03/03/2026 - 16:55

“La composizione del Comitato tecnico faunistico venatorio nazionale, così come voluta dal ministro Lollobrigida, finisce davanti alla Corte Costituzionale su decisione del Consiglio di Stato. Una strada obbligata visto che il ministro ha stabilito che da quel comitato, contrariamente a quanto avvenuto negli anni precedenti, fossero escluse quelle associazioni venatorie e ambientaliste che di contro la legge 157 di regolamentazione della caccia riconosce e ricomprende nella gestione degli Ambiti territoriali di caccia al fine di garantire la rappresentativa più larga possibile nella complessa azione di gestione del territorio e di tutela della biodiversità. Avevamo sostenuto la necessità di ricostituire il Comitato tecnico faunistico Venatorio e avevamo salutato con soddisfazione la decisione presa con la legge del bilancio del 2024 con il timore però, risultato fondato, che il ministro avesse esercitato la delega a comporre il Ctfvn con un successivo decreto sulla base di ragionamenti di parte”.

 

Così il deputato della commissione Agricoltura e segretario di Presidenza della Camera, Stefano Vaccari.

“Ora - aggiunge - sulla questione di legittimità si pronuncerà la Corte Costituzionale. Non si modifica con un semplice decreto un Comitato che era stato introdotto da una legge statale forzando il principio di democrazia rappresentativa. Nel frattempo - conclude - insieme ai colleghi del Pd, Forattini e Rossi, ho depositato un’interrogazione parlamentare per sapere quali iniziative di competenza il ministro Lollobrigida intenda assumere al fine di fornire una adeguata rappresentanza alle regioni, alle organizzazioni professionali agricole, alle associazioni venatorie nazionali e alle associazioni di protezione ambientale in seno al Comitato tecnico faunistico venatorio nazionale”.

 

03/03/2026 - 16:54

“La Commissione europea ha indicato come esempio positivo la scelta della Spagna di introdurre il limite di 30 km/h in ambito urbano su gran parte della viabilità cittadina e quello che abbiamo visto negli ordini del giorno ha dimostrato che è bastato togliere la parola ‘Città 30’ in un ordine del giorno sulle indicazioni della commissione europea per le ‘Città 30’, per avere un voto favorevole del governo e l’approvazione di quest’Aula. Le ‘Città 30’ non sono una bandiera ideologica, non sono un complotto internazionale contro Meloni e Salvini. Sono la nuova frontiera della civiltà stradale, la misura di sicurezza urbana riconosciuta a livello europeo per proteggere pedoni, ciclisti, bambini, anziani. E tutti siamo pedoni, quando non siamo alla guida, non dimentichiamolo mai. Proteggerli non serve a difendere altri, ma a difendere tutte e tutti. Su questo punto si è toccato in passato il punto più basso nel confronto politico, abbiamo visto addirittura manifestazioni contro il coraggio dei Sindaci che si battono per difendere le vite dei propri cittadini. E io vorrei che invece il Parlamento li ringraziasse tutti a prescindere dal colore della propria maggioranza: a Olbia come a Treviso, a Bologna come a Roma, Milano, Napoli, Torino in tutte le città dobbiamo dire grazie a tutti i sindaci che con coraggio stanno scegliendo di seguire le indicazioni europee per salvare vite. Dovrebbero essere aiutati, non ostacolati dal Ministero. Se non vi piace il nome potete cambiarlo, ma non potete cambiare la sostanza delle cose”.

 

Così Andrea Casu, deputato Pd e vice presidente della commissione Trasporti, intervenendo in dichiarazione di voto dopo l’approvazione del suo Odg che impegna il governo “a seguire e recepire nell’ambito delle politiche nazionali di sicurezza stradale le indicazioni e le raccomandazioni formulate a livello europeo nella relazione del 16 febbraio 2026”.

 

03/03/2026 - 16:38

"Ribadisco, a maggior ragione dopo quanto accaduto ieri sera, quello che ho detto negli scorsi giorni. Il dissenso è sempre legittimo. L' uso della violenza, da parte di gruppi organizzati,  per imporre la propria volontà è inaccettabile. Su questo tutte le forze politiche dovrebbero dire parole chiare, senza alcuna ambiguità. Si tratta di un principio fondamentale di democrazia che va sempre difeso". Così Andrea De Maria, deputato PD.

 

03/03/2026 - 16:21

“I dati diffusi oggi dall’Istat dicono una cosa molto semplice: la spesa quotidiana delle famiglie continua ad aumentare. L’inflazione generale è all’1,6%, ma i beni alimentari e quelli per la cura della casa e della persona crescono del 2,2%. L’inflazione di fondo, quella che misura l’andamento reale dei prezzi al netto dell’energia, è salita al 2,4%. I servizi registrano un aumento del 3,6%”. Lo dichiara il deputato del Partito Democratico Silvio Lai.

“Non stiamo parlando di voci marginali, ma di ciò che incide ogni settimana sul bilancio delle famiglie. Aumentano i trasporti, aumentano gli alimentari freschi, aumentano i servizi. Intanto salari e pensioni non recuperano il potere d’acquisto perduto. E mentre questi numeri fotografano una pressione già in atto, i mercati energetici stanno reagendo all’escalation militare in Medio Oriente. Il prezzo del petrolio è già in forte rialzo e anche il gas sta registrando tensioni. Non è più un rischio teorico: è una dinamica che si sta producendo ora. Questo significa carburanti più cari, costi di trasporto in aumento e una nuova spinta inflattiva che rischia di scaricarsi direttamente sulle famiglie con il Governo italiano semplice spettatore”.

“Per questo il decreto bollette presentato dal Governo appena dieci giorni fa appare già superato. È stato costruito su uno scenario energetico stabile che oggi non esiste più. Senza meccanismi automatici di protezione contro gli shock energetici, rischia di diventare rapidamente inefficace. Le famiglie italiane hanno bisogno di certezze in una fase internazionale così instabile. Non si può continuare a rincorrere gli eventi. Serve una strategia strutturale per difendere il potere d’acquisto prima che l’onda dei rincari si scarichi di nuovo sui bilanci delle persone”.

 

03/03/2026 - 15:20

“Alla vigilia dell’8 marzo, mentre celebrano gli 80 anni dal voto alle donne, la premier Meloni e la ministra Roccella depositano contemporaneamente in Parlamento un decreto legislativo che prevede la cancellazione della figura delle Consigliere di parità sul lavoro. Una scelta sbagliata che prevede la chiusura dei punti di riferimento della promozione della parità di genere nelle regioni, per costruire invece una struttura centrale romana. Ma davvero il governo pensa che le donne in difficoltà nelle più diverse aree del Paese, possano pensare di rivolgersi con una pec a strutture ministeriali? I dati della disparità ci dicono con spietatezza che c’è bisogno di investire di più sulla parità effettiva, soprattutto nel lavoro, con risorse e strumenti concreti, anche potenziando e migliorando ruoli di garanzia, come quello delle consigliere di parità territoriali che sono vicine alle donne nei problemi quotidiani. Il nostro paese dovrebbe recepire la direttiva europea rafforzando invece l’impegno distribuito nelle città e nelle aree periferiche, non eliminare questo presidio. Per coerenza con le parole che vengono pronunciate ogni giorno per la celebrazione della parità, chiediamo alle donne di governo, Meloni e Roccella in primis, un ripensamento responsabile per andare incontro, in modo efficace, ai bisogni di tutte le italiane, ovunque vivano” così le deputate del gruppo parlamentare del Partito Democratico.

 

03/03/2026 - 15:01

"È una sentenza storica, un trionfo della ragione e della legalità. Il TAR Lombardia ha detto chiaramente ciò che ambientalisti e scienziati ripetono da anni, a differenza di quanto propinato dal clientelare comitato tecnico faunistico venatorio architettato strumentalmente dal governo per fare la guerra alla fauna selvatica: le deroghe alla tutela degli uccelli migratori non hanno alcuna giustificazione scientifica, giuridica né etica. La delibera della Regione Lombardia è stata annullata perché in palese contrasto con la Direttiva Uccelli dell'Unione Europea, e questo ci riempie di orgoglio e di speranza”.
Così la deputata del Partito Democratico Eleonora Evi commenta la sentenza con cui il TAR della Lombardia ha annullato la delibera regionale che autorizzava la caccia in deroga ai piccoli uccelli migratori - fringuelli, peppole, storni e altre specie protette - invocando e riesumando presunte "tradizioni venatorie".
"Il TAR ha stabilito principi chiari e inequivocabili: le deroghe sono strumenti eccezionali, da applicare solo in assenza di soluzioni alternative e con motivazioni rigorose. Richiamarsi alla 'tradizione' non basta, e non è mai bastato. Questo è esattamente il messaggio che anche il governo Meloni deve accettare e deve ascoltare, e fermare il cosiddetto ddl 'sparatutto', un provvedimento vergognoso che punta a stravolgere le norme europee a tutela della fauna selvatica per accontentare le lobby armiero venatorie. Un attacco frontale alle direttive europee, all'ambiente e alla biodiversità."
"Mentre il governo va nella direzione sbagliata, i giudici amministrativi confermano che l'Italia ha obblighi europei precisi e non derogabili. Il ddl 'sparatutto' non è solo una proposta irresponsabile dal punto di vista ambientale: è una proposta illegale, destinata a scontrarsi con le corti europee esattamente come la delibera lombarda si è scontrata con il TAR. Il Partito Democratico continuerà a battersi con ogni strumento parlamentare per fermare questa deriva”.

03/03/2026 - 13:04

Deriva preoccupante, da partito Meloni occupazione politica di istituti che dovrebbero restare terzi

“Non si ferma l’occupazione politica dei luoghi della cultura statali da parte del Ministro Giuli. Oggi è la volta dei musei e del Parco archeologico di Capri, dove viene nominata nel CdA Elena Proietti Trotti, componente dello staff del Ministro, nonché consigliera e figura politicamente attiva in Umbria per Fratelli d'Italia. Una scelta che solleva interrogativi gravi. Dalle informazioni disponibili, non risultano competenze riconducibili ai requisiti previsti dalla legge, che è chiara nell’individuare i componenti dei Consigli di amministrazione dei musei tra figure di chiara fama e comprovata esperienza nella gestione e valorizzazione del patrimonio culturale. Dopo quanto già accaduto alla Reggia di Caserta — dove nel CdA è stato nominato il segretario cittadino di Fratelli d’Italia — prosegue quella che appare come una vera e propria occupazione politica delle istituzioni culturali. Un fatto scandaloso. Presenteremo anche in questo caso un’interrogazione parlamentare, come abbiamo già fatto dopo la nomina alla Reggia di Caserta, per fare piena luce sui criteri adottati e sul rispetto delle norme vigenti. I musei non possono diventare terreno di spartizione partitica né strumenti di consenso. Le istituzioni culturali devono restare autonome e indipendenti. La cultura appartiene ai cittadini, non ai partiti. Continueremo a vigilare e a contrastare con determinazione questa deriva inaccettabile”.  Così Piero De Luca, deputato del Partito Democratico e segretario regionale del PD Campania.

 

03/03/2026 - 12:03

Siamo di fronte a una delle crisi internazionali più gravi degli ultimi anni e il Governo resta nell’ambiguità. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni sta evitando un passaggio doveroso in Parlamento, mentre l’Italia non prende le distanze dalle ultime azioni unilaterali di Netanyahu e resta semplicemente schiacciata ancora una volta sulle posizioni di Trump, il quale peraltro non ha neppure informato preventivamente il nostro Governo degli attacchi. Questa non è una postura solida : è subalternità politica. Un grande Paese come l'Italia deve saper coniugare il rapporto atlantico con un ruolo diplomatico autonomo a livello internazionale e con i partner europei. Oggi, invece, vediamo un’Italia debole, isolata e silente". Lo dichiara Piero De Luca, deputato Pd e capogruppo in commissione politiche europee. "Colpisce il contrasto tra la rapidità con cui la Premier interviene su vicende mediatiche come il festival di Sanremo e la sua timidezza di fronte a una crisi che coinvolge sicurezza energetica, stabilità regionale, tutela dei nostri connazionali e rispetto del diritto internazionale. Gli italiani hanno diritto di sapere quali impegni siano stati assunti, quali richieste siano arrivate dai nostri alleati e quali siano i limiti dell’azione del nostro Paese. Non basta elencare i rischi o rifugiarsi in formule generiche. Serve una linea politica chiara. Serve dire se l’Italia intende promuovere un’iniziativa diplomatica forte, se intende difendere con coerenza il multilateralismo, se e come intenda impegnarsi per una de-escalation. Per questo chiediamo che la Presidente del Consiglio venga immediatamente in Aula a riferire. È una questione di trasparenza, di rispetto delle istituzioni e di responsabilità verso il Paese". Così conclude il dem.

 

03/03/2026 - 12:02

L’aumento del carrello della spesa è un segnale chiaro: il costo dei beni essenziali continua a crescere e a pesare sulle famiglie, mentre salari e pensioni non tengono il passo.
Non parliamo di numeri astratti, ma di difficoltà quotidiane per milioni di persone. Il Governo deve intervenire con misure concrete per difendere il potere d’acquisto, sostenere i redditi e contrastare le disuguaglianze.
Le famiglie non possono essere lasciate sole soprattutto in un contesto internazionale fortemente instabile e con prevedibile crescita del costo dell’energia.

Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo PD palla Camera dei Deputati.

 

03/03/2026 - 10:54

“Quasi un italiano su due non vota più. Non è solo un problema statistico, ma il segnale di una crisi del sistema di rappresentanza”.

Così il segretario di Presidenza della Camera, Stefano Vaccari, intervenendo nella Sala della Lupa di Montecitorio alla tavola rotonda “Astensionismo. Il non voto è un problema per la democrazia”, promossa dallo stesso Vaccari in occasione della presentazione del Rapporto Ipsos-Lega Coop FragilItalia 2025/2026.
“Un’astensione elevata - ha detto il deputato democratico - altera la rappresentatività delle istituzioni e può metterne in discussione la legittimità sostanziale, soprattutto quando colpisce in modo selettivo giovani e fasce sociali più fragili”.
Vaccari ha evidenziato inoltre come “non si tratta di semplice disinteresse, ma di una frattura nel rapporto di fiducia”, richiamando la necessità di interventi concreti. “Per invertire la tendenza - ha aggiunto - non basta un appello al dovere di voto. Servono trasparenza, responsabilità e strumenti che rendano la politica più credibile e verificabile. Se metà del corpo elettorale si chiama fuori - ha concluso - il problema è della politica. Dobbiamo ricostruire il legame tra cittadini e istituzioni e restituire significato alla rappresentanza”.
Le possibili soluzioni indicate da Vaccari vanno dagli
interventi strutturali per rafforzare trasparenza e rendicontazione del mandato elettivo alla lotta alle disuguaglianze economiche e sociali come priorità democratica, dalla
regolamentazione e trasparenza degli algoritmi delle piattaforme digitali alla creazione di luoghi permanenti di partecipazione nei territori, alle misure per ridurre i costi e le barriere all’accesso al voto, soprattutto per studenti e lavoratori fuori sede.
Al convegno partecipano: la capogruppo Pd alla Camera, Chiara Braga; Vittoria Ferdinandi, sindaca di Perugia; Anna Finocchiaro, presidente della Fondazione Italiadecide; Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera; Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria; Valentina Pazè, docente di Filosofia politica all’Università di Torino; Serena Sorrentino, presidente della commissione per il Programma fondamentale della Cgil; Nicola Zingaretti, capodelegazione Pd al Parlamento europeo. Coordina i lavori la giornalista e scrittrice, Flavia Perina.

 

 

03/03/2026 - 10:41

"L'invasione via terra del Libano da parte dell'esercito israeliano è l'ennesimo atto di guerra in violazione del diritto internazionale compiuta da Netanyahu con l'intento di destabilizzare l'intera regione e imporsi come potenza dominante in tutto il Medio Oriente.
Ormai è evidente che Netanyahu usa lo stato di guerra permanente per mantenersi al potere, sfuggire alla giustizia interna e sottrarsi alla Corte penale internazionale che ha emesso un mandato di cattura per i crimini di guerra e i crimini contro l’umanità commessi da lui e dal suo ex ministro Gallant a Gaza e in Cisgiordania.
Dopo l'imbarazzante audizione di ieri dei ministri Tajani e Crosetto, tutta all'insegna dello "stiamo a vedere", oggi il governo Meloni riuscirà a prendere le distanze da quest'azione illegittima e arbitraria di Netanyahu? L’Italia non può continuare ad essere complice di questo disastro: la violenza, come abbiamo già visto tante volte in Medio Oriente, genera sempre e solo altra violenza e radicalismo". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

02/03/2026 - 20:21

“Siamo qui per il rispetto che abbiamo per la nostra storia e per il lascito etico e politico che sono le istituzioni democratiche. Questa è una battaglia da fare fino in fondo: ne va della qualità della democrazia”.

Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, a Torino partecipando all’incontro con Elly Schlein sul referendum costituzionale.

“Noi vogliamo andare oltre i titoli: questa Maggioranza sa solo produrre decreti e riforme che fanno titolo, ma poi nella sostanza creano nuova burocrazia e non aiutano le persone che davvero hanno bisogno di sicurezza - ha detto la deputata dem dal palco - Non è una questione solo di merito ma anche di metodo: non vogliono il dialogo o il confronto, vogliono non governare ma comandare”.

“È una battaglia fondamentale da non dimenticare: lo ha chiesto anche il presidente Mattarella, ma il Governo continua a usare toni scorretti e inaccettabili. Anche questa volta noi non ci sottraiamo” ha concluso Gribaudo.

 

02/03/2026 - 19:00

I presidenti dei gruppi parlamentari di Camera e Senato hanno inviato una
lettera unitaria ai presidenti di Camera e Senato, Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa, per chiedere di convocare con urgenza la presidente del Consiglio Giorgia Meloni per riferire in parlamento.
“La natura e la portata della crisi in atto - si legge nel testo - investono infatti la politica estera e di sicurezza nella sua dimensione complessiva e strategica, incidendo su profili che attengono alla collocazione internazionale dell’Italia, ai suoi obblighi derivanti dal diritto internazionale e dai trattati, alla sicurezza energetica, alla tutela dei cittadini italiani presenti nell’area e alla stabilità dell’intero quadrante mediorientale.
In base all’articolo 95 della Costituzione, la Presidente del Consiglio dirige la politica generale del Governo e ne è responsabile, mantenendone l’unità di indirizzo politico e amministrativo. Proprio in ragione di tale responsabilità unitaria, appare necessario che sia la Presidente del Consiglio a chiarire in parlamento quale sia la posizione ufficiale del Governo.  Considerato che - si legge ancora nel testo - non esiste neanche una dichiarazione ufficiale della Presidente del consiglio dei ministri, in un frangente di tale gravità è necessario un confronto pieno e trasparente in Aula con il vertice dell’Esecutivo, affinché siano chiariti indirizzo politico, scelte strategiche e responsabilità”. La lettera è stata firmata dai capigruppo di Camera e Senato: Chiara Braga e Francesco Boccia (Pd), Riccardo Ricciardi e Luca Pirondini (M5S), Luana Zanella e Peppe De Cristofaro (Avs), Matteo Richetti e Marco Lombardo (Azione), Mariaelena Boschi e
Raffaella Paita (Italia Viva), Riccardo Magi
(+Europa).

Ecco il testo integrale della lettera

“Signor Presidente,
alla luce dei gravissimi sviluppi intervenuti in Medio Oriente a seguito dell’attacco condotto dagli Stati Uniti d’America e dallo Stato di Israele nei confronti della Repubblica Islamica dell’Iran, nonché della conseguente reazione iraniana e del rischio concreto di un’ulteriore escalation militare nell’intera area regionale, riteniamo doveroso un tempestivo e completo coinvolgimento del Parlamento.
In queste ore abbiamo ascoltato le comunicazioni del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale e del Ministro della difesa rese alle commissioni competenti. Pur apprezzando la disponibilità dei Ministri a riferire sugli aspetti di rispettiva competenza, riteniamo tuttavia indispensabile che a intervenire in Aula sia la Presidente del Consiglio dei Ministri.
La natura e la portata della crisi in atto investono infatti la politica estera e di sicurezza nella sua dimensione complessiva e strategica, incidendo su profili che attengono alla collocazione internazionale dell’Italia, ai suoi obblighi derivanti dal diritto internazionale e dai trattati, alla sicurezza energetica, alla tutela dei cittadini italiani presenti nell’area e alla stabilità dell’intero quadrante mediorientale.
In base all’articolo 95 della Costituzione, la Presidente del Consiglio dirige la politica generale del Governo e ne è responsabile, mantenendone l’unità di indirizzo politico e amministrativo. Proprio in ragione di tale responsabilità unitaria, appare necessario che sia la Presidente del Consiglio a chiarire dinanzi alla Camera:
– quale sia la posizione ufficiale del Governo italiano rispetto all’attacco statunitense e israeliano e alla reazione dell’Iran;
– quali valutazioni siano state compiute circa i rischi di allargamento del conflitto e le possibili ripercussioni sugli interessi strategici nazionali;
– quali iniziative diplomatiche e politiche l’Italia intenda promuovere in sede bilaterale, europea e multilaterale per favorire una de-escalation e il ripristino del rispetto del diritto internazionale;
– quali misure siano state adottate o siano in via di adozione per la tutela dei cittadini italiani e del personale civile e militare presente nell’area.
Considerato che non esiste neanche una dichiarazione ufficiale della Presidente del consiglio dei ministri, in un frangente di tale gravità è necessario un confronto pieno e trasparente in Aula con il vertice dell’Esecutivo, affinché siano chiariti indirizzo politico, scelte strategiche e responsabilità.
Per queste ragioni, Le chiediamo di voler attivare ogni iniziativa di Sua competenza affinché la Presidente del Consiglio dei Ministri riferisca con la massima urgenza all’Assemblea della Camera dei Deputati.
Confidando nella Sua sensibilità istituzionale rispetto al ruolo centrale del Parlamento in materia di indirizzo e controllo politico”.

 

 

02/03/2026 - 18:42

“Oggi è morto l’ennesimo lavoratore dell’Ex Ilva, l’ennesimo che si trovava nella catena di appalti e subappalti. Anche per questo iniziative come quella di oggi servono per ricordarci che non dobbiamo mai abbassare la guardia, e non solo a parole ma anche con i fatti”.

Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, che ha preso parte all’iniziativa della Cgil Piemonte in cui la segretaria Elly Schlein ha dialogato sulle tematiche del lavoro con Maurizio Landini.

“Quando affrontiamo queste tematiche dobbiamo ricordarci che dietro i numeri e le notizie ci sono sempre delle persone - prosegue la deputata dem - Per questo è urgente approvare al più presto le proposte di legge che servono a migliorare le condizioni di lavoro”.

“Come è stato ricordato dal palco una proposta é la Legge Griseri Prisco, che vuole ampliare le tutele e i diritti dei rider. Ringrazio la segretaria Schlein per averlo ribadito anche oggi e per il lavoro che stiamo cercando di fare insieme nelle aule istituzionali e fuori” conclude Gribaudo.

 

02/03/2026 - 17:57

"Cosa pensa di fare l'Italia per favorire la fine di questo conflitto in Medio Oriente? Quali misure intende adottare per evitare una ulteriore escalation nella regione che avrebbe conseguenze imprevedibili? Non lo sappiamo.
I ministri Tajani e Crosetto, oggi in audizione alle commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato, non ce l'hanno detto. Sono ministri "osservatori" che vengono in Parlamento a riportare le posizioni altrui e fare il resoconto di quanto già noto. Quando gli è stato chiesto se il governo autorizzerà l’uso delle basi statunitensi in Italia, non l’hanno escluso: un'affermazione grave e preoccupante.
Il quadro che emerge è di un governo allo sbando.
Non una sola parola di condanna dell'attacco unilaterale di Trump e Netanyahu contro l'Iran, al di fuori del diritto internazionale. Siamo tutti d'accordo che i lanci di missili da Teheran verso gli altri paesi del Golfo devono finire, ma non succederà finché Israele e Usa continueranno a bombardare l'Iran e non si può sorvolare sul fatto che è proprio da loro che è partito questo ennesimo fronte di conflitto. Ancora una volta, l'esecutivo dimostra la sua totale subalternità a Trump e Netanyahu che non hanno neanche avuto l'attenzione di avvisare l'Italia di quello che stava per succedere.
Altro che rapporti privilegiati, altro che pontieri, altro che alleati: l'Italia di Meloni è irrilevante". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo a margine dell'audizione dei ministri Tajani e Crosetto.

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