05/11/2025 - 17:20

«Apprendiamo con sollievo che, secondo il ministro Tajani, “non se ne sta occupando” e che, come conferma il portavoce di Forza Italia, “il governo non c’entra nulla” con l’arresto in Libia del generale Almasri. Visto il risultato, forse è il caso che il governo cominci a non occuparsi di molte altre questioni: giustizia, economia, sanità, scuola, ambiente. Potremmo finalmente assistere a qualche miglioramento. La maggioranza si limiti a lasciare che la giustizia faccia il proprio corso, invece di tentare continuamente di mettere i bastoni tra le ruote ai regolari procedimenti . Dopo la carcerazione del criminale Almasri in Libia, sarebbe un’onta gravissima per la Camera sollevare il caso davanti alla Corte costituzionale per estendere lo scudo giudiziario a Bartolozzi. La maggioranza ci ripensi e fermi questa squallida forzatura istituzionale” così il deputato democratico, componente della giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera, Matteo Orfini

 

04/11/2025 - 16:05

“La telecronaca della sottosegretaria Borgonzoni sul “recupero” (che allo stato non c’e) dei fondi per il cinema è semplicemente ridicola. Prima il governo di cui lei stessa fa parte infligge un taglio del tutto immotivato a un comparto strategico come quello del cinema e dell’audiovisivo, poi dobbiamo assistere al racconto minuto per minuto dei tentativi di “raccattare” qualche risorsa, raschiando il fondo del barile della finanza pubblica.
È desolante. Il governo dovrebbe fare marcia indietro: invece di tagliare, deve investire di più in un settore che è stato tra i più penalizzati dalle sue manovre. Lo dicono le associazioni di categoria, lo ripetono con forza gli operatori del settore: il cinema italiano è a un passo dal collasso. Altro che piccole buone notizie o recuperi parziali: la sottosegretaria Borgonzoni dimostri avere la forza politica per obbligare il suo compagno di partito Giorgetti a rimarginarsi il taglio e aumentare i fondi al settore. Se non è in grado dovrebbe tirare lei stessa le conclusioni” così una nota del componente democratico nella commissione cultura della camera, Matteo Orfini.

 

29/10/2025 - 13:57

“Oggi il Ministro della Cultura Alessandro Giuli ha promosso con enfasi i progetti del bando “Il cinema e l’audiovisivo a scuola”, parte del Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola. Peccato che proprio le risorse di cui si vanta siano state cancellate dalla manovra di bilancio che porta la sua stessa firma. I dieci milioni di euro di cui oggi Giuli si vanta non esistono più: sono stati sforbiciati dall’articolo 110 della Legge di Bilancio depositata al senato, che interviene sui fondi previsti dalla lettera i) del secondo comma dell’articolo 27 della Legge Cinema. In questo modo è stata rimossa ogni certezza di finanziamento, anticipando di fatto un ulteriore taglio. Giuli continua così a dimostrarsi ridicolo: si vanta di progetti che la sua stessa politica sta affossando. Forse sarebbe opportuno che rivedesse la sua strategia di comunicazione — o quantomeno che facesse chiarezza tra annunci e realtà. Questi progetti, che portano il cinema e l’audiovisivo nelle scuole, sono fondamentali per la formazione culturale dei ragazzi, per educarli a un uso consapevole delle immagini, contro il bullismo, la violenza di genere e la dispersione scolastica. Non è comprensibile perché il Ministero della Cultura scelga di mettere a rischio un’esperienza così preziosa, che unisce creatività, educazione e partecipazione” così Matteo Orfini, Componente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati.

25/10/2025 - 12:57

“Mentre la sottosegretaria Borgonzoni si fa bella con i numeri del Piano Cinema e Immagini per la Scuola, la realtà è che la manovra del governo Meloni mette in discussione l’intero sistema del cinema e dell’audiovisivo italiano. Altro che festa: con tagli complessivi superiori al mezzo miliardo di euro, il Governo rende incerti perfino i progetti per le scuole di cui oggi la stessa Borgonzoni si vanta. Progetti che, a causa di un comma inserito nella Legge di Bilancio approvata dal Consiglio dei ministri e trasmessa alle Camere, non avranno più garanzia di finanziamento stabile”, lo dice Matteo Orfini, deputato democratico e componente della Commissione Cultura della Camera.
“Ai tagli al Fondo per il Cinema — spiega Orfini — che perderà 150 milioni nel 2026 e altri 200 milioni dal 2027, si aggiungono i tagli lineari e la decisione drammatica annunciata ieri dalla sottosegretaria di ridurre il tax credit dal 40% al 30%.
Scelte che colpiranno duramente le produzioni italiane e allontaneranno quelle internazionali, con effetti pesanti sull’occupazione e sull’intera filiera.”
“Borgonzoni prenda atto della realtà — conclude Orfini —: non c’è nulla da festeggiare. Il governo di cui fa parte sta affossando il cinema italiano.”

24/10/2025 - 09:14

Borgonzoni annuncia riduzione dal 40% al 30%. ‘Una follia’

“Le dichiarazioni della Sottosegretaria Borgonzoni confermano la confusione totale che regna attorno alle politiche per il cinema e l’audiovisivo. Prima ammette che i fondi sono stati drasticamente ridotti, poi assicura che saranno aumentati attingendo al bilancio del Ministero, quindi sostiene che le risorse verranno recuperate già in Parlamento durante l’esame della manovra, e infine cambia di nuovo versione parlando di un assestamento di bilancio. Tutte ipotesi diverse e contraddittorie, che alimentano soltanto disorientamento tra gli operatori del settore.
E, cosa ancora più grave, mentre le risorse diminuiscono, il Governo preannuncia un nuovo taglio anche sulla percentuale del tax credit, che scenderà dal 40% al 30%. Una scelta incomprensibile, l’ennesima conferma dell’assenza di una direzione chiara, che getta sempre più nell’incertezza un comparto che, per continuare a generare investimenti e occupazione, avrebbe invece bisogno di stabilità e regole certe.
Siamo di fronte al solito gioco delle tre carte. Il risultato è un settore colpito ancora una volta duramente, nonostante il suo ruolo strategico per la cultura e per l’economia del Paese — solo per ragioni ideologiche e politiche, e per rispondere al mandato di Meloni di colpire chi ha l’unico difetto di essere libero. E come se non bastasse, la Sottosegretaria ha l’assurdo pretesa di essere ringraziata dalle opposizioni. Ringraziata per cosa? È lei – insieme al suo Governo – la principale responsabile di questo caos e del disastro che sta travolgendo il cinema italiano.”
Così il deputato democratico, componente della Commissione Cultura della Camera, Matteo Orfini.

 

23/10/2025 - 18:45

“I tagli al Fondo per il cinema e l’audiovisivo previsti nella manovra, 150 milioni in meno nel 2026 e 200 nel 2027, rappresentano un disastro industriale. Il settore non può reggere un colpo di questa portata, dopo due anni di difficoltà dovuti al pasticcio sul tax credit. Migliaia di imprese e lavoratori rischiano di non farcela, e con loro un pezzo importante della produzione culturale del Paese”. Così il deputato dem Matteo Orfini, componente della commissione Cultura.

“Con questi tagli – prosegue l’esponente Pd – si indebolisce una filiera che genera ricchezza e occupazione per oltre 180mila persone e che ha saputo portare la qualità del cinema e delle serie italiane sui mercati internazionali. È un accanimento incomprensibile, dettato da motivi politici: la destra considera questo mondo ostile e, non potendolo egemonizzare, prova a distruggerlo. Ma il cinema non è un giocattolo o un lusso, è un pezzo dell’industria nazionale e dell’identità culturale del Paese”.

“Tra l'altro – conclude Orfini - sono stati tagliati anche finanziamenti accessori, ma non meno importanti, come quelli per portare il cinema nelle scuole a fare progetti educativi di avviamento alla conoscenza del cinema italiano e della cultura italiana. Il Partito Democratico si batterà in Parlamento per correggere queste scelte inique, insieme alle altre opposizioni e a tutte le realtà del settore, dai produttori agli autori fino agli interpreti. Difendere il cinema significa difendere lavoro, cultura e futuro”.

 

22/10/2025 - 16:14

“Il testo bollinato della Manovra conferma i tagli al settore del cinema e dell’audiovisivo. Il piccolo ritocco annunciato non cambia la sostanza: mezzo miliardo di taglio al fondo cinema e ai finanziamenti all’industria audiovisiva italiana. La sforbiciata resta pesante e insostenibile per un comparto già duramente colpito dalle ultime leggi di bilancio” così una nota del del deputato democratico, componente della commissione Cultura della Camera, Matteo Orfini. “Il ministro Giuli - prosegue Orfini - ha tentato di nascondere l’entità del danno alludendo oggi in Senato a un possibile ripensamento, ma la realtà è sotto gli occhi di tutti: il governo sta mettendo in pericolo un settore strategico creando danni enormi in termini produttivi e occupazionali. Il cinema italiano è una risorsa culturale, economica e identitaria per il Paese. Penalizzarlo significa indebolire una delle industrie creative più vitali del Made in Italy.”

 

22/10/2025 - 10:53

“Ancora una volta, la cultura viene trattata dal Governo come un costo da tagliare, non come un investimento per il futuro del Paese. Il taglio di oltre mezzo miliardo di euro al Fondo Cinema è un colpo durissimo per un settore già provato da incertezze, decisioni improvvisate e assenza di visione strategica. Le associazioni di categoria, con una rinnovata e non scontata unità, denunciano le gravissime ricadute occupazionali e produttive di questa scelta e chiedono lo stop a uno smantellamento che colpisce una delle eccellenze italiane riconosciute nel mondo”

Così in una nota il deputato democratico, componente della commissione cultura della Camera, Matteo Orfini. “Il Governo, - aggiunge il democratico - invece di ascoltare, continua a usare la cultura come strumento politico e ideologico, colpendo in modo pretestuoso i settori considerati “ostili” solo perché liberi e non allineati.

Il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ignora colpevolmente gli appelli del mondo del cinema e delle arti, limitandosi a eseguire, come un liquidatore fallimentare, il mandato politico della Presidente Meloni: smantellare un comparto vitale, indipendente e pluralista. Un settore che fino alla "cura Meloni" ha restituito lavoro e ricchezza in misura assai superiore alle risorse pubbliche investite.

Chiediamo al Governo di fare marcia indietro su questi tagli irresponsabili e ingiustificati e di avviare un confronto serio con chi ogni giorno fa vivere la cultura italiana”, conclude Orfini.

 

20/10/2025 - 15:05

“Con la nuova Legge di Bilancio il governo Meloni e il ministro Giuli infliggono un altro colpo durissimo al cinema e all’audiovisivo italiani. Dopo anni di attacchi sistematici alla cultura, arriva un nuovo taglio di proporzioni enormi: oltre 190 milioni nel 2026 e 240 milioni a partire dal 2027. Una riduzione del 30 per cento e poi del 35 per cento del Fondo Cinema, che rischia di mettere in ginocchio un intero settore industriale la cui tenuta è già seriamente a rischio.” Lo dichiara Matteo Orfini, deputato del Partito Democratico, componente della Commissione Cultura della Camera.

“Il governo – prosegue Orfini – sta giocando con il fuoco. Sta progressivamente indebolendo un comparto che ha già portato sul ciglio della recessione. Questa ostinazione non è spiegabile se non con la volontà politica, ormai scientifica, di colpire tutto ciò che viene percepito come distante dalle proprie sensibilità ideologiche. Ma qui non si parla di propaganda – aggiunge Orfini – si parla di un settore industriale vero, di una filiera che produce valore economico e lavoro: il cinema italiano è una delle nostre eccellenze più riconosciute, parte integrante del Made in Italy culturale. Indebolirlo significa colpire la libertà creativa, ma anche l’economia reale del Paese.  Tagliare il Fondo Cinema, ridurre le risorse per la promozione nelle scuole, per le sale, per la digitalizzazione del patrimonio significa fare una scelta precisa: impoverire la cultura italiana”.

 

15/10/2025 - 12:40

“Mi dispiace che nella risoluzione di maggioranza, non sia spesa una sola parola per affermare che si tratta di una tragedia umanitaria che produce migliaia di morti nel Mar Mediterraneo diventato un cimitero. Il piano del 2017 del memorandum con la Libia, l'esternalizzazione delle frontiere, è fallito. Di fatto si trattava di violare i diritti per procura, chiedere ad altri quello che sarebbe illegale se lo facessimo noi”. Lo dichiara il deputato Pd, Matteo Orfini intervenendo in Aula per ribadire il no dei democratici al rinnovo del Memorandum d'intesa del 2017 con la Libia.

“Rivendicare i numeri, come fa la maggioranza dei cosiddetti salvataggi in mare  – continua il parlamentare dem - significa rivendicare delle deportazioni. Le persone non vengono rimpatriate in 'centri' come la risoluzione sostiene, ma in lager dove vengono uccise, torturate e stuprate. Addestrare e finanziare la guardia costiera libica, a anni di distanza, non ha funzionato e anche oggi la Libia non è un Paese stabile o sicuro. Anzi la situazione è peggiorata: chi dovrebbe salvare i migranti, spara alla testa delle persone o alle navi delle Ong”.

“Le migrazioni vanno gestite strutturalmente, con la cooperazione internazionale, con missioni europee e redistribuzione in Europa dei flussi migratori. Lo si fa aprendo canali legali di migrazione e accoglienza diffusa. Lo si fa superando l'orribile legge Bossi-Fini e non liberando il capo dei trafficanti, Almasri, rimandandolo in Libia”, conclude Orfini.

 

13/10/2025 - 18:10

“Le dichiarazioni del ministro Giuli sulla “continuità” garantita con la nomina di Brugnoni fanno sinceramente sorridere. Ma una volta per tutte ci spieghino: per la destra il cinema italiano e la sua gestione sono stati finora un’enclave sovietica da spazzare via oppure un luogo di gestione da conquistare, o forse solo da ammaestrare al nuovo ciclo politico? La verità è che si continua a parlare di discontinuità solo quando serve a occupare nuovi spazi, e di continuità quando invece conviene preservare equilibri e relazioni. Ribadiamo che il cinema italiano, invece, avrebbe bisogno di visione, libertà e professionalità, non di appartenenze o fedeltà di corrente. Ci auguriamo che il nuovo direttore generale cinema e audiovisivo del Mic, a cui vanno i nostri auguri per il suo incarico, sappia operare in modo trasparente e corretto, resistendo ai rancori e alle pressioni che il gabinetto del ministro vorrebbe trasferire alla macchina amministrativa del ministero” così il deputato democratico, componente della commissione Cultura della Camera, Matteo Orfini.

09/10/2025 - 11:30

“Oggi la maggioranza ci ha spiegato che la liberazione del criminale Almasri fu una decisione politica del governo per un preminente interesse pubblico. Noi avevamo capito che il nostro preminente interesse pubblico fosse quello di inseguire i trafficanti di esseri umani in tutto il globo terracqueo. Mentre questa vicenda dimostra che se ne catturiamo uno, invece di metterlo in galera, lo riaccompagniamo in Libia con volo di Stato affinché possa continuare a trafficare esseri umani, quindi mettendo a rischio il nostro Paese. La milizia del quale è a capo Almasri, inoltre, ha rapporti strutturali con i nostri servizi segreti, tant’è che proprio ad essa è affidata la sicurezza degli italiani in Libia. Allora, se questa milizia può mettere a rischio i nostri connazionali, rinnoveremo il Memorandum Italia-Libia? Non è il caso di discutere sulla natura dei nostri rapporti con quel Paese? Perché se è addirittura impossibile per noi assicurare alla giustizia un criminale in virtù di questo rapporto, abbiamo un problema. Meloni ha detto di non essere ricattabile, ma questa vicenda dimostra esattamente l'opposto: il governo sta ammettendo di essere sotto il ricatto delle milizie libiche. E’ una responsabilità grave per il nostro Paese. Questo governo ha dimostrato di essere condizionato più dalla lealtà alle milizie libiche, che dalla Costituzione sulla quale ha giurato”.

Così il deputato democratico, Matteo Orfini, intervenendo in Aula sulla vicenda Almasri.

 

24/09/2025 - 11:27

“Gli attacchi di Fratelli d’Italia al relatore Gianassi e al presidente Dori sono violenti, intimidatori e totalmente inaccettabili. E dimostrano soltanto una cosa: che hanno paura della verità. Il relatore ha pieno diritto di esprimere la propria valutazione sugli atti e sui fatti: tentare di imbavagliarlo significa voler piegare la Giunta a logiche di partito e impedire che la giustizia faccia il suo corso.

Un comportamento che conferma ancora una volta la deriva autoritaria che questa destra sta cercando di imporre al Paese” così Matteo Orfini Componente della Giunta autorizzazioni del Partito Democratico.

 

17/09/2025 - 11:54

“Quanto denunciato da Mediterranea è davvero grave ed è l'ennesima dimostrazione che le forze libiche a cui è affidata la gestione dei flussi migratori agiscono contro ogni regola, nel disprezzo dei diritti umani e della dignità dei migranti. Sono loro a organizzare il traffico di esseri umani e a causare volontariamente dolore e morte.  Ovviamente chiediamo al governo di fare chiarezza su quanto accaduto, ma non sarebbe sufficiente limitarsi a questo. Lo ripetiamo ancora una volta: il memorandum Italia Libia non va rinnovato. Bisogna interrompere il rapporto incestuoso tra il nostro paese, i nostri apparati e le milizie libiche. Come dimostra il caso Almasri questo rapporto attribuisce di fatto un potere a bande di criminali che tengono sotto ricatto il governo. Ed è semplicemente intollerabile”. Così il deputato democratico Matteo Orfini che chiede di fare chiarezza su quanto denunciato dall’ong Mediterranea.

11/09/2025 - 12:31

“Quanto emerge sul caso Almasri è di una gravità estrema. Il governo avrebbe operato per coprire la milizia libica con cui, come sembra accertare l’istruttoria del Tribunale dei ministri, avrebbe rafforzato i rapporti nell’ultimo anno, arrivando di fatto ad appaltare a questi gruppi la gestione dei flussi migratori e, a quanto pare, anche la sicurezza degli italiani in Libia”. Così il deputato democratico Matteo Orfini commenta i contenuti della seduta di ieri della Giunta delle autorizzazioni a procedere sul caso Almasri, che da oggi sono disponibili nei resoconti ufficiali della Camera dei deputati.

“A quanto pare, la liberazione di Almasri è stata la probabile contropartita di un ricatto subito dal Governo guidato da Giorgia Meloni: la stessa che, al momento del suo insediamento, aveva solennemente dichiarato di non essere ricattabile. Se questa ricostruzione fosse confermata – conclude Orfini – serve un immediato chiarimento in Parlamento”.

 

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