Vaccari e Virginio Merola, alla quale ha risposto oggi, per conto del Ministero dell’Economia e delle Finanze, la sottosegretaria Sandra Savino Albano.
«Ora i fatti sono finalmente noti e resi trasparenti, dichiarano i due parlamentari. La Global Starnet ha violato gli obblighi concessori e fiscali nel settore del gioco ed è stata condannata al pagamento di 395 milioni di euro. Di tale importo è stata versata solo una parte, mentre la società è nel frattempo entrata in amministrazione giudiziaria».
I deputati evidenziano inoltre come le attività connesse alla concessione siano state trasferite a una nuova società, la Global Srl, costituita ex novo nel 2025. «L’anomalia – sottolineano – è che, attraverso un meccanismo assimilabile a quello delle “scatole cinesi”, la concessione continua a essere operativa nella nuova configurazione societaria».
Da qui una serie di interrogativi rivolti al Governo: se l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli abbia effettuato tutte le verifiche necessarie sui requisiti di onorabilità, affidabilità e solidità patrimoniale del nuovo soggetto; se il Ministero disponga dei bilanci e della documentazione contabile sia della società originaria, oggi in amministrazione giudiziaria, sia della nuova società operativa; e se i passaggi societari che hanno consentito la continuità della concessione siano pienamente conformi alla normativa vigente.
«Per queste ragioni – concludono Vaccari e Merola – continueremo a incalzare il Governo attraverso ulteriori iniziative di sindacato ispettivo, al fine di valutare le risposte fornite e accertare eventuali responsabilità nelle procedure e nelle valutazioni effettuate dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli».
“Mentre il ministro Lollobrigida utilizza la vetrina di Vinitaly per continuare a criticare l'Unione europea, resta il dubbio se il governo italiano si sia mosso seriamente per affrontare il problema del blocco dei fertilizzanti dovuto alla guerra sullo Stretto di Hormuz”. Lo dichiara la deputata PD Maria Stefania Marino durante il Question Time alla Camera con il ministro Lollobrigida.
“La crisi sullo Stretto del Golfo Persico, che sta facendo esplodere i costi dei fertilizzanti con aumenti del 50% - aggiunge la parlamentare - ha effetti immediati sui raccolti e sui prezzi di pane e pasta. Servono dunque scelte immediate, sostegno diretto agli agricoltori, lo stop ai costi aggiuntivi e un piano per rafforzare l'autonomia produttiva”.
“Alle promesse seguono i fatti altrimenti il governo continuerà a scaricare su imprese e cittadini l'ennesima crisi agricola che aumenta l'inflazione e l'insicurezza alimentare. Il tempo delle scuse, delle attese è finito: gli italiani vogliono fatti concreti”, conclude Marino.