• 14/05/2026

"Il trentesimo posto su quaranta Paesi per il tasso di povertà infantile certificato dall'Unicef non è una fatalità: è il frutto di scelte politiche precise da parte del governo Meloni che impongono di agire . Prima tra tutte, la grave sottovalutazione di questi dati da parte di chi governa il Paese. Questo divario è reso ancora più evidente dalla visita della principessa Kate a Reggio Emilia per conoscere da vicino il 'Reggio Approach', la filosofia educativa per l’infanzia- ideata da Loris Malaguzzi- diventato un modello nel mondo. Lo dichiara Irene Manzi, deputata del Partito Democratico e capogruppo in commissione Cultura alla Camera, commentando il rapporto Unicef sulla condizione dell'infanzia in Italia.

"Sono le conseguenze di scelte precise – evidenzia l’esponente dem - quelle che hanno portato al taglio dei posti negli asili nido rispetto all'obiettivo iniziale fissato dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Sono le conseguenze delle scelte che tengono ferma al Senato la nostra proposta di legge sul finanziamento strutturale dei Patti educativi di comunità, quegli accordi tra Comuni, scuole ed enti del Terzo settore che promuovono opportunità educative anche al di fuori dell’orario scolastico, particolarmente importanti proprio per quei bambini e quelle bambine che di opportunità ne hanno meno tra le mura di casa".

"Il Partito Democratico – conclude Manzi - ha presentato, sia alla Camera che al Senato, le proprie proposte di legge. I Patti territoriali, il riconoscimento uniforme della mensa scolastica come diritto essenziale universale, il potenziamento del tempo pieno e l'abbattimento dei costi legati alla frequenza scolastica, dai libri di testo ai trasporti. Proposte concrete, che abbiamo portato anche nelle ultime leggi di bilancio con emendamenti puntuali e che il governo continua a non voler prendere in seria considerazione. I dati Unicef impongono risposte immediate, non indifferenza".