"I fatti di Torino sono gravissimi: noi abbiamo condannato con nettezza e forza, senza ambiguità alcuna, quelle violenze criminali, azioni barbare e indegne compiute da delinquenti che speriamo vengano individuati al più presto e assicurati alla giustizia nel modo più rigoroso possibile.
Abbiamo espresso, anche con la segretaria Elly Schlein, piena solidarietà alle forze dell’ordine, che stavano semplicemente svolgendo il proprio lavoro con professionalità nella gestione di una situazione complessa, e un abbraccio al poliziotto vittima della vile aggressione.
Proprio per questo non possiamo tollerare la vergognosa strumentalizzazione politica che in queste ore sta mettendo in campo un pezzo della destra, provando ad accomunare il centrosinistra, il Pd a violenti e delinquenti. È una narrazione intollerabile, falsa e anche irresponsabile: alimenta divisioni per mera propaganda, anziché unire il Paese.
Su vicende così gravi le istituzioni devono lavorare per unire, non per dividere o per incendiare pericolosamente il clima". Così Piero De Luca, deputato Pd e capogruppo in commissioni politiche europee a Tagadà su La7.
"Le notizie che arrivano dal Mediterraneo, con il bilancio delle vittime del ciclone Harry che sale drammaticamente a mille dispersi, delineano i contorni di un vero e proprio crimine di Stato. Non siamo di fronte a una tragica fatalità, ma alla conseguenza diretta e prevedibile di una scelta politica deliberata: quella di aver svuotato il mare da ogni presidio istituzionale di soccorso e di aver continuato a perseguitare le ONG anche di fronte a un'allerta meteo senza precedenti. Lasciare centinaia di persone, tra cui donne e bambini, in balia di onde alte metri senza muovere un dito non è difesa dei confini, è pura disumanità che tradisce i valori della nostra Costituzione e del diritto internazionale."
"Su questo orrore ho già presentato un'interrogazione parlamentare al Ministro Piantedosi. Il Governo deve spiegare all'Aula perché non sono state attivate procedure di emergenza straordinarie e perché si è scelto di ignorare le grida di aiuto che arrivavano da quelle imbarcazioni già ore prima che il ciclone colpisse. Non permetteremo che questo massacro passi sotto silenzio o venga liquidato come un inevitabile incidente di percorso. Chi ha impedito i soccorsi e chi ha voltato le spalle a queste persone dovrà assumersi la piena responsabilità politica e morale di quello che è, a tutti gli effetti, uno dei più grandi naufragi della nostra storia recente.”
Così il deputato del Pd Matteo Orfini.
Il Gruppo del Partito Democratico della Camera dei Deputati promuove, domani martedì 3 febbraio alle ore 15:30 presso la Sala Berlinguer, il convegno dal titolo “1976-2026: 50 anni dalla relazione che ha cambiato l’antimafia”. L’iniziativa intende celebrare e rilanciare l’eredità politica e civile della relazione di minoranza presentata in Commissione Antimafia da Pio La Torre e Cesare Terranova: un documento che, per la prima volta, ebbe il coraggio di esplicitare il legame organico tra potere politico, sistema economico e criminalità organizzata, intuendo con straordinario anticipo la scalata dei corleonesi ai vertici di Cosa Nostra.
“In un’epoca segnata da maldestri tentativi di riscrivere la storia del nostro Paese e di depotenziare gli strumenti di contrasto alle mafie, la lezione di La Torre e Terranova appare più attuale che mai”, si legge nella nota del Gruppo PD. La relazione del 1976 non fu solo un atto giudiziario e parlamentare, ma una pietra miliare che ha definito il metodo della moderna antimafia sociale e politica, lo stesso impegno che oggi vede il Partito Democratico in prima linea per la tutela della legalità e la trasparenza delle istituzioni.
L’incontro sarà introdotto dal segretario del PD Sicilia, Anthony Barbagallo, e vedrà la partecipazione di figure chiave della lotta alla criminalità e rappresentanti istituzionali: Antonello Cracolici, Franco La Torre, Francesca Terranova, Emilio Miceli, Walter Verini ed Enza Rando. Il dibattito vedrà inoltre gli interventi della capogruppo alla Camera, Chiara Braga, e di Giuseppe Provenzano. Le conclusioni saranno affidate alla segretaria nazionale del Partito Democratico, Elly Schlein.
Dem annunciano interrogazione, Vicepremier ha il dovere di fare luce su interlocuzioni avute
“È inaccettabile che vi sia anche solo un’ombra sul Vicepresidente del Consiglio senza che venga fatta piena chiarezza. Presenteremo un’interrogazione per sapere di che cosa si parlava, perché Jeffrey Epstein mostrava un interesse così marcato per Matteo Salvini e quali fossero gli argomenti al centro delle interlocuzioni che lo riguardavano”. Così il deputato democratico Andrea Casu che sottolinea “Da quanto apprendiamo dagli organi di stampa, dagli Epstein Files emergerebbe un’attenzione precisa verso l’ascesa di Salvini e della destra sovranista europea, con riferimenti a strategie elettorali, rapporti internazionali e possibili sostegni. È legittimo chiedersi perché un finanziere americano fosse coinvolto in discussioni sul futuro politico dell’Italia. I cittadini hanno diritto a sapere se e in che modo un membro del governo italiano sia stato al centro di interlocuzioni che, tanto più oggi per il ruolo ricoperto da Salvini, sollevano interrogativi sulla trasparenza e sulla credibilità delle istituzioni”.
La gravissima frana di Niscemi, una delle più estese che si ricordino in Sicilia, richiede un intervento immediato e straordinario del Governo. La frana è ancora in corso, migliaia di persone sono sfollate e c’è l’urgenza di mettere in sicurezza il territorio.
Non basta un’ordinanza, né possono bastare i 100 milioni. Servono governance chiara, tempi certi e risorse adeguate per affrontare l’emergenza e avviare la ricostruzione. E basta ambiguità su condoni edilizi.
È inaccettabile che, di fronte a un’emergenza di questa portata nel Mezzogiorno, il Governo, dopo il sorvolo di Premier e Vicepremier, si occupi d’altro: la sicurezza delle persone e la prevenzione del rischio idrogeologico devono tornare al centro dell’agenda.
Serve un intervento tempestivo e un ruolo attivo anche del governo regionale al fianco di una comunità che ha perso tutto.
Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.
“Le dichiarazioni di Costantino Righi Riva, consigliere comunale ed ex candidato sindaco del centrodestra a Formigine in provincia di Modena, sul diritto di voto delle donne sono inermi, pericolose e indegne di chi ricopre un ruolo pubblico. Mettere anche solo in discussione il diritto di voto femminile è un attacco frontale a un pilastro della democrazia e un insulto alla storia di questo Paese”.
Così il deputato Pd e segretario di presidenza della Camera, Stefano Vaccari.
“Il voto alle donne - aggiunge - è una conquista sancita dalla Costituzione, frutto di lotte vere, di esclusioni subite e di diritti negati troppo a lungo. Sentire oggi un rappresentante delle istituzioni parlare come se quei diritti fossero negoziabili è semplicemente inaccettabile.
Chi ha ricoperto – e ricopre – incarichi politici ha il dovere di conoscere il peso delle proprie parole. Perché normalizzare idee che negano l’uguaglianza significa legittimare una cultura regressiva, autoritaria, fuori dal tempo. Nel 2026 l’anno dell’80esimo anniversario del voto alle donne, non c’è spazio per nostalgie patriarcali mascherate da opinioni. Se il consigliere Righi Riva - conclude - non riconosce il valore universale dei diritti, allora il problema non è chi si indigna: il problema è suo e dovrebbe interrogarsi sul perché siede ancora in un consiglio comunale”.
"È con grande dolore che ho appreso la notizia della scomparsa di Maria Rita Parsi. Psicologa e psicoterapeuta di altissimo profilo. In prima fila per i diritti dell'infanzia. Pochi giorni fa l'abbiamo audita in Commissione Periferie della Camera dei Deputati. Una audizione che mi ha colpito molto, per lo spessore culturale e la grande umanità che ha dimostrato". Così Andrea De Maria, deputato PD.
“Carlo Nordio continua imperterrito a prendere in giro l’intelligenza degli italiani. Oggi si erge a difensore della ‘sacralità’ del Parlamento, arrivando a definire addirittura ‘blasfeme’ le critiche alla riforma costituzionale sulla giustizia. Peccato che dimentichi un dettaglio fondamentale: quella riforma il Parlamento, nei fatti, non l’ha mai vista.” Lo dichiara Debora Serracchiani, deputata e responsabile giustizia del Partito Democratico. “Il testo approvato dalle due Camere è esattamente identico a quello uscito dal Consiglio dei ministri. Identico parola per parola. Non perché fosse perfetto, ma perché la maggioranza ha imposto una chiusura totale, impedendo qualsiasi modifica e qualsiasi reale confronto parlamentare. Nessuno ha potuto ‘metterci bocca’. Una visione piuttosto distorta del concetto di democrazia e della presunta sacralità delle istituzioni. Nordio dice che il Parlamento è sacro, ma lo riduce a un passacarte. Rivendica il rispetto delle decisioni parlamentari, salvo poi svuotare il Parlamento del suo ruolo più importante: discutere, emendare, migliorare le leggi. Se questa è la sua idea di democrazia parlamentare, allora c’è poco da stare tranquilli” conclude Serracchiani.
“L’Europa tra Trump e la Cina. Tendenze e conflitti del mondo globale” è il titolo del libro di Patrizio Bianchi che sarà presentato mercoledì 4 febbraio alle ore 14.30 presso la sala Matteotti della Camera dei Deputati. All’incontro parteciperanno oltre all’autore, Anna Ascani, Vicepresidente della Camera, Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera, e Andrea De Maria, deputato Pd.
"La condanna del Pd rispetto alle violenze commesse a Torino ai danni di un agente è netta e totale: chi ha commesso questa aggressione ne dovrà rispondere, la violenza non può mai trovare alcuna giustificazione. La dinamica di quanto accaduto a Torino sembra essere quella già vista in altre occasioni: manifestazioni con decine di migliaia di persone, che si svolgono pacificamente fin quando sul finire sopraggiungono gruppi violenti a volto coperto che irrompono con intenti criminali.
Mantenere l’ordine pubblico è compito del ministro dell’Interno, così come mettere in atto misure che consentano di prevenire questa violenza, specialmente quando è facilmente prevedibile. Strumentalizzare quanto accaduto, come stanno facendo alcuni esponenti della destra, addossando la responsabilità dei fatti criminali ai partiti di opposizione è un esercizio becero e pericoloso che dimostra tutta l’inadeguatezza di chi è oggi al potere, e che non vuole assumersi le proprie responsabilità". Così Laura Boldrini deputata Pd e presidente del Comitato diritti umani della Camera.
“È vergognoso strumentalizzare le gravissime aggressioni di Torino alle nostre Forze dell'Ordine per costruire un’attacco politico immotivato contro il sindaco Lo Russo. A maggior ragione quando gli agenti feriti sono ancora in ospedale”. Lo dichiara Matteo Mauri, deputato e responsabile nazionale Sicurezza del Partito Democratico, commentando le dichiarazioni del ministro Paolo Zangrillo.
“Di fronte alle aggressioni criminali alle forze dell’ordine - sottolinea l’esponente dem - serve una condanna collettiva e unità delle istituzioni. Usarle per colpire politicamente un’amministrazione locale è scorretto e irresponsabile. Il sindaco Lo Russo ha sempre tenuto una linea chiara di difesa della legalità, di promozione del bene pubblico e di sostegno alle forze dell’ordine. Metterlo sotto accusa significa distorcere i fatti e alimentare una polemica che non aiuta né la sicurezza né la città”.
“Zangrillo - conclude Mauri - pensi piuttosto a fare il suo mestiere, che non sta facendo bene, invece di spiegare agli altri cosa dovrebbero fare. In momenti come questi servirebbe responsabilità istituzionale e fronte comune contro ogni forma di violenza, non propaganda politica sulla pelle degli agenti”.
"Chi ha aggredito il poliziotto a Torino a martellate è un delinquente. E va perseguito senza esitazione alcuna. La violenza non fa parte della nostra cultura politica e della nostra storia. L’abbiamo sempre contrastata, da qualsiasi parte politica venisse. La destra invece la smetta di speculare su una vicenda così grave scagliandosi contro il Pd, l’opposizione e i magistrati. E’ insopportabile che chi sta al potere e ha la responsabilità dell’ordine pubblico usi ogni argomento per costruire una polemica politica contro l’avversario. Sarebbe assai grave che i fatti di Torino venissero usati per ulteriori strette dal sapore autoritario. Non sarebbe la prima volta”. Così il deputato Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro.
"Le dichiarazioni di Mollicone sono vergognose. Le aggressioni criminali alle forze dell’ordine, come ha detto ieri per prima la segretaria Elly Schlein, vanno denunciate con forza. Come pure con forza vanno condannate le strumentalizzazioni becere di Mollicone e di qualche suo collega che siamo costretti a leggere in queste ore. Invece di costruire le condizioni per fare fronte comune contro ogni tipo di violenza c’è chi non perde occasione per fare polemica politica sulla pelle degli agenti”.
Così il deputato Pd Matteo Orfini in replica alla parole di Federico Mollicone rivolte alla segretaria del Partito Democratico Elly Schlein.
“Quello che è accaduto a Torino è grave, inaccettabile e non ha nulla a che vedere con il diritto di manifestare. Una protesta annunciata come pacifica si è trasformata in ore di guerriglia urbana”. Lo dichiara Stefano Graziano, deputato del Partito Democratico e capogruppo in commissione Difesa.
“Esprimo la mia piena e sincera solidarietà all’agente aggredito e ferito durante gli scontri, così come a tutte le donne e gli uomini delle forze dell’ordine che hanno riportato ferite e ai giornalisti coinvolti. A loro va il nostro rispetto e il nostro sostegno - prosegue l'esponente dem - non può esserci alcuna giustificazione per chi usa martelli, bombe carta e incendi come strumenti di lotta politica. La violenza organizzata di gruppi antagonisti non è legittimo dissenso, ma è un attacco allo Stato, alla convivenza civile e alla libertà di tutti”.
“Torino - conclude Graziano - è una città democratica, solidale, civile, che non può essere ostaggio di minoranze violente che nulla rappresentano se non se stesse. Difendere il diritto a manifestare significa anche difendere la legalità e isolare chi la calpesta. Su questo non possono esserci zone grigie”.
“Le aggressioni premeditate di ieri a Torino contro le nostre forze dell’ordine da parte di gruppi organizzati sono assolutamente inaccettabili”. Lo dichiara Matteo Mauri, deputato e responsabile nazionale Sicurezza del Partito Democratico.
“Ai poliziotti va tutto il nostro sostegno e la nostra vicinanza”, aggiunge il deputato dem, sottolineando la gravità degli episodi avvenuti nel capoluogo piemontese.
“Ora bisogna rinforzare gli organici e non lasciarli soli”, conclude Mauri.