“Solidarietà a Riccardo Magi per le gravi minacce di morte ricevute. È inaccettabile che esponenti che oggi volevano entrare alla Camera e i loro amici e scagnozzi neofascisti digitali si sentano liberi di intimidire rappresentanti delle istituzioni.
I partiti di maggioranza e il governo hanno il dovere di prendere immediatamente e senza ambiguità le distanze da chi tenta di riabilitare il fascismo e le sue modalità violente. Minacciare un deputato significa colpire la democrazia e la Costituzione”.
È stata presentata un’interrogazione parlamentare a risposta in Commissione Giustizia rivolta al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministro della Giustizia per fare chiarezza sulla decisione dell’Ordine dei Giornalisti di impedire l’approvazione e il riconoscimento dei corsi di formazione sul referendum in materia di giustizia durante il periodo di par condicio. L’iniziativa è promossa dalla responsabile Giustizia del Partito Democratico, Debora Serracchiani, ed è sottoscritta da numerosi componenti del gruppo del Partito Democratico della Camera dei deputati.
Nel testo dell’interrogazione si ricorda che, in base a una circolare dell’Ordine dei Giornalisti diffusa a tutti gli Ordini regionali il 22 gennaio scorso, “Si comunica che con l’avvio del regime della par condicio non potrà essere approvato alcun corso formativo che tratti il tema del referendum c.d. “sulla giustizia”. Nella stessa circolare si specifica inoltre che “Tale prescrizione sarà tassativa e valida a prescindere dal pluralismo informativo eventualmente garantito”.
A seguito di tale decisione, numerose iniziative formative sono state annullate o modificate. Tra queste, il corso organizzato dall’Ordine dei Giornalisti del Lazio previsto per il prossimo 19 febbraio, che presentava un profilo di assoluta imparzialità con un numero paritario di relatori favorevoli alle ragioni del Sì e del No. Un’iniziativa analoga in Liguria è stata invece trasformata in convegno, senza riconoscimento di crediti formativi. Secondo i firmatari dell’interrogazione, risulta “incongruente impedire l’erogazione di crediti per attività di natura esclusivamente formativa, penalizzando in particolare i giornalisti che si occupano quotidianamente di giustizia, ai quali viene di fatto preclusa un’adeguata attività di approfondimento professionale in vista del referendum. Nel testo dell’interrogazione si chiede quindi se, a giudizio del Governo, questa decisione non leda il diritto dei giornalisti all’attività formativa e non incida negativamente sulla qualità dell’informazione su un tema di particolare rilevanza costituzionale. Si chiede inoltre quali iniziative il Governo intenda assumere, per quanto di competenza e nel rispetto dell’autonomia dell’Ordine dei Giornalisti, affinché il principio della par condicio non venga utilizzato come pretesto per impedire una normale e indispensabile attività di formazione professionale riconosciuta con crediti.
«Sulla riforma del sistema ferroviario il Governo continua a procedere per annunci, smentite e indiscrezioni di stampa. Ma il luogo del confronto non sono i giornali: è il Parlamento».
Lo dichiara Andrea Casu, deputato del Partito Democratico e Vice Presidente della Commissione Trasporti, intervenendo in Aula con un’interpellanza urgente sulla riorganizzazione del sistema ferroviario nazionale.
«Da mesi – sottolinea Casu – emergono ipotesi di riforma che incidono in modo profondo sulla governance del settore, sulla concorrenza nel trasporto regionale e Intercity, sulla gestione del materiale rotabile e sull’utilizzo delle risorse del PNRR. Si parla della nascita di una Rosco pubblica esterna al gruppo FS, della separazione tra proprietà dei treni ed esercizio del servizio e persino della possibile scissione della rete Alta Velocità secondo il modello RAB. Scelte di questa portata non possono essere calate dall’alto né inserite per decreto in singoli provvedimenti senza aprire un serio confronto pubblico sul futuro del nostro sistema ferroviario».
«Le preoccupazioni sono concrete – aggiunge – riguardano la prospettiva industriale del settore, la continuità del servizio pubblico, la qualità e la sicurezza dei trasporti, oltre alle condizioni di lavoro di migliaia di lavoratrici e lavoratori. L’avvicinarsi delle gare per i servizi regionali e Intercity, senza un quadro chiaro sugli investimenti e sul contratto di servizio oltre il 2028, rischia di alimentare incertezza e frammentazione».
«Per questo chiediamo chiarezza: quali sono le reali intenzioni del Governo, quali i tempi, quale il cronoprogramma. E soprattutto chiediamo un coinvolgimento pieno e preventivo del Parlamento, delle Commissioni competenti e delle rappresentanze sindacali. Serve un ciclo di audizioni trasparenti, in cui Governo, vertici di FS e parti sociali si confrontino apertamente».
«Il trasporto ferroviario è un servizio pubblico essenziale e un asset strategico per la coesione territoriale e la transizione ecologica del Paese. Proprio per migliorarlo – conclude Casu – serve un confronto vero, non riforme annunciate e smentite a mezzo stampa. Il Parlamento deve tornare ad essere il luogo delle decisioni».
"Questa mattina, insieme ad altri colleghi parlamentari dell'opposizione, abbiamo difeso la dignità della Camera dei Deputati da una conferenza stampa sulla cosiddetta 'remigrazione', riconducibile a persone che si dichiarano apertamente fasciste. Difendere le istituzioni significa difendere la Costituzione, la democrazia e la memoria storica del nostro Paese, perché certi orrori non si ripetano. Per me questo impegno ha un valore ancora più profondo, venendo dalla terra di Giacomo Matteotti, simbolo del coraggio democratico e della lotta contro il fascismo. La sua storia ci impone di non restare mai in silenzio di fronte a chi nega i valori fondamentali della Repubblica". Così in una nota la deputata PD Nadia Romeo.
Alla presenza del Presidente Lorenzo Fontana, giovedì 6 febbraio alle ore 11 presso la Sala della Regina, Peppe Provenzano, Rosy Bindi e Giovanni Salvi presenteranno il libro di Miguel Gotor “L’omicidio di Piersanti Mattarella”. Sarà presente l’autore
Dichiarazione di Silvio Lai, deputato pd
Ritardi gravi e ingiustificabili stanno bloccando l’attuazione del Piano nazionale di riqualificazione dei piccoli Comuni. Lo afferma Silvio Lai, deputato Dem, annunciando un’interrogazione ai Ministri dell’Interno, dell’Economia e al Ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare.
Il piano, con bando del 2023 e graduatoria approvata con DPCM del 2 agosto 2024, sostiene interventi di messa in sicurezza, rigenerazione urbana e potenziamento dei servizi nelle aree più fragili del Paese. Nonostante la conclusione delle istruttorie, non è stato ancora adottato il decreto attuativo del Viminale necessario per sottoscrivere le convenzioni e trasferire le risorse ai Comuni.
Gli enti locali si trovano così in un limbo amministrativo, senza tempi certi, senza risorse e senza garanzie sulla conferma della graduatoria dei beneficiari, mentre circolano voci su possibili tagli. Una situazione allarmante che sta paralizzando la programmazione dei territori e rischia di far saltare interventi fondamentali per sicurezza e servizi essenziali.
Il Governo chiarisca immediatamente chi o cosa sta bloccando il procedimento, si assuma le proprie responsabilità e sblocchi senza ulteriori rinvii un piano atteso da due anni, perché l’inerzia amministrativa non può ricadere ancora una volta sui Comuni più fragili del Paese.
Salvini ha giurato su una Costituzione che vieta la ricostituzione del Partito Fascista. Che è il vero obiettivo politico di Casapound. Chi avvelena la democrazia è lui. Perché li copre e li giustifica. L’opposizione ha fatto il suo dovere: difendere il Parlamento dai fascisti”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
La maggioranza rischia di creare ulteriore confusione ed incertezza sulle concessioni balneari all'interno del Milleproroghe. Siamo ancora in attesa che il Governo emani il decreto attuativo per fornire direttive ai Comuni sulle quali fare i bandi. Siamo in attesa di norme chiare sugli eventuali indennizzi ai concessionari uscenti, così come sull'aggiornamento dei canoni demaniali. Invece di occuparsi di queste urgenze, evitando lasciare amministratori locali ed operatori del settore in una situazione di caos e rischi, dal centro destra spunta all'improvviso emendamento nel Milleproroghe volto a rinviare praticamente sine die, facendo riferimento alle procedure di infrazione di Grecia e Spagna, i termini per il rinnovo delle concessioni demaniali che sono asservite alle strutture turistico ricettive. Una proposta cervellotica e contorta, peraltro anche discriminatoria rispetto ad altre concessioni demaniali, che rischia di essere oggetto di ennesima censura per violazione della normativa europea, scaricando ancora una volta responsabilità sui Comuni e alimentando false aspettative che non aiutano, ma danneggiano un settore che rappresenta il 30% del Pil turistico italiano, e oggi più che mai ha bisogno di certezze, non di promesse vuote puntualmente disattese.
Cosi Piero De Luca, deputato Pd e capogruppo in commissione Affari europei.
"Questa mattina con altri colleghi abbiamo difeso la dignità della Camera dei Deputati, messa in discussione dalla presenza di esponenti di Casa Pound e dalla iniziativa sulla "Remigrazione". Lo dico avendo avuto l'onore di essere stato Sindaco di Marzabotto: il silenzio in certe occasioni e’ complice. La storia ci insegna che le libertà costituzionali non sono conquistate una volta per tutte, è compito di tutti difenderle". Così Andrea De Maria, deputato PD.
“L’energia è un tema centrale delle politiche pubbliche e una leva decisiva per la competitività del Paese, la coesione sociale e la sicurezza nazionale ed europea”. Lo ha detto il vicepresidente della Commissione Attività produttive della Camera, Vinicio Peluffo, intervenendo al summit organizzato dal gruppo parlamentare del Pd “Accendere il futuro – L’Italia e la sfida della transizione energetica” in corso a Milano.
Peluffo ha sottolineato che la transizione energetica va governata con scelte politiche chiare, perché “senza una vera strategia energetica e industriale il rischio è subirla, con costi economici, industriali e sociali”. Secondo l’esponente Pd, il Governo “continua a muoversi con misure temporanee, senza affrontare i nodi strutturali del prezzo dell’energia e della sicurezza energetica”.
“La sicurezza energetica è anche sicurezza industriale – ha aggiunto –: un Paese che paga l’energia più cara dei concorrenti europei perde competitività, investimenti e filiere produttive”.
Peluffo ha quindi ribadito che la transizione “non è un costo da contenere, ma una leva di sviluppo industriale, occupazionale e tecnologico”, a partire dalle rinnovabili, dalle filiere produttive nazionali e dalle comunità energetiche. “Senza equità economica e consenso sociale – ha concluso – la transizione si ferma. Accendere il futuro significa trasformarla in una grande politica industriale nazionale ed europea. Purtroppo questo tema è fuori dall’agenda del Governo”.
“Ecco a chi abbiamo impedito di parlare alla Camera. Nessuno spazio nelle istituzioni democratiche per nostalgie fasciste e naziste” scrivono sui social i deputati del Pd pubblicando un video in cui un esponente del comitato demografico dice “Matteotti Sta bene dove sta" rispondendo a un giornalista che fuori dalla
Camera segnalava la protesta del deputato Riccardo Magi con una foto di Giacomo MATTEOTTI e la scritta "La Storia vi osserva".
Ecco il link al video pubblicato: https://www.instagram.com/reel/DUIiUBRjNSc/?igsh=MTQzY2U0cWQ1dXBweQ==
“Autonomia e indipendenza della magistratura sono un pilastro irrinunciabile della nostra Costituzione, un pilastro fondamentale della democrazia. Come PD lo ribadiamo con grande passione, oggi nel giorno dell'inaugurazione dell'anno giudiziario e ci schieriamo convintamente contro la riforma costituzionale e al referendum votiamo no”. Lo dichiara il deputato e capogruppo PD in Commissione Giustizia, Federico Gianassi sul voto al prossimo referendum costituzionale del 22 e 23 marzo.
Il Gruppo del Partito Democratico della Camera dei Deputati promuove, per il prossimo martedì 3 febbraio alle ore 15:30 presso la Sala Berlinguer, il convegno dal titolo “1976-2026: 50 anni dalla relazione che ha cambiato l’antimafia”. L’iniziativa intende celebrare e rilanciare l’eredità politica e civile della relazione di minoranza presentata in Commissione Antimafia da Pio La Torre e Cesare Terranova: un documento che, per la prima volta, ebbe il coraggio di esplicitare il legame organico tra potere politico, sistema economico e criminalità organizzata, intuendo con straordinario anticipo la scalata dei corleonesi ai vertici di Cosa Nostra.
“In un’epoca segnata da maldestri tentativi di riscrivere la storia del nostro Paese e di depotenziare gli strumenti di contrasto alle mafie, la lezione di La Torre e Terranova appare più attuale che mai”, si legge nella nota del Gruppo PD. La relazione del 1976 non fu solo un atto giudiziario e parlamentare, ma una pietra miliare che ha definito il metodo della moderna antimafia sociale e politica, lo stesso impegno che oggi vede il Partito Democratico in prima linea per la tutela della legalità e la trasparenza delle istituzioni.
L’incontro sarà introdotto dal segretario del PD Sicilia, Anthony Barbagallo, e vedrà la partecipazione di figure chiave della lotta alla criminalità e rappresentanti istituzionali: Antonello Cracolici, Franco La Torre, Francesca Terranova, Emilio Miceli, Walter Verini ed Enza Rando. Il dibattito vedrà inoltre gli interventi della capogruppo alla Camera, Chiara Braga, e di Giuseppe Provenzano. Le conclusioni sar
"Oggi ho vissuto due luoghi, fisicamente lontani ma politicamente e moralmente inseparabili. Questa mattina ho partecipato a Reggio Emilia alla celebrazione per l’82º anniversario della fucilazione di Don Pasquino Borghi, Ferruccio Battini, Contrado Trentini, Destino Giovannetti, Enrico Zambonini, Enrico Menozzi, Umberto Dodi, Romeo Benassi e Dario Gatti. Uomini che hanno sacrificato la propria vita per la libertà, per la democrazia, per spezzare il regime fascista e sostenitori della Resistenza da cui nasce la nostra Costituzione antifascista. Nello stesso momento, alla Camera i miei colleghi delle opposizioni hanno compiuto un gesto pacifico ma necessario: occupare la sala stampa per impedire che le istituzioni della Repubblica venissero utilizzate come palcoscenico da chi non ha mai rinnegato il fascismo, da chi nega le responsabilità storiche di quel regime e continua a richiamarsi a ideologie di odio e violenza. Due che tengono insieme memoria e responsabilità". Lo dichiara il deputato PD, Andrea Rossi.
"Ricordare i martiri della Resistenza - sottolinea il parlamentare dem - senza difendere oggi gli spazi democratici sarebbe un esercizio vuoto. Difendere le istituzioni senza sapere da dove vengono sarebbe un atto fragile. La Costituzione non è neutra, è antifascista.
"E il Parlamento non è una sala qualunque: è un luogo che va custodito, anche con gesti scomodi ma coerenti, quando i valori fondanti vengono messi in discussione", conclude Rossi.
“Abbiamo impedito una violenza alle nostre istituzioni: abbiamo occupato la sala stampa della Camera per non fare avvenire l’inaccettabile conferenza di CasaPound e di altre associazioni neofasciste leggendo quello che a loro fa più paura: la nostra Costituzione antifascista”.
Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, dopo aver occupato l’aula della Camera dove doveva tenersi la conferenza stampa sulla remigrazione.
“Era nostro dovere essere qui a difendere le istituzioni repubblicane e abbiamo voluto ricordare al collega Furgiuele gli articoli della Costituzione - prosegue la deputata dem - Sono quelli che spiegano il mondo di ieri e di oggi e perché iniziative provocatorie come la sua sono contro il nostro sistema democratico”.
“Era doveroso respingere chi vuole infangare queste istituzioni e sporcare il nostro Paese di una ideologia che puzza di vecchio e che è già stata condannata dalla storia” conclude Gribaudo.