“Nonostante rivendichi i meriti del Msi, la Meloni non faccia di tutta l'erba un fascio. Quel che è successo col Qatargate non può gettare ombre sulla storia e sulle tradizioni di un'intera area politica". È quanto dichiara Emiliano Fossi, deputato del Pd, rispetto alle dichiarazioni della presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Bocciato l’odg del deputato dei Democratici che impegnava, in caso di aumento dei contagi, il governo a reintrodurre l’obbligo dell’uso dei dispositivi di protezione individuale per i lavoratori della ristorazione
“Questo governo e questa maggioranza si confermano sordi alle esigenze dei lavoratori e si comportano come se il Covid fosse sparito, quando basta guardare a ciò che sta accadendo in Cina per capire che non è così”.
Così Emiliano Fossi, deputato del Pd e membro della commissione Lavoro, commenta la bocciatura da parte del centrodestra dell’ordine del giorno sulla reintroduzione dell’obbligo delle mascherine per i lavoratori della ristorazione in caso di aumento dei contagi.
“Alcuni studi fatti ad inizio pandemia – aggiunge Fossi – hanno segnalato come la ristorazione sia l'attività tra le più a rischio per i contagi. Inoltre i dati confermano che il Covid circola ancora. Come emerge dai bollettini settimanali del Ministero della salute il numero delle vittime è in crescita del 4,8% (686 morti la prima settimana di dicembre, 719 la seconda). Inoltre una Regione è classificata a rischio alto per molteplici allerte di resilienza e dieci sono a rischio moderato. Non prendere in considerazione questi dati è da irresponsabili”.
“Non bastavano pene fino a 6 anni e multe fino a 10 mila euro per chi organizza un rave. Il governo vuole pure impedire un confronto approfondito sulla legge, ponendo la fiducia e tagliando così la discussione generale. La maggioranza è in preda ai tic ideologici della peggiore destra”.
Ad affermarlo è Emiliano Fossi, deputato del Pd e membro della commissione Lavoro della Camera.
“In Italia c’è un’emergenza che si chiama lavoro - dice Fossi - ma il governo Meloni non se ne è accorto o non sa come intervenire: in ogni caso parla di altro e non si occupa di ciò che sta a cuore agli italiani”.
Il deputato dei Democratici e l’emendamento per dimezzare le tasse ai frontalieri del Principato di Monaco: “Destra populista ma contro il popolo”
"Tra gli emendamenti depositati in Commissione Bilancio alla Camera da parte della maggioranza c'è anche quello che prevede di tagliare in modo netto (al 5%) le tasse sulle pensioni ai frontalieri italiani che hanno lavorato nel Principato di Monaco. Davanti a queste scelte, dobbiamo ricrederci: questo non è un governo che pensa solo ai ricchi, come credevamo, ma ai super ricchi".
A dirlo è Emiliano Fossi, deputato Pd, membro della commissione Lavoro alla Camera.
"La maggioranza - dice Fossi - deve aver frainteso il concetto del taglio delle tasse. Ancora una volta è solo per pochi privilegiati. Purtroppo la popolazione italiana non potrà riversarsi a vivere tutta al confine con il Principato… A destra fanno i populisti ma contro il popolo”.
“Legge di bilancio, una mezza debacle del governo Meloni. Nessuna promessa elettorale, dall’aumento delle pensioni minime a 1000 euro alla flat tax per tutti, è stata mantenuta e i continui litigi tra i partiti di maggioranza hanno bloccato per giorni i lavori di Commissione, rendendo possibile il rischio di esercizio provvisorio. E’ stato dato spazio soltanto ai Pos ed ai condoni, mentre i temi decisivi per famiglie ed imprese come lavoro, sanità e scuola sono stati penalizzati. Il Pd ha mantenuto un atteggiamento serio e di forte pressione, ma questa destra ha dimostrato, arrancando, di avere grandi difficoltà nell'esercizio di governo.
Certo, il lavoro che abbiamo fatto e faremo qua in Parlamento è importante ma ci vuole anche altro. Ci vuole che torniamo protagonisti nel dibattito politico, nel paese e che definiamo che risposte dare a chi soffre e rischia di vedere peggiorare pesantemente la propria condizione sotto i colpi di una inflazione al 12% , dell'aumento del costo della vita e della precarizzazione. Se vogliamo dare un futuro alla Sinistra e al Paese non possiamo prescindere da questo. Il momento è ora”.
Lo scrive su Facebook Emiliano Fossi, deputato Pd e membro della Commissione Lavoro, commentando la Legge di Bilancio.
Il deputato Pd, membro della Commissione Lavoro: "Migliorare salari e occupazione è la vera sfida del nostro tempo. Occorre coraggio e diventare il partito di occupazione e diritti"
"Siamo di fronte a una crisi profonda ed estremamente pericolosa sul tema del lavoro. Secondo gli ultimi dati Istat, un cittadino italiano su quattro oggi non arriva a guadagnare 10 mila euro l'anno. E dal 2007 le retribuzioni sono calate del 10%. Occorre sviluppare con urgenza una lotta al precariato e un piano per introdurre il salario minimo: ne va della dignità di milioni di lavoratori e del benessere economico del nostro Paese".
Lo afferma Emiliano Fossi, deputato Pd e membro della Commissione Lavoro.
"Ieri nell'audizione della Ministra Calderone in commissione Lavoro della Camera non c'è stata quella concretezza nelle risposte che invece in questo momento storico è assolutamente necessaria. Non abbiamo mai sentito parlare di 'precarietà', della diminuzione dei salari, di lavoro povero - aggiunge il deputato Pd -. Il miglioramento degli stipendi e la crescita dell'occupazione sono invece la vera sfida del nostro tempo a cui di certo non possiamo sottrarci. È un obbligo essere in prima linea. Serve trovare soluzioni al problema del cuneo fiscale, a un mercato che non offre ancora offerte di lavoro adeguate in termini di diritti e retribuzione. Dobbiamo impegnarci per diminuire quel divario, ampio, tra occupazione maschile e femminile, costruire condizioni di accesso migliori al mondo del lavoro per i giovani e un sistema che garantisca loro maggiore stabilità".
"Davanti a un Governo che taglierà il prossimo anno più di 700 milioni di fondi per la lotta contro la povertà, adesso occorre coraggio da parte del Partito Democratico. La volontà di essere protagonisti nel cambiamento e diventare il partito del lavoro e dei diritti. Della giustizia sociale e della redistribuzione. Della lotta contro la precarietà e le condizioni che generano la povertà. E' il momento - conclude Fossi - di posizionarsi laddove i cittadini oggi hanno più bisogno e attendono risposte dalla politica. Non possiamo aspettare oltre".
“La Legge di Bilancio è la debacle del governo Meloni. Nessuna promessa elettorale, dall’aumento delle pensioni minime a 1000 euro alla flat tax per tutti, è stata mantenuta e i continui litigi tra i partiti di maggioranza stanno bloccando da giorni i lavori di Commissione, rendendo sempre più reale il rischio di esercizio provvisorio. E’ stato dato spazio soltanto ai Pos e ai condoni, mentre temi decisivi per famiglie e imprese come lavoro, sanità e scuola sono stati penalizzati. Il Pd fino ad ora ha mantenuto un atteggiamento serio e responsabile ma questa destra si sta dimostrando palesemente incapace di governare il paese”: è quanto dichiara Emiliano Fossi, deputato Pd in Commissione Lavoro sulla discussione della Legge di Bilancio a Montecitorio.
Il deputato dei Democratici ha espresso solidarietà alla Cgil dopo che la sede dello Spi del quartiere 4 di Firenze è stata imbrattata con scritte offensive
Firenze, 19 dicembre 2022 – “Gesto odioso, da condannare. Massima solidarietà e vicinanza allo Spi Cgil, il sindacato è un presidio di libertà”.
A dirlo è il deputato del Partito democratico Emiliano Fossi, dopo che nella notte la sede dello Spi del quartiere 4 di Firenze è stata imbrattata con scritte offensive.
“Scritte inaccettabili frutto di tensioni antidemocratiche che non sono mai da sottovalutare - sottolinea Fossi - . Azioni come queste non devono trovare spazio in una città tollerante come Firenze. Lo Spi Cgil è una realtà radicata che quotidianamente offre servizi fondamentali e assicura rappresentanza a migliaia di pensionati”.
"Nella Legge di Bilancio non c'è assolutamente niente a favore dei lavoratori. Le uniche misure presenti, a partire dall'innalzamento dei voucher, rischiano di promuovere addirittura il precariato in numerosi settori".
A dirlo è Emiliano Fossi, deputato Pd e membro della Commissione Lavoro della Camera, commentando la manovra finanziaria del governo.
"Nella manovra, nonostante le promesse elettorali, non ci sono norme per disincentivare le delocalizzazioni delle imprese, né novità sul salario minimo e l'equo compenso. Sui redditi dei lavoratori - conclude Fossi - la la maggioranza ha addirittura bocciato l'emendamento Pd sull'aumento del cuneo fiscale. Si definiscono 'destra sociale' ma qui di sociale non c'è nulla: c'è solo la destra".
Il deputato dei Democratici: "Si autodefiniscono destra sociale, ma nella manovra di sociale non c'è nulla: c'è solo la destra"
Roma, 16 dicembre 2022. "Nella Legge di Bilancio non c'è assolutamente niente a favore dei lavoratori. Le uniche misure presenti, a partire dall'innalzamento dei voucher, rischiano di promuovere addirittura il precariato in numerosi settori".
A dirlo è Emiliano Fossi, deputato Pd e membro della Commissione Lavoro della Camera, commentando la manovra finanziaria del governo.
"Nella manovra, nonostante le promesse elettorali, non ci sono norme per disincentivare le delocalizzazioni delle imprese, né novità sul salario minimo e l'equo compenso. Sui redditi dei lavoratori - conclude Fossi - la la maggioranza ha addirittura bocciato l'emendamento Pd sull'aumento del cuneo fiscale. Si definiscono 'destra sociale' ma qui di sociale non c'è nulla: c'è solo la destra".
Il deputato dei Democratici e membro della Commissione Lavoro: "Occorre dare sostegno e protezione sociale ai lavoratori"
Roma, 14 dicembre 2022. "Ho presentato, assieme ad altri membri della Commissione Lavoro, una risoluzione per chiedere un intervento sulla situazione della ex Gkn. Le parti in causa saranno convocate per alcune audizioni e avranno modo di esplicare quei punti su cui ancora persistono delle incomprensioni e su cui occorre invece massima chiarezza".
Lo afferma Emiliano Fossi, deputato Pd e membro della Commissione Lavoro.
"A distanza di oltre un anno dall'inizio di questa vicenda, rimangono ancora estreme incertezze per i lavoratori. Chiediamo quindi che anche il governo scenda in campo, diventando parte attiva e trovando gli strumenti per dare sostegno e protezione sociale alle persone che sono state licenziate. E a cui ancora una volta va la nostra solidarietà. Occorre tracciare una nuova strada per il futuro di decine di famiglie ancora in sospeso e lavorare per la riconversione dell'attività produttiva. Il governo deve assumere un ruolo in questa vicenda che ha rappresentato una grave ferita per un intero territorio ed è diventata un pericoloso precedente in tutto il Paese".
Dopo la promessa fatta in campagna elettorale, il deputato dei Democratici ha presentato un emendamento alla manovra economica per concedere agli enti locali la possibilità di utilizzare parte di quanto accantonato nel Fondo Crediti Dubbia Esigibilità
Roma, 13 dicembre 2022. “Il caro energia ha aggravato una crisi che stanno pagando imprese, lavoratori, famiglie, Terzo settore. Come promesso in campagna elettorale, ho presentato un emendamento alla manovra economica per concedere agli enti locali la possibilità di utilizzare parte di quanto accantonato nel Fondo Crediti Dubbia Esigibilità (Fcde), per poter finanziare contributi a beneficio di quei soggetti maggiormente in difficoltà”.
Ad annunciarlo è il deputato del Pd Emiliano Fossi.
“I rincari energetici stanno mettendo in ginocchio Terzo settore, famiglie e imprese: rischiamo di veder scomparire parte delle associazioni di volontariato e con loro un fondamentale pezzo di welfare su cui si poggia la Toscana, come gran parte dell’Italia. Se il mio emendamento venisse approvato - dice Fossi - i Comuni potrebbero svincolare una percentuale del Fondo Crediti Dubbia Esigibilità, destinando quelle risorse alle categorie più bisognose. Per recuperare i fondi, si può pensare anche a introdurre strumenti ancora più efficaci per il contrasto all’evasione fiscale”.
Una mossa che in Toscana, ad esempio, permetterebbe di sbloccare qualche centinaio di milioni di euro, dato che tutti i Comuni sono obbligati per legge ad accantonare soldi per coprire i vuoti di bilancio per le multe e le tasse non riscosse.
“Gli enti locali - spiega Fossi illustrando l’emendamento - potrebbero determinare con propria delibera entro il 31 marzo 2023 la definizione agevolata dei crediti in essere al 31 dicembre 2021, relativi alle proprie entrate tributarie e patrimoniali, consentendo il pagamento senza applicazione di sanzioni ed interessi. Potrebbero consentire la rateizzazione del pagamento entro un massimo di 60 mesi con cadenze trimestrali con importi non inferiori a 5 mila euro, da garanzia fideiussoria o ipoteca cautelare. In caso di pagamento in unica soluzione il debito verrebbe ridotto del 20%. Gli enti locali che adottano il provvedimento potrebbero ridurre il valore del fondo crediti di dubbia esigibilità, oggetto di accantonamento nel bilancio di previsione e nel rendiconto di gestione dal 2023 al 2027, di un importo pari all’80% del valore stimato”.
Il deputato dei Democratici: “Quando era all’opposizione Meloni si era detta contraria alla delocalizzazioni, ora la sua maggioranza stoppa una misura che va in quel senso. Sono sovranisti a corrente alternata”
“Eccoli, i sovranisti a corrente alternata. Come Pd avevamo proposto un emendamento per frenare le delocalizzazioni industriali vietando lo spostamento dei macchinari, dei materiali e delle produzioni. Un atto a tutela del lavoro e dei lavoratori. Ebbene l’emendamento è stato ritenuto non ammissibile per estraneità di materia. Sono sbalordito perché la leader di Fdi Giorgia Meloni, anche nel luglio scorso, si era detta contraria alle delocalizzazioni...”.
A dirlo è il deputato Pd Emiliano Fossi a proposito dell'emendamento presentato alla manovra economica insieme ai colleghi Mauro Laus (Pd), Marco Sarracino (Pd) e Arturo Scotto (Articolo 1). L'obiettivo dell'emendamento era la modifica dell'articolo 37 del Decreto Legge numero 144 del 2022 relativo a “norme in materia di delocalizzazione o cessione di attività di imprese non vertenti in situazione di crisi”.
“Alle imprese che cessano definitivamente l’attività produttiva o una parte significativa della stessa, anche per effetto di delocalizzazioni, con contestuale riduzione di personale superiore al 40% di quello impiegato mediamente nell’ultimo anno – era spiegato nell’emendamento – venga preclusa la possibilità di procedere alla rimozione dei macchinari, dei materiali e delle produzioni fino a che non hanno completamente restituito gli incentivi pubblici ricevuti”.
“Dalla ex Gkn a tante altre imprese, ho visto più volte cosa accade quando si decide di delocalizzare – ha spiegato Fossi -. E' grave che il centrodestra abbia deciso di non ritenere ammissibile questo emendamento che tutela i lavoratori. Da FdI sul lavoro vedo tante parole ma pochi fatti. E una mancanza di coerenza, aspetto su cui aveva da sempre garantito la stessa Meloni. Se a luglio si dice che si è contro le delocalizzazioni non si può poi stoppare atti del genere”.
Il deputato dei Democratici ha presentato due emendamenti in Commissione Lavoro: “La contraffazione sottrae 17 miliardi di euro all’anno all’economia reale”“Servono risorse a sostegno di imprese e comuni per contrastare il fenomeno della contraffazione che, stando a dati recenti, sottrae ben 17 miliardi di euro ogni anno all’economia reale causando una perdita di 4,8 miliardi per le casse statali”.
A dirlo è il deputato del Pd Emiliano Fossi che, in Commissione Lavoro della Camera dei Deputati, ha presentato due emendamenti alla manovra economica, che verrà discussa a Montecitorio a partire dalla prossima settimana.
“Il primo emendamento intende istituire un fondo, di 30 milioni di euro all’anno, a favore delle imprese che vogliono dotarsi di sistemi tracciabili con codici multidimensionali e non replicabili per prodotti industriali e agroalimentari - spiega Fossi -. L’altro vuole destinare risorse specifiche agli enti locali che hanno stipulato accordi territoriali anticontraffazione. Sarebbe a dir poco singolare che il nuovo Governo, dopo aver cambiato nome al Ministero dello Sviluppo economico aggiungendo la denominazione Ministero del Made in Italy, non sostenga poi queste proposte concrete a sostegno del nostro tessuto economico-produttivo”.
"Legge di Bilancio, una manovra classista e dalla parte di chi sta meglio. Questa manovra rivendicata orgogliosamente (sia in Aula che in commissione) dalla destra come identitaria è proprio così. È classista e di parte. Dalla parte di chi sta meglio e penalizzante per i ceti sociali più deboli. È una manovra di bilancio che aumenta la precarietà e dice no a strumenti necessari come il salario minimo, rischia di favorire l'evasione e fa cassa sui più poveri, se è vero che già dal 2023 saranno tagliati 743 milioni dei fondi alla lotta contro la povertà. Noi stiamo dalla parte del lavoro, dell'ambiente e della legalità". Lo scrive su Facebook il deputato del Pd Emiliano Fossi, che ieri è intervenuto sulla Legge di Bilancio in commissione Lavoro.