Speravamo in un sussulto di orgoglio che ancora una volta il governo non ha avuto. Negare ogni contributo al film su Giulio Regeni non è stato il frutto di norme applicate, di procedure tecniche, ma l'esito del sistema che voi avete introdotto. Concepire la cultura nella sua ricchezza e complessità come terreno di conquista per un’egemonia fondata non sui contenuti, sui talenti e la creatività, ma sull'occupazione di ogni ambito. L’ 11 settembre di due anni fa il ministro Giuli aveva citato come esempio di competenze e pluralismo di questa commissione uno tra i critici più illustri del Paese Paolo Meneghetti, lo stesso critico che con un atto di coerenza quella commissione ha deciso di abbandonarla assieme a Massimo Galimberti. La realtà è che avete piegato quella e altre commissioni a logiche amicali e criteri di pura e sciocca fedeltà e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Invece il racconto del sequestro e dell’uccisione di un ricercatore italiano di 27 anni non ha raggiunto il punteggio minimo. Ministro, può dire a quest’Aula qual è il punteggio della vita di un ragazzo di 27 anni? Le persone, scelte anche da lei, potevano scegliere tra il cinismo degli interessi e la difesa della vostra dignità, hanno scelto il servilismo degli interessi e voi avete perso un pezzo della vostra dignità.
Lo dichiara il deputato del Pd Gianni Cuperlo, in replica al ministro Giuli durante il Question Time alla Camera.