• 29/04/2026

Il calcio italiano vive un abisso morale, finanziario e sportivo: serve riforma vera, non manovra di potere.
"Quello che abbiamo visto succedere nel mondo del calcio non riguarda solo il risultato sportivo: è un abisso dal punto di vista morale, finanziario e, di conseguenza, sportivo. Un tema che impone una riflessione seria. Le dimissioni del presidente Gravina non sono e non possono essere l'unica soluzione, ma deve essere altrettanto chiaro che la strada del commissariamento politico non è quella giusta. Ho grossi dubbi sul fatto che spingere verso un reset attraverso il commissariamento possa condurre a una strada altrettanto pericolosa: quella dell'occupazione degli spazi. Come potremmo fidarci di questa maggioranza, quando pochi giorni fa ho elencato in Aula, come fossi lo speaker di uno stadio, sette tra senatori, deputati e sottosegretari della maggioranza che sono contemporaneamente presidenti di federazioni sportive, leghe professionistiche o enti di promozione sportiva? Non è conflitto di interessi: è apologia di interessi! Come possiamo credere che la maggioranza agisca in modo diverso proprio ora e proprio sul calcio?" Così il deputato Mauro Berruto, responsabile nazionale Sport del Partito Democratico.

"Sulla bozza del disegno di legge del senatore Marcheschi – aggiunge l’esponente dem - ci sono elementi su cui possiamo convergere: la lotta alla pirateria, un tetto massimo per i procuratori, altri che non ci sono e su cui potremmo lavorare, per esempio la questione del minutaggio degli italiani. Ma ci sono due punti su cui il Partito Democratico non ci sarà. Il primo è il ‘betting’ come risorsa finanziaria per le società sportive: manca qualsiasi chiarezza su come verrebbero utilizzati quei fondi, e il dubbio che la ludopatia diventi uno strumento per mettere a posto bilanci in pesante perdita è più che fondato. Il secondo è l'articolo che prevede il commissariamento in casi straordinari: si tocca l'autonomia dello sport, e questo non è accettabile".

"L'assemblea della Federcalcio – conclude Berruto - è convocata per il 22 giugno. Mi auguro che le sue componenti trovino una convergenza autonoma su una persona che possa davvero mettere mano alle riforme. Quello che è successo non è accettabile, ma la soluzione deve venire dall'interno del mondo del calcio, non da una ulteriore occupazione politica".