"Quella dei diritti delle ATP Finals è l’ennesima batosta per la Rai. La nuova gestione, invece di investire sul rilancio e sul rafforzamento del servizio pubblico, sembra volerlo dismettere pezzo dopo pezzo. Rossi si sta comportando, di fatto, da liquidatore del servizio pubblico, non da chi dovrebbe difenderlo e valorizzarlo” è secco il commento dei componenti democratici della commissione di vigilanza Rai alla notizia del raggiungimento dell’accordo sui diritti tv in chiaro per le Atp Finals tra Mediaset e la Associazione Tennisti Professionisti "che vede battuta Telemeloni". “La perdita di questo appuntamento è una grave perdita per il servizio pubblico radiotelevisivo. Le dimissioni di Petrecca sono ormai imprescindibili” concludono.
“Siamo oltre l’imbarazzo. La permanenza di una ministra indagata era già inaccettabile; quella di una ministra plurindagata è un oltraggio alle istituzioni della Repubblica. Giorgia Meloni smetta di tergiversare e faccia ciò che da troppo tempo è necessario: chieda le dimissioni di Daniela Santanchè”. Così i componenti democratici della commissione attività produttive della camera, Alberto Pandolfo, Vinicio Peluffo, Paola De Micheli, Andrea Gnassi e Christian Di Sanzo.
"Il senatore La Russa ha perso l’ennesima occasione per assolvere, con disciplina ed onore, al suo ruolo di presidente del Senato e di seconda carica dello Stato. Ha trasformato la Giornata del ricordo per atteggiarsi a fazioso interprete degli avvenimenti storici facendo omissioni e strumentalizzando quanto tragicamente successo in quella parte di territorio. L’importante per La Russa non era rinnovare la memoria, in maniera condivisa, in un evento solenne davanti al Presidente della Repubblica Mattarella, per riconoscere le responsabilità, le omissioni e i silenzi certo, e riaffermare il rifiuto di ogni barbarie ma gettare discreto su altre parti politiche e istituzionali".
Così il deputato democratico e segretario di Presidenza della Camera, Stefano Vaccari.
"Ricordare le foibe e l’esodo forzato di istriani, fiumani e dalmati - aggiunge - significa confrontarsi con una delle ferite più profonde e complesse della storia europea del Novecento e il dramma vissuto dalle migliaia di italiani residenti nell’area del confine orientale, che furono uccisi o costretti ad abbandonare le proprie terre, vittime di una violenza cieca brutale che colpì anche civili innocenti e segnò intere comunità.
Significa però al tempo stesso non cancellare il contesto storico in cui maturò il dramma delle foibe a cominciare dalle responsabilità del fascismo, dalle politiche di occupazione, dalla repressione e snazionalizzazione, dalle stragi e dalle brutalità commesse nei Balcani, che alimentarono un ciclo di odio e vendetta culminato in nuove atrocità. Tenere insieme queste verità non indebolisce il ricordo, lo rafforza. Solo una memoria onesta, completa e condivisa può restituire dignità alle vittime, evitare semplificazioni ideologiche e trasformare il passato in una lezione per il presente. Il senatore La Russa - conclude - se lo ricordi la prossima volta prima di rappresentare in modo inadeguato la seconda carica dello Stato".
"Nel giorno in cui la cronaca ci racconta dell'ennesimo naufragio con 53 dispersi di cui 2 bambini e a una settimana dalla più grande strage di migranti del Mediterraneo con almeno 1000 morti in mare durante il ciclone Harry, avvenuta nella più totale indifferenza, il Parlamento europeo affonda il diritto d'asilo approvando la lista dei cosiddetti "paesi terzi sicuri" e dei "paesi d'origine sicuri".
Ma il diritto d'asilo è soggettivo, riguarda le singole persone: un paese può essere sicuro per alcuni e non per altri. E un’Europa che deve cercare "paesi terzi sicuri" a cui delegare la gestione delle procedure d’asilo e la sorte di chi cerca protezione dimostra tutto il suo declino.
Un colpo mortale inferto da una Ue ormai a trazione di nazionalisti e dell'ultradestra, che adotta politiche xenofobe e controproducenti che non servono né a limitare le partenze, né a regolare i flussi, né a impedire i morti in mare, né
l'arrivo di barche e barchine carice di persone in fuga da guerre, regimi dittatoriali o dalla povertà. Politiche che servono a rendere più fragili le nostre democrazie e a smantellare uno dei diritti fondamentali su cui si basava l'Ue e previsti dalla nostra Costituzione: il diritto d'asilo, appunto.
Una dimensione miope che festeggia l'Ue che si rende fortezza, che tradisce la sua identità, che minaccia "blocchi navali" e considera i richiedenti asilo e i rifugiati come nemici e minacce alla sicurezza.
Invece di prevedere corridoi umanitari e canali di ingresso legali si chiudono gli occhi davanti alla realtà e si seppelliscono i valori fondanti dell'Ue". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"E’ davvero singolare che nessuno del governo abbia trovato il tempo di commentare l’inchiesta della magistratura di Milano sullo sfruttamento dei lavoratori della Glovo. Emerge un quadro inquietante di sfruttamento, sotto salario, turni massacranti e tutti lì a fischiettare. Non hanno approvato in tre anni e mezzo una norma per migliorare la vita di queste persone, delegando alla magistratura il compito di richiamare il rispetto dell’articolo 36. Ci aspettiamo dall’esecutivo risposte concrete e non chiacchiere all’interrogazione che faremo domani su questo scandalo".
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
“C’è una frattura profonda all’interno del governo in materia di politica estera. Giorgia Meloni non ha più una maggioranza solida e la richiesta di fiducia sul decreto Ucraina ne è la prova più evidente”. Lo dichiara Stefano Graziano, capogruppo del Partito Democratico in Commissione Difesa della Camera. “Si tratta di un decreto che poteva essere approvato senza alcuna difficoltà, senza ricorrere a questo ennesimo trucchetto parlamentare. La scelta di porre la fiducia dimostra invece tutta la debolezza politica dell’esecutivo e le divisioni profonde che lo attraversano. Dopo il caso Vannacci e i continui distinguo della Lega sulla collocazione internazionale dell’Italia, appare chiaro che la stabilità che Meloni continua a rivendicare è solo di facciata. Le dichiarazioni rese oggi in Ziello confermano ulteriormente un quadro di confusione e di mancanza di una linea comune su un tema cruciale come la politica estera”.
"Vogliamo trasformare l’eredità di Alberto Manzi in un progetto concreto per le nuove generazioni. per questi motivi presenteremo a Montecitorio una proposta di legge per istituire il Centro Studi 'Alberto Manzi' a Pitigliano, nel trentennale della sua scomparsa, per affrontare le sfide dell’analfabetismo funzionale, delle nuove povertà educative e dell’integrazione linguistica e culturale": con queste parole i deputati Pd Marco Simiani e Irene Manzi annunciano il deposito del provvedimento.
"Il Centro Studi non sarà solo un luogo di conservazione, ma un motore di ricerca, formazione e inclusione, con il coinvolgimento delle università del territorio, a partire dall’Università di Siena, l’Università per Stranieri di Siena e il Polo Universitario Grossetano; è prevista inoltre una stretta sinergia e collaborazione con la Rai. Nei prossimi giorni depositeremo il testo alla Camera, chiedendo una rapida calendarizzazione, con l’obiettivo di approvare la legge e realizzare il Centro entro il 2027, anno del trentennale della scomparsa di Alberto Manzi": concludono.
Il Giorno del Ricordo rende omaggio alle vittime delle foibe, agli esuli giuliano-dalmati, ai loro familiari e alle associazioni che da anni custodiscono con tenacia la memoria di una tragedia segnata dal dolore, dal lutto e dalla perdita.
Donne e uomini, anziani, molti bambini, furono costretti a lasciare le proprie case, perseguitati per la loro appartenenza etnica e culturale, per le idee politiche, per la fede.
Di fronte a quella storia di odio e divisione, rinnoviamo oggi il nostro impegno a costruire pace e giustizia, affermando con forza i valori della convivenza, del rispetto e della dignità della persona. È anche grazie a una grande idea di Europa, fondata sulla riconciliazione e sulla cooperazione tra i popoli, se questi valori hanno potuto affermarsi. Ma non dobbiamo mai darli per scontati.
Se oggi la tragedia delle foibe è riconosciuta come tragedia nazionale, è anche grazie a un lavoro condiviso, non a una battaglia di parte. Siamo convinti che la memoria serve a costruire una società più giusta, non a riaprire ferite per convenienza politica.
Le foibe sono una pagina tragica della nostra storia e meritano memoria, rispetto e verità.
Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati
Conferenza stampa di mercoledì 11 febbraio h. 10.00
presso la Sala stampa della Camera dei deputati, Via della Missione 4
Parteciperanno:
Mauro Berruto, deputato della Repubblica italiana
Renato Accorinti, già sindaco di Messina
In occasione dei prossimi Giochi Invernali di Milano-Cortina 2026, nasce un’iniziativa che mira a riportare realmente la Tregua Olimpica al centro dell'agenda geopolitica mondiale.
Il progetto “Giochi Olimpici di pace” che verrà presentato ufficialmente alla stampa, propone una riforma del protocollo olimpico per rispondere alle sfide dei conflitti contemporanei. La proposta prende le mosse dalle parole del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sulla necessità di onorare il "DNA olimpico".
Durante la conferenza stampa verranno illustrati i dettagli di un appello formale inviato al CIO, al CIP e alle massime cariche dello Stato italiano e sottoscritto da moltissimi protagonisti del mondo sportivo, politico, culturale, scientifico, religioso del nostro Paese. La proposta affronta temi cruciali e di forte impatto mediatico, tra cui:
• Nuovi criteri di esclusione per gli Stati belligeranti e tutele per gli atleti individuali.
• Una proposta di evoluzione simbolica della bandiera Olimpica per rendere il messaggio di pace visibile a miliardi di spettatori.
• L'integrazione del "giuramento dell'atleta" con un impegno esplicito contro la guerra.
L’obiettivo è spingere le istituzioni sportive e politiche a farsi portavoce di un cambiamento che trasformi ogni competizione in un atto concreto di diplomazia e fratellanza.
«La ratifica della Convenzione bilaterale tra Italia e Marocco in materia di sicurezza sociale non è più rinviabile. Parliamo di uno strumento di giustizia e di civiltà che riguarda centinaia di migliaia di lavoratrici e lavoratori che contribuiscono ogni giorno alla crescita del nostro Paese». Lo dichiara Ouidad Bakkali, deputata della Repubblica italiana intervenendo a Rabat al convegno “Verso una convenzione bilaterale di sicurezza sociale tra Italia e Marocco”.
«La comunità marocchina è una delle più numerose, radicate e integrate in Italia – prosegue Bakkali –. Oltre 410 mila persone vivono e lavorano regolarmente nel nostro Paese, versano contributi, sostengono il sistema produttivo e quello previdenziale, ma rischiano di non vedere riconosciuti i diritti maturati nel corso della loro vita lavorativa».
«La Convenzione firmata nel 1994 e mai ratificata dall’Italia – sottolinea la deputata – rappresenta un vuoto normativo che produce effetti concreti e profondamente ingiusti: impossibilità di totalizzare i periodi contributivi, perdita di anni di lavoro regolarmente versati, esclusione dalle prestazioni previdenziali. Una disparità di trattamento che non ha alcuna giustificazione giuridica o tecnica».
«Il sistema previdenziale si fonda su un patto di fiducia – aggiunge Bakkali –: i contributi non sono una tassa, ma un diritto sociale differito. Senza una prospettiva previdenziale certa, quel patto si rompe e il lavoro regolare perde di significato. È anche per questo che la piena attuazione della Convenzione è uno strumento essenziale per contrastare il lavoro nero e rafforzare la legalità contributiva».
«Il Marocco ha già stipulato accordi analoghi con numerosi Paesi europei – conclude Bakkali –. E l’Italia ha appena concluso l’accordo sullo stesso tema con l’Albania. Ratificare la Convenzione significa garantire parità di trattamento tra lavoratori, continuità contributiva, portabilità dei diritti e rafforzare la cooperazione tra i due Paesi. È una scelta di responsabilità istituzionale che migliora la qualità del nostro mercato del lavoro e rende il sistema previdenziale più equo e sostenibile.
Di questo tratta la risoluzione a prima firma Gribaudo e sottoscritta anche da me e che speriamo possa trovare un dialogo positivo con i componenti della maggioranza in commissione lavoro ed esteri>>.
“Salvini evoca il far-west, ma il suo governo non fa niente per potenziare gli organici della polizia. L'assalto di questa mattina al portavalori sulla superstrada Brindisi-Lecce è stato un fatto gravissimo. Le immagini rimandano immediatamente alla mente le scene drammatiche di un film. Con la grande differenza che la paura che ha attraversato chi è stato suo malgrado testimone è stata paura vera. Ed è la stessa che si vive sempre più spesso in molte Regioni italiane e in quel territorio, particolarmente preso di mira in questi ultimi anni. Come ha più volte denunciato il deputato democratico Stefanazzi depositando 11 interrogazioni rivolte al Ministro Piantedosi, ma rimaste tutte senza risposta. In questa occasione fortunatamente non ci sono state vittime. Ma sarebbe bastato pochissimo per trovarsi di fronte a una tragedia. Basta vedere i fori di proiettile che hanno perforato il parabrezza della macchina dei Carabinieri che sono coraggiosamente intervenuti. A loro va il nostro plauso e il nostro sincero ringraziamento per il lavoro quotidiano a difesa dei cittadini e la determinazione con cui hanno affrontato il pericolo”. Così il responsabile sicurezza del Pd, il deputato Matteo Mauri che sottolinea come sia “fondamentale rafforzare gli organici delle forze di polizia per garantire un adeguato presidio del territorio e il potenziamento dei reparti investigativi”.
“Abbiamo depositato interrogazione urgente sullo sfruttamento dei Rider da parte di Foodinho-Glovo. Chiederemo al Governo cosa intende fare per interrompere questo scandalo dei salari da fame smascherato dalla magistratura. E’ intollerabile che dopo tre anni e mezzo di Governo non sia stato mosso un dito per proteggere i lavoratori più poveri”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
“È dura la condanna del PD su quanto accaduto questa notte al Liceo Righi di Roma vandalizzato e imbrattato con la scritta 'Righi fascista la scuola è nostra' con tanto di svastica nazista. Ci troviamo davanti ad una nuova ferita per le istituzioni e per la democrazia, addirittura il terzo attacco al liceo romano in pochi mesi. Presenteremo un'altra interrogazione perché pretendiamo che il governo apra gli occhi su quanto sta succedendo, e sia la presidente Meloni a rispondere direttamente in Aula. Bisogna fermare questa campagna ideologica che sta mettendo nel mirino le scuole italiane”. Lo dichiara il deputato romano del PD, Andrea Casu.
“Nei giorni scorsi abbiamo assistito all'assurda proposta di Azione Studentesca di schedare i professori per le loro idee di sinistra, mentre continua il silenzio di questo governo a condannare la violenza fascista e nazista che colpisce i licei, ferma il diritto allo studio e rende le classi inagibili, con danni pari a migliaia di euro”. “Fratelli d'Italia attacca il PD sui social dicendo che 'è surreale tollerare la violenza'. È vero ma hanno sbagliato destinatari della campagna perché il PD la condanna sempre a prescindere dal colore politico di chi la commette. Dovrebbero rivolgersi al governo che continua a fallire sul tema sicurezza. Quella sicurezza che non riesce a garantire neanche nelle scuole, incapace di fermare l'onda nera di violenza neo fascista”, conclude Casu.
Povertà, sfruttamento, assenza di diritti e tutele: in una parola, caporalato. Lo denunciamo da tempo: le condizioni di lavoro dei rider sono indegne di uno Stato democratico e ringrazio la Procura di Milano per aver avviato il controllo giudiziario per Foodinho”.
Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, sulla disposizione urgente del pm milanese Paolo Storari con l’accusa per la società di delivery del colosso spagnolo di caporalato.
“Resta molto grave che si muova la Magistratura quando la politica, nonostante le segnalazioni, tace - prosegue la deputata dem - Sto ancora aspettando che venga calendarizzata la mia proposta di Legge Griseri Prisco che tratta anche di queste tematiche, diritti e tutele per i rider, ma dopo quasi un anno dalla presentazione, e dopo esser stata bocciata come emendamento nella Legge di Bilancio dell’anno scorso, ancora nessun segnale”.
“Dagli accertamenti risultano sotto la soglia di povertà il 75% dei lavoratori con uno scostamento medio di circa 5.000 euro annui lordi. Questa non è dignità. Questo non è lavoro. È, appunto, caporalato e bisogna porvi rimedio” conclude Gribaudo.